Le Institutiones grammaticae di Prisciano, in 18 libri scritti intorno al 500, sono il più vasto trattato sulla grammatica latina conservatosi in manoscritti del medioevo. Fu stampato a Venezia nel 1470 col titolo di Opera di Prisciano.
Struttura Le Institutiones, in diciotto libri, sono, di fatto, la trattazione più ampia ed esaustiva della lingua latina tramandata dagli antichi. In essa ha ampio svolgimento la morfologia, mentre la sintassi occupa solo gli ultimi due libri.
L'opera è preceduta da una praefatioEd. Keil, vol. 2, p. 1,1-4,10., con una dedica a un certo Giuliano, probabilmente un non altrimenti noto console e patrizio, non l'autore di un compendio ben noto delle Novellae di Giustiniano, vissuto un po' più tardi di Prisciano. Dopodiché, nei libri I-XVI, si tratta di generalia et uaria, de litteris, de syllabis (etiam metrica ratione), de oratione eiusque partibus, de nomine, de nomine, de uerbo, de participio, de pronomine, de praepositione, de aduerbio, de interiectione, de coniunctione.
Gli ultimi due libri, che vanno da un quarto a un terzo dell'intero lavoro, de constructione uel syntaxi3,107,1-377,18 ed. Keil..
La grammatica di Prisciano è basata sulla struttura delle precedenti opere di Erodiano e Apollonio Discolo, che egli applica al latino, mentre gli esempi che include per illustrare le regole preservano numerosi frammenti di autori latini, tra cui Ennio, Pacuvio, Accio, Lucilio, Catone e Varrone. Libri I - Voce e lettera II - Sillaba, dizione, discorso e sue parti, nome. III - Comparativi e superlativi IV - Parole derivate V - Generi, numeri e figure VI - Caso nominativo VII - Casi obliqui VIII - Verbo IX - Coniugazioni X - Passato perfetto XI - Participio XII - Pronome XIII - Pronome XIV - Preposizione XV - Avverbio e interiezione XVI - Congiunzione XVII - Parti del discorso XVIII - Parti del discorso
Note
Bibliografia Prisciani Institutiones Gramaticae, ed. H. Keil, in Grammatici Latini, vol. 2, p. 1-vol. 3, p. 377.
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