Il volo Ethiopian Airlines 302 è stato un volo di linea passeggeri internazionale dall'aeroporto Internazionale Addis Abeba-Bole di Addis Abeba, in Etiopia, verso l'aeroporto Internazionale Jomo Kenyatta di Nairobi, in Kenya. Il velivolo che lo operava, un Boeing 737 MAX 8, è precipitato il 10 marzo 2019 e tutti i presenti a bordo, 157 tra passeggeri e membri dell'equipaggio, sono morti.

Si è trattato del secondo incidente in meno di 6 mesi a coinvolgere un Boeing 737 MAX, dopo quello del volo Lion Air 610 precipitato poco dopo il decollo da Giacarta, in Indonesia, nell'ottobre 2018.

Il disastro del volo Ethiopian Airlines 302 è il più grave nella storia della compagnia aerea etiope, superando il dirottamento e il successivo inabissamento del volo Ethiopian Airlines 961 al largo delle Comore nel 1996.

L'aereo

Il velivolo coinvolto era un Boeing 737 MAX 8 registrato ET-AVJ, c/n 62450, msn 7243. Al momento dell'incidente, aveva quattro mesi: era stato fabbricato nell'ottobre 2018 e consegnato alla compagnia il 15 novembre dello stesso anno.

Il Boeing 737 MAX 8, di cui i primi esemplari sono entrati in servizio nel 2017, era già stato coinvolto in un incidente mortale: il volo Lion Air 610 in Indonesia nell'ottobre 2018. A gennaio 2019, Boeing aveva prodotto 350 velivoli di questo progetto. Il 737 MAX 8 è decollato per la prima volta il 29 gennaio 2016, diventando uno degli aerei più innovativi della gamma Boeing ed il primo modello della nuova generazione di Boeing 737. A seguito dei due incidenti, caratterizzati da dinamiche molto simili, il Boeing 737 MAX è stato interdetto al volo in tutto il mondo. I voli sono poi ripresi a inizio 2021 nella maggior parte dei paesi.

Passeggeri ed equipaggio Tutte le 157 persone provenienti da 33 paesi, compresi 8 passeggeri italiani, sono decedute nell'incidente. Tra le vittime c'erano l'archeologo e assessore al patrimonio culturale siciliano Sebastiano Tusa, il capo del protocollo del Primo Ministro della Somalia Abdishakur Shahad, e Christine Alalo, in qualità di commissario della polizia AMISOM. Un cittadino greco, Antonis Mavropoulos, titolare della ONG Wasteless Future, avrebbe dovuto imbarcarsi sul volo, ma, a causa del ritardo nella consegna del proprio bagaglio, è stato costretto a prendere il volo successivo.

Il comandante era Yared Getachew, 29 anni, che al momento dell'incidente era il comandante più giovane della Ethiopian Airlines. Getachew lavorava per la compagnia da quasi nove anni e aveva eseguito un totale di ore di volo, di cui su Boeing 737. Era diventato comandante di Boeing 737-800 da novembre 2017 e di Boeing 737 MAX da luglio 2018. Il primo ufficiale era Ahmed Nur Mohammod Nur, 25 anni, neolaureato dell'Accademia della compagnia aerea; aveva 361 ore di volo, di cui 207 su Boeing 737.

Le nazionalità dei passeggeri presenti a bordo sono elencate di seguito: Nazionalità Numero vittime 23 18 9 8 8 7 7 7 6 5 4 4 3 3 3 3 3 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1Totale149

L'incidente Il volo 302 decollò dalla capitale etiope alle 08:38 ora locale (05:38 UTC) con 149 passeggeri e 8 membri dell'equipaggio a bordo. Un minuto dopo, il primo ufficiale, seguendo le istruzioni del comandante, riferì alla torre di controllo di avere "problemi di controllo". Due minuti dopo la partenza, si attivò il sistema MCAS dell'aereo, che lo portò in una picchiata verso il suolo. I piloti lottarono per riprendere il controllo e riuscirono a impedire al muso del 737 di abbassarsi ulteriormente, ma il velivolo continuava a perdere quota. Il MCAS si riattivò, portando l'aereo ancora più in basso. I piloti azionarono quindi una coppia di interruttori allo scopo di disattivare i motori elettrici del trim, disabilitando anche il software del MCAS. Tuttavia, spegnendo il trim elettrico, venne persa la capacità di posizionare lo stabilizzatore in una posizione neutra utilizzando l'interruttore. L'unico modo per fare ciò era girare una "ruota" manualmente, ma, poiché lo stabilizzatore è situato di fronte all'equilibratore, forti forze aerodinamiche stavano spingendo su di esso, aggravate anche dal fatto che i piloti avevano inavvertitamente lasciato i motori alla massima potenza, quella di decollo, quindi non si riuscì a riportare lo stabilizzatore in posizione neutra. A tre minuti dalla partenza, con l'aereo che continuava a perdere quota e ad accelerare oltre i limiti consentiti, il comandante incaricò il primo ufficiale di chiedere l'autorizzazione al controllore del traffico aereo di tornare all'aeroporto. L'autorizzazione venne concessa e i controllori del traffico aereo dirottarono altri voli in avvicinamento. Seguendo le istruzioni riportate, i piloti virarono verso est, rollando a destra. L'ala destra si abbassò mentre la virata si inaspriva. Alle 08:43, dopo aver lottato per impedire al muso dell'aereo di abbassarsi ulteriormente tirando a sé la barra di comando, il comandante chiese al primo ufficiale di aiutarlo e riaccese il sistema elettrico del trim, nella speranza che gli permettesse di mettere lo stabilizzatore in assetto neutro. Tuttavia, riaccendendo tale dispositivo, riattivò anche il MCAS, che spinse di nuovo il muso del jet verso il basso. Il comandante e il primo ufficiale tentarono di alzarlo, inutilmente, tirando manualmente le cloche.

L'aereo scomparve dagli schermi radar e si schiantò alle 08:44 circa, sei minuti dopo il decollo. I dati di tracciamento mostravano che l'altitudine e la velocità verticale del 737 MAX erano fluttuanti. Numerosi testimoni dichiararono che l'aereo "aveva fumo bianco dietro di sé" e "faceva strani rumori" prima di schiantarsi. Impattò al suolo a quasi , nessuno sopravvisse.

Lo schianto avvenne nel distretto di Gimbichu, nella regione di Oromia, in un campo agricolo vicino alla città di Biscioftù, 62 chilometri a Sud-Est dell'aeroporto internazionale di Bole. L'impatto creò un cratere largo circa 27 metri, lungo 120 e profondo fino a 9. I detriti erano sparsi nel campo, insieme a effetti personali e parti del corpo.

Poco dopo l'incidente, la polizia e un equipaggio antincendio di una vicina base aerea etiope si diressero al sito per spegnere gli incendi, divampati dopo lo schianto. Arrivarono anche il personale della Croce Rossa etiope e gli investigatori. Insieme agli abitanti dei villaggi locali setacciarono il relitto, recuperandone parti, effetti personali e resti umani. Camion ed escavatori arrivarono per aiutare a liberare il luogo dell'incidente. I resti umani trovati vennero messi in sacchi e portati all'aeroporto Internazionale di Bole per lo stoccaggio in unità di refrigerazione, tipicamente utilizzate per conservare le rose destinate all'esportazione, prima di essere portati all'ospedale St.Paul di Addis Abeba in attesa dell'identificazione. Personale dell'Interpol e di Blake Emergency Services, una società privata britannica per la risposta alle catastrofi che aveva un contratto con il governo etiope, arrivò per raccogliere tessuti umani per i test del DNA; arrivò anche una squadra di polizia forense israeliana per aiutare a identificare i resti delle due vittime israeliane. La società cinese di costruzioni ferroviarie CRSG, in seguito affiancata da un'altra società di costruzioni, la CCCC, portò molte attrezzature, tra cui escavatori e camion. Recuperarono entrambe le scatole nere l'11 marzo, la prima alle 9 del mattino e la seconda alle 13:00. Vennero consegnate a Ethiopian Airlines e inviate a Parigi per le analisi da parte della BEA, l'agenzia investigativa francese sugli incidenti aerei.

Conseguenze Il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Tewolde Gebremariam, CEO di Ethiopian Airlines, ha visitato il sito dell'incidente confermando che non vi erano sopravvissuti, ed ha espresso le sue condoglianze. Anche Boeing ha rilasciato una dichiarazione di condoglianze.

Il parlamento etiope ha dichiarato l'11 marzo come giorno di lutto nazionale. Durante l'apertura della quarta Assemblea delle Nazioni Unite per l'ambiente a Nairobi, è stato osservato un minuto di silenzio in segno di lutto. Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari, nel suo messaggio a nome del governo e del popolo della Nigeria, ha espresso le sue sincere condoglianze al Primo Ministro etiope, al popolo dell'Etiopia, al Kenya, al Canada, alla Cina e a tutte le altre nazioni che hanno perso propri cittadini nello schianto.

L'11 marzo, la FAA ha dichiarato che il modello Boeing 737 MAX 8 era aeronavigabile. Tuttavia, a causa delle preoccupazioni sulla sua operatività, la FAA ha ordinato a Boeing di attuare modifiche di progettazione, con effetto da aprile. Ha dichiarato che Boeing "prevedeva di aggiornare i requisiti di addestramento e i manuali per gli equipaggi in risposta alle modifiche progettuali al sistema di incremento delle caratteristiche di manovra (MCAS)". Le modifiche includeranno anche miglioramenti riguardo l'attivazione del MCAS e il segnale proveniente dal sensore dell'angolo di incidenza. Boeing ha dichiarato che l'aggiornamento era stato sviluppato in risposta all'incidente di Lion Air, non collegandolo all'incidente di Ethiopian Airlines.

Il 19 marzo, il segretario dei trasporti degli Stati Uniti, Elaine L. Chao, ha inviato una nota all'ispettore generale degli Stati Uniti chiedendogli di "procedere con un le verifiche per compilare la storia fattuale delle attività che hanno portato alla certificazione del Boeing 737-MAX 8".

Flight International ha commentato che l'incidente avrebbe probabilmente aumentato il disagio verso i Boeing 737 MAX, a causa del fatto che era avvenuto poco dopo lo schianto del volo Lion Air 610, anch'esso verificatosi poco dopo il decollo e senza sopravvissuti. Le azioni di Boeing sono diminuite dell'11% nel fine settimana, e dal 23 marzo ha perso più di 40 miliardi di dollari americani di valore di mercato, scendendo del 14%.

La messa a terra A seguito dell'incidente di Ethiopian Airlines e quello di Lion Air, avvenuto cinque mesi prima, la maggior parte delle compagnie aeree e dei paesi di tutto il mondo ha messo a terra i Boeing 737 MAX per motivi di sicurezza. Ethiopian ha messo a terra i restanti quattro MAX 8 dopo l'incidente, seguita da altri operatori. Le autorità aeronautiche hanno inoltre messo a terra tutti i 737 MAX sotto la loro giurisdizione, compresi i voli in transito; la prima fu l'amministrazione dell'aviazione civile cinese l'11 marzo 2019. Tra l'11 e il 13 marzo, la maggior parte delle autorità aeronautiche di tutto il mondo ha messo a terra tale tipo di velivolo. Inizialmente, la Federal Aviation Administration (FAA) degli Stati Uniti ha rifiutato di mettere a terra i 737 MAX sotto la sua giurisdizione; solo il 13 marzo ha emesso un ordine di messa a terra di emergenza, citando nuove prove dalle indagini sugli incidenti.

Le indagini

L'Autorità etiope per l'aviazione civile è incaricata di indagare sugli incidenti dell'aviazione civile in Etiopia. La Boeing ha dichiarato di essere pronta a lavorare con il National Transportation Safety Board e ad assistere Ethiopian Airlines. Anche la Federal Aviation Administration ha assistito nelle indagini.

Rapporto preliminare