La chiesa arcipretale di San Giovanni Battista, nota anche con il nome di Duomo di San Giovanni Battista, è la parrocchiale di Gambarare, in Città metropolitana di Venezia. È sede del vicariato di Gambarare in ambito del Patriarcato di Venezia.
Storia La chiesa è citata per la prima volta nel 1192 all'interno del testamento di Speronella Dalesmanini che, tra i vari beneficiari della sua eredità, comprendeva anche la chiesa di San Giovanni Battista "di Balladello" come era all'epoca chiamata l'area di ubicazione dell'edificio. L'intitolazione al Battista fa pensare a un'origine più antica, essendo questo santo molto caro ai Longobardi.
Nel 1290, dopo un periodo di decadenza, venne acquistata dall'abate di Sant'Ilario Prando, che chiese al vescovo della diocesi di Treviso, un tempo comprendente anche Gambarare, di cedergli la giurisdizione sulla chiesa e i suoi diritti. Da quel momento, la chiesa passò sotto la giurisdizione del vescovo di Castello (poi Patriarca di Venezia). Dopo l'acquisizione, Prando lavorò per alcuni anni al restauro del luogo sacro, che venne solennemente consacrato il 20 giugno 1306. Un'iscrizione mutila in caratteri gotici, individuata nel 2005 durante un restauro, sembra celebrare tale evento.
Il 27 marzo 1508 papa Giulio II concesse ai capifamiglia del paese il giuspatronato sulla scelta del parroco, cui rinunciarono solo nel 1998. In cambio, la chiesa ebbe il titolo di Duomo e il parroco quello di monsignore e canonico onorario della basilica di San Marco.
Per secoli la chiesa ha esercitato la sua giurisdizione su un vasto territorio, sia in terraferma sia in laguna, e comprendeva fino al 1924 anche l'isola di San Giorgio in AlgaM. Poppi, Gambarare e il suo territorio, Istituto Topografico Editoriale, Dolo, p.72, p.116 (poi attribuita alla parrocchia di Sant'Eufemia della Giudecca di VeneziaM. Poppi, Gambarare e il suo territorio, Istituto Topografico Editoriale, Dolo,p.187).
La chiesa ha subito nel tempo rimaneggiamenti e ricostruzioni, ma mantiene ancora gli originari tratti tardo-romanici. I vari interventi hanno visto l'utilizzo di marmi, pietre e colonne provenienti dalle rovine del monastero di Sant'Ilario. Le modifiche più rilevanti sono state quelle novecentesche che portarono all'allungamento dell'edificio di circa sette metri verso est (con il conseguente rifacimento di coro e abside) e lo spostamento e la modifica degli altari.
Descrizione Esterno Esternamente la chiesa si presenta in stile romanico con pareti scandite da lesene ed arcatelle pensili. La facciata a capanna è caratterizzata un protiro rialzato sormantato da una cupola poggiante su quattro pilastri: sul fronte del protiro si legge la dedicazione dell’edificio. Al centro della facciata è ancora visibile il perimetro dell’antico rosone, murato in seguito all’installazione dell’organohttps://www.gambarare.it/note-storiche/. Accanto alla facciata, sul lato sinistro, sporge lateralmente la cappella del Sacro Cuore o battistero.
Interno
L’interno è a navata unica con pavimentazione in marmo e soffitto decorato da affreschi realizzati da Melchiorre Melchiori nella seconda metà del Seicento. Inoltre, le pareti della chiesa sono decorate da sei affreschi realizzati da Clauco Benito Tiozzo nel 1950-1951.
Sulla parete in controfacciata, sopra il portale principale, è posta una cantoria lignea dotata di un organo a canne settecentesco realizzato da Gaetano Callido: è l'unico organo del Callido presente nella terraferma del Patriarcato, assieme a quello del duomo di Mestre.
L’edificio è dotato nel complesso di otto altari (compreso l’altare maggiore e l’altare della cappella del Sacro Cuore).
Presbiterio e cappelle corali In capo alla navata è posto il presbiterio che ospita l’altare maggiore, delimitato da una balaustra in marmo realizzata tra il 1846 ed il 1849. L’altare risale al 1712 ed è ornato da colonne in porfido donate all'epoca dalla famiglia Mocenigo: esso ospita una grande pala dipinta nel 1598 da Andrea Michieli, detto il Vicentino che rappresenta le tre Virtù Teologali (Fede che regge tra le mani un calice ed una croce; Speranza con lo sguardo rivolto al cielo; Carità che soccorre due bambini) con Dio Padre, lo Spirito Santo ed angeli. Le due cappelle corali, situate ai lati del presbiterio, sono collegate allo stesso tramite arcate. Entrambe le cappelle presentano, accostato alle pareti, il coro ligneo riservato al clero e sono delimitate da balaustre in marmo. La prima cappella, posta a sinistra del presbiterio, è dedicata alla Madonna del Rosario ed ospita un altare realizzato nella seconda metà del settecento su devozione di Antonio Gidoni. L’altare conserva una statua secentesca della Vergine, con pregevole vestito in tessuto. La seconda cappella, posta a destra del presbiterio, è dedicata a San Giovanni Battista: essa ospita il fonte battesimale ed un altare realizzato intorno al 1760, ornato da una pala dipinta nel 1580 da Giacomo Lauro. Navata e altari laterali Il lato sinistro della navata, entrando dal portale principale, ospita l’altare di San Giuseppe risalente al XVIII secolo e, subito oltre, un alto pulpito secentesco. Segue l’altare di Sant’Antonio che, caratterizzato da quattro colonne tortili e fastigio in marmo, venne realizzato intorno al 1750 per devozione di Antonio Gidoni ed era originariamente dedicato a San Rocco e a San Francesco di Paola.
Il lato destro della navata, entrando dal portale principale, ospita in primo luogo l’altare della Madonna Addolorata che venne realizzato nel 1771 ed ospita una statua lignea della Madonna risalente anch’essa al XVIII secolo.
Segue l’entrata laterale dell’edificio, sopra la quale è affissa una lapide del 1707 con la trascrizione in volgare della bolla pontificia con cui nel 1508 papa Giulio II concesse ai capifamiglia cattolici di Gambarare il diritto di patronato (jus patronato). Subito oltre è posto l’altare barocco dedicato alla Madonna della Salute, catterizzato da quattro eleganti colonne tortili e fastigio in marmo. Tale altare ospita una pala dipinta nel 1745 per ringraziare la Madonna della sua intercessione contro una pestilenza che imperversava sul paese.
Il battistero o cappella del Sacro Cuore Sul lato sinistro della navata è collocato l’ingresso che immette nella Cappella del Sacro Cuore con il relativo altare. La cappella venne realizzata, al posto dell'antico battistero della chiesa, nei primi anni del Novecento. La cappella si presenta come una struttura semi autonoma rispetto all'edificio principale, essendo dotata sia di un accesso indipendente verso l'esterno sia di un accesso dalla navata della chiesa. Internamente, ospita l'altare dedicato al Sacro Cuore di Gesù e la statua dell'Immacolata, che viene tradizionalmente portata in processione l'otto dicembre in occasione della "Madona dei cavai". Spiccano, inoltre, alcune tele settecentesche commissionate come ex voto dalla comunità.
Il campanile e l’orologio
Il campanile della chiesa è ricordato già a metà del Quattrocento. Sul lato meridionale è visibile l'antico orologio, ricordato dalle fonti fin dal XVII secolo. È dotato di un concerto di tre campane a slancio friulano composto da: I) Sib2, fusa nel 1865 dalla ditta de Poli di Vittorio Veneto e rifusa nel 1998 dalla Colbachini di Padova. È chiamata tradizionalmente "La Giovanna", in onore del patrono San Giovanni Battista; II) Do3, fusa nel 1865 e rifusa nel 1930 dalla ditta de Poli di Vittorio Veneto (TV); III) Re3, fusa nel 1865 dalla ditta de Poli di Vittorio Veneto (TV). A queste si aggiungono altri due bronzi: - il sonello a slancio in Sib3, fuso nel 1865 dalla ditta de Poli di Vittorio Veneto (TV); - la campana delle ore fissa in La3, fusa dalla ditta Cavadini di Verona nel 1947 e aggiunta nel 1983.
Note
Voci correlate Gambarare Parrocchie del patriarcato di Venezia Patriarcato di Venezia
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Categoria:Chiese di Mira (Italia) Gambarare Giovanni Battista