Biografia Nata Raḍiya Begūm, era figlia del sultano di Delhi Shams al-Dīn Iltutmish, un mamelucco di origini turche, e della sultana consorte Quṭūb Begŭm figlia del sultano Quṭb al-Dīn di Delhi che regnò all'incirca dal 1206 al 1210.

Raḍiya fu educata all'amministrazione dello Stato e all'uso delle armi al pari dei suoi fratelli. Frequentò poco l'harem di corte,Adolfo Tamburello, Le isole delle donne, Adolfo Tamburello, Le isole delle donne quindi non assunse mai il comportamento tradizionale delle donne del tempo. Durante il regno di suo padre, Raḍiya partecipò attivamente agli affari di Stato e, contrariamente alle consuetudini, mostrava scoperto il suo volto in pubblico, vestiva da uomo, andava a cavallo ma molto più volentieri cavalcava elefanti, per evitare posture giudicate scomposte dalla morale islamica in battaglia.

Nel 1236 alla morte di Iltutmish, salì al potere suo fratellastro Rukn al-Dīn Fīrūz Shāhhttps://www.quora.com/How-did-Ruknuddin-Firoz-die, che regnò per soli sei mesi, prima di essere uccisoSatish Chandra, History of Medieval India (800–1700), New Delhi, Orient Longman, 2007, p. 100. ISBN 81-250-3226-6. Le fonti affermano che Rukn al-Dīn era un sovrano debole e che il sultanato fosse guidato dalla madre Shāh Turkān BegūmEraly, Abraham. The Age of Wrath: A History of the Delhi Sultanate, Penguin Edition, 2015, The Age of Wrath: A History of the Delhi Sultanate - Abraham Eraly - Google Books, la [figlia] preferita del sultano Iltutmish.

Nel novembre dello stesso anno, col titolo di Jalâlat al-Dîn, Raḍiya fu nominata sultana di Delhi, come aveva desiderato suo padre Iltutmish, anche se ciò era poco gradito ai “Qāḍī”, che consideravano una donna al potere un’offesa e un disonore per la gerarchia militare e una pratica contraria alla Shari'a.

Il suo fu un sultanato secolareMajumdar, R.C., ed. The History and Culture of the Indian People. Volume V. Bombay, Bharatiya Vidya Bhavan, 1957, le fonti confermano che dotò il suo regno di leggi più giuste, migliorò le infrastrutture del paese, favorì il commercio. Fondò diverse madrasa (scuole) e biblioteche pubbliche, in cui si studiavano, oltre al Corano, la calligrafia, le scienze, la matematica, l'astrologia, e le letterature di altre culture linguistiche. Fu patrona delle arti e fece tradurre molti testi dal sanscrito in arabo. Si dice, con la probabile consueta propensione al pettegolezzo ostile alle donne che non si fossero limitate alla realtà domestica, che la sua rovina fosse stato l’amore: prima la storia d’amore con lo schiavo Jamāl al-Dīn Yāqūt avrebbe suscitato grande scandalo. Poi il matrimonioSen, Sailendra, A Textbook of Medieval Indian History, Primus Books. 2013, pp. 74–76 con Malik Ikhtiyār al-Dīn Altunia, governatore del Bengala, appoggiato dai Qāḍī. I due si sposarono nel 1240. Insieme cercarono di frenare le continue cospirazioni dei “Quaranta", i nobili turchi che costituivano l'onnipotente guardia palatina. Nello stesso anno, però, Muʿizz al-Dīn Bahram Shāh, altro fratello di Razia, usurpo’ il trono e la fece imprigionare. Secondo il Minhaj al-Siraj dello storico persiano Juzjānī (1193-?), Raḍiya e suo marito Altunia vennero uccisi nel 1240. Vi sono diverse versioni dell’avvenimento, in quanto le circostanze della loro morte restano poco chiare. Non si conosce neanche il vero luogo di sepoltura di Raḍiya.

Ibn Baṭṭūṭa (1304 – 1368 /1369) nel suo manoscritto al-Riḥla ("Il viaggio"), riporta che quando egli visitò il Maḥalla Būlbūlī Khāna (mausoleo di Raḍiya), un centinaio di anni dopo la morte della sultana, quello fosse diventato un luogo di pellegrinaggio.

Titoli Jalālat al-Dīn Raḍiya Sulṭān Raḍiya Sulṭāna Raḍiya Malika Raḍiya

Fonti storiche A testimonianza del potere regale della sultana Raḍiya vi è la moneta di rame (jital), coniata durante il suo regno (634–637 H./ 1236-1240 d.C.).

Su di essa vi è inciso: al-Sulṭān al-Muʿaẓẓam raḍiya al-Dīn bint (al-Sulṭān) (Il Sultano magnifico, di cui è soddisfatta la fede [islamica], Figlia del (Sultano).

Cultura di massa La leggenda di Raḍiya è ancora molto celebrata in India, libri, film e rappresentazioni teatrali ne sono la testimonianza.

Note

Bibliografia Gold, Claudia, Queen, Empress, Concubine: Fifty Women Rulers from Cleopatra to Catherine the Great, London: Quercus. 2008. ISBN 978-1-84724-542-7. Chandra, Satish, Medieval India: From Sultanat to the Mughals Part – II, Har-Anand Publications, 2005. Jackson, Peter, The Delhi Sultanate: A Political and Military History, Cambridge University Press, 2003, ISBN 0-521-54329-0. Fraser, Antonia, The Warrior Queens, Vintage Book Edition, 1990.

Voci correlate Storia della donna nell'islam Condizione della donna in India Mamelucchi di Delhi Sultanato di Delhi

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Razia Sultan: The First and Last Woman Ruler of Delhi Sultanate | #IndianWomenInHistory, https://feminisminindia.com/2017/03/17/razia-sultan-essay/

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