Una nave prigione, spesso descritta più precisamente come hulkHulk è un'espressione inglese per indicare una sorta di relitto galleggiante, qualcosa di simile alla nostra carretta del mare. prigione, è un'imbarcazione attualmente o precedentemente in grado di navigare che è stata modificata per diventare sostanzialmente un luogo di restrizione per detenuti, prigionieri di guerra o internati civili. Molte nazioni hanno allestito navi prigione in varie epoche, ma la pratica fu soprattutto diffusa nella Gran Bretagna dei secoli XVII e XVIII, poiché il suo governo cercava di risolvere i problemi delle carceri civili sovraffollate sulla terra e dell'afflusso di moltissimi nemici catturati in occasione della Guerra dell'orecchio di Jenkins, della Guerra dei sette anni, delle Guerre rivoluzionarie francesi e delle Guerre napoleoniche.

Con la nave prigione non va confusa la galea, in cui i rematori (talvolta, ma non necessariamente, condannati che scontavano in tal modo la loro pena, o eventualmente altri forzati) avevano ovviamente un ruolo essenziale alla propulsione dell'imbarcazione.

Storia Le imbarcazioni erano una forma comune di internamento in Gran Bretagna ed altrove nel XVIII secolo e XIX secolo. Charles F. Campbell scrive che circa 40 navi della Royal Navy furono convertite all'uso di hulk prigione. Tra i vari hulk c'era l'HMS Warrior, che era diventata una nave prigione a Woolwich nel febbraio 1840.. Uno fu istituito a Gibilterra, altri a Bermuda (la Dromedary), ad Antigua, al largo di Brooklyn nella Wallabout Bay, e a Sheerness. Altri hulk furono ancorati al largo di Woolwich, Portsmouth, Chatham, Deptford, e Plymouth-Dock/Devonport. La HMS Agenta, in origine una nave cargo senza oblò, fu acquistata e posta in servizio a Belfast Lough (Irlanda del Nord) per far osservare il Civil Authorities (Special Powers) Act (Northern Ireland) 1922 intorno al periodo Bloody Sunday (1920) dei cattolici irlandesi. C'erano anche aziende private che possedevano e gestivano alcuni hulk britannici che ospitavano prigionieri destinati alla deportazione in Australia ed America.

La HM Prison Weare fu usata dai britannici come nave prigione tra il 1997 ed il 2006. Aveva attraversato a rimorchio l'Atlantico dagli Stati Uniti nel 1997 per essere convertita in nave prigione. Fu ormeggiata a Portland Harbour in Dorset (Inghilterra).

Uso britannico durante la Guerra d'indipendenza americana

Durante la Guerra d'indipendenza americana morirono più americani coloniali come prigionieri di guerra sulle navi prigione britanniche, per negligenza intenzionale,Il maltrattamento deliberato dei prigionieri è forse almeno in parte leggendario.

La Rivoluzione americana aveva scatenato una guerra dispendiosa, e fu (anche) la scarsità di denaro e di risorse a determinare le orribili condizioni delle navi prigione di sua maestà. Il clima di quello che un giorno sarebbe diventato il meridione statunitense peggiorava ulteriormente il già difficile contesto. La causa principale di morte nelle navi prigione risiedeva nelle malattie, piuttosto che nella denutrizione. I britannici non disponevano di provviste sanitarie adeguate (nel numero e nella qualità) neppure per i loro stessi soldati, tanto meno ne potevano destinare ai prigionieri. di quanti ne fossero morti in combattimento in quella stessa guerra. Nel corso della guerra morirono uomini e donne per sovraffollamento, acqua inquinata, fame, e malattie sulle navi prigione ancorate nell'East River; i loro corpi furono sommariamente sepolti lungo la spiaggia. Il fatto è commemorato dal "Prison Ship Martyrs' Monument" di Fort Greene Park (Brooklyn, New York City).

Christopher Vail, di Southold, che fu imbarcato sulla nave britannica di questo tipo HMS Jersey nel 1781, scrisse più tardi:

Nel 1778 Robert Sheffield di Stonington (Connecticut) evase da una di queste navi prigione, e raccontò la sua storia nella Connecticut Gazette, stampata il 10 luglio 1778. Era uno dei 350 prigionieri tenuti in un vano sotto i ponti.

Uso britannico nelle Guerre napoleoniche Alcuni studiosi hanno scritto che per i prigionieri detenuti negli hulk di Chatham Portsmouth e Plymouth le condizioni di vita a bordo e la mortalità fra i prigionieri erano denigrate dai francesi a fini propagandistici durante le guerre e da singoli prigionieri che scrissero in seguito le proprie memorie ed esagerarono le sofferenze cui erano stati sottoposti.Come accennato in una nota precedente, è in parte plausibile che i prigionieri americani "ribelli" fossero maltrattati di proposito dalle autorità britanniche nel corso della Rivoluzione americana: ufficialmente infatti gli insorti erano considerati traditori e potenzialmente esposti al rischio di impiccagione. In genere però tali condanne non venivano nominalmente eseguite (per non suscitare maggiori ostilità nella popolazione), mentre è innegabile che l'incarcerazione nelle navi prigione producesse spesso risultati altrettanto letali.

Un tale retroscena è del tutto estraneo ad altri casi di conflitto "legittimo", in cui i prigionieri avevano perlomeno lo status di combattenti regolari (e non lo stigma del tradimento). Memorie come quelle del Mes Pontons di Louis Garneray (tradotto nel 2003 in inglese come The Floating Prison), Histoire des pontons et prisons d’Angleterre pendant la guerre du Consulat et de l’Empire, (1845) di Alexandre Lardier, Coup d’œuil rapide sur les Pontons de Chatam, (1837) del tenente Mesonant, l'anonima Histoire du Sergent Flavigny (1815) ed altre, sono in gran parte opere di fantasia e contengono lunghi brani frutto di plagio artistico. Storici attendibili ed influenti come Francis Abell (Prisoners of War in Britain, 1756-1814 (1914)) e W. Branch Johnson (The English Prison Hulks, (1970)) presero alla lettera queste memorie senza porsi domande sulle loro origini. Da ciò è derivato il pervicace mito secondo cui gli hulk sarebbero stati un mezzo per sterminare i prigionieri, attese le intollerabili condizioni a bordo. Sembra che la verità fosse assai meno raccapricciante e quando si studiano obiettivamente le quote di prigionieri deceduti, un valore di mortalità tra il 5 e l'8% di tutta quella popolazione statistica, sia in terraferma sia sugli hulk, sembra essere stato normale.The Floating Prison di Louis Garneray, tradotto con commento e note di Richard Rose, Otterquill Books, e-book, 2012. Osservazioni critiche trovate nelle sezioni di commento dell'opera.

Uso britannico per accogliere detenuti comuni

Il primo caso di uso britannico di una nave prigione fu l'imbarcazione privata Tayloe, che l'Home Office affittò dal proprietario Duncan Campbell nel 1775.. La Tayloe fu ormeggiata sul Tamigi per farne un centro di raccolta per tutti i detenuti la cui deportazione nelle Americhe era stata rinviata a causa della guerra d'indipendenza. I prigionieri cominciarono ad arrivare nel gennaio 1776. Nella maggior parte dei casi, l'incarcerazione fu breve poiché l'Home Office aveva anche offerto la libertà condizionale ai deportandi che si arruolassero nell'esercito o in marina, o che scegliessero di lasciare volontariamente le Isole Britanniche per la durata della pena inflitta. Entro il dicembre 1776 tutti i prigionieri imbarcati sulla Tayloe erano stati rilasciati, si erano arruolati o erano morti, e il contratto cessò.

Flotta di navi prigione sul Tamigi Mentre la Tayloe era ancora in servizio, il governo britannico stava già sviluppando un progetto di lungo termine per la gestione dei deportandi. Nell'aprile-maggio 1776, fu approvata una legge che convertiva formalmente la deportazione nelle Americhe nei lavori forzati sul Tamigi per un periodo tra i tre e i dieci anni.. Nel luglio 1776 il proprietario della Tayloe Duncan Campbell venne nominato Sovrintendente dei detenuti sul Tamigi e gli fu concesso un appalto per l'alloggio dei deportandi e il loro impiego come manodopera. Campbell procurò allo scopo tre navi prigione: la Justitia da 260 t, la ex fregata francese da 731 t Censor e un East Indiaman declassato, anch'esso battezzato Justitia. Complessivamente le tre navi prigione contenevano una popolazione di 510 prigionieri nel periodo tra il 1776 e il 1779.

Le condizioni a bordo di queste tre navi erano scadenti, e i tassi di mortalità elevati. Gli internati sulla prima Justitia dormivano in gruppi in cuccette a più livelli ciascuna delle quali in media permetteva di stendersi in uno spazio di 1,8 m di lunghezza e 46 cm di larghezza. Le razioni settimanali consistevano di biscotti e zuppa di piselli, accompagnati una volta alla settimana da mezza guancia di bue e due volte alla settimana da porridge, un pezzo di pane e formaggio.. Molti detenuti erano in cattiva salute quando venivano trasferiti dai precedenti carceri, ma nessuna delle navi aveva sistemi di quarantena adeguati, e c'era un continuo rischio di contaminazione causato dal flusso di escrementi dalle infermerie. Nell'ottobre 1777 un prigioniero dal carcere di Maidstone portò il tifo a bordo. Si diffuse rapidamente; in un periodo di sette mesi fino a marzo 1778, morì un totale di 176 detenuti, ossia il 28 per cento della popolazione della nave prigione.

Le condizioni in seguito migliorarono. Nell'aprile 1778 la prima Justitia fu convertita in una nave "accettazione", in cui i detenuti si liberavano degli abiti carcerari, si lavavano ed erano tenuti in quarantena fino a quattro giorni prima di essere trasbordati sulle altre imbarcazioni.Frost 1984, p.24 Quelli che risultavano malati venivano trattenuti a bordo sinché guarivano o morivano. Sulla seconda Justitia lo spazio delle brande venne ampliato per consentire solo due detenuti per cuccetta, ciascuno son un'area di 1,8 m di lunghezza per 61 cm di larghezza per distendersi. La razione settimanale di pane fu elevata da 5 a 7 libbre, quella di carne venne arricchita con la consegna giornaliera di teste di bue dai macelli locali, e ogni tanto veniva servita verdura fresca. Gli effetti di queste migliorie furono evidenti nei tassi di mortalità dei prigionieri. Nel 1783 morirono 89 detenuti su 486 portati a bordo; e per i primi nove mesi del 1786 ne morirono appena 46 su 638.Frost 1984, p.25

Navi da guerra

Anche le navi da guerra venivano abitualmente usate come navi prigione. Un tipico hulk britannico, l'ex man-of-war HMS Bellerophon fu declassato dopo la battaglia di Waterloo e divenne una nave prigione nell'ottobre 1815.Colledge, p. 51 Ancorata al largo di Sheerness in Inghilterra, e ribattezzato HMS Captivity il 5 ottobre 1824, normalmente teneva circa 480 condannati in condizioni pietose. La HMS Discovery divenne un hulk prigione nel 1818 a Deptford. La HMS Temerarie fu un'altra famosa nave prigione utilizzata in tal ruolo dal 1813 al 1819.

Uso britannico nel Nuovo Galles del Sud Nel Nuovo Galles del Sud (Australia) gli hulk furono usati anche come riformatori. Nel 1813 fu pubblicato sul quotidiano Australian un bando di gara d'appalto per la fornitura di pane ai prigionieri imbarcati su un hulk prigione nel porto di Sydney.Sydney Morning Herald 2 September 2013

Tra il 1824 e il 1837 la Phoenix fu usata come hulk prigione nel porto di Sydney. Vi erano ristretti i condannati in attesa di deportazione all'isola di Norfolk e nel golfo di Moreton. Secondo una fonte, sarebbe stato il primo hulk prigione in Australia..

La Vernon (1867–1892) e la Sobraon (1892–1911) — quest'ultima ufficialmente una "nave scuola" — erano ancorate nel porto di Sydney. Il loro comandante, Frederick Neitenstein (1850–1921), introdusse un sistema di "disciplina, sorveglianza, addestramento fisico e un sistema di classificazioni e segni. Il suo intento era creare un 'terremoto morale' in ogni ragazzo appena inserito. L'ultimo arrivato era assegnato all'infimo rango e, attraverso severo impegno e obbedienza, gradualmente otteneva un numero limitato di privilegi."

Uso britannico in Australia meridionale Tra il 1880 e il 1891 l'hulk Fitzjames fu impiegato come riformatorio dal governo coloniale locale a Largs Bay.