Biografia Figlia di Alessandro D'Afflisio MoreriE. Bartoli, Notizie istoriche de comici italiani, Padova 1781, p. 1, fu l'esponente più nota di una famiglia di attori di origine napoletana attiva tra il Seicento e il Settecento e comprendente, fra i molti, anche il nipote Bartolomeo.

Donna astuta e suadenteC. Alberti, in Donne e teatro, Università Ca' Foscari, Venezia, dicembre 2004, iniziò molto presto a recitare, alternando alla prosa la danza, il canto e l'acrobaticaE. Bartoli, Notizie istoriche de comici italiani, Padova 1781. Entrò a far parte della compagnia di Giuseppe Imer al Teatro San Samuele di Venezia come amorosa e canterina. Il poeta della Compagnia era all'epoca il grande commediografo veneziano Carlo Goldoni: i due divennero amanti, ma lei lo tradì con l'attore Antonio Vitalba. Goldoni si vendicò obbligandola a recitare la parte di Elisa, la pastorella infedele di Don Giovanni Tenorio (1735)C. Goldoni, Mémoires.

Il giudizio di Goldoni sulla sua abilità di interprete è contraddittorio: nei Mémoires prima la critica duramente (la sua voce era falsa, monotona la maniera, ingrata la fisonomia), ma in seguito la definisce giovane spiritosissima, che faceva tutto passabilmente e niente perfettamente. Cantava, ballava, recitava in serio e in giocoso, tirava di spada, giocava la bandiera, parlava vari linguaggi, era passabile nella parte della Servetta e suppliva passabilmente negli intermezzi..

La tresca tra Goldoni e la D'Afflisio suscitò molto scalpore e l'attrice uscì danneggiata dalla vicenda: divenuto direttore della compagnia, Goldoni la sostituì per il canto e gli intermezzi, lasciandole unicamente il ruolo di serva, e occasionalmente di seconda donna, e si liberò del Vitalba che passò a recitare al Teatro San Luca, dove poco dopo anche lei si trasferì. Successivamente, passata ad altre compagnie (recitò anche nell'Italia meridionale e in Sicilia), fu vittima di una brutta caduta che la costrinse a ritirarsi dalle sceneEnciclopedia Treccani .

Tornò a recitare nel 1749 con una compagnia propria, prima al Teatro Farnese di Parma, quindi a Mantova, al Palazzo Ducale. Si ridusse infine a far parte di piccole compagnie girovaghe: dopo aver peregrinato con scarsa fortuna nei teatri minori della Lombardia, si ritirò definitivamente dalle scene e trascorse in miseria gli ultimi anni in provincia di Modena, a Finale EmiliaComune di Finale Emilia .

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