Santa Maria Maggiore (Santa Marìa in dialetto ossolano) è un comune italiano di abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola. È il centro più importante della Val Vigezzo, situata nell'apice settentrionale del Piemonte, tra il Canton Ticino (Svizzera) e il Lago Maggiore. Parte del suo territorio è compreso nel Parco nazionale della Val Grande.
Comprende anche i territori delle frazioni di Crana e Buttogno.
Oggi il borgo è un'affermata località turistica montana, riconosciuta come Bandiera arancione dal Touring Club italiano. È nota soprattutto per alcune iniziative di particolare successo come il Raduno internazionale dello Spazzacamino (il primo fine settimana di settembre), Fuori di Zucca (nel mese di ottobre) e i Mercatini di Natale (nel periodo del ponte dell'Immacolata).
Geografia fisica
Santa Maria Maggiore è il comune più esteso della Valle Vigezzo, una delle valli dell'Ossola, situata nella parte settentrionale del Piemonte, tra le Alpi Lepontine, ad una trentina di chilometri di distanza da Locarno (Svizzera) e Cannobio, entrambe sul Lago Maggiore, e ad una ventina di chilometri da Domodossola.
La Valle Vigezzo è un vasto altipiano che supera di poco gli 800 metri di quota ed è l'unica tra le vallate ossolane ad essere longitudinale. Dal centro di Santa Maria Maggiore è possibile ammirare, oltre alle vicine montagne della vallata, come la Pioda di Crana e il Pizzo la Scheggia, anche la catena del Monte Rosa. A lato del borgo scorre il Melezzo Orientale, fiume che trae la sua origine dalla Pioda di Crana e percorre la valle Vigezzo fino ad arrivare nelle Centovalli (Svizzera) per poi confluire nel torrente Maggia, affluente diretto del Lago Maggiore. Parte del territorio di Santa Maria Maggiore è compreso nel Parco nazionale della Val Grande.
Per quanto riguarda la fauna, tra gli uccelli, si possono ricordare l'aquila reale, il falco pellegrino, il gallo forcello, il francolino di monte e il gufo reale. Degni di nota sono anche le diverse specie di picchi, fra cui il picchio nero, e alcuni passeriformi come il luì bianco e l'averla piccola. Tra gli erbivori è considerevole la presenza di camosci e caprioli. Volpe, faina, martora, tasso e donnola sono i rappresentanti più significativi tra i carnivori.
Per quanto riguarda la flora sono significative le conifere, gli abeti e i faggi.
Storia Il primo insediamento certo nel territorio dell'attuale Santa Maria Maggiore risale all'epoca romana ed è attestato da ritrovamenti tombali del I secolo dopo CristoT. Bertamini, Origine delle Parrocchie della Valle Vigezzo, Comunità Montana Valle Vigezzo 2004, p. 13. Durante uno scavo eseguito per la realizzazione di conduttore di acque potabili nel 1971 si rinvenne, alla profondità di un metro e mezzo, una grossa lastra e sotto di essa dei materiali appartenenti ad un corredo funebre: un'olpe di pasta rossiccia, un poculo (bicchiere) di pasta nera, una coppetta di pasta nera, una coppetta di pasta giallognola, frammenti di coppette e di ampolle. Successivamente la zona divenne disabitata a causa probabilmente della frequenti inondazioni del fiume Melezzo (che scorreva più in superficie). Il clero di Domodossola (alla cui Pieve Santa Maria Maggiore apparteneva) fondò attorno al IV-V secolo la chiesa di Santa Maria Maggiore, in una zona che permaneva disabitata ma che era comunque ritenuta strategica in quanto ugualmente distante dai vari paesi della Valle.
Solo nel secolo XIII sorsero le prime abitazioni attorno alla chiesa. Oltre ai sacerdoti abitavano attorno alla chiesa anche i notai della Valle. Con il tempo la popolazione aumentò: una pergamena del 1267 attesta che allora a Santa Maria abitavano 12 famiglie. Nel XIV secolo si stabilì a Santa Maria Maggiore, nelle vicinanze della chiesa, il podestà della Valle, richiamando così un maggior numero di abitanti. Verso la fine del '400 i membri di sette famiglie craveggesi, denominate poi, "Sette casate" si trasferirono a Santa Maria Maggiore: Balconi, Menabene, Rossi, Farina, Mellerio, Borgnis e Simonis. In questo periodo il paese era ancora chiamato "Santa Maria", l'appellativo "maggiore" fu aggiunto nella seconda metà del '500 per l'importanza religiosa e civile assunta dal borgo.
Per molto tempo, tuttavia, Santa Maria Maggiore rimase frazione di Crana, solo nel 1804 venne eretto il comune di Santa Maria Maggiore e Crana, e ad esso furono uniti nel 1928 il comune di Buttogno e quelli in seguito ricostituiti di Craveggia e Toceno.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 2 marzo 1993.
Il palato di rosso e d'azzurro identifica la Valle Vigezzo ed è presente anche negli stemmi di Druogno, Re e Villette. I colori non hanno un'origine chiara, ma potrebbero derivare da quelli dei Borromeo che furono feudatari dell'intera valle. Il gonfalone è un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa Parrocchiale di Maria Santissima Assunta
Costituita da una sola ampia navata è considerata la chiesa più bella e grandiosa dell'Ossola insieme a quella di Domodossola e della vicina Craveggia. L'interno è decorato con affreschi di due importanti pittori vigezzini quali Lorenzo Peretti di Buttogno e Giuseppe Mattia Borgnis di Craveggia, considerati i padri indiscussi dell'affresco vigezzino.
Chiese di San Giovanni Evangelista e di San Rocco
Si trovano nella frazione Crana, lungo la strada che collega Santa Maria Maggiore con il vicino comune di Toceno. Si tratta di due chiese intersecate e caratterizzate da stili distinti: la Chiesa di San Giovanni Evangelista e l'Oratorio di San Rocco. La chiesa di San Giovanni Evangelista, più ampia, risale al 1483, anche se venne quasi completamente riedificata nel 1744. L'intera spesa per la costruzione della chiesa fu sostenuta da Gian Paolo Feminis, inventore dell'acqua di Colonia originario di Crana. L'altare maggiore della chiesa ospita una pala d'altare del XVII secolo raffigurante san Giovanni Battista e la Vergine. L'affresco della cupola, risalente al 1745, è considerato tra le opere migliori del pittore craveggese Giuseppe Mattia Borgnis. Sono del Borgnis anche gli ovali del corpo della chiesa con i santi Defendente, Bernardo da Mentone, Sebastiano e Vittore. L'oratorio di San Rocco, più piccolo rispetto alla chiesa di San Giovanni Evangelista, fu costruito per ex voto dalla popolazione di Crana per lo scampato pericolo da una terribile ondata di peste del 1529-1530. L'interno dell'oratorio è interamente affrescato dal pittore lombardo del XVI secolo Giovanni Battista da Legnano, che ha dipinto dodici scene sulla vita di san Rocco.
Chiesa di San Lorenzo a Buttogno
Sorge alle porte di Buttogno, frazione di Santa Maria Maggiore situata su un soleggiato e panoramico terrazzamento alluvionale. L'attuale chiesa risale alla metà del '600, il piccolo portico è del 1775 e il campanile del 1776. Oltre alle seicentesche cappelle laterali dedicate alla Beata Vergine della Mercede e al Santo Crocifisso è degno di nota l'affresco del catino absidale raffigurante il trionfo di San Lorenzo, realizzato dal pittore vigezzino Lorenzo Peretti nel 1803. Gli affreschi del presbiterio (il martirio di san Lorenzo e il miracolo di sant'Antonio) sono invece di Carlo Giuseppe Peretti, figlio di Lorenzo, che seguì i cartoni preparativi del padre.
Torre de Rubeis (o Torre Simonis)
La Torre, situata nel centro storico di Santa Maria Maggiore ed affacciata sulla Piazza Risorgimento, risale al XIV secolo. La potente famiglia de Rubeis, che contendeva ai de' Balchonus i remunerativi diritti di gestione dei trasporti, costruì la propria casa con torri e, per la sosta dei muli e dei cavalli, una stalla e un grande cortile circondato da un muro di pietra. La Torre rimase di proprietà della famiglia de Rubeis fino alla loro estinzione nel '700 e passò alla famiglia Simonis attraverso la D. (domina) Maria Elizabeth de Rubeis (1681-1761), moglie del D. (dominus) Gio Battista de Simonis di Vallario. La Torre ospita oggi una collezione privata di 136 disegni che rappresentano rilievi e ricostruzioni delle antiche case della Valle Vigezzo. Nel periodo estivo vengono organizzate visite guidate a cura del FAI.
Villa Antonia
Villa Antonia, costruita nel XVIII secolo dalla famiglia Rossetti, è attualmente la sede del comune. I primi proprietari decisero di costruire la villa ispirandosi agli edifici transalpini, con un tetto spiovente e i tasselli sottogronda decorati. Inoltre, essendo pittori, arricchirono la loro abitazione con diversi affreschi e l'adornarono molto: sono pregevoli in particolar modo i vetri piombati dipinti con motivi naturalistici e realizzati a Zurigo nel 1780. Il parco della villa è caratterizzato da una collezione di faggi rossi che fanno contrasto cromatico con le altre essenze verdi. È attualmente pubblico ed è la sede di numerose iniziative organizzate dalla locale Pro Loco.
Museo internazionale dello spazzacamino
Santa Maria Maggiore ospita all'interno della settecentesca Villa Antonia, nel centro storico del paese, una realtà unica in Italia: il Museo dello spazzacamino. Inaugurato nel 1983 e rinnovato nel 2005, il museo propone ai visitatori un originale percorso multisensoriale allo scoperta del duro lavoro dello spazzacamino che fu fondamentale per i vigezzini nel corso di diversi secoli (dal XVI al XX secolo).
Casa mandamentale o vecchio municipio
Il vecchio municipio (o Casa mandamentale), situato nella centralissima piazza Risorgimento, era l'antica sede del Pretore della Valle Vigezzo. Successivamente ha ospitato il consiglio della Valle e il consiglio comunale. L'edificio è decorato con colori geometrici ed è composto da diverse parti di epoche diverse: la torretta laterale, con le vecchie prigioni, è la parte più antica, la piccola sala con gli archi a tutto sesto è del XVII secolo, mentre la parte rivolta a sud è del XIX secolo. Recentemente è stato trasformato in un'area espositiva a disposizione del comune, che ogni anno organizza numerose mostre.
Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini
Si trova nel centro storico di Santa Maria Maggiore, in via Rossetti Valentini 1. L'edificio scolastico, ottocentesco, risponde perfettamente ai canoni tipici dell'architettura vigezzina (si consideri, ad esempio, il caratteristico tetto in piode). La Scuola ospita un'esposizione permanente di opere dei pittori vigezzini dalla metà del '700 a tutto il '900 (tra gli altri si possono ricordare in particolare Giacomo Rossetti, Enrico Cavalli, Giovanni Battista Ciolina, Gian Maria Rastellini, Maurizio Borgnis, i fratelli Silvio e Dario Giorgis, Lorenzo Peretti Junior e Carlo Fornara). La Scuola è attiva dal 1869 e organizza ancora oggi corsi di pittura e di intarsio del legno. Tra i numerosi docenti e allievi della scuola, il più noto è probabilmente Carlo Fornara (1871-1968), per un certo periodo collaboratore di Giovanni Segantini e vicino alla corrente pittorica divisionista.
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