Grafia del nome
È possibile trovare diverse varianti della traslitterazione in caratteri latini del nome armeno Հրանտ Նազարեանց. La motivazione è da attribuire alle modalità diverse di lettura dell'Armeno Orientale e di quello Occidentale, e, più esattamente alle differenti traslitterazioni dei medesimi segni grafici.
Da Nazariantz si passa infatti a Nazaryans', Nazaryants, Nazariants o anche a Nazarianc', e al più raro Nazareants. Dovendoci però attenere alla firma dell'autore in caratteri latini, il cognome resta Nazariantz, come dimostrato da numerosi reperti fotografici.
Biografia Gli esordi
Nasce a Scutari distretto asiatico di Costantinopoli l'8 gennaio 1880I documenti di morte di Hrand Nazariantz registrano la data del 1886 ma essi furono elaborati sulla basi di dichiarazioni personali del poeta. La data del 1886 ha suscitato numerosi dubbi. Yervant Ter Khachatrian nel suo saggio Hrand Nazariantz Luyisavor Panasdeghz sostiene che la data più probabile sia addirittura quella del 1877. Nella biografia contenuta in tutti gli articoli e saggi riguardo alla figura di Hrand Nazariantz in lingua italiana, francese, spagnola e catalana, precedenti alla seconda guerra mondiale la data di nascita indicata è 8 gennaio 1880., da Diran Nazarian (Տիրան Նազարեան)Sono poche le informazioni sull'attività di Diran Nazarian. Probabilmente egli fu anche agente commerciale Goldsmith Brothers e il suo indirizzo coincide quello della stessa compagnia "16-17 Korassandjian Han, Sirkedji, Constantinople", "oratore, patriota fiero" imprenditore e deputato dell'assemblea nazionale armena per il distretto di Kumkapı, e Aznive Meramedjian (Merametdjian) (Մէրամէթճեան). Tra i suoi antenati illustri vi fu il nonno paterno Toros Nazarian, lo zio Stepanos Nazarian e Liparid Nazarian. Tanto Toros Nazarian, quanto Stepanos Nazarian e Liparid Nazarian utilizzavano il cognome quasi sempre nella forma senza il "ts" o "tz" che probabilmente fu introdotta dallo stesso Hrand. ma anche il nonno materno Avedis Meramedjian. Nella stessa capitale frequenta a partire dal 1898 il famoso Collegio Berberian (Պէրպէրեան վարժարան) fondato da Retheos Berberian ma se ne allontana dopo aver intrapreso una relazione con la figlia dello stesso Retheos, Mannig Berberian (1883–1960), e averla chiesta in sposa.
Nel 1902 si reca a Londra per completare gli studi superiori ospite "presso un'antica famiglia dell'aristocrazia inglese". Nello stesso anno completa la prima stesura della raccolta I Sogni crocifissi.
Nel 1905, a Parigi, si iscrive alla Sorbona ed entra in contatto con il Movimento di Liberazione Nazionale dell'Armenia anche grazie all'intervento dell'attivista poi diplomatico Mikael Varandian.
Nel 1907, le cattive condizioni di salute del padre gli impongono di rientrare in Turchia, per assumere la direzione dell'industria di famiglia, affermata nella produzione di tappeti e merletti, che dava lavoro a circa duemila operaie, e si estendeva tra i quartieri di Scutari, Kumkapı, Kadıköy. A questo impegno di lavoro in fabbrica affianca un'intensa attività pubblicistica e letteraria.
Attività politica e letteraria in Turchia L'8 agosto 1904 pubblicò una poesia dal titolo «Ջութակը» (Violino) sulla rivista «Biwrakn» (in armeno «Բիւրակն»).
Nel 1908, con Dikran Zaven, assume la direzione del giornale Surhantag (in armeno Սուրհանդակ) («Il Messaggero»); nel 1909 dà vita, in collaborazione con Karekin Gozikyan detto Yessalem, anche noto come Yassalem, fondatore a Costantinopoli del primo sindacato dei lavoratori della stampa in Turchia (Matbaa Isçileri Meslek Birligi),The development of the Left Wing of Armenian and Macedonian socialism., al settimanale politico-letterario Nor Hosank (in armeno «նոր հոսանք») («Nuova corrente») e fonda con il romanziere Rupen Zartarian e con il drammaturgo Levon Shant la rivista d'arte e di polemica Բագին (Bagin). Di questa rivista sarà collaboratore anche Atom Yarjanian (in arte Siamanto). Collaborò, inoltre, con le riviste Ecoul Armeniei, Scepor, Dreptatea di Bucarest, Piunyk e Hajrenik di Boston entrambe dirette da Shahan Natalie.
Nel 1910 cerca di fondare con Costan Zarian e Kegham Parseghian un cenacolo di arte innovatrice intorno a Les volontés folles. Nel medesimo ambito esce a Costantinopoli, corredato da illustrazioni del caricaturista Enrico Novelli, in arte Yambo, l'importante saggio su F. T. Marinetti e il futurismo (F. T. Marinetti ei apagajapaštoitiine). Nello stesso anno pubblica la prima edizione di una raccolta di poesie che lo imporrà definitivamente come figura di punta del cosiddetto simbolismo poetico in lingua armena, "I Sogni Crocifissi", i cui primi abbozzi risalivano agli anni londinesi. Si legge inoltre sul numero volume XXXI della rivista "Il Borghese" che sul finire di quest'anno Nazariantz avrebbe accompagnato Filippo Tommaso Marinetti in Russia. La circostanza è, però, dubbia, non solo perché non suffragata da altre testimonianze, ma soprattutto perché appare smentita da Lucini che in una lettera del 22 marzo 1913Domenico Cofano,Il Crocevia dell'Occulto. Lucini, Nazariantz e la cultura del primo Novecento, Fasano, Schena, 1990, pp. 142 e segg. mette in guardia l'amico dai comportamenti di Marinetti sul piano personale, lasciando così intendere che i due non si fossero mai conosciuti prima di persona.
A partire dal 1911 risulta in rapporti epistolari con Filippo Tommaso Marinetti, Gian Pietro Lucini, Libero Altomare e si impegna, con saggi e traduzioni in lingua armena, a far conoscere la loro opera poetica assieme a quella di Corrado Govoni e di Enrico Cardile, nel quadro di una più ampia opera di svecchiamento della letteratura in lingua armena alla luce anche delle importanti vicende storico letterarie italiane e francesi. Nello stesso anno il suo nome appare con qualche notizia bibliografica nella "Rivista degli Studi Orientali" in uno studio dal titolo Lingua e Letteratura Armena. Lingue e Letterature Indo-IranicheRivista degli studi orientali, Vol. 4, Fasc. 3 (1911), pp. 775-1003 (229 pages). Sempre nel 1911 Yenovk Armen pubblica un saggio dal titolo Hrand Nazariantz e i suoi Sogni Crocifissi. Del 1911 si conoscono anche due lettere di Nazariantz indirizzate al futurista Mario Betuda. Questo materiale testimonia la volontà di Nazariantz, a quella data, di dare alle stampe a Costantinopoli una antologia di poesia futurista con traduzioni di testi italiani in armeno. Sfogliando l'intera bibliografia di Nazariantz, tale progetto non risulta essere mai stato portato a termine. Le lettere a Betuda sono conservate a Bassano del Grappa nel Museo Biblioteca Archivio.
In tale filone è da iscriversi anche il volume in armeno dal titolo tradotto Tasso e i suoi traduttori Armeni. Il saggio era preceduto da una lettera di presentazione di un linguista, filologo e traduttore di Dante, padre Arsen Ghazikian della Congregazione Mechitarista di Venezia. Questa pubblicazione, avente per argomento le traduzioni in lingua armena di Torquato Tasso, esce per i tipi della casa editrice Arzouman di Costantinopoli nel 1912. Sempre nel 1912 viene pubblicata la riedizione dei Sogni Crocifissi che lo impone all'attenzione di pubblico e critica. Sempre nel 1912 fu direttore del settimanale Բագին (Bagin) appendice letteraria della rivista Azadamard («Ազատամարտ») ("Combattenti della Libertà"). Lavorò per molti altri giornali e riviste come Masis, Loys, Chant di Meroujan Barsamian, Azadamard, Biwzandion, Arevelk, La Patrie giornale in lingua francese diretto da Jean Minassian, Manzume i efkar pubblicati a Costantinopoli, Arevelean mamul, Hay grakanutivn pubblicati a Smirne, Garun, rivista di Mosca. Del giugno 1912 si conosce, inoltre, una lettera alla scrittrice e attivista politica Shushanik Kurghinian, nella quale Nazariantz decanta il Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti come unico movimento artistico davvero innovatore fra tutte le avanguardie coeve.[http://www.tarntercum.ru/2018/02/hrant-nazaryanc-shushanik-kurxinyan.html una lettera da Hrand Nazariantz a Shushanik Kurghinian, inviata da Stamboul-Sirkedji, il 25 giugno 1912.
Dal 1913 apparvero le versioni originali dei testi; Aurora, anima di bellezza; Gloria victis; La corona di spine; Il grande cantico della cosmica tragedia e del saggio sulla poetessa Heranush Arshagyan prematuramente scomparsa.
Impegnato in questi anni ad ottenere il sostegno degli intellettuali europei alla causa armena, trova in Italia diversi sostenitori. Tra questi Giovanni Verga, Luigi Pirandello e in seguito anche Umberto Zanotti Bianco, e molti altri noti intellettuali italiani ed europei legati alle fratellanze massoniche e rosacrociane.
Nel 1913 è costretto a lasciare la sua terra a causa del definitivo tracollo finanziario dell'industria paterna, probabilmente causato dalla politica anti-armena che caratterizzò gli ultimi anni dell'Impero ottomano prima del vero e proprio Genocidio del popolo armeno. Per questo si rifugiò nel Consolato italiano di Costantinopoli dove sposò la cantante e ballerina italiana, Maddalena De CosmisRitrovata una Lettera di Maddalena De Cosmis a Diran Timurian (senior), in Centro Studi "Hrand Nazariantz", 3 aprile 2016, detta Lena, e originaria di Casamassima, in provincia di Bari. Il matrimonio ebbe luogo il 10 febbraio. Nella primavera dello stesso anno si reca esule a Bari. Tale unione è stata letta da alcuni avversatori di Nazariantz come un lasciapassare per la fuga in Italia. Secondo alcuni amici del poeta il matrimonio avrebbe avuto solo l'effetto di velocizzare l'espatrio, che non sarebbe la quindi la causa principale del matrimonio. I due probabilmente convivevano, cosa insolita per l'epoca e per le abitudini della comunità armena, già da anni, o comunque fra di loro doveva esserci una relazione stabile. Infatti, già a partire dal 1911 il poeta Gian Pietro Lucini, cita la De Cosmis in alcune lettere indirizzate all'amico di Nazariantz. Già due anni prima del matrimonio, infatti, intestava le sue lettere alla "famiglia De Cosmis-Nazariantz" presso "Ufficio Postale Italiano di Galata", quartiere occidentale di Costantinopoli, dove probabilmente la coppia risiedeva. In seguito almeno in un paio di occasioni conclude le sue lettere 22 marzo 1913 e del 1º maggio 1913 con cordiali saluti e ossequi alla De Cosmis anche da parte propria e della propria moglie, finendo inoltre il 24 maggio dello stesso anno con porgere auguri di pronta guarigione alla stessa Lena, evidentemente affetta da qualche infermità.Domenico Cofano,Il Crocevia dell'Occulto. Lucini, Nazariantz e la cultura del primo Novecento, Fasano, Schena, 1990, pp. 144 e segg.
A quegli anni risalgono molte altre amicizie con noti letterati armeni tra cui David Ananun, Avetik Isahakyan, Shushanik Kurghinian, Arsciak Ciobanian.
Attività letteraria in Italia Giunto in Italia, intensificò i rapporti sia con esponenti della diaspora armena che con protagonisti della cultura italiana, francese ed inglese, recandosi anche all'estero per motivi di studio. Nello stesso periodo fu assunto come docente di lingua francese e inglese presso l'Istituto Tecnico, Nautico, e Professionale di Bari.
Nel 1915 collabora alla rivista bolognese Il Ritmo e le edizioni Laterza pubblicano, come primo volume della collana Conoscenza ideale dell'Armenia da lui diretta, il suo saggio sul poeta armeno Bedros Turian, con presentazione di Enrico Cardile, che provvederà anche a tradurre, per le edizioni della rivista Humanitas di Bari, I sogni crocefissi (1916), Lo specchio (1920) e Vahakn (1920). Dell'anno successivo è l'inizio della collaborazione a La Tempra di Renato Fondi, con la quale instaurerà un assiduo e duraturo rapporto.
In seguito Nazariantz entra in contatto con alcune riviste d'avanguardia siciliane che ospitano suoi contributi: "La Scalata" (1917), "La Vampa Letteraria" (1917) e "La Spirale", dove nel 1919 è pubblicato un brano del poema "Lo Specchio".