La parentela è il vincolo biologico, sociale, e giuridico, tra le persone che hanno in comune uno stipite.Articolo 74 del codice civile italiano.
Il termine deriva dal latino parens, parentis che però significava più propriamente genitori; infatti nel mondo romano quando ci si riferiva alla parentela si utilizzava il termine propinqui, che significa «coloro che sono vicini». In linguistica i termini utilizzati per indicare un grado di parentela sono detti singenionimi.
Tipi di strutture di parentela La parentela si dice diretta o in linea retta quando le persone discendono l'una dall'altra (per esempio: padre e figlio), si dice indiretta o in linea collaterale quando le persone non discendono l'una dall'altra (per esempio: fratelli, cugini). La parentela può essere simbolica, ovvero determinate persone possono ritenersi consanguinee pur non essendolo: questo avviene per esempio tra membri di famiglie o gruppi (come classi e stirpi) legati da vincoli matrimoniali.
Le strutture con cui si articola la parentela rivestono grande importanza all'interno della società in quanto regolano gli scambi matrimoniali. Alla loro base si trova il divieto dell'incesto, considerato spesso tabù. Le regole che lo vietano non sono uguali in tutte le comunità e generalmente riguardano anche i cugini paralleli ovvero i figli dei fratelli e delle sorelle sia del padre che della madre. Secondo l'antropologo Claude Lévi-Strauss il matrimonio più diffuso è tra un uomo e la figlia del fratello di sua madre (cugina incrociata matrilaterale) perché permette di creare ampie e salde relazioni sociali. I vari sistemi di parentela stabiliscono inoltre il luogo di residenza (matrilocalità o patrilocalità), la composizione del gruppo residente (la famiglia) e i ruoli sociali cui devono attenersi gli stessi membri del gruppo parentale.
La famiglia più semplice è quella nucleare, cioè composta da due individui, di solito un uomo e una donna, e dai loro figli (monogamia eterosessuale). Esiste poi la famiglia poligamica: è quasi sempre poliginica, ovvero costituita da un uomo con più mogli, raramente poliandrica, costituita da più uomini, spesso fratelli, che sposano una stessa donna; uno dei pochi esempi si trova tra le popolazioni del Tibet. Invece la famiglia estesa è caratterizzata dalla presenza di più famiglie nucleari legate tra loro o per via materna o per via paterna residenti in uno stesso luogo.
La regola che determina la residenza caratterizza la stessa configurazione della famiglia. In caso di regola patrilocale, i maschi che si sposano continuano a vivere nella casa paterna portando con sé mogli e figli mentre le femmine vanno a vivere a casa del marito. Se la regola è matrilocale le femmine restano a casa dalle madri con i mariti e i maschi vanno dalla famiglia della moglie.
Gradi di parentela I grado: linea retta ascendente di I grado (genitori) e linea retta discendente di I grado (figli); II grado: linea retta ascendente di II grado (nonni), linea retta discendente di II grado (nipoti), linea collaterale di I grado (fratelli); III grado: linea retta ascendente di III grado (bisnonni), linea retta discendente di III grado (bisnipoti), linea collaterale ascendente di II grado (zii paterni e materni), linea collaterale discendente di II grado (nipoti figli di fratello); IV grado: linea retta ascendente di IV grado (arcavoli), linea retta discendente di IV grado (trisnipoti), linea collaterale ascendente di III grado (prozii), linea collaterale discendente di III grado (pronipoti e cugini); V grado: linea retta ascendente di V grado (bisarcavoli), linea retta discendente di V grado (quadrisnipoti), linea collaterale ascendente di IV grado (pro-prozii e cugini dei genitori), linea collaterale discendente di IV grado (figli dei pronipoti e figli dei cugini); VI grado: linea ascendente di VI grado (quintisavi), linea discendente di VI grado (quintisnipoti), linea collaterale ascendente di V grado (figli dei pro-prozii e cugini dei nonni), linea collaterale discendente di V grado (nipoti dei pronipoti, e nipoti dei cugini).
La legge non riconosce altri vincoli di parentela oltre il VI grado, salvo che per alcuni effetti determinati (art. 77 c.c.).
I coniugi non sono né parenti né affini.
Affini Gli affini per il codice civile italiano sono i parenti del coniuge. Il grado di affinità viene definito come il grado di parentela con cui l'affine è legato al coniuge. Ad esempio il padre della moglie (suocero) è affine di I grado, il fratello del coniuge (cognato) è affine di II grado. Gli affini di ciascun coniuge non sono affini tra loro.
Semplice metodo di calcolo Viene qui illustrato un semplice metodo pratico per calcolare qualsiasi grado di parentela tra due persone A e B. Si disegni uno schema, come il seguente per il caso di due fratelli, partendo da A e B (nell'esempio A e B sono i due fratelli) fino a risalire all'antenato comune. Per i due fratelli dell'esempio l'antenato comune è il padre.
Il numero dei segmenti disegnati per passare da A a B è il grado di parentela. Nell'esempio sono 2: un segmento dal fratello A al padre e un altro dal padre al fratello B.
Altri esempi:
Studi sulla parentela Il primo studioso che si occupò scientificamente dei sistemi di parentela di vari luoghi del mondo fu l'antropologo Lewis H. Morgan con la pubblicazione di due opere fondamentali: Sistemi di consanguineità e affinità della famiglia umana (1871) e La società antica (1877). Morgan sosteneva che le nomenclature di parentela possono ricondursi a tre tipi fondamentali succedutesi durante l'arco della storia umana (classificatorio e descrittivo) e che ciascun tipo rispecchia la forma di famiglia, in particolar modo di matrimonio, che lo ha originato. L'idea di Morgan che la nomenclatura rispecchiasse le forme dell'organizzazione sociale e familiare fu però presto superata insieme all'evoluzionismo all'interno del quale era nata.
L'antropologo Alfred L. Kroeber, nell'opera Sistemi classificatori di parentela (1919), sostituì l'ipotesi evolutiva di Morgan con una spiegazione psicologico-linguistica. Infatti secondo Kroeber le nomenclature non rispecchiano un'arcaica organizzazione sociale, bensì sono scelte linguistiche che ogni comunità opera in un repertorio universale di 8 categorie.
Una svolta negli studi fu compiuta dall'antropologo funzionalista Alfred Radcliffe-Brown, che respinse entrambe le tesi di Morgan e di Kroeber. Nelle sue principali opere sull'argomento come L'organizzazione sociale delle tribù australiane (1931) e Studio dei sistemi di parentela (1941), Radcliffe-Brown sostenne che ogni sistema di parentela include non solo la propria nomenclatura, ma anche un sistema di diritti, doveri e norme di comportamento tra parenti determinate dal costume che determinano la residenza e la discendenza. Tali convenzioni sono più forti dello stesso legame di matrimonio. Le nomenclature, secondo Radcliffe-Brown, non sono totalmente estranee all'organizzazione sociale, come sosteneva Kroeber, né le rispecchiano interamente, come riteneva Morgan, invece indicano un legame tra denominazione parentale e funzione del membro all'interno della società stessa.
Gli studi successivi sono stati influenzati dal funzionalismo di Radcliffe-Brown, partendo da esso per ogni ulteriore sviluppo. Un contributo originale, inoltre, è stato dato dall'antropologo strutturalista francese Claude Lévi-Strauss, con le opere L'analisi strutturale in linguistica e in antropologia (1945) e Le strutture elementari della parentela (1949) in cui vengono nuovamente rivalutati i vincoli matrimoniali rispetto alle regole di discendenza e di residenza. Lévi-Strauss riteneva inoltre che il matrimonio non fosse altro che uno scambio di donne fra gruppi e che questo scambio distinguesse la società umana da quelle animali.
Gradi comuni Nel seguente schema riassuntivo dei comuni gradi di parentela, la nomenclatura è relativa al soggetto (riquadro in arancione):
in ordine alfabetico:
Bisarcavoli Il bisarcavolo è il genitore di un trisnonno (ovvero il bisnonno di un nonno) oppure un parente lontano. Sono detti anche quadrisnonni o quadrisavoli.
Una persona è quadrisnipote del suo bisarcavolo.
Bisgeneri Il bisgenero e la bisnuora sono i coniugi dei nipoti.
Il coniuge del bisgenero o della bisnuora è il nipote.
Bisnonni I bisnonni (anche bisavoli o bisavi), bisnonno e bisnonna, corrispondono ai genitori dei nonni (avi) di una persona.
I genitori dei bisnonni sono i trisnonni (trisavoli); I nonni dei bisnonni (genitori dei trisnonni) sono i bisarcavoli; I figli dei propri bisnonni sono i nonni o i prozii.
Cognati I cognati o le cognate sono reciprocamente: fratelli o sorelle di un coniuge; un coniuge di fratelli o sorelle.
Rispetto ad un cognato, una persona è a sua volta suo cognato. A parte il coniuge, i figli dei suoceri sono cognati, ma non tutti i cognati sono figli dei suoceri.
Se si tratta di cognati fratelli di un coniuge,
I fratelli dei cognati sono il marito o altri cognati; Le sorelle dei cognati sono la moglie o altre cognate.
Se si tratta di cognati coniugi di fratelli/sorelle,
La moglie del cognato è la sorella; Il marito della cognata è il fratello.
Coniugi Un coniuge è il marito o la moglie per l'altro, ossia una delle due persone unite in matrimonio. Tra i coniugi, però, non sussiste alcun rapporto, né di parentela, né di affinità; il coniugio, ossia la relazione che intercorre tra il marito e la moglie, è un caso di rapporto sui generis, che deriva direttamente dal matrimonio.
I genitori di un coniuge sono i suoceri; I fratelli/sorelle di un coniuge, o i coniugi di fratelli/sorelle, sono i cognati; I nonni del coniuge sono i prosuoceri.
Consuoceri Ciascuno dei genitori di un coniuge rispetto ai genitori dell'altro coniuge. È il grado di parentela che lega i padri o le madri dei due coniugi. Il padre di un soggetto è consuocero del padre della moglie del soggetto, e viceversa.
Una persona è sempre consuocera del proprio consuocero.
Cugini
La caratterizzazione di questa parentela è che i cugini hanno un avo in comune. Il legame viene indicato tramite il grado di distanza all'avo in comune.
Esistono diversi gradi di cugini: Cugini con uno o due nonni in comune (genitori fratelli/sorelle); Cugini con uno o due bisnonni in comune (nonni fratelli/sorelle); Cugini con uno o due trisnonni in comune (bisnonni fratelli/sorelle), et cetera.
I genitori dei cugini primi sono zii del reciproco cugino. I genitori dei cugini secondi sono i procugini primi.
Giuridicamente, secondo il sistema di computo dei gradi enunciato nel codice civile italiano, il grado differisce di tre unità rispetto alla distanza dall'avo comune poiché esso è riferito al grado di parentela e non al cosiddetto grado di cugino.
Fratelli
Due individui sono fratelli se hanno giuridicamente o naturalmente gli stessi genitori. Con il termine si indicano o solo maschi o maschi e femmine. Per indicare solo le femmine, il termine è sorelle.Fratello, Dizionario Italiano online Hoepli.
I fratelli dei genitori sono gli zii; le sorelle dei genitori sono le zie I figli dei fratelli e delle sorelle sono nipoti (di zio) I nipoti (di nonno) dei fratelli e delle sorelle sono i pronipoti
Figli Un individuo è figlio rispetto a colui che l'ha generato o adottato.
I figli dei figli sono i nipoti (in relazione ai nonni) I figli dei propri fratelli/sorelle sono nipoti (in relazione agli zii) Una persona è genitore di suo figlio I figli dei nipoti sono i pronipoti I suoceri dei figli sono i consuoceri I coniugi dei figli sono i generi e le nuore
Generi L'uomo è genero e la donna è nuora rispetto ai genitori della consorte.
Il genero è sposato con la figlia dei propri suoceri; La nuora è sposata con il figlio dei propri suoceri; I genitori del genero o della nuora sono i consuoceri.
Genitori