Paperino e la leggenda dello Scozzese Volante è una storia a fumetti disegnata da Romano Scarpa e passata a china da Luciano Gatto. Fu pubblicata in due puntate il 10 e 25 novembre 1957 sul settimanale Topolino nei numeri 174 e 175.
La storia è una delle più amate e famose di Scarpa che centra l'essenza della disneyanità con una dissacrante parodia dell'animalismo. È stata ristampata innumerevoli volte dalla Mondadori (e successivamente dalla The Walt Disney Company) nelle varie raccolte di storie a fumetti dei personaggi di Walt Disney. Fu anche tradotta in inglese con il titolo Uncle Scrooge: The Flying Scot.
La storia
Da un po' di tempo Paperone si sente depresso. Così si mette alla ricerca tra i negozi di Paperopoli di qualcosa che lo distragga per passare il tempo. Entrando nell'emporio più economico egli trova qualcosa che potrebbe interessargli, ma quando ode il costo rimane scioccato dal prezzo troppo elevato.
Così corre ad una cabina telefonica e chiama il direttore della sua banca per sapere se può contare sul loro supporto finanziario, poi chiama il direttore della sua miniera di uranio per sapere se le estrazioni procedono senza problemi, infine contatta il suo consulente finanziario per avere un quadro generale sullo stato di salute delle sue imprese. E così, confortato dalle notizie ricevute, decide di essere in grado di affrontare l'esorbitante spesa.
Si reca al negozio e paga i 10 dollari (ai giorni nostri circa 50 dollari) per un piccolo e bizzarro uccellino di razza kaibì (razza di fantasia inventata dallo stesso Romano Scarpa). I kaibì sono molto delicati e si nutrono soltanto di sardine freschissime, mezza ogni settimana.
Nei giorni successivi Paperone riacquista il buon umore grazie al canto del kaibì, ed è anche felice dei bassissimi costi necessari per il sostentamento della bestiola. Paperino, passando per caso dal deposito, lo sente cinguettare insieme al suo nuovo uccellino e chiede chiarimenti. Paperone allora gli spiega di aver acquistato sei giorni prima un kaibì, quindi, accorgendosi che una settimana era quasi passata, decide di non perder tempo e di andare insieme al nipote a cercare il pasto per il suo uccellino. Giunti al mercato, dal pescivendolo, egli compra metà dell'ultima sardina rimasta in vendita. Il pennuto, però rifiuta misteriosamente il cibo.
Allora telefonano al venditore, il quale li informa che il pennuto accetta solo sardine tagliate longitudinalmente. Paperone se ne era andato troppo in fretta senza lasciar tempo al venditore di spiegarglielo. Ritornati al mercato per rimediare con un'altra sardina, si accorgono che tutti i pescivendoli hanno terminato le sardine, perfino negli altri mercati di Paperopoli non ce ne sono più.
Improvvisamente Paperino vede un gatto con in bocca una sardina. I due paperi partono alla carica ed il gatto fugge spaventato. Paperone offre una taglia di un dollaro a chiunque riesca a catturargli il gatto con la sardina, questo scatena un furibondo inseguimento al gatto a cui partecipano decine di persone e che mette in subbuglio mezza Paperopoli. Alla fine il gatto viene catturato da un energumeno ma della sardina non rimane che la lisca. Paperone si rifiuta di pagare la taglia a causa delle pessime condizioni della sardina. E così rimediano anche qualche percossa e ritornano mesti al deposito: Paperone con la tuba sfondata e Paperino con un occhio nero.
Giunto al deposito Paperone dirama un comunicato a tutti i suoi agenti commerciali: devono cercare immediatamente e senza tregua, in ogni più remoto angolo degli stati costieri americani, una mezza sardina fresca! Scatta così la più affannosa caccia alla sardina che la storia commerciale degli Stati Uniti d'America ricordi. Nelle riserve indiane, in Alaska, a New York, nelle coste virginiane. Gli elicotteri di Paperone danno perfino la caccia ad un gabbiano con una sardina in bocca, ma questo riesce a far perdere le sue tracce nascondendosi in uno stormo di suoi simili.
Le ore passano senza nessun esito positivo, e poiché il tempo passa minacciando sempre più il kaibì, Paperone convoca urgentemente i suoi nipoti per elaborare insieme una strategia per risolvere il “problema sardina”. I nipotini Qui, Quo, Qua suggeriscono di utilizzare una sardina in scatola, anche se è solo fresca di freezer!. Paperone sa bene che con “sardina fresca” il venditore intendeva “appena pescata” ma decide di provare ugualmente. Il kaibì ne rimane disgustato alla sola vista.
Ma Paperino è convinto che il kaibì sia solo viziato e convince Paperone a partecipare ad una messa in scena per far credere all'uccellino che la sardina sottolio sia in realtà una sardina appena pescata. Egli si traveste da pescatore ed entra nella stanza urlando «Pesce fresco!» come se fosse al mercato. Inoltre, per rendere la scena più realistica, i nipotini danno una scarica elettrica al pesciolino in modo che guizzando dia l'illusione di essere ancora vivo. L'uccellino sembra cascarci ed aguzza lo sguardo verso l'agognato pasto. Paperone finge di comprare la sardina da Paperino e la prepara per l'uccellino tagliandola longitudinalmente a metà, ma non appena il kaibì la assaggia, strabuzza gli occhi e gliela sputa in faccia.
I nipotini allora suggeriscono a Paperone di contattare la “Sardin sott'oil company” di Bisonzo City, la più grande fabbrica di sardine sott'olio al mondo, nonché la stessa che ha inscatolato la sardina offerta dai paperi al kaibì. In quel momento in azienda si sta tenendo il consiglio di amministrazione, il consigliere delegato espone agli altri dirigenti il catastrofico bilancio della fabbrica, raggiunto a causa delle difficoltà incontrate nella pesca delle sardine dalla loro flotta di pescherecci.
Proprio mentre in sala tutti si abbandonavano alla disperazione giunge la telefonata di Paperone con la richiesta di una mezza sardina. Il consigliere decide di tentare e chiede per la mezza sardina 785.047.232$, ossia l'intero ammontare del passivo dell'azienda. A Paperone prende un accidente, ma appena si riprende reagisce all'offesa subita comprando tutta la fabbrica.
Nella sala del consiglio si scatena un grande giubilo alla notizia dell'acquisto della fabbrica da parte del papero più ricco del mondo. Tutta la fabbrica si appresta ad accogliere in grande stile il nuovo proprietario. I paperi partono per Bisonzo, che si trova ad appena 30 km da Paperopoli, utilizzando la limousine di Paperone. Arrivati alla fabbrica trovano un striscione di benvenuto all'ingresso e una banda che suona festosa; inoltre, a nome dei dirigenti e di tutto il personale, gli viene conferita la simbolica chiave della fabbrica. Un chiave a forma di apriscatole!
Paperone, seccato, pone fine alle feste e domanda la sua mezza sardina fresca. Con imbarazzo il consigliere delegato lo accompagna verso i magazzini dove è conservata l'unica sardina di tutta la fabbrica, pescata giusto in mattinata, ma il magazziniere, pensando che una sola sardina fosse del tutto inutile, l'aveva appena lessata ed usata per il suo panino. Paperone si infuria ma il consigliere lo rassicura, perché tra due ore sarebbe giunta in porto una flottiglia di pescherecci con buone speranze che, almeno questa volta, abbiano pescato qualche cosa.
E così, aspettando l'arrivo della flottiglia sul molo, Paperone arma i suoi nipoti di canna da pesca, nonostante Qui, Quo, Qua facciano notare allo zio che le sardine non possono essere pescate con la lenza, nella speranza che qualcuna abbocchi per sbaglio! Giunta la flotta al porto Paperone corre festoso verso uno dei pescherecci con un canestro, desideroso di riempirlo di pesce guizzante, ma presto si renderà conto che nessuno dei 57 pescherecci della quinta flottiglia era riuscito a pescare una sola sardina.
Paperone con la testa nascosta dal canestro si ritira mesto chiedendo ai nipotini di essere lasciato solo con il suo dolore. Paperino vuole vederci chiaro ed allora decide di rivolgersi al comandante della nave ammiraglia. Il comandante è depresso, sente che la sua carriera di pescatore di sardine è ormai agli sgoccioli e medita su un possibile futuro da coltivatore di prezzemolo. Interrogato da Paperino e dai nipotini, il comandante sostiene che le sardine hanno cambiato completamente abitudini probabilmente spaventate dalle apparizioni dello scozzese volante. E mostra loro un'immagine surreale di un vascello volante, i paperi si mostrano scettici ma egli rivela loro di che in realtà quell'immagine è una foto scattata 3 mesi prima! Tuttavia, nonostante le coincidenze, è ancora un mistero quale sia il nesso tra la sparizione delle sardine e le apparizioni dello scozzese volante.
Paperino decide allora di organizzare una spedizione per scoprire il vero motivo che ha causato la scomparsa delle sardine dalle abituali rotte di pesca. Anche Paperone, che nel frattempo si stava auto-punendo per espiare il fallimentare acquisto della fabbrica di sardine, decide con entusiasmo di partecipare alla missione per risolvere il mistero.
I cinque paperi si imbarcano sul peschereccio Arzella insieme al Kaibì e salpano verso il mare aperto. Procedendo a casaccio e senza conoscere le vecchie abitudini delle sardine, sperano di essere più fortunati dei pescatori della Sardin sott'oil company. Dopo molti giorni di navigazione, attirati da uno stormo di gabbiani, si imbattono in un banco di sardine ma queste si dileguano immediatamente non appena la rete viene calata in mare. In effetti una sola sardina striminzita rimane impigliata nella rete, ma a causa di una brusca manovra sull'argano che controlla la rete, essa riesce a fuggire lasciando i paperi senza più parole per la scalogna che continua a perseguitarli.
Ma alcune ore più tardi la fortuna bacia improvvisamente i cinque paperi. Un enorme nugolo di spuma si dirige verso il peschereccio, si tratta in realtà di in un enorme banco di sardine in fuga sul pelo dell'acqua. Lo stormo di milioni di sardine travolge l'Arzella e ne riempie tutto il ponte di pesce, rendendo pazzo di gioia il piccolo kaibì. Paperino ripensando alle parole del comandante alza gli occhi al cielo e, con grande stupore, vede un antico vascello con una rete da pesca a strascico appesa sul bompresso volare a venti metri sopra il peschereccio. Paperone con il cannocchiale intravede un corsaro dall'aria bellicosa appoggiato alla balaustra che gli sembra familiare, ma non riesce a riconoscerlo. Infine la nave scompare tra le nuvole.
I paperi sono in navigazione in zone tropicali a dieci giorni di navigazione dal porto di Tegucicalpa, il più prossimo, senza avere a disposizione sistemi per la conservazione del pesce. Pertanto Paperino ed i nipotini decidono di disfarsi del carico in mare dopo aver rifocillato il Kaibì. La decisa opposizione di Paperone costringe i nipoti all'ammutinamento, Paperino rileva il comando del peschereccio e fa imprigionare Paperone nella sua cabina. Inoltre, per far capire a Paperone la bontà del loro gesto, Paperino decide di conservare una sola sardina per mostrargli gli effetti della decomposizione.
La navigazione procede verso Tegucicalpa, in quel porto i paperi sperano di reperire una nuova sardina per l'uccellino di Paperone. Due giorni prima di arrivare in porto Paperino decide di liberare Paperone che rimane sconvolto dall'odore pestifero che si respira sul ponte. Qui, Quo, Qua mostrano a Paperone che la barca è appestata dalla sola sardina rimasta. A questo punto a Paperone non rimane che accettare il fatto compiuto e sbarazzarsi personalmente dell'ultima sardina rimasta gettandola in mare.
Arrivati al porto i paperi si dividono per cercare tra i negozi una sardina in vendita, ma misteriosamente, appena interrogati i commercianti ridono loro in faccia o rimangono stupefatti. Ai paperi pare di capire che in quel giorno, il 3 maggio, ci sia una qualche festa popolare dei canestri, infatti tutta la popolazione corre a radunarsi in un prato sollevando i canestri in aria.