Vita Lo si crede nato attorno al 1520, dato che par che fosse già maggiorenne nel 1542. Fu prete prima a Strassoldo e poi pure ad Aquileia. Pacifico è che era ancor vivo nel 1578 e si pensa sia morto nel 1597, ma senza sicurezza.
Poesia I versi dello Strassoldo, che sono in friulano, sono tutti d'amore e dedicati a una certa donna Giuseppa Lovaria, che, da tutti corteggiata, non considera per niente il poeta. Lo stile è attratto da due tendenze diverse: da una parte imita Petrarca, colle languidezze tipiche della poesia del tempo, provando a far poesia alla moda anche in vernacolo; dall'altra, invece d'imbastire metafore preziose e ricercate e di analizzare a fondo i tormenti amorosi, preferisce andare sul concreto, con immagini forti ed espressioni dirette (niente a che fare, da questo punto di vista, con le eteree rime del Petrarca; si pensi al verso miei è, o Sef, cu vadis mo' a cïâ, vale a dire sicché è meglio, Giuseppe, se te ne vai a cagare). Ne risulta una poesia che tende all'aristocratico ma che l'autore ricorda bene di riportare spesso coi piedi per terra.
Bibliografia B. Chiurlo, A. Ciceri, Antologia della letteratura friulana, Tolmezzo, Aquileia, 1976 G. Pillinini, Storie de leterature furlane, Udine, Ribis, 1982 R. Pellegrini, miei+%C3%A8,+o+Sef,+cu+vadis+mo'+a+c%C3%AF%C3%A2&source=bl&ots=ORREiXXbGb&sig=qjy5WDit_nmDc1kw9OtRPqbdtvY&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwj_2OXV0brcAhXGIMAKHf-iAwsQ6AEwAHoECAAQAQ#v=onepage&q=miei%20%C3%A8%2C%20o%20Sef%2C%20cu%20vadis%20mo'%20a%20c%C3%AF%C3%A2&f=false Letteratura friulana nel Goriziano fino al settecento, Gorizia, Istituto di Storia Sociale e Religiosa, 1988
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