Origine Secondo il Nobiliario del Conde de Barcelos Don Pedro, Hijo del Rey Don Dionisio, Dionigi era il figlio terzogenito (secondo maschio) del re del Portogallo e dell'Algarve Alfonso III il Restauratore e della principessa castigliana Beatrice, che, come riporta la Crónicas de los reyes de Castilla: Crónica del rey don Alfonso Décimo era figlia naturale del re di Castiglia e León e poi anche re dei Romani (imperatore non ancora incoronato del Sacro Romano Impero Germanico), Alfonso X il Saggio e di María Guillén de Guzmán. Alfonso III, secondo il Roderici Toletani Archiepiscopi De Rebus Hispaniæ era il figlio maschio secondogenito del re del Portogallo Alfonso II e della moglie, la principessa Urraca di Castiglia.
Biografia Suo padre, Alfonso III, aveva sposto la Contessa di Boulogne, Matilde nel 1235, divenendo conte consorte di Boulogne come riporta il cronista Rodrigo Jiménez de Rada, nel suo De Rebus Hispaniæ il matrimonio di Alfonso, secondogenito del re Alfonso (Aldefonsum, secundum filio Aldefonsum) e Matilde (Matillam nomine de partibus Franciæ, Boloniæ Comitissam).
Suo padre, Alfonso III, pur essendo ancora sposato con Matilde, riuscì ad ottenere la mano della figlia illegittima del re di Castiglia, Alfonso X, Beatrice, con la clausola che quando il primo figlio maschio della coppia avrebbe compiuto sette anni, l'Algarve sarebbe tornato al Portogallo, come riporta lo storico britannico Edgar PrestageEdgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, cap. XVI, vol. VII, pag. 589 e Matilde sentendosi oltraggiata, si appellò al papa Alessandro IV, che annullò il matrimonio tra Alfonso III e Beatrice, che non era stato ancora consumato, e, anche dopo la morte della contessa di Boulogne, Matilde, avvenuta nel 1259, continuò a considerare bigamo il re del Portogallo, e solo nel 1263, il papa Urbano IV avrebbe convalidato il matrimonio tra Alfonso e Beatrice.
Dionigi, secondo il Chronicon Conimbricense, era nato il 9 ottobre 1261 (VII Id Oct natus est Infans Domnus Dionysius filius Regis Domni Alfonsi et Reginæ Beatricis) , e secondo il Breve Chronicon Alcobacense, essendo i suoi genitori ritenuti bigami, Dionigi venne considerato illegittimo.
Dionigi ed i fratelli Alfonso e Blanca (D. Dionis, D. Alonso, Dona Branca) sono citati nelle cronache di Pietro, conte di Barcelos, come figli del re Alfonso e di sua moglie Beatrice.
Nel 1262, alla morte del suo fratello maggiore, Ferdinando, che era stato l'erede per due anni, Dionigi divenne l'erede al trono.
Nel 1263 il principe Dionigi, erede al trono del Portogallo, non senza alcune resistenze (forse perché l'erede era il terzogenito ed aveva solo due anni), ricevette dal nonno, il re di Castiglia, Alfonso X, come da promessa fatta dieci anni prima, il regno dell'Algarve, che veniva riunito al regno del Portogallo.
Nel 1269, Dionigi venne citato assieme ai genitori nel testamento della prozia Constança Sanches (1210-1269), suora al monastero della Santa Croce di Coimbra (Dnm Alphonsum illustre Regem Portugaliæ et dominam Beatricem reginam et filiam illustrissimi regis Castellæ et dominum Dyonisium filium eorundem).
Nel 1271, suo padre, Alfonso III, fece testamento, dove dispose di essere sepolto ad Alcobaça, dichiarò Dionigi suo erede e successore e dispose di benefici gli altri figli e alla moglie (Reginam Beatricem uxorem meam), come conferma il documento n° 28 delle Provas da historia genealogica da casa real portugueza, datato dicembre 1271.
Nel 1277, su ordine del neopapa Giovanni XXI, un delegato apostolico pubblicò a Lisbona la bolla ed intimò i provvedimenti di interdetto per il regno e di scomunica e di decadenza dal trono per il re Alfonso III, se non avesse mantenuto fede agli impegni presi a Parigi nel 1245; Dionigi, che era già coinvolto nell'amministrazione del regno, rimase fedele al re suo padre, ignorando la bolla papaleEdgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, cap. XVI, vol. VII, pag. 591.
Dionigi divenne re il 16 febbraio 1279 alla morte del padre Alfonso III che fu sepolto nel Monastero di Alcobaça, dove già era sepolto suo padre e alla sua morte gli succedette Dionigi, come riportato a pag. 21 del Breve Chronicon Alcobacense, Portugaliæ Monumenta Historica, Scriptores, Vol. I. Secondo il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, all'inizio del regno fu affiancato dalla madre, Beatrice.
Siccome Dionigi proseguì nella politica del padre, l'interdetto sul regno del Portogallo rimase ancora per un certo periodo. Nel 1280 iniziò una trattativa con papa Niccolò III, poi proseguita con papa Martino IV e papa Onorio IV e finalmente conclusa con papa Niccolò IVLa trattative fu conclusa grazie ai lavori di una commissione composta da tre cardinali: Latino Malabranca Orsini, Benedetto Caetani (il futuro papa Bonifacio VIII) e Pietro Peregrossi, che redassero un documento dal titolo Ad certitudinem presentium et memoriam futurorum come base per l'accordo. Cfr.: nel 1289, che portò ad un concordato che, con un giusto compromesso, regolò le relazioni tra la corona ed il clero.
Nel 1282 Dionigi sposò la principessa aragonese Isabella, detta "la Santa", figlia del re d'Aragona Pietro III e della principessa sveva Costanza, figlia del re di Sicilia Manfredi (quindi nipote dell'imperatore Federico II di Svevia) e di Beatrice di Savoia (1223-1259).
Nel 1290, per rimediare alla mancanza di scuole universitarie nel regno del Portogallo, Dionigi, forse appoggiandosi al collegio fondato nel 1286 dal suo tutore Dom Domingo Jardo, fondò a Lisbona la prima Università lusitana, l'Università di Coimbra, (con gli insegnanti pagati dal clero). In seguito ad attriti tra studenti e cittadini di Lisbona, l'Università, nel 1308, fu trasferita appunto a Coimbra.
Nel 1295, approfittando della giovane età del nuovo re di Castiglia, Ferdinando IV, dichiarò guerra alla Castiglia, che si affrettò a restituire le città di Serpa e Moura ed inoltre a cedere al Portogallo le città di Aroche ed Aracena.L'anno seguente invase ed annesse il distretto di Ribacôa (che oggi comprende i comuni di Almeida, Figueira de Castelo Rodrigo, Pinhel e Sabugal), compreso tra i fiumi Côa e Duero.Nel 1297 fu siglato il trattato di Alcañices, dove Dionigi e il cugino, Ferdinando IV, riconosciuto il Ribacôa al Portogallo, sancivano una pace della durata di quarant'anni, che prevedeva amicizia e mutua difesa.
Nel 1309 Dionigi, a seguito dell'armonia ritrovata con la Castiglia, andò in aiuto di Ferdinando IV per la conquista, a cui parteciparono anche truppe aragonesi, di Gibilterra (che però, nel 1333, fu nuovamente perduta).
Quando papa Clemente V, il 3 aprile del 1312, soppresse l'ordine dei templari, Dionigi cercò di incorporare le proprietà dei templari nelle proprietà della corona, ma il papa si oppose; allora si giunse all'accordo che tali proprietà dovessero essere trasferite ad un nuovo ordine, lOrdem de Cristo (Ordine del Cristo), che fu fondato nel 1319 e che sarà molto importante per i futuri viaggi di esplorazione.
Imitando suo nonno, Alfonso X di Castiglia, Dionigi sostituì il portoghese al latino nelle procedure giudiziarie e fece tradurre il codice reale castigliano, "las Siete Partidas", in portoghese. La corte portoghese ai tempi di Dionigi, come già ai tempi di suo padre, Alfonso III, che aveva vissuto molti anni in Francia, fu uno dei centri letterari più importanti della penisola iberica e Dionigi, oltre a essere un protettore delle lettere, lasciò un gran numero di poemi lirici, che sono contenuti nei Cancioneiros (Canzonieri).
Si prodigò per l'agricoltura (da cui il suo soprannome) con azioni dirette: il prosciugamento delle paludi il rimboschimento per garantire il legname da costruzione o, come la pineta di Leiria, per arginare la sabbia proveniente dal litorale atlantico sui campi attorno alla città per evitare carestie, vietò l'esportazione del grano, rifacendosi a una legge di suo padre del 1272 oppure indirette (frazionando le grandi proprietà e riformando le proprietà dei terreni agricoli): una legge del 1286 proibì alle corporazioni di acquistare le proprietà reali una legge del 1291 stabilì che le terre di proprietà di coloro che entravano negli ordini religiosi non potevano passare agli ordini stessi, ma solo a laici un'altra legge prevedette che i nobili che si dedicavano all'agricoltura non avrebbero perso il loro stato di fidalgos, cioè la loro nobiltà un'altra ancora si occupò delle terre incolte, organizzando i provvedimenti per la divisione e l'affitto delle suddette terre. Inoltre Dionigi riorganizzò la flotta sotto la guida del genovese Emanuele Pessagno, cosa che permetterà al suo successore di dare inizio ai viaggi oceanici e di raggiungere le Canarie.
Gli ultimi anni di regno di Dionigi furono amari sia per la malattia che per il comportamento dell'erede al trono, il futuro Alfonso IV, che vedendo l'affetto che legava il vecchio re ai suoi figli illegittimi, specialmente ad Alfonso Sanchez (1289-1326), e pensando che tramassero per diseredarlo, si ribellò, minacciando di fare guerra al padre; non si arrivò allo scontro aperto solo per l'intervento di sua madre, Isabella, la regina santa, che nell'ottobre del 1323 si frappose tra i due eserciti già schierati in ordine di battaglia, ad Alvalade, alla periferia di Lisbona.(Pare che l'intervento fu miracoloso: al passaggio della regina una barriera luminosa divise i due eserciti.)
Dionigi morì a Santarém il 7 gennaio 1325 e fu sepolto nel monastero di San Dionigi, a Odivelas, fatto costruire dallo stesso Dionigi. Gli succedette il figlio Alfonso IV.
Discendenza
Dionigi ed Isabella ebbero due figli: Costanza (1285-1313), che sposò il re di Castiglia, Ferdinando IV, Alfonso (1290-1357), re del Portogallo.
Dionigi ebbe otto figli illegittimi, da otto diverse amanti: da Aldonça Sanchez de Sousa: Alfonso Sanchez (1286-1329), conte di Alburquerque e signore di Cerva, fu rivale del suo fratellastro, il re Alfonso IV; da Gracia, signora di Ribeiro: Pietro Alfonso (1287-1354), conte di Barcelos Signore di Gestaçao Lalin e Varsea e Intendente della corte portoghese; da un'amante di cui non si conosce né il nome né gli ascendenti: Ferdinando Sanchez (?- dopo il 13 novembre 1327), che sposò Froila Annes de Briteyros, figlia di Giovanni Rodrigues di Briteyros e della moglie Guyomar Gil; da Maria Pirez di Porto: Giovanni Alfonso (?-assassinato il 4 giugno 1336), legittimato nel 1317, signore di Arouca, che, nel 1315, aveva sposato Giovanna Perez Ponce de León, che gli diede una figlia: Urraca Alfonso che sposò Alvaro Perez di Guzman, signore di Gibraleón e Olvera. da un'amante di cui non si conosce né il nome né gli ascendenti: Leonora di Arouca che sposò Gonzalo de Martinez-Portocarrero; da un'amante di cui non si conosce né il nome né gli ascendenti: Pietro Alfonso (?-?), che, nel 1309 circa, sposò Maria Mendez; da Marina Gomez di Lisbona: Maria Alfonso (?- prima del 1340), che, nel 1318, divenne signora di Gibraleón sposando Giovanni Alfonso de la Cerda, figlio di Alfonso de la Cerda; da un'amante di cui non si conosce né il nome né gli ascendenti: Maria Alfonso (?-1320), suora nel Monastero di San Dionigi, a Odivelas, dove fu tumulata.
Onorificenze
Ascendenza
Note
Bibliografia Fonti primarie Provas da Historia Genealogica da Casa Real Portugueza (Lisbon), Tomo I. Crónicas de los reyes de Castilla: Crónica del rey don Alfonso Décimo. Portugaliae monumenta historica, volume I. #ES España sagrada, Volume 23.
Letteratura storiografica Edgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp.576–610 Nobiliario del Conde de Barcelos Don Pedro, Hijo del Rey Don Dionisio.
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