Il Salamis (in lingua greca: Σαλαμίς) fu una nave da battaglia tipo dreadnought, talvolta classificata anche come incrociatore da battaglia, costruita per la Marina greca negli anni dieci del XX secolo. Fu ordinata al cantiere navale tedesco AG Vulcan di Amburgo nel 1912, come parte di un vasto programma di riarmo navale greco inteso a modernizzare la flotta, in risposta all'espansione navale ottomana dopo la guerra greco-turca del 1897. Il Salamis, come diverse altre navi da guerra - nessuna delle quali mai consegnata a nessuna alle due flotte - rappresentò il culmine di una corsa al riarmo navale tra i due paesi, che ebbe effetti significativi sulla prima guerra balcanica e sulla prima guerra mondiale.
Il progetto dell'incrociatore da battaglia fu più volte rivisto durante il processo di realizzazione, in parte a causa delle acquisizioni di navi da battaglia da parte dell'Impero ottomano. I primi disegni della nave prevedevano un dislocamento di 13.500 long ton (13.700 t), con un armamento di sei cannoni da 14 pollici (356 mm) posti in tre torrette binate. La versione finale del progetto risultò significativamente più grande: dislocamento di 19.500 long ton (19.800 tonnellate) e un armamento di otto cannoni da 356/45 mm in quattro torrette binate. La nave doveva avere una velocità massima di 23 nodi (43 km/h), superiore a quella di molte altre navi da guerra del periodo.
I lavori d'impostazione della chiglia iniziarono il 23 luglio 1913 e lo scafo fu varato l'11 novembre dell'anno seguente, a guerra oramai iniziata. La costruzione fu definitivamente interrotta nel dicembre dello stesso anno, e la Kaiserliche Marine impiegò la nave incompiuta come una caserma galleggiante a Kiel. L'armamento per questa nave fu ordinato alla ditta statunitense Bethlehem Steel e non poté mai essere consegnato a causa del blocco navale britannico posto ai prodotti destinati alla Germania; la ditta vendette invece i cannoni al Regno Unito e queste armi furono usate per armare i quattro monitori della classe Abercrombie. Lo scafo della nave rimase intatto dopo la fine della grande guerra, e divenne oggetto di una prolungata disputa legale tra il cantiere costruttore e il governo greco. Il Salamis fu finalmente assegnato ai costruttori dopo la sentenza di un tribunale d'arbitrato, e lo scafo fu demolito nel corso del 1932.
Storia
Dopo la conclusione della guerra greco-turca del 1897, durante la quale la flotta turca si era dimostrata incapace di sfidare la Marina greca per il controllo del Mar Egeo, il governo ottomano avviò un programma di espansione navale, inizialmente ricostruendo e ammodernando diverse vecchie navi da battaglia.. In risposta a ciò, nel 1905 il governo greco decise di ammodernare la propria flotta, a quel tempo incentrata sulle tre corazzate della classe Hydra risalenti al 1880. A partire dal 1908 la Marina greca cercò nuove proposte progettuali per realizzare piccole corazzate presso alcuni cantieri navali stranieri, tra cui quello della britannica Vickers relativo a navi corazzate da 8.000 long ton (8.100 t) che però non fu accettato.. Nel 1911 un cambio della costituzione in Grecia permise al governo di assumere esperti navali provenienti da altri paesi, il che portò ad invitare una missione navale britannica avente il compito di consigliare i vertici della marina in relazione al suo programma di riarmo. Gli ufficiali britannici raccomandarono l'adozione di un programma che prevedeva la realizzazione di due corazzate da 12.000 long ton (12.000 tonnellate) e un grande incrociatore corazzato; in relazione a ciò furono presentate proposte dai cantieri Vickers e Armstrong-Whitworth: il progetto Vickers riguardava una nave più piccola armata con nove cannoni da 254 mm (10 pollici), mentre quello della Armstrong-Whitworth una nave più grande armata di cannoni da 356 mm (14 pollici). Il governo greco accettò queste proposte, e nel corso dell'anno la Vickers ne presentò diverse altre per navi più piccole, simili a quelle del progetto del 1908..
Il primo passo nel programma di riarmo greco fu completato con l'acquisto dell'incrociatore corazzato di fabbricazione italiana Georgios Averof nell'ottobre 1909.. Gli ottomani, a loro volta, acquistarono due pre-dreadnought tedesche, la Kurfürst Friedrich Wilhelm e la Weissenburg,Queste navi vennero ridenominate rispettivamente Barbaros Hayreddin e Turgut Reis. aumentando la corsa agli armamenti navali tra i due paesi.. La Marina greca tentò di acquistare due vecchie navi da guerra francesi e, quando la vendita non si materializzò, tentò senza successo dapprima di acquistare un paio di navi da guerra britanniche e poi navi dagli Stati Uniti. Il tentativo americano fu cancellato a causa delle preoccupazioni sul fatto che una tale vendita avrebbe alienato il mercato turco, nel quale gli americani avevano interessi industriali e commerciali significativi.. Nell'agosto 1911 il governo ottomano ordinò al Regno Unito la corazzata Reşadiye, minacciando così di assumere il controllo del Mare Egeo. I greci dovettero affrontare la scelta di perdere la corsa agli armamenti o ordinare nuove navi da battaglia..
Il contrammiraglio Lionel Grant Tufnell, capo della missione navale britannica in Grecia, sostenne l'ipotesi di acquistare un ulteriore incrociatore corazzato del tipo del Georgios Averof insieme a diverse navi più piccole, destinando nel contempo ulteriori fondi per modernizzare la base navale di Salamina. Tale proposta fu sostenuta dal primo ministro Eleutherios Venizelos, che cercò di trovare fondi per il programma navale nel ristretto bilancio governativo previsto per il 1912. Il piano però non si concretizzò, poiché il governo greco attese l'arrivo di consulenti britannici per il progetto dell'ampliamento della base navale.. All'inizio del 1912 la Marina convocò un comitato che fu incaricato di acquistare una nuova nave da battaglia per contrastare la Reşadiye, che inizialmente fu concepita come un incrociatore da battaglia. La nuova nave sarebbe stata di dislocamento limitato a 13.000 long ton (13.000 tonnellate), dato che tale stazza era quella massima che poteva ospitare il bacino di carenaggio galleggiante nel Pireo. Il programma fu finalizzato a marzo e, insieme al nuovo incrociatore da battaglia, i greci emisero requisiti per l'acquisto di cacciatorpediniere, torpediniere, sommergibili e una nave appoggio sommergibili.. Presentarono proposte dieci cantieri britannici, quattro francesi, tre tedeschi, tre americani, uno austro-ungherese e due italiani, con i britannici Vickers e Armstrong-Whitworth che offrirono gli stessi progetti proposti nel 1911. Tufnell faceva parte del comitato di supervisione al programma, ma scoprì che i greci si opponevano fortemente ai progetti britannici. Alla fine la Vickers si ritirò dalla competizione e il costo della proposta della Armstrong fu più alto rispetto alle altre. Tuttavia i britannici mantenevano speranze per ottenere il contratto a causa dello stretto rapporto tra la flotta greca e quella britannica, derivato dal notevole numero di ufficiali britannici che erano stati distaccati nella Marina greca negli ultimi anni. I cantieri francesi, d'altra parte, si lamentarono del fatto che i britannici beneficiavano ingiustamente della presenza della loro missione navale.. Durante la competizione la Marina greca stabilì che il disegno dello scafo del progetto Vickers era il migliore, ma le armi, le munizioni e le corazzature americane erano superiori a qualsiasi proposta britannica.. Alla fine, tuttavia, nessuno dei due contendenti ricevette il contratto d'acquisto, poiché le trattative tra il primo ministro Venizelos e l'ambasciatore tedesco in Grecia assicurarono il contratto alla Germania imperiale..
Nel giugno 1912 la Marina greca scelse l'offerta avanzata dal cantiere AG Vulcan di Amburgo relativa a due cacciatorpediniere e sei torpediniere, da completare in soli tre o quattro mesi. Questo intervallo di tempo, eccezionalmente breve, fu possibile grazie all'aiuto della Kaiserliche Marine, che permise ai greci di acquistare navi tedesche già in costruzione. Il prezzo del contratto era, evidentemente, basso al punto che una società britannica si lamentò di non riuscire a capire in che modo la AG Vulcan ne avrebbe tratto un profitto. Poi, un mese dopo, i greci scelsero nuovamente il cantiere AG Vulcan per la costruzione dell'incrociatore da battaglia, dotato di corazzatura e armamento provenienti dall'industria statunitense Bethlehem Steel. Le furiose imprese britanniche affermarono nuovamente che la AG Vulcan non avrebbe tratto profitto dal contratto, e ipotizzarono che il governo tedesco stesse segretamente sovvenzionando l'acquisto al fine di ottenere un punto di vantaggio nel mercato delle costruzioni navali. I greci, da parte loro, ribatterono che i produttori britannici stavano facendo cartello per mantenere alti i prezzi della corazzatura, e che avevano ridotto significativamente il suo costo ordinandola negli Stati Uniti..
Progettazione Il progetto iniziale prevedeva una lunghezza di 140 m con un larghezza di 22 m, un pescaggio di 7,3 m e una dislocamento di 13 500 long ton (13 700 t). La nave era stata progettata con turbine a due alberi, eroganti con una potenza nominale complessiva di 26.000 shp per una velocità massima di 21 nodi (39 km/h). L'armamento doveva vertere su sei cannoni da 356 mmDue torrette disposte una a prora e una a poppa, e un'altra a centronave., otto cannoni da 152 mm, otto da 76 mm e quattro da 37 mm e due tubi lanciasiluri da 450 mm.. Il disegno dell'incrociatore fu più volte rivisto, e a metà del 1912, mentre si avviavano le tensioni che portarono alla prima guerra balcanica, la Marina greca avviò seri sforzi per aumentare la sua forza. In agosto si richiesero piccole modifiche al progetto della nave, ma le prime operazioni navali durante la guerra convinsero il comando della marina dei vantaggi che una nave più grande avrebbe fornito.. Tufnell suggerì una ragione diversa per le modifiche al progetto, accusando i tedeschi di offrire una nave economica ma insicura, e una volta ottenuto il contratto di esercitare pressioni per un diverso progetto, più costoso ma anche più pratico..
A quell'epoca esisteva la possibilità che le corazzate allora in costruzione per le marine argentina e brasiliana potessero essere messe in vendita, una prospettiva perseguita da entrambi i paesi: due di esse, entrambe del Brasile, erano già state completate e una terza risultava in costruzione nel Regno Unito; altre due, per l'Argentina, erano in costruzione negli Stati UnitiLo storico navale Paul G. Halpern descrisse così questa situazione: «l'improvvisa acquisizione da parte di un singolo stato di tutte o anche di alcune di queste navi avrebbe potuto essere sufficiente per cambiare un delicato equilibrio di potere come quello che prevaleva nel Mediterraneo». Sia i greci che gli ottomani erano interessati alle navi argentine,. e Venizelos tentò di acquistare una delle navi da battaglia argentine della classe Rivadavia come alternativa alla riprogettazione del Salamis, che stava ritardando il suo completamento..