Il Barocco in Brasile fu lo stile artistico dominante durante la maggior parte dell'epoca coloniale, in cui trovò un terreno ricettivo per una ricca fioritura. Fece la sua apparizione nel paese all'inizio del XVII secolo, introdotto dai missionari cattolici, e specialmente dai gesuiti, che si spingevano in Sudamerica con il fine di evangelizzare e catechizzare i popoli indigeni nativi. Lungo il periodo coloniale ebbe vigore una stretta unione fra Chiesa e Stato. Siccome però nella colonia non vi era una corte che servisse da mecenate né le élite si preoccuparono di costruire palazzi o patrocinare le arti profane se non verso la fine di quest'epoca, e la religione esercitava un'enorme influenza nella vita quotidiana, il barocco brasiliano si espresse soprattutto nell'arte sacra: statuaria, pittura e scultura per la decorazione di chiese e conventi o per il culto privato.

Le caratteristiche più tipiche del barocco, descritto usualmente come uno stile dinamico, narrativo, ornamentale, drammatico, che coltiva i contrasti e una plasticità seduttrice, veicolano un contenuto programmatico articolato con raffinatezza retorica e grande pragmatismo. L'arte barocca fu un'arte essenzialmente funzionale, prestandosi molto bene ai fini a cui doveva servire: oltre alla sua funzione puramente decorativa, facilitava l'assorbimento della dottrina cattolica e delle pratiche tradizionali da parte dei neofiti, rappresentando un efficiente strumento pedagogico e catechetico. Presto gli indios pacificati più abili, e in seguito i negri importati come schiavi, esposti massicciamente alla cultura portoghese, da meri spettatori delle sue espressioni artistiche diventarono agenti produttori: soprattutto i negri daranno vita a gran parte del patrimonio barocco prodotto nel paese. Essi e gli artigiani popolari, in una società in processo di integrazione e stabilizzazione, cominciarono a dare al barocco europeo tratti nuovi, originali, e perciò si considera che questo acclimatamento costituisca uno dei primi momenti di formazione di una cultura genuinamente brasiliana.

Nella letteratura brasiliana, il poema epico Prosopopeia (1601), di Bento Teixeira, è considerata la prima opera del barocco, che raggiunse l'apogeo con il poeta Gregório de Matos e con l'oratore sacro António Vieira. Nelle arti plastiche i suoi maggiori esponenti furono Aleijadinho e Mestre Ataíde. Nel campo dell'architettura questa scuola si radicò principalmente nel Nordest e in Minas Gerais, ma lasciò grandi e numerosi esempi per quasi tutto il paese, dal Rio Grande do Sul al Pará. Riguardo alla musica, da notizie letterarie si sa che ebbe grande fioritura, ma, al contrario delle altre arti, quasi nulla si è salvato. Con lo sviluppo del neoclassicismo e dell'accademismo a partire dai primi decenni del XIX secolo, la tradizione barocca cadde rapidamente in disuso presso la cultura dell'élite. Però sopravvisse nella cultura popolare, specialmente nelle regioni dell'interno, nell'attività dei santeiros e in alcune feste.

Da quando gli intellettuali modernisti iniziarono, agli albori del XX secolo, la rivisitazione del barocco brasiliano, un gran numero di edifici e di patrimoni artistici sono stati protetti dal governo, mediante l'archiviazione, la musealizzazione o altri processi, che attestano il riconoscimento ufficiale dell'importanza del barocco per la storia della cultura brasiliana. Centri storici barocchi come quelli delle città di Ouro Preto, Olinda e Salvador e complessi architettonici come il Santuario di Bom Jesus de Matosinhos hanno ricevuto lo status di Patrimonio dell'umanità. Questa preziosa eredità è una delle grandi attrattive del turismo culturale in Brasile, e allo stesso tempo è un'icona dell'identità del Paese, sia per i suoi abitanti sia per gli stranieri. Nonostante la sua importanza, buona parte del patrimonio materiale del barocco brasiliano si trova in cattivo stato di conservazione ed esige restauro e altre misure di conservazione, verificandosi spesso perdite o degradazione di esemplari di valore in tutte le discipline artistiche.

Caratteristiche e contesto Il modello europeo e la sua brasilianizzazione

Il barocco nacque in Italia, a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, nel mezzo di una delle più grandi crisi spirituali che l'Europa avesse mai affrontato: la Riforma protestante, che pose termine all'antica unità religiosa del continente e provocò un terremoto politico internazionale in cui la Chiesa cattolica, fino ad allora egemone su tutta l'Europa, perse forza e spazio. Eduardo Oliveira Henriques de Araújo, Flávia Carvalho de Freitas, Arquitetura Religiosa: O Barroco do Recife e o fomento do Turismo Cultural, in: CIENTEC - Revista de Ciência, Tecnologia e Humanidades do IFPE, 2010; II (1):92-100 Fu uno stile di reazione contro il classicismo del Rinascimento, le cui basi giravano attorno alla simmetria, alla proporzione, all'economia, alla razionalità e all'equilibrio formale. Così, l'estetica barocca si distinse per l'asimmetria, per l'eccesso, per l'espressività e per l'irregolarità, tanto che lo stesso termine "barocco", che diede nome allo stile, designava una perla di forma bizzarra e irregolare. Oltre a una tendenza estetica, questi tratti costituirono un vero modo di vivere e diedero tono a tutta la cultura del periodo: una cultura che enfatizzava il contrasto, il conflitto, il dinamismo, la drammaticità, la magniloquenza, la dissoluzione dei limiti, insieme con un gusto accentuato per l'opulenza di forme e materiali, divenendo un veicolo perfetto per la Chiesa cattolica della Controriforma e per le monarchie assolute in ascesa, in quanto esprimeva visibilmente gli ideali di gloria e pompa. Le strutture monumentali erette durante il barocco, come i palazzi e i grandi teatri e chiese, cercavano di creare un impatto di natura spettacolare ed esuberante, proponendo un'integrazione fra le varie discipline artistiche e catturando l'osservatore in un'atmosfera catartica, apoteotica, coinvolgente e appassionata. Quest'estetica ebbe grande accettazione nella Penisola iberica, specialmente in Portogallo, la cui cultura, oltre che essenzialmente cattolica e monarchica, era impregnata di millenarismo e misticismo, che favorivano una religiosità pervasiva, caratterizzata dall'intensità emotiva. E dal Portogallo il movimento barocco passò alla sua colonia americana, ove il contesto culturale dei popoli indigeni, contrassegnato dal ritualismo e dalla festosità, fornì un tessuto ricettivo. Maria Cristina Castilho Costa, A imagem da mulher: um estudo de arte brasileira, Senac, 2002. pp. 55-56 Nicolau Sevcenko, Pindorama revisitada: cultura e sociedade em tempos de virada, Série Brasil cidadão, Editora Peirópolis, 2000, pp. 39-47 Carla Mary S. Oliveira, "Construindo Teorias sobre o Barroco", in: Saeculum, 2005; 162 (13):159-162 Luiz Carlos Villalta, O Cenário Urbano em Minas Gerais Setecentista: Outeiros do Sagrado e do Profano, in: Revista LPH — Laboratório de Pesquisa Histórica da UFOP, (17):69-70

Il barocco comparve in Brasile quando già erano passati circa cent'anni di presenza colonizzatrice portoghese nel territorio. La popolazione si moltiplicava nelle prime città e la cultura autoctona già metteva radici, sebbene i colonizzatori lottassero ancora per stabilire infrastrutture essenziali — contro una natura selvaggia e popoli indigeni non sempre amichevoli — per quanto fosse permesso dalla condizione di colonia pesantemente sfruttata dalla madrepatria. In questa società in fondazione la schiavitù era la base della forza produttiva. Barroco brasileiro , in: Enciclopédia Itaú Cultural, 30 giugno 2011 Edilaine Cristina do Prado, O Pacto Colonial e a Colonização do Brasil, in: Janela Econômica, Faculdades Santa Cruz, s/d, pp. 1-3 Hélio Benedito Costa, As Características da Colonização Brasileira. Faculdade On-line UVB/UNAMA, marzo 2004

Nacque il barocco, quindi, in un clima di lotta e conquista, ma non meno dell'abbagliamento di fronte al magnifico paesaggio, sentimento che fu dichiarato dai colonizzatori fin dal principio. Pero Vaz de Caminha, Carta a el-Rei Dom Manuel Lilia Moritz Schwarcz, O Sol do Brasil, Companhia das Letras, pp. 25-29 Fiorendo nei lunghi secoli della costruzione di un nuovo e immenso paese, ed essendo una corrente estetica la cui essenza e vita risiedeva nel contrasto, nel dramma, nell'eccesso e nella meraviglia, forse proprio per questo poté rispecchiare la grandezza continentale dell'impresa coloniale e lasciò un patrimonio di capolavori ugualmente grandioso. Però, più di una corrente estetica, il barocco fu un movimento culturale che penetrò in tutte le sfere e gli strati sociali e informò tutto uno stile di vita. Il barocco, allora, si confonde con una vasta porzione dell'identità e del passato nazionali. André Lemoine Neves, "A arquitetura religiosa barroca em Pernambuco – séculos XVII a XIX", in: Arquitextos, 2005; 5 Enrique Saraiva, "As miragens do barroco. A cidade de Mariana, cenário do barroco mineiro", in: Cadernos EBAPE.BR, 2005; 3 (1) Erivaldo Fagundes Neves, "O Barroco: substrato cultural da colonização", in: Politeia: História e Sociedade, 2007; 7 (1):71-84 Secondo Benedito Lima de Toledo, «resta un fatto fondamentale: per più di tre secoli il barocco tradusse le aspirazioni e le contraddizioni della società brasiliana, avida di trovare i suoi propri sentieri. È l'arte che dà espressione alle ansie della nazione nella sua lunga ricerca di autoaffermazione», Benedito Lima de Toledo, Esplendor do Barroco Luso-Brasileiro, Atelie Editorial, 2012, p. 356 e non a caso Affonso Romano de Sant'Anna lo chiamò "l'anima del Brasile". Una parte significativa di questa eredità artistica oggi è patrimonio dell'umanità, e un grande patrimonio fu tutelato a livello nazionale dall'Istituto del Patrimonio Storico e Artistico Nazionale e anche a livello statale e municipale.

Il barocco in Brasile fu opera di una complessa rete di influenze europee e adattamenti locali, sebbene in generale colorite dall'interpretazione portoghese dello stile. Bisogna ricordare che il contesto in cui il barocco si sviluppò nella colonia era completamente diverso da quello che gli aveva dato origine in Europa. Nel Nuovo Mondo tutto doveva ancora essere fatto. Per questo il barocco brasiliano, nonostante tutto l'oro delle sue chiese, fu accusato di povertà e ingenuità rispetto al barocco europeo, di carattere erudito, cortigiano, raffinato, molto più ricco e soprattutto bianco, giacché gran parte della produzione brasiliana era frutto di una tecnica rudimentale, creata da artigiani con una scarsa istruzione alle spalle, fra cui erano numerosi gli schiavi, i mulatti affrancati e persino gli indigeni. Ma questa caratteristica meticcia, ingenua e incolta è uno degli elementi che conferì al barocco brasiliano originalità e tipicità. Claudete Boff, A Imaginária Guarani: O Acervo do Museu das Missões, UNISINOS, 2002, pp. 100-109. Come osservò Lúcio Costa,

«Conviene subito riconoscere che non sono sempre le opere accademicamente perfette [...] quelle che, di fatto, possiedono il maggior valore plastico. Le opere di sapore popolare, sfigurando a loro modo le relazioni modulari dei maestri eruditi, creano, molte volte, relazioni plastiche nuove e impreviste, piene di spontaneità e di spirito di invenzione, il che eventualmente le colloca su un piano artisticamente superiore a quello di opere molto ben composte, all'interno delle regole dello stile e del buon gusto, ma prive di linfa creatrice e di senso reale». Mozart Alberto Bonazzi da Costa, A Talha Dourada na Antiga Província de São Paulo: exemplos de ornamentação barroca e rococó, in: Percival Tirapeli, Arte Sacra Colonial: barroco memória viva, UNESP, 2005, pp. 60-78 Augusto C. da Silva Telles, O Barroco no Brasil: Análise da bibliografia crítica e colocação de pontos de consenso e de dúvidas, in: Emanuel Araújo (a cura di), O Universo Mágico do Barroco Brasileiro, SESI, 1998, p. 69