La Missione artistica francese (in portoghese Missão Artística Francesa) fu un gruppo di artisti e architetti francesi che operò in Brasile all'inizio del XIX secolo. Tale gruppo rivoluzionò il panorama artistico del Paese, introducendovi il sistema di insegnamento superiore accademico nelle arti e nei mestieri (con la fondazione nel 1816 della prima scuola esclusivamente dedicata alle belle arti del Brasile, ovvero la Escola Real de Ciências, Artes e Ofícios) e contribuendo alla diffusione dello stile neoclassico che cominciava allora ad apparire in Brasile. Il gruppo, guidato da Joachim Lebreton, godé della protezione del sovrano del Regno Unito del Portogallo, Brasile e Algarve Giovanni VI. L'attività del gruppo tardò tuttavia a dare frutto, in quanto incontrò resistenza da parte degli ambienti artistici locali legati alla tradizione barocca saldamente radicata e dovette affrontare la scarsità di risorse finanziarie e una serie di intrighi politici che dissolsero buona parte del primo entusiasmo per il progetto.
Antecedenti Durante l'occupazione francese del Portogallo, all'inizio del XIX secolo, la famiglia reale e la corte si trasferirono in Brasile, rendendo Rio de Janeiro capitale del regno. Il principe reggente Giovanni VI dal suo arrivo aveva cercato di ravvivare la vita della colonia. Non era certo di quando avrebbe potuto far ritorno in Europa e nemmeno se il ritorno sarebbe mai stato possibile, e decise allora di rendere il Brasile una "nazione civilizzata". Dal punto di vista amministrativo, non sarebbe stato conveniente, per una corte in esilio, mantenere un territorio enorme sotto un'amministrazione semi-feudale. Manoel S. Neto, in www.opiniaoenoticia.com.br/interna.php?id=15319 A chegada da Corte Portuguesa ao Brasil], Entrevista, Jornal Opinião e Notícia, 24 marzo 2008 Fra le altre misure, aprì i porti brasiliani alle nazioni amiche, fondò il Banco do Brasil, promosse la nascente industria e stimolò la vita culturale specialmente nella capitale, e, nel contesto delle negoziazioni del Congresso di Vienna, nel 1815 elevò il Brasile a regno unito con Portogallo e Algarves. Dopo il 1815, dopo l'esilio definitivo di Napoleone Bonaparte, si iniziò un processo di normalizzazione delle relazioni diplomatiche, commerciali e culturali con la Francia. Lúcia M. B. Pereira das Neves, A missão artística francesa , Rede da Memória Virtual Brasileira.
In questo clima di rinnovamento, l'istituzione di un sistema di istruzione superiore nelle arti e nei mestieri avrebbe dovuto minimizzare il vuoto provocato dall'espulsione pombalina dei gesuiti, che si erano occupati di buona parte dell'istruzione della colonia. Oliveira Lima, Emancipação intelectual: D. João VI no Brasil Rafael Cardoso, A Academia Imperial de Belas Artes e o Ensino Técnico, in: 19&20 - A revista eletrônica de DezenoveVinte. Volume III, n. 1, gennaio 2008. Le origini della Missione francese non sono molto chiare. Una versione dice che il ministro António de Araújo e Azevedo, 1.º conte della Barca, ebbe l'idea di invitare alcuni artisti francesi affinché portassero in Brasile modelli lodevoli e desiderabili della civilizzazione francese. Con lo stabilimento di accordi commerciali con la Francia nel 1815, iniziarono le negoziazioni per l'organizzazione del gruppo. Come intermediari del governo portoghese in Francia agivano l'ambasciatore Pedro José Joaquim Vito de Meneses Coutinho, marchese di Marialva, e l'incaricato d'affari a Parigi, Francisco José Maria de Brito, che consultarono il naturalista Alexander von Humboldt circa questo affare. Humboldt indicò allora il nome di Joachim Lebreton, che era segretario dell'Institute de France e da poco era stato deposto per i legami con il defunto regime bonapartista. Egli a sua volta assunse la guida del progetto e riunì un gruppo di interessati a trasferirsi in Brasile, con la condizione che il governo portoghese finanziasse il viaggio e il loro trasferimento.
Tuttavia, alcuni autori affermano che l'iniziativa partì da Marialva Maria Orlanda Pinassi, Três devotos, uma fé, nenhum milagre: Nitheroy, revista brasiliense de ciências, letras e artes, Coleção Prismas, UNESP, 1998, pp. 55-59 o che fu frutto di un'offerta spontanea dei francesi alla Corte portoghese di fronte alla loro situazione politica problematica nella loro terra natia. Secondo Schwarcz questa sembra essere l'ipotesi più probabile, a partire dall'opinione di Laudelino Freire, Mário Barata e Mário Pedrosa, che basandosi su documenti dell'epoca, smontarono la "versione ufficiale" che faceva di Giovanni VI il mentore del progetto, e che intendeva così esaltare il carattere illuminato della monarchia portoghese. Rinforzi a questa tesi vennero da Donato Mello Júnior, che scoprì nel 1980 due lettere di Nicolas-Antoine Taunay al principe reggente Giovanni, in cui offriva i suoi servigi. Anche parte della corrispondenza personale di Lebreton, conservata nell'Archivio nazionale Torre do Tombo di Lisbona, dice lo stesso, e la corrispondenza ufficiale di Fernando José de Portugal e Castro, marchese di Aguiar, suggerisce la medesima cosa, dicendo inoltre, in risposta a Lebreton, che da parte della Corte non via era intenzione alcuna di finanziare il loro viaggio o garantire il loro soggiorno. Sopravvivono anche lettere di Brito al conte della Barca in cui egli presenta un progetto concepito da Lebreton, e una lettera di Brito a Lebreton, in cui egli ricordava al destinatario che il progetto era interamente opera di Lebreton, che non gli garantiva niente in nome del governo portoghese, e che un'accoglienza ufficiale sarebbe dipesa solo dalla circostanza, incerta, che il principe reggente volesse sostenerli. Era chiaro fino ad allora ciò non era assicurato, e solo lo fu di fatto nel gennaio del 1816, quando Barca si mise a preparare a Rio l'arrivo del gruppo, già contando con l'avallo di Giovanni VI. Lilia Moritz Schwarcz, O sol do Brasil: Nicolas-Antoine Taunay e as desventuras dos artistas franceses na corte de d. João, Companhia das Letras, 2008, pp. 176-188 Finalmente, il decreto di fondazione dell'Escola Real de Ciências, Artes e Ofícios il 12 agosto 1816 informa che Giovanni VI, nel creare la scuola, desiderava avvalersi del servizio di "alcuni stranieri" che avevano fatto ricorso a lui in cerca di protezione, come si legge di seguito:
"In vista del bene comune, che proviene ai miei vassalli fedeli, di stabilire in Brasile una Scuola Reale di Scienze, Arti e Mestieri, in cui si promuova e diffonda l'istruzione e la conoscenza indispensabili agli uomini destinati non solo agli Impieghi Pubblici dell'Amministrazione dello Stato, ma anche al progresso dell'Agricoltura, Mineralogia, Industria e Commercio, da cui dipendono la sussistenza, il benessere e la civilizzazione dei popoli, ancor più in questo continente, la cui estensione, non tenendo in debito e il numero delle braccia necessarie al lavoro e allo sfruttamento del territorio, ha bisogno di grandi ausili da parte della pratica per trarre vantaggio dai prodotti, il cui valore e preziosità possono fare del Brasile più ricco e opulento dei Regni conosciuti, rendendosi pertanto necessario per gli abitanti lo studio delle Belle Arti con l'applicazione e riferimento ai mestieri meccanici, la cui pratica, perfezione e utilità dipendono dalla conoscenza teorica di quelle arti e diffuse luci delle scienze naturali, fisiche ed esatte; e volendo per fini tanto utili godere fin da ora, la capacità, l'abilità e la scienza di alcuni degli stranieri benemeriti che hanno cercato la Mia Reale e Graziosa Protezione, per essere impiegati nell'insegnamento della pubblica istruzione di quelle le arti: ritengo un bene, e anche quando le classi di quelle arti e mestieri non facciano parte integrante della detta Scuola Reale di Scienze, Arti e Mestieri che dovrò comandare di stabilire, si paghi annualmente, ecc." Laudelino Freire, Um Século de Pintura (1816-1916)
La missione artistica
Il gruppo approdò a Rio de Janeiro il 26 marzo 1816, a bordo della nave Calpe, scortata da navi inglesi, ed era formato, secondo Neves, da Joachim Lebreton, Jean-Baptiste Debret, pittore storico, Nicolas-Antoine Taunay, pittore di paesaggi e scene storiche, Auguste Henri Victor Grandjean de Montigny, architetto, insieme con i suoi discepoli Charles de Lavasseur e Louis Ueier, Auguste Marie Taunay, scultore, Charles-Simon Pradier, incisore, François Ovide, meccanico, Jean Baptiste Leve, fabbro, Nicolas Magliori Enout, serragliere, Pelite e Fabre, pellettieri, Louis Jean Roy e suo figlio Hypolite, carpentieri, François Bonrepos, aiuto scultore, e Félix Taunay, figlio di Nicolas-Antoine, ancora un giovane apprendista. Molti di loro erano accompagnati dalle famiglie, dalla servitù a da altri aiutanti. Pinassi aggiunge anche i nomi di Sigismund von Neukomm, musicista, e Pierre Dillon, segretario di Lebreton. Sei mesi dopo, si unirono al gruppo lo scultore Marc Ferrez, zio dell'omonimo fotografo, e Zéphyrin Ferrez, medaglista.
Il progetto di Lebreton e il contesto brasiliano Il 12 giugno 1816 Lebreton elaborò un memorandum per il Conte della Barca in cui propose di definire una nuova metodologia di insegnamento mediante la creazione di una scuola superiore di Belle Arti con discipline sistematizzate. L'insegnamento si sarebbe svolto in tre fasi:
Disegno generale e copia dei modelli dei maestri, per tutti gli alunni; Disegno di volti e della natura, ed elementi di modellizzazione per gli scultori; Pittura accademica con modelli vivi per pittori; scultura con modelli vivi per scultori, e studio in laboratorio di maestri incisori e maestri disegnatori per gli alunni di queste specialità.
Anche per l'architettura vi erano tre tappe divise in teoriche e pratiche: Nella teoria: Storia dell'architettura mediante lo studio degli antichi; Costruzione e prospettiva; Stereotomia. Nella pratica: Disegno; Copia di modelli e studio delle dimensioni; Composizioni.
Parallelamente Lebreton suggeriva anche l'insegnamento della musica, così come sistematizzava il processo e i criteri di ammissione e promozione degli alunni, il calendario delle lezioni, suggeriva modalità di impiego pubblico dei diplomati e progettava l'ampliamento delle collezioni ufficiali con opere sue, determinava le risorse umane e i materiali necessari per il buon funzionamento della scuola, e prevedeva la necessità della formazione di artigiani ausiliari competenti mediante la proposta dell'istituzione parallela di una Scuola di Disegno per le Arti e i Mestieri, il cui insegnamento sarebbe stato gratuito ma ugualmente sistematico. Joachim Lebreton, Memória do Cavaleiro Joachim Lebreton para o estabelecimento da Escola de Belas Artes, no Rio de Janeiro, Rio de Janeiro, 12 giugno 1816.