Biografia Famiglia e formazione Harold Delf Gillies nacque il 17 Giugno 1882 a Dunedin, in Nuova Zelanda, da Robert e Emily Gillies. Primo di otto figli, rimase orfano di padre a soli quattro anni. Malgrado ciò, la famiglia non rimase indigente poiché il padre era stato un ricco proprietario terriero, un membro del Parlamento ed una figura di spicco nella comunità imprenditoriale di Dunedin..
La situazione economica della famiglia permise a Gillies di frequentare il Wanganui College, una delle scuole pubbliche più importanti della Nuova Zelanda, per poi trasferirsi in Inghilterra nel 1903. Qui, presso il Gonville e Caius College dell’Università di Cambridge, studiò Scienze NaturaliPetty 2013, pp. 9-10.. Laureatosi nel 1905, fu ammesso alla scuola di medicina del St Bartholomew’s Hospital (Barts) a Londra. Per tutto questo periodo Gillies accompagnò i suoi studi con l’attività sportiva raggiungendo un buon livello nel cricket, nel golf e nel canottaggio. Al Barts continuò a praticare golf e canottaggio tanto da giocare persino per la nazionale inglesePetty 2013, p. 11.. Le abilità naturali di Gillies non erano confinate solo all'ambito sportivo; dimostrò di essere anche un pittore competentePetty 2013, pp. 48-49., il cui talento emerse durante la giovinezza e culminò con una mostra dei suoi lavori nel 1948 presso la Galleria d'arte Foyale, di Londra.
Carriera La prima guerra mondiale Nel 1908, Gillies cominciò a dedicarsi a tempo pieno alla professione medica. Divenne chirurgo “junior” (l’equivalente italiano di colui che frequenta la specializzazione e al contempo lavora in ospedale) presso il Barts sotto la guida di Sir D’Arcy Power. Fu proprio in questo contesto che fiorì la sua passione per la chirurgia. Nel 1910 fu nominato assistente chirurgo di Sir Milsom Rees ed in seguito divenne otorinolaringoiatra presso il General Hospital di Tottenham. Successivamente accettò il posto di ufficiale medico in una spedizione in Egitto alla ricerca delle tombe perdute nella Valle dei Re.
Con lo scoppio della prima guerra mondiale, Gillies fu arruolato nel Royal Army Medical Corps con il grado di Capitano e fu inviato a Wimereux in Boulogne, dove si occupò di interventi di chirurgia generale. Qui conobbe il dentista Sir Charles Valadier, il quale voleva istituire un'unità di chirurgia maxillo-facciale per i soldati feriti dalle schegge dei proiettili. Il problema della chirurgia facciale aveva un peso notevole in questo periodo poiché l'artiglieria pesante, i gas tossici e le tecniche di combattimento adottate nel conflitto producevano ferite di notevole gravitàZiekenhuis 2015.. I chirurghi del fronte, prima dell'apertura di tale unità, non curavano adeguatamente questi infortuni, suturando assieme i pezzi di pelle rimanenti. In questo modo, quando si assestava la cicatrice, la carne si irrigidiva e provocava orribili smorfie. Inoltre, le forme assunte dalla pelle causavano molteplici problemi legati alla vista e alla respirazionePetty 2013, pp. 14-15..
Gillies scriverà nel 1957 a proposito del suo incontro con Valadier:"A Boulogne c'era un grande uomo grasso dai capelli color sabbia e dal volto rubicondo, che aveva equipaggiato la sua Rolls-Royce con poltrona odontoiatrica, trapani e i ferri necessari. Il nome di quest'uomo era Charles Valadier. Si batté fino a quando ebbe otturato d'oro tutti i denti residui nel General Hospital Quarter britannico. Con i generali legati alla poltrona, li convinse della necessità di un'unità di plastica e mascellare ... il merito di averla creata, che ha così facilitato il successivo progresso della chirurgia plastica, deve andare alle notevoli doti dialettiche dello scaltro e geniale Sir Charles Valadier".
Reginald Pound, giornalista e biografo britannico riporterà nella biografia "Gillies, surgeon extraordinary": "Gillies potrebbe essere in debito dell'esperienza e dell'abilità di Valadier di più di quanto fosse disposto ad ammettere."
Nel 1915 si spostò a Parigi dove fece visita al medico-chirurgo orale Hippolyte Morestin, il quale fu molto contento di mostrargli le tecniche di chirurgia che aveva sviluppato. In particolare il chirurgo francese gli mostrò come rimuovere il cancro dalla faccia con successiva riparazione plastica dei difettiPetty 2013, p. 16..
Gillies capì, durante questo periodo, l'importanza di istituire negli ospedali centri specializzati per combattere i problemi degli infortuni facciali. Verso la fine del 1915 tornò in Inghilterra e, assieme al Colonnello Sir William Arbuthnot Lane, direttore del Cambridge Hospital ad Aldershot (noto anche come Cambridge Military Hospital), fondò l’unità sperimentale di chirurgia plastica. La prima operazione, presso l’ospedale, fu fatta da Gillies nel febbraio 1916Petty 2013, p. 17., introducendo, per la ricostruzione di parti del corpo danneggiate, l'uso di tessuti vivi del pazientePetty 2013, pp. 19-20..
Nel 1916, su richiesta di Sir William Arbuthnot Lane, che aveva riconosciuto il potenziale di questa branca della chirurgia nella cura dei feriti di guerra, la Croce Rossa e l’Ufficio della Guerra inglese requisirono una villa a Frognal, di proprietà di un certo John Robert Townshend, ed eressero un complesso ospedaliero fuori da Sidcup. Gillies e il suo team si trasferirono lì. Nel team, oltre agli infermieri e agli assistenti chirurghi, vi erano i chirurghi-dentisti C.A.B. King e Kelsey Fry, il capo radiologo Multrea Johnston, il fotografo Sidney Walbridge e il pittore Henry Tons, responsabile della Slade School of Fine Art. Il compito di quest'ultimo era quello di rappresentare i risultati delle operazioni eseguite per avere una testimonianza. Gillies poteva, in questo modo, correlare le tecniche conosciute alle operazioni pratiche effettuate (con tutte le loro complicazioni) in modo da trovare ispirazione per nuovi metodiPetty 2013, p. 21..
L’unità si espanse velocemente e con essa anche il numero dei pazienti provenienti dai campi di battaglia. Divenuto troppo piccolo il complesso ospedaliero di Frognal per le esigenze da affrontare, nell’agosto 1917 l’unità si spostò al Queen Mary’s Hospital, una struttura costruita sempre sul terreno di Frognal, a Sidcup. Furono reclutati chirurghi dalle colonie dell'Impero Britannico. Otto chirurghi britannici lavorarono con lui e perciò è possibile vedere in Gillies la figura responsabile dell’insegnamento della prima generazione di chirurghi plastici della Gran BretagnaPetty 2013, pp. 22-23..
Nel Queen Mary's Hospital, Gillies conobbe il chirurgo-dentista statunitense Varaztad Kazanjian. Egli era giunto in Francia nella metà del 1915 con la Harvard Surgical Unit e operò per un certo periodo in Sidcup. Fu l'occasione dove i due chirurghi considerati padri della chirurgia plastica moderna ebbero la possibilità di confrontarsi.
Il personale traguardo raggiunto da Gillies durante questi due anni fu lo sviluppo del metodo del "peduncolo tubolare". Questa tecnica di trasferimento di tessuti da una parte all’altra del corpo fu direttamente ispirata al lavoro del XVI secolo del chirurgo italiano Gaspare Tagliacozzi. Il principale contributo di Gillies alla tecnica includeva un ingegnoso metodo di Blefaroplastica per curare l’ectropion degli occhiPetty 2013, p. 24.. Alla fine della guerra, circa 5.000 pazienti erano stati sottoposti alle cure di Gillies. Incredibilmente, solo dieci di questi furono considerati sfigurati, incurabili dal Ministero delle Pensioni e, per questo, Gillies fu inserito nell'Ordine dell'Impero Britannico per il valoroso servizio prestato alla nazionePetty 2013, p. 25..
L'anno della scelta Il 1919 fu un anno triste per Gillies. La squadra dei chirurghi a Sidcup si disgregò rapidamente; i membri ritornarono o alle loro specialità prebelliche, oppure, nel caso di coloro che provenivano dai Dominions, ai loro paesi d’origine. Il Ministero della Guerra per sostituire questa perdita nominò un nuovo chirurgo qualificato, il Capitano Thomas Pomfret Kilner, presso l'unità del Queen Mary's Hospital. Questo fu l’inizio di una stretta collaborazione che durò fino al 1930Petty 2013, p. 30..
Gillies ora aveva due alternative. La prima era la proposta fattagli da Sir Milsom Rees per un ritorno all’assistentato che aveva lasciato nel 1915 e che gli avrebbe garantito sia sicurezza economica che successo professionale. La seconda alternativa era quella di rivolgersi al suo vecchio ospedale, il St Bartholomew’s Hospital, per un assistentato, dove nonostante l’incarico relativamente minore, egli alla fine avrebbe avuto la possibilità di fare pratica con la chirurgia plastica. Con un po' di rammarico, dopo un lungo esame di coscienza, Gillies decise di abbandonare il mondo che Sir Milsom Rees gli aveva offerto e contattò il St Bartholomew’s Hospital. Gli furono immediatamente offerti due posti di lavoro: quello di assistente in chirurgia generale, con la possibilità di far pratica con la chirurgia plastica, e quello di vicecapo del Reparto di otorinolaringoiatria. Accettò la seconda con entusiasmoPetty 2013, pp. 30-31..
Nel contempo Gillies era stato anche invitato a visitare l’America da alcuni amici con cui aveva condiviso dei momenti e speso del tempo a Sidcup. Fu lieto di sfuggire all'atmosfera di reazione e delusione dell'Inghilterra postbellica e, armato di settecento slides da mostrare, intraprese il lungo viaggio in mare. Qui dovette far fronte ad una cocente delusione. Un oftalmologo che lavorava ad Odessa lo aveva anticipato nella pubblicazione del metodo del peduncolo tubolare per trasferire tessuti. Tuttavia, le settimane ricche di lettura e convegni lo aiutarono a riprendersi da questa profonda situazione di sconfortoPetty 2013, p. 31.. Egli presentò le sue slides ad un incontro sulla chirurgia dentale a Chicago, illustrando il lavoro svolto a Sidcup, cui fecero seguito una conferenza all’American Dental Association in New Orleans e un incontro sulla chirurgia a New York. Durante tutti questi viaggi ebbe plausi e lodi da parte dell’American Medical AssociationPetty 2013, p. 32..
Nel 1920 fu pubblicato il suo libro Plastic Surgery of the Face (chirurgia plastica del viso) dalla casa editrice inglese di proprietà dell'Università di Oxford, ove venivano dettati i principi della moderna chirurgia plastica. Il suo libro diede inizio ad un cambiamento epocale nel mondo della chirurgia plastica e confermò la reputazione che si era guadagnato durante la guerraPetty 2013, pp. 32-33.. Infatti, a Gillies si attribuisce la creazione della chirurgia plastica e ricostruttiva. I chirurghi di tutte le parti del mondo adottarono i suoi nuovi metodi tanto che molte delle sue tecniche sono utilizzate ancora oggi.
Fu definito dai suoi pazienti “l’ultima spiaggia”: ad esempio, nel 1922 gli fu chiesto di visitare un ragazzo di 19 anni, che aveva avuto un’ulcera invalidante al ginocchio sinistro per sette lunghi anni ed era stato portato in ospedale per un’amputazione. Furono messi a punto una serie di tentativi per innestare tessuto cutaneo e fermare l’ulcera, ma tutti furono un fallimento. Gillies, invece, riuscì a ridare al ragazzo il completo movimento del suo ginocchio usando la tecnica del peduncolo tubolarePetty 2013, p. 34.. Durante questo periodo sviluppò anche la tecnica del lifting facciale, ma fece poco o nulla per incoraggiare i suoi pazienti ad intraprendere questo trattamento poiché egli stesso era spaventato dall’idea di essere definito “il chirurgo della bellezza”. Tuttavia, a partire dal 1927, dopo anni di pratica, si sentì sufficientemente sicuro del suo lavoro da portare avanti e migliorare le tecniche della chirurgia estetica che aveva sviluppatoPetty 2013, p. 35..