Cantù (CantuuOrtografia classica in dialetto brianzolo, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia. È il secondo comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo e il venticinquesimo della Lombardia.

Origini del nome L'origine del nome di Cantù risale a Canturium (Canturio) che può trovare la sua origine dai Canturigi, accennati da Strabone, una delle popolazioni celtiche che abitarono la regione Insubria nel VI secolo a.C., o da Cantores indicante una Cantoria presso qualche edificio religioso. . Il toponimo di Gallianum (Galliano), che costituì il più antico nucleo abitato di Cantù, deriva dalla popolazione celtica dei Gallianates.

Geografica fisica Cantù sorge nell'Alta Brianza Comasca ed è caratterizzata da un territorio collinare di origine morenica. Ha una altezza minima di 248 metri s.l.m. e una massima di 444 metri s.l.m.

È attraversata dai torrenti Seveso (fiume), che la attraversa nella frazione di Asnago, Serenza, ai confini con Figino Serenza e Certesa, conosciuto come torrente Terrò.

Storia

Preistoria ed età antica L'area canturina era già abitata dall'uomo nella prima età del ferro, documentata dal ritrovamento di una tomba a cremazione contenente vari utensili risalenti alla prima metà del VI secolo a.C. I primi nuclei abitati erano collocati sui rispettivi colli di Galliano e di San Paolo risalenti al V-VI secolo a.C., fondati dai Galli Insubri che preferivano edificare i loro insediamenti su alture circondate da difese naturali, come i boschi di cui il territorio in questione era ricco.

Nel 196 a.C. i villaggi vennero conquistati dalle legioni romane, guidate dal console Marco Claudio Marcello, e poi inglobate nel municipio Novum Comum (Como). Durante la dominazione romana, Galliano era un borgo di grande importanza strategica commerciale perché vi passava l'antica strada che univa le città di Milano e Como. La presenza romana in questo luogo è testimoniata dal ritrovamento archeologico di are dedicate al culto di Giove, Minerva e della Triade Capitolina, dei resti di un tempio (sul quale ora si innalzano la basilica e il battistero di Galliano), utensili, monete, necropoli ed epigrafi sparpagliati nelle vicinanze. Nella frazione canturina di Fecchio venne trovata una lapide con iscrizione romana, forse base di una statua onoraria dedicata a Plinio il Giovane che possedeva una vasta proprietà agricola in questa area che si espandeva fino al fiume Lambro.

Già in epoca romana a Gallianum esisteva una forte impronta religiosa, invece sul colle di Canturium si innalzava molto probabilmente un castro testimoniato dal ritrovamento di fibule e armille.

Alto Medioevo Nel V secolo d.C. Galliano, grazie a un discreto sviluppo culturale e religioso, si staccò dal municipio di Como e divenne una pieve comprendendo anche Canturio. In questo periodo, per opera della comunità del posto, sorse la prima basilica paleocristiana dedicata a san Vincenzo di Saragozza. Nel 483, con un decreto di papa Gelasio I indirizzato all'arcivescovo di Milano Teodoro dei Medici, Canturio venne dichiarata Corte Reale insieme con altre terre. Nel 605 circa, il territorio canturino si separò da quello comasco. Quest'ultimo divenne diocesi suffraganea del Patriarcato di Aquileia. Alla fine del X secolo, Canturio venne unito alla corte di Intimiano nel Distretto della Martesana controllato da Milano. Ci sono testimonianze che da quest'epoca a Galliano si lavorava il ferro e gli abitanti producevano le falci per i monaci dell'Abbazia di Nonantola, nella provincia di Modena.

Basso Medioevo e Rinascimento

Da Gerardo e Brielda, nobili signori della curtis di Intimiano di origini canturine, nacque Ariberto, futuro arcivescovo di Milano. Nel 1004-1005 Ariberto da Intimiano ristrutturò la basilica di Galliano e il 2 luglio del 1007 la riconsacrò a san Vincenzo. Canturio, fedelissima alla città di Milano anche grazie alle numerose nobili famiglie milanesi che abitarono nel borgo, partecipò dal 1118 alla decennale lotta contro Como. Nell'anno 1124 i canturini furono i primi ad assalire il territorio comasco saccheggiando Lipomo, Trecallo e Albate, e occupando il Monte Mongolio. Guidati da Gaffuro vennero poi sconfitti dai soldati comaschi alle pendici del monte, dopo che quest'ultimi operarono una strategica ritirata dalla battaglia presso le paludi dell'Acquanegra attirando i canturini in un'imboscata e uccidendo Gaffuro. L'esercito comasco incendiò il vicino villaggio di Vighizzolo e cercò di assediare Cantù senza successo grazie a una sortita da parte del popolo in armi del borgo. I canturini furono così costretti a chiedere aiuto a Milano. Uniti ai milanesi sconfissero le truppe nemiche a Mariano e posero fine alla guerra il 27 agosto dell'anno 1127 con il saccheggio e la distruzione della città di Como. In seguito Canturio si unì alla Lega Lombarda contro Federico I Barbarossa e nel 1160, dopo la battaglia di Carcano, i canturini attaccarono presso l'Acquanegra i lodigiani e i pavesi che cercavano di prestare soccorso agli imperiali ritiratosi nella fortezza di Baradello..

Durante un momento di conflitto interno alla città di Milano, ospitò l'arcivescovo Enrico I da Settala, nobili e famiglie milanesi (casate quali Biraghi, Carcano, Crivelli, Giussani, Grassi e molte altre) guidati dal capitano Ardigotto Marcellino che erano stati cacciati dal popolo. Nel XIII secolo Canturio, a fianco dei Visconti, partecipò alle guerre contro i Torriani. Nel 1324, divenuta signoria dei fratelli milanesi Gaspare e Giovannolo Grassi, venne fortificata con grosse mura e 35 torri. Il 20 giugno dello stesso anno i fratelli dichiararono l'indipendenza di Canturio da Milano. Grazie ai numerosi avvenimenti che tenevano impegnati i Visconti al di fuori del territorio canturino, il borgo godette un periodo di pace che durò 10 anni. Questa pace venne turbata nel 1333 dai Rusconi di Como che odiavano i Grassi. Dopo un attentato su Giovannolo Grassi da parte di Franchino Rusca, Stefanolo Grassi figlio di Giovannolo, a capo di 200 cavalieri, tentò un colpo di mano quasi riuscito contro la famiglia comasca. Successivamente Canturio cadette nella mani di Azzone Visconti, signore di Milano. Dopo la morte del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti nel 1402 a Marignano, sorsero i guelfi e i ghibellini. Franchino II Rusca con l'aiuto di Ottone Rusca, entrambi schierati coi guelfi e con il desiderio di rimettere la loro casata nella signoria di Como, si ribellò al ducato di Milano e occupò la città lariana scacciando i Lavizzari. A questa ribellione si opposero le casate canturine dei Carcano e dei Grassi assieme ai capitani milanesi quali Pandolfo Malatesta e Giacomo dal Verme. Giovanni da Carcano, valorosissimo condottiero canturino al servizio del ducato di Milano, fermò i Rusconi presso Montorfano, mise a ferro e fuoco Como e assediò il castello di Erba dove si era rifugiato Franchino Rusca. Giacomo Grassi fece scorreria a Vertemate e incendiò le sue terre, successivamente le ostilità tra il Duca e i Rusconi si sospesero per venti giorni. Il dissidio riprese con Francesco Visconti che, alla guida delle truppe ducali, assalì i guelfi della Lomazzo comasca fino alla loro resa. Giovanni da Carcano ebbe il sentore che i Rusca vollero impadronirsi di Canturio e riuscì a scongiurare questa disfatta attaccando Como e cacciando i Rusca in Svizzera. Per l'illustre valore e importanza nella corte milanese, Giovanni da Carcano destò invidia negli animi dei Grassi di Canturio. Morì avvelenato a Barlassina per mano dei suoi rivali. Il borgo canturino venne in mano a Giancarlo Visconti detto Gianpiccinino nel 1407, per poi passare a Filippo Maria Visconti dal 1412 al 1447. Nel novembre del 1413 il Duca di Milano e "il Carmagnola" incontrarono presso la città canturina Sigismondo di Lussemburgo con l'intento di difendere i diritti viscontei sulla città. Dopo la morte dell'ultimo Duca della dinastia viscontea entrò in gioco Francesco Sforza, nemico di Milano, e Canturio si dovette preparare alle difese. La città riuscì per tre giorni a respingere il nemico, nonostante quest'ultimo fosse più potente e numeroso, ma al quarto giorno capitolò in seguito al crollo delle mura sotto i colpi delle bombarde.

Nel 1449 Canturio venne governata dal capitano di ventura Antonio Centelles e divenne un "quartier generale" degli Sforza essendo un importante baluardo dell'Alto Milanese per tenere a freno i territori di Lecco, della Brianza, della Comasina, del Piano d'Erba e del Luganese. Tra la fine dell'anno 1449 e gennaio del 1450 Antonio Centelles si rifugiò a Canturio in seguito a due cocenti sconfitte riportate contro i veneziani condotti da Jacopo Piccinino, per poi venir fatto imprigionare da Francesco Sforza, prima a Lodi e poi nel castello di Pavia, per il sospetto che volesse cambiare bandiera. Canturio venne donata dal duca Galeazzo Maria Sforza al fratello naturale Polidoro Sforza Visconti e nel 1475 affidata in feudo al nobile milanese Francesco Pietrasanta che vi fece erigere un castello su uno già esistente in cima al colle centrale. Castello poi distrutto nel 1527 da Gian Giacomo Medici durante il saccheggio della città. Del castello originale rimane solo l'antica torre in pietra, trasformata poi nel campanile della chiesa di San Paolo. Nel 1484, in qualità dei poteri feudali detenuti del conte Pietrasanta, venne eletto podestà del borgo canturino Tristano Carcano. Il quale sposò Margarita Visconti nel 1461 e fu podestà e castellano di Carimate nel 1473. Nel 1496 il borgo di Canturio passò alla nobile famiglia dei Fossani per poi tornare ai Pietrasanta 19 anni dopo.

Dal Cinquecento al terzo millennio Gli Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti del 1346 citano la città con il nome di Cantù. Con lo stesso nome figura, negli anni 1580, nella mappa che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano.

Nel Cinquecento perde il suo aspetto strategico a favore di un'operosità nel contesto di un vasto comprensorio: si hanno notizie della produzione artigianale dei chiodi e del pizzo a tombolo. Nella prima metà dell'Ottocento incomincia la produzione artistica del mobile. Anche il castello, ricostruito e rimasto nelle mani dei Pietrasanta fino al XVIII secolo, perde il suo profilo militare diventando un palazzo di "piacere", ospitando importanti famiglie milanesi, artisti e poeti come Domenico Cimarosa e Giuseppe Parini.

Cantù nel 1771, a seguito della divisione territoriale operata dall'impero Austriaco, fu inclusa nella Provincia di Milano. La cittadina fu spostata in Provincia di Como da Napoleone a titolo sperimentale nel 1797 (quando Cantù entrò a far parte del Distretto del Lario con la nascita della Repubblica Cisalpina) e definitivamente nel 1801. Un decreto napoleonico del 1807 sancì l'allargamento territoriale di Cantù ai limitrofi comuni di Cucciago e Senna ed uniti. L'aggregazione dei due comuni fu tuttavia abrogata con il ritorno degli austriaci in seguito alla caduta di Napoleone.

Il primo Consiglio comunale fu eletto nel 1830.

La fioritura dell'artigianato canturino, in un periodo di intenso sviluppo industriale, è data dall'istituzione di una Scuola d'Arte per l'arredamento nel 1882, la prima del genere sorta in Italia.

Il 24 ottobre 1942 Cantù venne bombardata dagli aerei Alleati che causarono la distruzione di alcuni edifici come il vecchio fabbricato viaggiatori della Stazione di Cantù-Cermenate.

Simboli

Lo stemma è stato formalmente riconosciuto con decreto del capo del governo Benito Mussolini del 6 novembre 1928, essendo già in uso da almeno un secolo.