L'Associazione Sportiva Dilettantistica Ginnastica Comense 1872 era una polisportiva italiana di Como che tra le sue attività vantava pallacanestro, atletica, scherma, ginnastica ritmica, ginnastica artistica e pugilato.

La sua squadra di pallacanestro femminile fu quella che rese nota la polisportiva oltre a essere la più titolata d'Italia nella disciplina con 15 scudetti complessivi e 2 coppe dei Campioni d'Europa.

Dopo una crisi economica nel 2004 facente seguito allo scudetto più recente, la società ridimensionò gli obiettivi e nel 2012, pur avendo raggiunto la semifinale dei play-off per il titolo nazionale, non si affiliò per la stagione successiva e chiuse tutte le attività agonistiche federali a seguito di gravi violazioni tributarie che portarono a contestazioni per oltre tre milioni di euro di mancati versamenti.

Negli stessi giorni in cui la società falliva, la sezione scherma portava gli ultimi trofei con l'argento individuale e l'oro a squadre conseguiti da Arianna Errigo nel fioretto femminile delle Olimpiadi di Londra 2012, riportando la Comense sul podio olimpico a distanza di cinquantasei anni dalle medaglie (di bronzo individuale e oro a squadre) conseguite nel fioretto maschile da Antonio Spallino, sempre della sezione scherma, alle Olimpiadi di Melbourne 1956.

La contestazione tributaria, e i debiti milionari che ne derivarono, comportarono il sostanziale fallimento della polisportiva, e la nascita di nuove società che ne hanno raccolto l'eredità sportiva nelle varie discipline abbandonate dalla Comense: atletica e ginnastica nella AG Comense SSDrl, scherma nella Comense Scherma SSDrl e, qualche anno più tardi, la pallacanestro nella Polisportiva Comense 2015.

Storia Gli albori del basket a Como

La Ginnastica Comense nel 1919 decise di dar vita ad una squadra maschile di palla al cesto; i risultati vennero raggiunti in breve tempo, tanto che nel 1924 si giocò lo scudetto contro l'ASSI Milano e l'Internazionale Milano. Per un dissidio con i dirigenti della Federazione, la Comense decise poi di ritirare la propria formazione da tutte le competizioni ufficiali. Nel 1927, con la partenza di Gianni Ortelli, la formazione comasca declina e chiude.

Il dopoguerra e la nascita della sezione femminile Nel 1945 la Comense decide di riprendere l'attività cestistica, ma a livello femminile. Dopo un anno partecipa al campionato di Seconda divisione classificandosi prima. La stagione dopo, a Piacenza, conquista il titolo tricolore di Prima Divisione, superando in un entusiasmante spareggio, l'Internazionale Trieste e l'Ardita Genova. Promossa quindi in serie A, il nuovo allenatore per la stagione 1947/48 è Enrico Garbosi; a novembre la compagine nazionale convoca in prima squadra Anna Branzoni e Liliana Ronchetti.

La striscia di successi e lo scioglimento della squadra

Il primo impatto con il campionato maggiore porta nelle prime due stagioni a un terzo e a un quinto posto. Ma nella stagione 1949-50 le nerostellate conquistano il loro primo titolo tricolore. Sarà il primo di quattro scudetti consecutivi: 1950-1951-1952-1953. In questi anni disputa 122 incontri, con 113 vittorie di cui 51 consecutive, 4 pareggi, 5 sconfitte. Un'epoca d'oro che vede la Comense primeggiare in Italia e nei tornei internazionali di mezza Europa, trascinata dalla comasca Liliana Ronchetti, una delle giocatrici italiane più forti di tutti i tempi.

Dopo il secondo posto del 1954 iniziò un lento declino che portò all'allontanamento di Enrico Garbosi dalla panchina lariana.

Per altre due stagioni Como ebbe la sua squadra in Serie A poi constatata l'impossibilità di rimanere ai vertici il consiglio della società optò per lo scioglimento della prima squadra.

La rifondazione Tonino Della Vigna fu l'unico a credere nella rinascita del sodalizio lariano. Ricontattò Yogi Bough, e lo convinse a prendere in mano le redini del settore giovanile. La Comense riparte nel 1955/56 con la seconda squadra, che già giocava in serie C. Viene promossa in B dove rimane per quattro campionati, con allenatori Anna Branzoni per due anni e Alberto Morello per tre anni. Ma nel 1961/62 scende in Promozione classificandosi terza. Nel 1962 Idelma Tommasini torna in qualità di allenatrice e in sette anni riesce a portare il sodalizio lariano ai vertici della Serie B. Dopo un campionato condotto da Diego Roga, dal 1973 la panchina viene affidata a Riccardo Fortuna: vi rimarrà fino al 1983, portando le nerostellate dalla B, alla A2 fino alla A1. Nel frattempo la società continua, nonostante le ristrettezze economiche.

Il centenario nella delusione

Così intitolava la rosea in un articolo a metà degli anni sessanta. Ciò testimonia lo stato in cui versavano le condizioni della società nerostellata in quegli anni, con un susseguirsi continuo di delusioni. Nel 1972, per festeggiare il centenario, la società organizza un importante torneo che si disputa al palazzetto Parini di Cantù, a cui partecipano le formazioni di Praga, Cracovia, Sofia, Vienna, Sesto San Giovanni e le padrone di casa della Ginnastica Comense. Un torneo dal grande valore tecnico che riscontra una presa in considerazione da parte del pubblico pari a zero. Infatti gli spalti deserti dell'impianto canturino sono popolati da appena una decina di persone per la partita inaugurale. Unica nota positiva è la promozione dalla serie B nella stagione 1975-76, come prima classificata, quando passa in Serie A per allargamento dei quadri. Una gioia di breve durata, in quanto nella stagione successiva le comasche non vanno oltre l'ultima posizione e così ritornarono nella serie cadetta. Nel 1979 viene eletto presidente Augusto Protti.

La rinascita Nel 1980 la squadra ottiene la promozione nel neonato campionato di Serie A2. E subito dopo nella stagione successiva la Comense riconquista la Serie A vincendo lo spareggio di Treviso contro la formazione dell'Unicar Cesena.

Negli anni successivi si accenderà una forte rivalità tra le due squadre. La società non può sostenere spese ingenti: il quintetto è costituito solo da atlete italiane; nel 1982 arriva la prima straniera, l'americana Cheryl Williams. Nonostante gli enormi problemi finanziari, l'entusiasmo è sempre alto nel capoluogo lariano intorno alla realtà delle nerostellate. Le tribune del palazzetto cittadino di Muggiò sono sempre stracolme e ciò spinge alcuni appassionati ad una sorta di azionariato popolare.

Nel frattempo il presidente è Sergio Levrini, che è anche sponsor della società. Nelle due stagioni dal 1983 al 1985 l'allenatore è il piemontese Gaspare Borlengo. Nel 1985 Antonio Pennestrì diventa il nuovo presidente e dopo più di trent'anni la Comense si laurea di nuovo Campione d'Italia, seppur nella categoria giovanile Juniores. Nel 1985-86, con in panchina Dante Carzaniga arriva quinta nel girone B di prima fase, vince la poule recupero e viene eliminata dalle campionesse della Primigi Vicenza nei quarti di finale dei play-off per lo scudetto. Il 1º marzo 1986 a Muggiò le nerostellate si rendono protagoniste di un'autentica impresa, interrompendo la serie di 58 vittorie consecutive in Italia ed Europa della Primigi Vicenza. Nel 1986-87 si classifica all'ottavo posto, ma ai play-off viene subito eliminata da Viterbo.

Gli anni '90: il dominio delle nerostellate Dopo aver mancato i play-off nella stagione 1988-89, numerosi sponsor intervengono per costruire un progetto vincente per le sorti del basket femminile comasco: il nome Pool Comense riflette proprio il fatto che si trova un gruppo di aziende disposte a sponsorizzare la squadra invece di uno sponsor unico.

Nella stagione seguente (1989-90) la Comense, di nuovo guidata da Gaspare Borlengo, costruisce una grande squadra con le nazionali Mara Fullin, Silvia Todeschini e Renata Salvestrini e sembra vicina allo scudetto: dominate le prime due gare della finale scudetto, qualcosa però va storto e la formazione dell'Unicar Cesena rimonta la serie, aggiudicandosi il tricolore. Intanto fra il 1989 e il 1990 la società costruisce il proprio palazzetto, il PalaSampietro dal nome dello sponsor Tessitura Sampietro, a Casnate con Bernate.

Per la stagione 1990-91 le nerostellate si rafforzano ulteriormente con l'arrivo del pivot della Sidis Ancona e della Nazionale Stefania Passaro. L'allenatore è Guido Cantamesse. In finale di Coppa Ronchetti Como affronta nel derby la formazione della Gemeaz Milano: le nerostellate favorite vengono però eliminate dalle acerrime rivali, perdendo la finale di ritorno giocata in casa al palazzetto di Alzate Brianza. Va meglio, invece, per ciò che riguarda il campionato. L'avversario è di nuovo l'Unicar Cesena. Nella serie finale le comasche, avanti 2-1, vincono gara-4 e danno il via alla festa dei 5.000 tifosi accorsi al Pianella di Cucciago per assistere al ritorno al successo delle nerostellate dopo un digiuno durato 38 anni.

La stagione successiva (1991-92) arriva sulla panchina lariana Aldo Corno, l'allenatore del basket femminile che ha messo più titoli in bacheca. In Eurolega, Como perde la semifinale di Bari contro la , mentre in campionato arriva di nuovo il titolo, ribaltando l'iniziale 0-2 firmato dalla Unicar Cesena.

La stagione 1992-93 sembra quella che porterà Como al successo in Eurolega, ma a Valencia le padrone di casa la spuntano dopo due supplementari. In campionato la Comense vince il titolo a discapito della Conad Cesena in sole tre gare, anche se con distacchi risicati.

La stagione 1993-94 invece è la prima annata dei grandi trionfi per la formazione lariana: Coppa Italia (finale con Parma), Coppa dei Campioni (finale a Poznań, Polonia, contro Valencia) e scudetto (3-0 su Cesena).

La stagione 1994-95 vede l'arrivo della più forte giocatrice nominata in europa Mujanovic e della giovane promessa Elena Paparazzo e la squadra diventa quasi imbattibile: grande slam, 50 vittorie e due sole sconfitte in una stagione formidabile in cui viene vinta anche la seconda Coppa dei Campioni consecutiva, organizzata proprio dalla Comense al palazzetto di Casnate con Bernate .

Per la stagione 1995-96

per la stagione 1996-97 arriva Francesca Zara: la Comense vince in Brasile il Mundialito per Club. La Coppa Italia cambia padrone, la Famila Schio vince tra le mura amiche. In campionato arriva lo scontato successo contro l'Unicar Cesena, ma le cose non vanno bene in Europa: la finale di Sofia premia le tedesche del Wuppertal.

La stagione 1996-97 vede l'oramai consueta vittoria dello scudetto in finale contro la Cariparma Parma. In Eurolega la Comense perde la finale di Larissa, ma le soddisfazioni non mancano con la conquista di Supercoppa italiana e la Coppa Italia.

La stagione 1997-98 è quella dell'arrivo di Renata Zocco da Cesena, ma le soddisfazioni non sono molte: la Comense perde con Cariparma Parma in Supercoppa, con Famila Schio in semifinale di Coppa Italia e con Madrid nella semifinale di Eurolega a Bourges. Salva la stagione o lo scudetto conquistato in finale con il Famila Schio.

La stagione 1998-99 vede la mancata qualificazione alle finali di Coppa Italia e una bruciante sconfitta in finale di Eurolega contro Ruzomberok. Lo scudetto è però agevolmente conquistato contro Famila Schio e così la Supercoppa italiana.

La stagione 1999-2000 è più avara di soddisfazioni: per la prima volta da 8 anni la Comense non si qualifica per la final four di Eurolega e anche lo scudetto viene mancato con l'estromissione in semifinale ad opera della Famila Schio. Invece, Coppa Italia e Supercoppa italiana riescono ad entrare nella bacheca: entrambe le volte contro Famila Schio.

Dopo il 2000 Il nuovo secolo vede la rivoluzione con l'addio di Aldo Corno e l'arrivo a Como di Fabio Fossati. Gli obiettivi del 2000-01 sfumano tutti all'ultimo: Bourges estromette la Comense ai quarti dell'Eurolega, mentre Coppa Italia e Scudetto vengono negati entrambi dalla Cerve Parma.