Il Palazzo Orsini Pio Righetti (noto anche come Palazzo Pio) è un edificio del rione romano di Parione.

Storia e descrizione Fu costruito nelle forme attuali, intorno al 1450, dal cardinale Francesco CondulmerGaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni, vol. XXXIX, p.316, incorporando parte del medievale edificio fortificato sede degli Orsini del ramo di Campo de' Fiori o de Campo, risalente alla metà del XII secolo.

La costruzione preesistente, che gli Orsini avevano ricevuto dai loro ascendenti Boveschi, costituiva il fulcro di un'opera fortificata ben più vasta, che comprendeva anche l'adiacente torre detta dell'Arpacata (o arpacasa), elevata sopra le rovine della Venus Victrix del Teatro di Pompeo. La torre originale con tale nome, insieme a quella detta della Arpacatella, divenuta sede del ramo di Tagliacozzo, fu abbattuta una prima volta, nella prima metà del secolo XIII, dai partigiani di Carlo I d'Angiò, per aver i loro proprietari parteggiato con Giacomo Orsini a favore di Corradino di SveviaFrancesca Allegrezza, Organizzazione del potere e dinamiche familiari. Gli Orsini dal Duecento agli inizi del Quattrocento - Ist. Storico per il Medio Evo, 1998; p.31-33; riedificata, fu poi ancora, nel 1296, abbattuta e ricostruita dagli stessi Orsini, che la decorarono in seguito con un orologio prospiciente la piazzaUmberto Gnoli, Topografia e toponomastica di Roma medievale e moderna, p.323.

Il palazzo, tornato sul finire del XV secolo alla famiglia Orsini, divenne poi una delle residenze abituali di Virginio e Paolo Giordano IIBarbra Furlotti, Collezionare antichità al tempo di Gregorio XIII: il caso di Paolo Giordano I Orsini, in Unità e frammenti di modernità. Arte e scienza nella Roma di Gregorio XIII Boncompagni, atti del convegno (Roma 2004), a cura di C. Cieri Via, I.D. Rowland, M. Ruffini, Pisa-Roma 2012, pp. 197-216.; Carla Benocci, Orsini, Paolo Giordano in Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 79 (2013), venne spesso affittato e infine fu ceduto da quest'ultimo nel 1651 alla famiglia dei Pio di Savoia, signori di CarpiPalazzo Orsini Pio Righetti.; Carla Benocci, Il Palazzo Orsini a Campo dei Fiori sotto la proprietà dei Pio di Savoia, in Strenna dei romanisti, 2007, p.53 e segg. che vi raccolsero una preziosa collezione di quadri, tra cui opere di Tiziano, Caravaggio e Carracci, acquistata da papa Benedetto XIV per donarla alla pinacoteca capitolinaGiovan Pietro Bellori, Nota delli musei, librerie, galerie et ornamenti di statue e pitture ne' palazzi, nelle case e ne' giardini di Roma, 1664, p.45; Ridolfino Venuti, Accurata, e succinta descrizione topografica e istorica di Roma ..., 1766, Vol. 1, p.200.. Nel XVII secolo la facciata fu ridisegnata dall'architetto romano Camillo ArcucciRidolfino Venuti, Accurata e succinta descrizione topografica e istorica di Roma 1766, Vol. 1, p.200 su commissione di Carlo Pio di Savoia iuniore; la ristrutturazione comportava la scomparsa dell'orologio che fino ad allora aveva caratterizzato il palazzo. Esso domina le altre aree situate tra Campo de' Fiori e piazza del Biscione.Mario Tosi, La società romana dalla feudalità al patriziato, 1816-1853, p.185

Dopo vari passaggi di proprietà, agli inizi del XIX secolo il palazzo venne acquistato dal banchiere Pietro Righetti, che commissionò alcuni scavi per il consolidamento delle fondamenta che portarono alla luce, nell'area del cortile, una statua bronzea di Ercole, alta m 3,83 e risalente al II secolo d.C.. Questa fu venduta (o donata) nel 1865 a Pio IX, che la fece esporre nella sala rotonda del Museo Pio-Clementino nei Musei Vaticani, con il nome di "Ercole Mastai". La statua sarebbe stata ivi sepolta, secondo l'uso romano ed etrusco, sul luogo dove sarebbe caduta una folgoreRoma Archeologica & restauro architettura: “Lo scavo della statua di Ercole a palazzo Pio-Righetti (piazza del Biscione), nel 1864”, in: The Hartford Weekly Times, USA Dec. 17th, (1864 [17|12|1864]), p. 1.; Luigi Beretta Anguissola, L’Ercole Mastai, la statua vittima di un fulmine, 2020 in Storica - National Geographic. Dal 1887 al 1926 è stato sede dell'Ospizio di Tata Giovanni.

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