Alleanza Civica (in romeno: Alianța Civică, AC) è un'organizzazione non governativa militante per il consolidamento della società civile e dello stato di diritto in Romania.

Nata all'indomani della rivoluzione romena del 1989, tra il 1990 e il 1996 ebbe un ruolo determinante nel rafforzamento del sistema democratico del paese, che usciva da una dittatura comunista durata più di 40 anni e viveva un turbolento periodo di transizione alla democrazia e all'economia capitalista.

Alleanza Civica organizzò numerosi incontri e manifestazioni in ambito politico, pur senza trasformarsi mai in un partito, né partecipando ad alcuna tornata elettorale con la propria sigla. Fu, invece, una delle componenti che contribuirono alla nascita della Convenzione Democratica Romena, coalizione di centro-destra che nel 1996 riuscì ad arrivare al governo. Diversi membri di Alleanza Civica rivestirono incarichi istituzionali di primo piano, come Emil Constantinescu, presidente della Romania dal 1996 al 2000.

Storia Contesto politico e nascita di Alleanza Civica In seguito alla rivoluzione romena del 1989 che rovesciò il regime di Nicolae Ceaușescu il potere fu assunto ad interim da un governo provvisorio (il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale, CFSN) costituito principalmente da ex membri del Partito Comunista Romeno (PCR) che, nel febbraio 1990, formarono il partito del Fronte di Salvezza Nazionale (FSN), grande gruppo politico che, guidato da Ion Iliescu, dominò la presenza nelle istituzioni e i mezzi di informazione nel primo periodo di transizione alla democrazia. Il FSN vinse con una maggioranza bulgara le prime elezioni celebratesi dopo la caduta della dittatura nel maggio 1990, mentre in parlamento i maggiori partiti liberali e di centro-destra Partito Nazionale Liberale (PNL) e Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico (PNȚCD) rappresentavano delle forze di opposizione minoritarie.

A fronte della debolezza dei partiti politici, diversi gruppi di intellettuali liberali ed europeisti che si opponevano alla struttura del FSN di Iliescu, ritenuta corrotta e vicina alla nomenklatura di stampo sovietico, gettarono le basi per un'organizzazione non governativa con il fine di sostenere l'integrazione europea ed un più netto processo di democratizzazione della Romania. Il 7 novembre 1990, quindi, vide la luce Alleanza Civica (Alianța Civică, AC), tra i cui più attivi membri fondatori figuravano Ana Blandiana e Romulus Rusan. Numerosi suoi militanti avevano partecipato alle ampie manifestazioni antigovernative svoltesi nel corso del 1990, alla golaniada e alle proteste anticomuniste per l'applicazione della Proclamazione di Timișoara. In assenza di un permesso ufficiale da parte delle istituzioni, la prima sede ufficiosa dell'associazione fu la casa di Remus Mistreanu, in Strada Eremia Grigorescu 10 a Bucarest. Tra gli obiettivi principali dei fondatori vi era quello di fronteggiare la riproposizione di strutture totalitarie e la rinascita della polizia politica, che rischiavano di ripresentarsi malgrado la rivoluzione.

Alleanza Civica si autodefiniva un gruppo di «cooperazione tra tutte le energie sociali che sostengono i valori della fiducia, dell'umanesimo e della democrazia». Questa riuniva diverse organizzazioni minori: il Gruppo per il dialogo sociale (Grupul de Dialog Social, GDS), l'Associazione 15 novembre di Brașov (Asociația 15 Noiembrie Brașov), la Solidarietà Universitaria (Solidaritatea Universitară), la Società Timișoara (Societatea Timișoara), la Società Agora di Iași (Societatea Agora Iași), il Gruppo indipendente per la democrazia (Grupul Independent pentru Democrație), l'Associazione Pro-Democrazia (Asociația Pro-Democrația) e oltre 200 intellettuali indipendenti. Alleanza Civica presentò il proprio documento programmatico, la «Dichiarazione di principi», a firma dei 216 membri fondatori sulle pagine di România liberă del 7 novembre 1990. Il documento, che lanciò lo slogan «Non possiamo riuscire se non insieme!» («Nu putem reuși decât împreună!»), aveva tra i propri punti cardine l'affermazione del ruolo della società civile, la riconquista dei valori morali sostenuti nel corso della rivoluzione del 1989, la reale democratizzazione della vita politica e sociale, la realizzazione di riforme radicali della società e dell'economia, unitamente all'introduzione di misure di protezione sociale, il ristabilimento del diritto alla proprietà privata e il conseguimento di valori prettamente europei.

Manifestazioni e strutturazione di Alleanza Civica Alleanza Civica puntava a raggiungere i propri obiettivi tramite l'organizzazione di manifestazioni, dimostrazioni e incontri pubblici. Il primo evento cui partecipò ebbe luogo per la celebrazione dei tre anni dalla ribellione anticomunista di Brașov, il 15 novembre 1990, che portò in piazza a Bucarest 500.000 persone.

Tra il 13 e il 15 dicembre 1990 fu celebrata presso l'Ateneo rumeno di Bucarest la prima conferenza nazionale di Alleanza Civica, che elesse le proprie strutture dirigenti. Fu stabilita la creazione di due organi, un Consiglio direttivo (Consiliul director) composto da 27 membri, e un Comitato di coordinamento (Comitetul de coordonare) formato da 11 membri provenienti dal Consiglio. La presidenza, che sarebbe stata rivestita a rotazione da ogni membro del Comitato, fu assegnata a Marian Munteanu, già presidente della Lega degli studenti dell'Università di Bucarest, in quel momento in sciopero della fame in seguito alla sua liberazione dal carcere di Jilava, nel quale era stato rinchiuso in conseguenza dei disordini della mineriada del giugno 1990.

La conferenza deliberò anche l'approvazione dei 25 punti di un nuovo documento programmatico, la Carta di Alleanza Civica (Carta Alianței Civice), e lanciò un appello a tutte le forze politico-sociali al fine di risolvere la crisi in atto nel paese, reclamando elezioni anticipate e la nascita di un governo di solidarietà nazionale.

Il 18 dicembre una delegazione di sei dirigenti di Alleanza Civica incontrò il presidente della repubblica Ion Iliescu, mentre il 21 dicembre 1990 l'associazione organizzò in Piazza Università una grande marcia di commemorazione per le vittime della rivoluzione dell'anno precedente.

I rapporti con le istituzioni, quasi interamente in mano al FSN, furono segnati da costanti conflitti. Iliescu e il partito di maggioranza bollarono ripetutamente di estremismo gli scioperi e gli eventi organizzati da Alleanza Civica.

Marian Munteanu rimase alla guida dell'associazione solamente per un mese per via di attriti con i membri del Consiglio direttivo, dominato da esponenti del GDS di Mihai Șora, e lasciò Alleanza Civica. Nel febbraio 1991 quest'ultimo assunse il ruolo di presidente, che nell'aprile dello stesso anno fu assegnato a Ioan Mănucu.

Separazione del Partito Alleanza Civica e fondazione della CDR

Nella primavera del 1991 parte dei militanti iniziò a discutere sulla possibilità di costituire un partito che avrebbe agito al fianco dell'ONG e che avrebbe rafforzato il ruolo dell'opposizione al governo FSN, proponendosi di realizzarne gli obiettivi sul piano politico. Il I congresso di Sibiu del 5-7 luglio 1991 decretò da una parte la nascita del Partito Alleanza Civica (PAC) e, dall'altra, la nomina alla presidenza di Ana Blandiana. Solamente il 18% degli iscritti, tuttavia, aderì al nuovo PAC di Nicolae Manolescu, mentre la maggioranza, tra i quali i nuovi vicepresidenti Emil Constantinescu, Petre Mihai Băcanu e Mircea Diaconu e il segretario Valerian Stan, rimasero membri esclusivamente dell'ONG. Altri militanti decisero di dimettersi in segno di protesta per la fondazione di un partito con lo stesso nome.

Nello stesso mese di luglio 1991 vide la luce anche la rivista Alianța Civică, che rimase attiva fino all'estate 1992, quando fu sostituita da Agenda Alianței Civice.

Nel novembre 1991 l'attivista Doina Cornea annunciò a Cluj-Napoca la nascita del Forum Democratico Antitotalitarista di Romania (Forum Democratic Antitotalitar din România), piattaforma che raggruppava numerose associazioni civiche, politiche, studentesche e sindacali, tra le quali Alleanza Civica. Il Forum fu una delle componenti che nel novembre 1991 diedero vita alla Convenzione Democratica Romena (CDR), coalizione politica guidata dal leader del PNȚCD Corneliu Coposu che mirava a sovvertire l'egemonia politico-istituzionale del FSN. Alle elezioni locali del febbraio 1992 la CDR fu il secondo gruppo politico del paese alle spalle del FSN.

Nonostante la coabitazione con il PAC all'interno della coalizione, vi furono diversi conflitti con Manolescu. Nel gennaio 1992, infatti, il PAC propose unilateralmente il nome del proprio leader come candidato alla presidenza della repubblica per le elezioni dell'autunno 1992, mentre AC sosteneva la candidatura di Emil Constantinescu, vicepresidente dell'ONG e rettore dell'Università di Bucarest. La scelta del nome per la presidenza fu fonte di una crisi nei rapporti fra le due parti, che si acuì nel corso dell'anno. Il 27 giugno 1992, infine, il collegio della CDR indicò Constantinescu come candidato alla presidenza della repubblica. La sconfitta di questi contro Iliescu al ballottaggio dell'11 ottobre, però, contribuì ad alimentare lo scontro tra le componenti della coalizione. Il PAC ottenne le dimissioni da presidente della CDR di Coposu, sostituito da Constantinescu, che rinunciò al ruolo di vicepresidente di Alleanza Civica su veto del partito di Manolescu.

Il 19 dicembre 1992 si tenne il II congresso di Alleanza Civica, che elesse alla presidenza Gabriel Andreescu. Nel corso dei lavori fu lanciata l'idea dell'applicazione di una sanzione per i responsabili della rottura tra Alleanza Civica e PAC dell'anno precedente, mentre fu avviata una mozione per spingere il PAC a cambiare nome per evitare confusione fra l'elettorato. La proposta, tuttavia, fu ignorata dai dirigenti del partito politico.

Sostegno alla Convenzione Democratica Romena Sul piano politico Alleanza Civica fece costanti appelli all'unità della coalizione, che rischiava di spaccarsi a causa dei malumori di molti partiti che ne facevano parte. Sul piano dell'attivismo civico e culturale l'associazione continuò ad organizzare incontri e manifestazioni, come quella del 1º dicembre 1993, che celebrava l'anniversario dei 75 anni dalla Grande unione.

Nel gennaio 1993 Alleanza Civica ottenne dal segretario generale del Consiglio d'Europa Catherine Lalumière l'approvazione per la costruzione di un museo memoriale contro gli estremismi politici all'interno dei locali dell'ex prigione comunista di Sighet, che fu inaugurato nel giugno 1997. Mentre il sito entrò a far parte della rete dei musei promossi dal Consiglio d'Europa, la sua gestione fu assunta dalla Fondazione Accademia Civica (Fundația Academia Civică), nata nel 1994 e presieduta da Ana Blandiana.

L'11 dicembre 1993 il III congresso di AC tenutosi ad Alba Iulia ebbe al centro dei dibattiti la riorganizzazione delle sue filiali locali e una più generale ristrutturazione della CDR. Allo stesso tempo fu reintrodotta la presidenza a rotazione che, successivamente, fu assunta per periodi di 6 mesi da Ana Blandiana (due volte), Petre Mihai Băcanu, Nicolae Prelipceanu e Valerian Stan.

Nel 1995 la sede centrale dell'associazione fu trasferita in Piața Amzei a Bucarest.

Tra il 24 e il 25 febbraio 1996 si tenne il IV congresso, riunitosi per discutere la strategia in vista delle imminenti tornate elettorali di quell'anno. Mentre Băcanu fu eletto presidente, fino al nuovo congresso del 1997 la presidenza fu assunta a rotazione da Băcanu e dai vicepresidenti Ana Blandiana, Romulus Rusan, Valerian Stan, Nicolae Prelipceanu, Gheorghe Ceaușescu e Dorana Coșoveanu.