Labbazia reale di San Pietro di Corbie è un antico monastero di monaci benedettini situato a Corbie, nel dipartimento della Somme, a una quindicina di chilometri a est di Amiens, in Francia.

L'abbazia fu fondata nel VII secolo dalla regina Batilde, madre di Clotario III, re di Neustria e Borgogna, non lontano dalla confluenza della Somme e dell'Ancre. Ebbe un ruolo di primo piano nel Rinascimento carolingio attraverso la produzione del suo scriptorium e l'attività dei suoi missionari.

La congregazione fu sciolta nel 1790 e il feudo convertito in bene nazionale.

Nel XXI secolo, restano la chiesa abbaziale, oggi parrocchiale, la porta principale e il muro di cinta.

La fondazione Abbazia reale

Poiché Clodoveo e Clotilde avevano fondato l'abbazia di Sainte-Geneviève a Parigi, a loro imitazione la regina Batilde (intorno al 635-680), reggente di Neustria e Borgogna durante la minorità di Clotario III (657-665), decise di fondare un'abbazia sulle terre assegnate a Guntland, maestro di palazzo, e restituite al dominio reale dopo la morte di questi..

La data della fondazione non ci è nota esattamente, ma si collocherebbe tra la data della morte del re Clodoveo II, alla fine del 657, e la concessione di un secondo diploma di Clotario III a favore dell'abbazia, datato 23 dicembre 661..

Perché fondare un'abbazia a Corbie? Il primo obiettivo della regina Batilde era rafforzare il potere reale affidandosi alla Chiesa per strutturare il territorio situato a est di Amiens e controllarlo meglio controbilanciando il potere dell'aristocrazia.Bruno Dumézil, L'Empire mérovingien V-VIII siècles, Parigi, Passés Composés, 2023 .

Secondariamente dal potere regio all'abbazia fu affidato il compito di cristianizzare il contado che nel VII secolo non era ancora completamente sotto il controllo della Chiesa. Infine, lo scopo religioso: la regina poté in tale maniera esprimere la propria intensa fede e i monaci ebbero il compito di pregare eternamente per i membri della famiglia reale.

L'abbazia non doveva essere un luogo chiuso dove i monaci vivessero reclusi, il potere regio assegnava infatti all'abbazia una doppia missione sociale: l'elemosina ai poveri e l'ospitalità agli ospiti di passaggio..

Per fare ciò fu concesso in usufrutto al monastero un territorio molto vasto, molto più di quanto richiedesse la sussistenza dei soli monaci. L'abbazia ebbe ricevuto anche donazioni private. Concedendogli ingenti beni, la regina Batilde volle conferire all'abate autorità incontestabile e farne un grande del regno. Alle terre già di Guntland si aggiungevano quelle di Frodin che si estendevano a nord di Amiens, dai dintorni di Doullens fino alla foresta di La Vicogne. Il patrimonio dell'abbazia comprendeva più di 20.000 ettari situati su entrambi i lati della Somme, gran parte dei quali erano boschiMichel Rouche, « La Dotation foncière de l'abbaye de Corbie (657-661) d'après l'acte de fondation » in Revue du Nord, n° 210, 1973 pp 219-226 - Su Persée. Batilde si affidò, per la fondazione dell'abbazia di Corbie, Valdeberto, abate di Luxeuil che le fornì una sessantina di monaci (tra cui diversi copisti) i quali sotto la direzione di Teudefredo si stabilirono nella villa gallo-romana già appartenuta a Guntland. Portarono con sé la regola di San Colombano che era in vigore presso l'abbazia di Luxeuil, già peraltro influenzata a quel tempo dalla regola di San Benedetto..

Importanti privilegi concessi all'abbazia Sin dalla fondazione, l'abbazia beneficiò dell'esenzione vescovile e di fatto sfuggì alla giurisdizione del vescovo di Amiens; fu infatti posta sotto la diretta autorità del Papa. Inoltre la regina Batilde concesse all'abbazia l'immunità per tutti i possedimenti presenti e futuri..

L'abbazia di Corbie era poi esente in tutto il regno da qualsiasi diritto eventualmente rivendicato dal fisco reale (dazi, dogane, pedaggi ecc.) sulla circolazione delle merci. Dal 661 all'abbazia fu concessa una quota delle dogane riscosse annualmente nel porto di Fos, in Provenza. L'abbazia poteva portare a Corbie tutti i prodotti che arrivavano a Fos via barca, comprese pergamene e papiri...

Fin dall'inizio, furono costruite due basiliche, dedicate l'una ai Santi Pietro e Paolo e l'altra a Santo Stefano; la prima fu chiesa abbaziale.

L'apogeo carolingio Una fucina di cultura e dibattito teologico Durante la grande espansione monastica nell'Europa occidentale, nell'VIII secolo, il monastero adottò la regola di San Benedetto, i monaci divennero quindi benedettini.

L'abbazia formò da subito monaci di grande erudizione, come Leutcario, Abellino e Martino di Corbie che fu tutore del maestro di palazzo, Carlo Martello. Teudefredo ebbe come successori: Eremberto, Mordramno, Adalardo di Corbie (il fondatore dell'abbazia sorella di Corvey in Vestfalia), Wala, e i teologi Pascasio Radberto e Ratramno.

L'attività intellettuale dell'abbazia si concretizzò poi in una raccolta di manoscritti, nella produzione poetica, in un certo interesse per la lingua romanza, poi nell'insegnamento e nella conoscenza del greco. A quel tempo Corbie era un centro intellettuale di prima grandezza, il più antico e rinomato del nord della Francia, a nostra conoscenza.. Hubert Le Bourdellès stabilì che l'opera greca di astronomia Aratus latinus era stata tradotta da un monaco dell'abbazia di Corbie, probabilmente tra il 723 e il 744, sotto l'abbaziato di Grimone..

Alla fine dell'VIII secolo la biblioteca dell'abbazia di Corbie conservava diverse tipologie di opere: oltre alle Scritture, opere di patristica e grammatica, e opere di autori classici dell'antichità: Plinio, Igino, Censorino, Fulgenzio, Isidoro di Siviglia.

Mordramno fece redigere una Bibbia in sette scritture diverse, inclusa la minuscola carolina.

Pascasio Radberto e Ratramno discussero della transustanziazione nel IX secolo.

Nell'abbazia di Corbie furono probabilmente redatte le False decretali, che sono un insieme di documenti canonici falsificati. Questo apocrifo, che lo storico Johannes Haller giudica una delle più grandi falsificazioni storiche («…ein der größten Betrug der Weltgeschichte») aveva lo scopo principale di proteggere i vescovi durante i procedimenti penali, garantendo loro la quasi totale immunità nei confronti degli arcivescovi metropolitani e del potere temporale. Lo storico Klaus Zechiel-Eckes identificò i falsari, dimostrando che avevano utilizzato manoscritti della biblioteca dell'abbazia, e raccolse una serie di indizi che avrebbero indicato in Pascasio Radberto uno delle figure di spicco nel processo di falsificazione.

Nell'855 papa Benedetto III confermò l'esenzione dell'abbazia e concesse all'abate il privilegio di indossare le insegne pontificali. L'abate di Corbie si considerava quindi alla pari del vescovo di Amiens, e tra le due figure sorsero contrasti sull'esenzione.

Lo scriptorium

Lo scriptorium dell'abbazia di Corbie fu, insieme a quello dell'abbazia di Fulda, uno dei più importanti dell'Alto medioevo. Dall'VIII secolo l'abbazia possedeva testi sacri, opere di patristica, grammatica, autori antichi come Plinio il Vecchio, Igino, Censorino, Fulgenzio, Isidoro di Siviglia. I monaci di Corbie tradussero intorno al 750 un'opera greca sull'astronomia, I Fenomeni, poema di 1.154 versi composto intorno al 276 a.C. da Arato di SoliHubert Le Bourdellès, L'Aratus latinus, étude sur la culture et la langue latine dans le Nord de la France au VIIIe siècle, Lille, Presses universitaires de Lille, 1985.

È nello scriptorium dell'abbazia di Corbie che si svilupparono diversi tipi di scrittura derivati dalla semionciale e dal corsivo antico:

la scrittura merovingia di Corbie; la scrittura tipo ab; la scrittura del tipo eNa; scrittura pre-carolina la minuscola carolina che appare per la prima volta nella Bibbia di Mordramno (771-780) e che divenne, nel 789, la scrittura ufficiale del regno franco..

Sembra che un numero significativo di manoscritti sia stato prodotto sotto la direzione del bibliotecario dell'abbazia, Hadoard. Fra i testi dell'Antichità conservati dall'opera dei monaci di Corbie troviamoLéopold Delisle « Recherches sur l'ancienne bibliothèque de Corbie » in Mémoires de l'Institut de France, anno 1861 24-1, pp. 266-342:

il Vaticanus latinus 3864, unico testimone dei discorsi di Sallustio il Vaticanus latinus 3872, contenente testi di Seneca il Vecchio Laurentianus 63.20, contenente il testo della terza decade degli Ab Urbe condita libri di Tito Livio il Classicu Latinus F. V. 1 conservato oggi a San Pietroburgo, uno dei due testimoni del De re rustica di Columella il Parisinus Latinus 12161, un palinsesto contenente frammenti delle lettere di Frontone diversi manoscritti unici di Tertulliano Recensements des livres de la bibliothèque de Corbie., che formano il corpus Corbiense, compresi gli pseudoepigrafi di Tertulliano dovuti a Novaziano alcuni trattati degli eresiarchi montanisti l'unica copia (X secolo) della Lex Angliorum et Werinorum hoc est Thuringorum e della Lex Saxonum.

Lo scriptorium ebbe un ruolo importante anche nella diffusione delle conoscenze matematiche, poiché vi furono copiate le geometrie di Boezio e Cassiodoro .

I monaci di Corbie fuori Corbie Fu l'abate Adelardo a emanare, nel IX secolo, gli Statuti che miravano a organizzare la vita del monastero, a definirne le funzioni, in particolare l'azione caritativa. Secondo gli Statuti, possiamo stimare il numero dei monaci di Corbie, in questo periodo, a 300 ma alcuni storici considerano questo numero esagerato e lo stimano a 150Elisabeth Magnou-Nortier, « L'espace monastique vu par Adalhard, abbé de Corbie, d'après les Statuts », in Actes du colloque de Liesse-Maubeuge, volume 4, 1998. Cugino di Carlo Magno, Adalardo e suo fratello Wala guidarono attive missioni diplomatiche, in particolare in ItaliaPierre Riché, Les Carolingiens, une famille qui fit l'Europe, Parigi, Hachette, coll. « Pluriel », 1983 (rist. 1997) .

I monaci benedettini di Corbie svolsero un'azione evangelizzatrice fuori dalla loro abbazia: in Germania fondarono l'abbazia di Corvey, nell'815, sul Weser, nel Nord Reno-Westfalia, di cui Wala fu il primo abate. Da lì Anscario, già monaco di Corbie, partì per evangelizzare la Danimarca e la Svezia per poi diventare arcivescovo di Amburgo e vescovo a Brema, dove morì nell'835.

Adalardo e i suoi fratelli fondarono anche, nell'822, un convento femminile a Herford, nel Nord Reno-Westfalia, di cui Suala, nipote di Adalardo, fu la prima badessa..

La leggenda delle reliquie di Saint Genziano Nell'893, Francone di Amiens, abate di Corbie, si rammaricò di non avere nella propria abbazia le reliquie di un santo famoso. Organizzè quindi un furto di reliquie dalla cattedrale di Amiens: di notte gli uomini dell'abate irruppero nella cattedrale, presero la cassa dove si trovavano le reliquie di san Genziano e fuggirono. Scoperto il furto, gli improvvisati ladri furono inseguiti dagli uomini del vescovo di Amiens ma, proprio mentre stavano per essere raggiunti, una fitta coltre di nebbia cadde sulla zona, a metà strada tra Amiens e Corbie. Così nascosti, riuscirono senza ostacoli a portare le sacre reliquie alla loro abbazia. Questo "miracolo" sarebbe stato accettato come tale dagli abitanti di Amiens..

L'abbazia di Corbie nel feudalesimo Rafforzamento del ruolo politico degli abati