L’Eracle di Lisippo era una statua bronzea di dimensioni monumentali collocata nell'acropoli della colonia magnogreca di Taras (odierna Taranto), realizzata dal celebre scultore Lisippo su commissione della città durante il suo periodo di maggior splendore, corrispondente al IV secolo a.C..

Storia e descrizione Grazie al rinvenimento di copie bronzee e marmoree di piccole dimensioni, è stato possibile dedurre quale fosse l'aspetto originario dell'opera: alto 5 metri, l'Eracle era ritratto nel momento in cui si riposa dopo aver ripulito le stalle di Augia, re dell'Elide. La testa era sorretta dal braccio destro, mentre il sinistro reggeva una clava poggiata in punta al terreno. L'intera figura era adagiata sulla cysta mistica (recipiente contenente oggetti sacri, riconducibile al culto di Demetra), sulla quale vi era anche la leontè (pelle del leone di Nemea).

Con la caduta di Taranto ad opera dei romani nel 209 a.C., il generale al comando delle truppe latine, Fabio Massimo, privò la città di gran parte delle sue ricchezze artistiche per trasportarle a Roma in memoria del trionfo; fra queste c'era anche l'Eracle, che venne posizionato sul Campidoglio. A Roma il colosso rimase fino al 325 d.C., data in cui venne spostato a Costantinopoli dall'imperatore Costantino I. Fu solo nel 1204 d.C. che i crociati, conquistata la capitale dell'Impero bizantino, distrussero l'opera e la fusero per realizzare delle monete.

Note

Categoria:Sculture di Lisippo Categoria:Statue colossali