Cutrofiano (Cutrufiànu in dialetto salentino; Κουτρουφιάνα, Kutrufiàna in grico) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento meridionale, dal 2007 fa parte dell'Unione dei comuni della Grecìa Salentina, sebbene nel paese non si parli più la lingua grica probabilmente già da un secolo e mezzo. All'inizio del XIX secolo, insieme a Sogliano Cavour, Cursi, Cannole ed agli odierni comuni della Grecìa Salentina, formava parte dei Decatría Choría (τα Δεκατρία Χωρία), cioè dei tredici paesi di Terra d'Otranto che conservavano la lingua e le tradizioni greche.

Geografia fisica Territorio Il territorio del comune di Cutrofiano si estende nella parte centrale della provincia a circa 32 km dal capoluogo, in direzione sud. Occupa una superficie territoriale di 55,72 km² ed è situato a 81 m s.l.m. L'altezza minima è di 65 metri mentre quella massima raggiunge i 119 metri. L'escursione altimetrica risulta essere pari a 54 metri.

Il territorio comunale confina a nord con i comuni di Sogliano Cavour e Galatina, a est con i comuni di Corigliano d'Otranto, Maglie, Melpignano e Scorrano, a sud con i comuni di Supersano e Collepasso, a ovest con i comuni di Aradeo e Neviano.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Clima Dal punto di vista meteorologico Cutrofiano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +5 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +30 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.

Classificazione climatica di Cutrofiano: Zona climatica: C Gradi giorno: 1240

Origini del nome L'origine etimologica risale al nome di persona greco-latino: Oecotrophius; o osco: Octufrius. La toponomastica riporta anche una derivazione collegata all'antica attività di produrre oggetti di terracotta, i cutrubbi, tipici recipienti di argilla (dal greco khytra che vuol dire vaso), da cui Cutrubbiano, e poi Cutrofiano. Gli abitanti si chiamano cutrofianesi.

Storia Le origini del casale sono oscure, probabilmente risalgono ad epoca romana data il ritrovamento di una fornace di quest'epoca recentemente emersa in località “Scacciato”. Non si hanno però altre evidenze che dimostrino una qualche forma di insediamento abitativo nei secoli successivi.

Le prime notizie storiche ci riportano he il territorio fu infeudato nel 1192 a Riccardo Panvino insieme al casale di San Pietro di Galatina. E' evidente quindi che in quest'epoca un agglomerato urbano esistesse già.

Accorpato alla Contea di Soleto diventa appannaggio del potentissimo barone Gervasio de Matino già Giustiziere e consigliere di re Manfredi di Sicilia e feudatario di Matino, Tuglie, Secli, Castellaneta, Ceglie, Mottola e di diversi altri feudi nel basso e alto Salento probabilmente intorno al 1240 e poi per un breve periodo, dal 1266 al 1269 di suo figlio Glicerio de Matino. Viene quindi assegnato alla caduta degli svevi e insieme a tutta la contea e a gran parte dei territori appartenuti alla famiglia De Persona-De Matino, ad Anselin de Toucy.

Il casale seguì le sorti della Contea di Soleto per secoli e fece parte dei grandi possedimenti dei principi di Taranto Del Balzo-Orsini fino al 1482 quando il casale venne scorporato dalla contea e venduto alla famiglia Del Doce-Capece che detenne il feudo fino al 1664, quindi il casale venne acquistato dalla famiglia Filomarini fino all'eversione della feudalità nel 1806.

Nel 1745-50, epoca in cui si redigono i Catasti Onciari voluti dal Re di Napoli Carlo I di Borbone, Cutrofiano contava circa 650 abitanti, 150 dei quali vivevano dell'industria ceramica di pignatari, piattari e codimari (vasai).

Un caso particolare di lunga diatriba giudiziaria, legata all'eversione feudale, fu quello della foresta di Cutrofiano, che era ancora demanio nel Quattrocento, ed era una propaggine della vasta macchia mediterranea che un tempo ricopriva il basso Salento. Si estendeva a sud del casale per 1000 tomoli, corrispondenti a circa 716 ettari, e costituiva la fonte principale per la provvigione della legna che alimentava i forni per la produzione della terracotta. All'atto della divisione tra feudatario e Universitas l'estensione fu quasi dimezzata ed il feudatario divenne per compromesso proprietario di un bene demaniale.V. Ligori, Cutrofiano. L'argilla, la terra, la pietra, Galatina, Congedo ed., 1993.

Anni sessanta del Novecento Sin dalla metà degli anni Cinquanta del Novecento e sino all'inizio degli anni Settanta, Cutrofiano conobbe una stagione di sviluppo ed ammodernamento, con l'avvio di numerose opere pubbliche e di interesse generale.

Il centro abitato fu dotato di servizi come le Scuole di via Catania, l'Ufficio postale di via Capo ed il mercato coperto di via Milite Ignoto. Si realizzò la sopraelevazione del Municipio e si costruirono le reti idrica e fognante.

Fu in quel periodo che si regolamentarono vari aspetti della vita quotidiana, soprattutto dal punto di vista sanitario: si ridussero le emissioni di polveri dei numerosi forni situati nel centro cittadino e si proibì l'uso della cosiddetta "caratizza", il carretto che si occupava di raccogliere i liquami prodotti dalle famiglie per farne poi concime per i campi.

Si intrapresero numerose iniziative sociali ed economiche, come la stipula di diverse convenzioni con Enti pubblici ed Istituti di credito per l'erogazione di mutui a basso costo per l'acquisto della prima casa o i servizi di assistenza diurna per i disabili, tra i primi Comuni in Italia.

Nonostante tali iniziative, tuttavia, la comunità cutrofianese conobbe forti correnti migratorie verso le città del nord e verso Svizzera, Germania, Belgio dove le opportunità lavorative erano molto più elevate.

La maggior parte dei braccianti, facenti parte di famiglie spesso numerose, lavorava a giornata ("de sule an sule"). Anche le donne partecipavano ai lavori dei campi nelle giornate di vendemmia e raccolta delle olive. La maggior parte dei lavori era svolta manualmente e la mancanza di energia elettrica nelle campagne non permetteva nemmeno di sollevare l'acqua dai pozzi.

D'estate si dormiva in campagna e si mangiava una sola volta al giorno, la sera, una minestra di legumi o di ortaggi cotti con i tralci secchi delle viti ("sarmente") o le piante secche di tabacco ("tabaccare"). Ci si trovava poi tutti insieme davanti a un piccolo falò per raccontare qualche storia.

La fertile terra permetteva, nella stessa annata, due diverse coltivazioni anche perché la natura argillosa del sottosuolo permetteva di raccogliere in pozzi profondi 7-8 metri l'acqua usata di giorno per l'irrigazione.

Gli stessi contadini preparavano semenzai e trapiantavano le piantine così che, mentre si essiccava il tabacco a fine agosto, si poteva avviare la coltivazione di cicoria, di rape, di cavoli, sedano e finocchi da raccogliere poi a novembre e dicembre.

Dagli anni settanta, con l'elettrificazione delle campagne, il completamento della rete idrica e fognaria, la cittadina ha potenziato le attività agricole e zootecniche, ed è diventata un punto di riferimento per tutto il Salento.

Simboli Lo stemma comunale è rappresentato da uno scudo d'argento, al cavaliere con elmo e mantello, su un cavallo inalberato su campagna al naturale. Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa matrice

La chiesa matrice, dedicata a Nostra Signora della Neve, risale al XVII secolo ma venne rifatta ed ampliata alla fine dell'Ottocento.

Il prospetto è in stile neoclassico e rispecchia la divisione in tre navate dell'interno. È caratterizzato da tre portali, tutti sormontati da un timpano triangolare e da una finestra a edicola delimitata da due lesene e da una balaustra. L'interno, a tre navate divise da colonne, conserva sette altari in stile barocco, rimontati dalla precedente chiesa seicentesca. Di particolare pregio artistico sono la tela raffigurante la Vergine con il Bambino tra i San Gennaro e San Francesco d'Assisi, opera di Francesco Solimena, e il Crocefisso ligneo del XVII secolo.

Chiesa dell'Immacolata La chiesa dell'Immacolata, terminata nel 1772, presenta una pianta a forma ottagonale allungata. Fu voluta molto probabilmente dai maestri della ceramica che in quella zona avevano la gran parte delle loro botteghe e fu costruita con l'aiuto economico dei Filomarini, soprattutto di Lelio, figlio cadetto e longevo del primo duca Alfonso (+ 1692).

Presenta un'elegante facciata divisa in due ordini e caratterizzata dalla finestra centrale riccamente decorata e sormontata dallo stemma borbonico. Ai lati della finestra si aprono due nicchie che ospitano le statue di San Rocco e San Filippo Neri. Sulla sommità del frontone monocuspidale è posta la statua dell'Immacolata. L'interno, di fattura sobria dovuta a rimaneggiamenti ottocenteschi, custodisce, lungo le pareti laterali, dei medaglioni rococò in pietra leccese contenenti tele raffiguranti alcuni episodi della vita della Madonna, autografe opere della pittrice ruffanese Maria Rachele Lillo.

Chiesa Valdese La Chiesa Valdese di Cutrofiano nasce intorno al 2011 e si trova al di fuori del centro abitato, in Contrada Macchia ed è una delle Chiese che si occupano dei Cristiani Protestanti in Salento.

Palazzo Filomarini Palazzo Filomarini è un'opera seicentesca attribuita a Francesco Manuli. La struttura è il risultato dell'adattamento e della ristrutturazione del preesistente castello. È anche conosciuto come Palazzo della Principessa perché a Marianna, ultima dei Filomarini, morta nel 1845, succede il figlio Gaetano d'Aragona che sposa Sara Pryce. Quest'ultima, morta nel 1897, veniva chiamata dagli abitanti del luogo Principessa.

Dell'antica costruzione rimangono parte del piano inferiore e una torre quattrocentesca. Sono riconducibili al Cinquecento i balconi della facciata in piazza Municipio, l'elegante gruppo scala e il balcone che si affaccia nel cortile interno. La sobria facciata di Via Filomarini, in pietra locale, con portale bugnato ed i doccioni antropomorfi, risalgono al XVII secolo. L'edificio è attualmente sede di mostre d'arte.

Chiesa e cripta rupestre di San Giovanni Battista

La cripta di San Giovanni Battista è sita in località San Giovanni, a circa 1 km dal centro urbano. La località ospita oltre alla cripta, una chiesetta rupestre, una piccola necropoli medievale, un frantoio sotterraneo e una grande cisterna.

L'ipogeo, di piccole dimensioni con un impianto planimetrico circolare, è scavato interamente nella roccia. La cripta ospitò molto probabilmente una comunità di monaci basiliani insediatasi tra l'VIII e il IX secolo. Le pareti lasciano intravedere deboli tracce di affreschi ormai irrimediabilmente perduti. Adiacente all'ingresso della cripta sorge una chiesetta dedicata a San Giovanni Battista costruita sul luogo dove sorgeva un'altra chiesa crollata nel 1607.

Altri beni artistici e ambientali Palazzo Marino. Del XVI secolo, ristrutturato all'inizio del Settecento. Sito Pretore. Abitato in periodo romano, successivamente sede di un casale medievale. Masseria Monaci. Nei suoi dintorni esiste un complesso di grotte, formate dall'estrazione della pietra.