Grazzano Badoglio (Grassan in piemontese, Grazzano Monferrato fino al 1938) è un comune italiano di abitanti della provincia di Asti in Piemonte.

L'originario appellativo "Monferrato", sulla proposta del podestà, fu sostituito dall'attuale nel 1939, in onore del Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio, che vi nacque nel 1871.REGIO DECRETO 27 febbraio 1939, n. 537, su Normattiva.

Storia

Il nome Grazzano deriva da Gratis o da Gratianus. La Chiesa parrocchiale è dedicata ai Santi Vittore e Corona.

Già insediamento romano, si è distinto per la sua antica abbazia, fondata nel 961 da Aleramo, primo marchese del Monferrato; intitolata al Salvatore, alla Madonna e ai Santi Pietro e , per sottrarla al potere vescovile di Vercelli, fu posta sotto la giurisdizione del vescovo di Torino.

Le donazioni di beni e diritti effettuate dai marchesi, fecero prosperare il monastero, che nel 1408 adottò la riforma dell'Ordine benedettino, “donando” una rendita alla curia papale di Roma di 150 fiorini"Codice 32 di Burgo de Osma" (Soria), detto 'Liber taxarum' voluto dall'antipapa Benedetto XIII, che desiderava conoscere le rendite della Chiesa: 1 fiorino corrispondeva a una libbra; all'epoca il mantenimento di una vedova con due figli era valutato circa sette libbre all'anno. Nel 1708, con l'annessione del Monferrato ai Savoia, questi ebbero il patronato dell'abbazia scatenando accese controversie con gli abati benedettini.

Simboli

Lo scudetto nel centro dello stemma è l'emblema del Monferrato. Il fasciato di nero e d’oro ricorda il dominio dei duchi Gonzaga di Mantova.

Monumenti e luoghi d'interesse L'abbazia aleramica

L'Abbazia aleramica, oggi Parrocchia di Grazzano Badoglio, è di rilevante importanza architettonica. Nell'anno 961 il marchese Aleramo I di Monferrato fondò, sul colle dove si erge oggi la chiesa, un'abbazia che affidò ai Benedettini i quali vi rimasero per oltre quattro secoli.

Di quella prima costruzione rimangono attualmente la torre campanaria romanica, alla quale nel 1910 è stata aggiunta una sopraelevazione; il porticato della vecchia casa parrocchiale con balconcino; il chiostro, oggi ristrutturato e riportato agli antichi splendori; l'abside di forma ottagonale visibile dall'esterno (all'interno sono stati effettuati dei rimaneggiamenti).

La maggior auge dell'Abbazia aleramica fu tra i secoli XII e XV. Con decreto 16 agosto 1802 la secolare abbazia aleramica venne soppressa dalla legislazione napoleonica, ma l'abate continuò a risiedere in paese con il titolo di "cittadino parroco" (vicario perpetuo). La chiesa attuale, dedicata ai santi Vittore e Corona è stata costruita nel XVI secolo, ma subì svariati rimaneggiamenti e modifiche, nonché ristrutturazioni.

Chiesa parrocchiale

La Chiesa parrocchiale è adiacente all'abbazia dove si notano il balconcino della casa abbaziale, la torre campanaria in stile romanico, il portale datato 1766. Nella cappella del Rosario c'è la tomba di Aleramo del Monferrato, che diede origine al Monferrato, ricordato orante nell'affresco attribuito a Guglielmo Caccia, detto Il Moncalvo.

La tomba è stata trasferita dal peristilio dell'antica chiesa abbaziale alla cappella laterale della parrocchia, è ornata da un antico mosaico in bianco e neroDatabile al II secolo, il mosaico pagano si dev'essere salvato grazie al soggetto: i due animali mostruosi, infatti, servivano a proteggere la tomba del capostipite della dinastia aleramica raffigurante due mostruosi animali che si affrontano: a sinistra una sfinge ("donna alata" nella parte anteriore, in mezzo "leonessa mugghiante e selvaggia" e "drago che si snoda" nella parte posteriore, corrispondente a quella descritta da Mesomede.

Dal saggio del casalese Olimpio Musso, La Sfinge di Mesomede alla luce di un mosaico del Monferrato, pubblicato nel 1998, si narra la possibilità che si potesse trovare nella villa romana del profumiere Tito Vezio Ermete, di cui resta un'epigrafe murata alla base della torre campanaria con la poetica disposizione di portare delle rose sulla sua tomb anel giorno del compleanno poeta vissuto ai tempi dell'imperatore Adriano), a destra un drago leonino aptero in atteggiamento aggressivo con la cresta sul capo e le tre caratteristiche righe emblematiche sul collo.

La cappella dei Gonzaga è in stile barocco con un dipinto rappresentante “la morte di San Francesco Saverio” di Andrea Pozzo, e un dipinto della Madonna rivestita di una manto rosa sempre del Moncalvo. Una grande croce sormonta l'altare. Il coro ligneo del '500 è adiacente alla sagrestia nella quale è custodito il braccio reliquiario di San Vittore che viene portato in processione il 14 maggio.

Nelle cappelle, alcune delle quali conservano ancora gli stucchi originali, si possono ancora ammirare tele di notevole interesse. In questa sede si preme ricordare la Madonna immacolata del Guglielmo Caccia. Si attribuisce al Caccia anche il ritratto affrescato sopra la tomba di Aleramo.

Altre chiese Da menzionare la chiesa del Santo SpiritoScheda sul sito del comune http://www.comune.grazzanobadoglio.at.it/web-comuni-new/dettaglio_menu.aspx?categoria=_pag_11072&comune=Grazzano_Badoglio&des=La%20chiesa%20di%20S.%20Spirito e la chiesa della Madonna dei MontiScheda sul sito del comune

Lapide funeraria romana del II secolo d.C. Nel complesso più esterno rimasto intatto dell'Abbazia aleramica, è presente una lapide funeraria romana del II secolo d.C., probabilmente una delle più importanti in Piemonte nel suo genere. Questo monumento fu apposto dall'ancora vivente T. Vettius Hermes (Tito Vezio Ermete), il cui cognome di origine greca ne denomina la condizione libertina, come la professione di commerciante di profumi (Seplasarius).

La lapide riporta il suo testamento in cui dispone che i suoi eredi, i quali usufruiranno dei suoi orti e custodiranno le sue ceneri, portino in perpetuo rose alla sua tomba nell'anniversario della sua morte e che la proprietà non venga né frazionata né divisa. La scrittura avviene in lingua latina tramite abbreviazioni in uso in quel tempo per questo tipo di documento.

Nella parte alta della lapide si nota il timpano inquadrante un vaso di uva e due uccelli nell'atto di beccare. Sugli spioventi del timpano ci sono due delfini lavorati in bassorilievo. Sotto corre una fascia liscia alle cui estremità ci sono le lettere V.F (Vivus Fecit) che significa "fatto mentre era in vita". Più sotto si notano due lesene con aste e un fregio con motivi di festoni e teste di bassorilievo quasi completamente abrase che inquadrano l'iscrizione.

L'iscrizione latina recita:

V(ivus)f(ecit) T.Vettius T.l.Hermes seplasarius Mater genuit materq (ue) recepit. Hi horti ita uti o(ptimi) m(aximi) que sunt cineribus servite meis: nam curatores substituam , uti vescantur ex horum hortum natale meo et per [fortasse] fer (ant) rosam in perpetuo. Hos hortos neque dividi volo neq (ue) abalienari.

Parco della stele A Grazzano si trova il monumento eretto alla memoria di Pietro Badoglio, costituito da una stele metallica alta 24 metri sostenuta da un basamento di granito tripartito e dotata di una lanterna alla sommità. L'opera fu realizzata per iniziativa di un comitato promosso dall'industriale Pininfarina per onorare la memoria dell'amico maresciallo e presieduto dall'allora Ministro della Difesa Giulio Andreotti. Il monumento, progettato dall'architetto torinese Amedeo Albertini, si trova in località "Madonna dei Monti" e venne inaugurato il 27 settembre 1964; i tre fregi in rilievo che ornano la base sono opera di Virgilio Audagna, scultore torinese. Dopo un periodo di abbandono il monumento e il piccolo parco circostante sono stati recuperati da alcune imprese della zona, che a partire dal 2017 ne curano la manutenzione.

Museo storico Badogliano Il Museo Storico Badogliano è ospitato nella casa natale del maresciallo d’Italia Pietro Badoglio, in via Badoglio 20, lungo la via principale del paese. Il Museo è organizzato su sette sale e due corridoi ed ognuno è dedicato a un tema o un periodo significativo della vita del maresciallo con un’ampia documentazione fotografica, pittorica ed oggettistica. Collegata al museo è la sede dell'Asilo Infantile "Antonietta Badoglio", attivo dal 1937 al 1988 ma ancora visitabile.

Società Evoluzione demografica Gli attuali residenti sono circa un terzo di quelli presenti nell'anno 1921.

Amministrazione Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

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Note

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Collegamenti esterni

Banca Dati MonferratoArte Contiene un vasto repertorio storico-bibliografico degli artisti attivi nelle Chiese extraurbane della diocesi di Casale Monferrato.