Lanciano Vecchia (nelle fonti storiche detto "Lanciano Vecchio", ma oggi comunemente scritto anche "Lancianovecchia") è la parte più antica del centro storico di Lanciano. Il centro storico si divide in quattro rioni, questo, detto anche volgarmente "Colle Erminio", per l'altura dove sorge e dal nome del gastaldo durante il governo longobardo della città; a seguire il rione Borgo sul colle Pietroso, il rione Civitanova e la Sacca sul colle Selva, cui è unito dalla strada via Garibaldi.
Il quartiere, insieme agli altri tre, si sfida in giochi a carattere medievali e sfide nella parata della "tenzone" dei Quartieri, durante la Rievocazione storica dell'investitura del Mastrogiurato, festa a carattere medievale ripresa dal 1981.
Caratteristiche
Si tratta del quartiere più antico, risalente alla ricostruzione sopra la città romana di Anxanum (VIII secolo a.C.) Rappresenta il primo nucleo abitativo della città, vi si trovava il castello del Tonnino, distrutto da un terremoto, e occupato dall'attuale Palazzo Vergilj. Dopo l'evento sismica del 770 circa, la città medievale venne ricostruita sopra l'antica area tardo-bizantina, come dimostrano i ritrovamenti del 1992 (materiale d'epoca italico-romana e proto-medievale), specialmente nell'area della scomparsa chiesa di San Giovanni Battista. Lancianovecchia contava 5 parrocchie, molte delle quali antichissime, fondate già dall'VIII secolo sopra antichi templi romani, come la chiesa di San Maurizio, oggi demolita e quella di San Giovanni. Nell'XI secolo venne eretta la chiesa di San Biagio e nei secoli successivi le chiese di San Lorenzo, San Martino e il complesso degli Agostiniani.Le demolizioni ottocentesche interessarono assai il quartiere, al posto della chiesa di San Martino venne eretto il Palazzo del Capitano, al posto del Palazzo d'Avalos, nel XVIII secolo era stato costruito Palazzo De Crecchio, al posto delle chiese di San Maurizio e San Lorenzo vennero creati degli slarghi. Il bombardamento del 1943 inoltre devastò la chiesa di San Giovanni, che venne abbattuta, meno il campanile a torre.Era collegato a Piazza del Plebiscito mediante il complesso di San Giuseppe con le annesse Scuole Pie, trasformato completamente tra il 1834 e il 1841 nel Teatro Fenaroli (all'epoca Teatro San Francesco, poi San Ferdinando).
La via centrale del quartiere è la Strada dei Frentani, mentre i suoi confini sono definiti da Piazza Plebiscito e da Via degli Agorai (la parte delle mura a ovest), e via dei Bastioni (la parte delle mura ad est, con collegamento a Porta San Biagio); comprende le chiese di Sant'Agostino, di San Biagio e la Cattedrale della Madonna del Ponte sulla piazza. Tra i palazzi storici vi sono Palazzo del Capitano, Palazzo Fella, Palazzo Vergilj e Palazzo De Crecchio. Rimane, delle mura la porta urbica di San Biagio del XII secolo, mentre il perimetro antico è ancora leggibile percorrendo i camminamenti della circonvallazione. Sulla piazzetta dei Frentani, anticamente occupata dalla chiesa di San Maurizio, si affaccia una singolare casa medievale con botteghe, appartenuta a Nicola De Rubeis (XIV secolo), mentre presso il sobborgo di San Lorenzo si trovano le abitazioni del ghetto ebraico, caratterizzate da vicoli e angiporti.
Storia Origini ed epoca italico-romana Non si sa con precisione in che anno venne fondata la città, la leggenda popolare vuole che nel 1179 a.C. il compagno troiano di Enea, Solima, secondo altri Anxa, avesse dato il nome alla città fondandola. Oltre alla presenza attestata di gruppi tribali dell'era neolitica (zona Marcianese-Serre), neel VII secolo a.C. avvenne la colonizzazione italica da parte del gruppo sannitico dei Frentani, e Anxanum divenne la loro capitale, nonché città principale della Frentania, che oltre alla valle del Sangro, si estendeva sino a Larino nel Molise, avente come porti principali Ortona, Histonium (Vasto) e Termoli. L'arx italica venne posta sopra il Colle Erminio, ma anche altre zone della strada direttrice (via dei Frentani-Piazza Plebiscito-Corso Roma) vennero popolate, dato che sono stati trovati reperti, e basi di architettur d'epoca romana nell'area di via Corsra e il santuario del Miracolo eucaristico.
Lo stesso storico Pietro Pollidori (m. 1748), insieme a Giacomo Fella, vissuto nel XVII secolo, sostenne l'esistenza di una città romana ricca di templi e architetture monumentali, di cui si sarebbero conservate in maggioranza le lapidi. Gli storici Omobono Bocache, Domenico Romanelli e Luigi Renzetti furono dello stesso parere.
Nelle Antiquitates Frentanorum, Pollidori scrisse che i Romani, quando colonizzarono la città, nel piano fuori le mura, ossia la Piazza del Plebiscito, edificarono il tempio di Marte, sopra cui sarebbe stata edificata la chiesa di Santa Maria di Platea, poi della Madonna del Ponte; le terme romane dovevano insistere presso l'area del Palazzo del Governatore, trasformato nel 1646 in residenza dei Marchesi d'Avalos del Vasto, e poi nel tardo Settecento nell'attuale Palazzo De Crecchio.
Altri templi doveva insistere sui luoghi dove dal XII-XIII secolo vennero edificate le varie chiese, come l'ara del tempio della Minerva presso la cripta di San Giorgio, sopra cui sorge la chiesa di San Biagio, o un altro tempio sopra cui venne edificato il monastero degli Agostiniani.
Dopo la conquista romana nell'88 a.C., Anxanum divenne municipio, e l'abitato italico si andò riformulando con la costruzione di templi, fori, terme e teatri. Le campagne di scavi in Largo San Giovanni del 1992-94 hanno evidenziato come il cuore di Anxanum fosse la cittadella del rione Lancianovecchia, sorta sul Colle Erminio, il suo cardo principale era l'attuale via dei Frentani. Gli assi minori ortogonali (via dei Bastioni, via degli Agorai, via e piazza San Lorenzo, Piazza dei Frentani, via San Biagio), risalgono all'impianto urbano del I secolo. Molto materiale rinvenuto riguarda l'uso e il commercio della ceramica, poiché Lanciano, già dall'epoca italica per via della mediazione degli Etruschi, era un eccellente centro di produzione, e mediante i tratturi e il mare di San Vito commerciava con altre popolazioni.
Le fiere principali si svolgevano nel piano del colle al di là del Ponte di Diocleziano, costruito nel III secolo d.C. per agevolare il passaggio. Oltre agli studi del Bocache e di Theodor Mommsen riguardo ad una lapide rinvenuta durante il restauro della cattedrale del 1785, sopra il ponte, gli scavi del 1993 hanno evidenziato come all'epoca romana risalisse effettivamente la testata di ponte, dato che questa struttura a partire dall'XI secolo è stata varie volte rimaneggiata e ricostruita. Vi è stata ritrovata anche una testa monumentale in marmo, che rappresenterebbe l'imperatore Diocleziano, oggi conservata nel museo civico archeologico di Santo Spirito a Lanciano.Gli scavi a San Legonziano invece hanno riportata alla luce parte di una cisterna romana, mentre il percorso sotterraneo alla Piazza Plebiscito mostra i vari strati di trasformazione del largo delle fiere nei secoli a seguire la caduta di Roma.
Il materiale archeologico rinvenuto nei recenti scavi, è conservato nel Polo Museale archeologico dell'ex convento di Santo Spirito.
Medioevo e rinascimento In seguito alla caduta di Roma, la città fu saccheggiata dai barbari, e poi occupata dai Bizantini e dai Longobardi (V-VI secolo d.C.). Dell'epoca bizantina si hanno più che altro testimonianze di ceramiche, raccolte nel Museo dell'Abruzzo bizantino Altomedievale di Crecchio (CH), riferibili a un tipo di lavorazione comune nell'area marrucino-frentana; inoltre, secondo una leggenda,si sa della conquista longobarda della città nell'VII secolo, quando ci fu una grande battaglia, per i cui i lancianesi si votarono a San Maurizio, il primo patrono di Lanciano, che li salvò dalla furia bizantina.
La sua chiesa fu edificata proprio in quel periodo nell'attuale Largo dei Frentani, e malauguratamente fu demolita nel primo ventennio dell'Ottocento.Dell'epoca longobarda si hanno testimonianze di fondaci presso Largo San Giovanni e il Palazzo Vergilj lungo via dei Frentani, sicché si è pensato che in quest'area esisteva un castello longobardo a pianta allungata, vagamente ellittica, detto anche nelle fonti come "il Tonnino".Essendo il castello però già scomparso nell'XI-XII secolo, le leggende hanno voluto che un grave terremoto spaccò la valle frentana, e fece crollare il castello, poiché notizie riguardo ad un grave terremoto sono riportate anche nei documenti più antichi riguardanti la storia della statua della Madonna del Ponte, patrona di Lanciano.
La Piazza del Plebiscito era l'antica curtis anteana, ossia conservò il ruolo di crocevia dei traffici commerciali sul tratturo, e collegamento con la chiesa dei Monaci Basiliani dei Santi Legonziano e Domiziano (VIII secolo), dove nel 1258 fu costruita la nuova chiesa di San Francesco d'Assisi con convento. Sul Colle di Lancianovecchia esistevano già numerose chiese a partire dall'epoca normanna, ossia San Maurizio, San Lorenzo, San Biagio con porta di accesso presso le mura, San Giovanni Battista e San Martino. Di queste si salvò solo San Biagio, poiché le altre furono demolite in maniera scriteriata nell'Ottocento, San Giovanni fu pesantemente danneggiata dal bombardamento del 1943 e poi demolita. Sant'Agostino non era stata ancora costruita, lo sarà nel 1265.
L'architetto Filippo Sargiacomo, mentre nella seconda metà dell'Ottocento restaurava le chiese della città, raccolse varie documentazioni riguardanti la storia delle parrocchie di Lanciano: per il quartiere Lancianovecchia annotò che presso la Piazza dei Frentani esisteva la chiesa di San Maurizio, ritenuta la più antica della città, ancora più antica della vicina chiesa di San Biagio, eretta dai Longobardi per festeggiare la vittoria contro i Bizantini nell'VIII secolo, e dedicata al primo santo patrono della città. Nel 1069 c'è la prima citazione della chiesa di San Biagio, eretta sopra la cappella di San Giorgio, mentre a qualche secolo più tardi risalgono le tre chiese di San Lorenzo (che stava in Largo San Lorenzo), di San Giovanni Battista o della Candelora (Largo San Giovanni) e di San Martino vescovo (Largo C. Tappia).
Alla seconda metà del Duecento invece risale l'edificazione del monastero dei Padri Agostiniani, vale a dire la chiesa di Sant'Agostino, con relativa cappella dei Santi Simone e Giuda, ampliata nel XVIII secolo. Il quartiere era dotato anche del Palazzo del Capitano Regio, sopra cui fu costruito nei primi anni del Novecento il Palazzo De Giorgio in stile liberty, altro palazzo di rappresentanza era quello dei Ricci, situato presso San Biagio, e dei Florio, nei pressi di Largo Tappia. Queste due famiglie si erano arricchite commercialmente con le Fiere tradizionali della città, altro palazzo di rappresentanza era quello rilevato nel 1646 da Fernando Francesco d'Avalos Marchese del Vasto, quando acquistò Lanciano, che divenne la sede del potere, mentre in Piazza del Plebiscito (chiamata così a partire dal 1860, quando si votò per l'annessione all'Italia), si trovavano le Carceri.