Spirito e Sangue di Armando Mazza è una raccolta di 34 liriche, pubblicate postume da manoscritto originale composto tra gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta del '900.

La vicenda editoriale Nella raccolta, non tutto è inedito, ma nuova e originale è l'organizzazione delle parti e il disegno complessivo dell'opera nella stesura "manoscritta" realizzata da Armando Mazza per la stampa. Alcune liriche tolte da precedenti pubblicazioni parolibere – apparse in riviste futuriste specializzate o in volume – sono normalizzate dal punto di vista formale, altre provengono integralmente o parzialmente da vecchi e recenti volumetti di limitata diffusione o sono riprese dalle pagine di periodici letterari destinati a un pubblico selezionato.

L'opera Il cambio di registro formale, a distanza d'anni dalla sperimentazione futurista di Firmamento Firmamento, con una spiegazione di F. T. Marinetti sulle "parole in libertà", Edizioni futuriste di "Poesia", Milano 1920., conforme all'analogo processo seguito da altri poeti futuristi, avviene a ripresa e completamento dei poemetti "intimistici" degli anni Cinquanta: Lelia la sposa perdutaLelia la sposa perduta, Gastaldi Editore, Milano 1952., MammaMamma, Gastaldi Editore, Milano 1953., Il Padre Il padre, Convivio letterario, Milano 1959.. L'opera – organizzata in quattro sezioni: Primavere spente, Fulgidezze, Uomini, Anèliti dell’Esule – riassume, stabilizzandole, tutte le qualità che costituiscono la poetica di Armando Mazza, dissimile da ogni altra poetica intesa al frammento, a introspezioni arcane, a modulazioni sincopate.

Alterna canti di primavere spente, configurate da creature femminili a cui il destino non ha sorriso (la poetessa Angelina Cutino, Ofelia), con fulgidezza del cielo, del mare, della terra e con turbatività psichiche; prosegue con profili di esseri caratterizzati dalla bontà, o dall'arte (Amilcare Cipriani, Onorio Ruotolo, Lorenzo Viani), o da aspirazioni a vette supreme, a mete lontane nelle quali annegare disincanti, nostalgie, malesseri mortali.

«Liriche fra favellate e balenanti» – nella definizione di Paolo Buzzi si vedano Le pagine dei critici , in "Fenarete", Milano, V, 1, gennaio-febbraio 1953. premessa al volume – sono caratterizzate da vocabolario scelto e talora inusitato, finezze di matrice letteraria, brillio di immagini.

Note

Voci correlate Futurismo