Arona (IPA: , Aron-a in piemontese, Arona in lombardo) è un comune italiano di abitanti della provincia di Novara, in Piemonte.

Sesto comune della provincia per popolazione, è un centro turistico-terziario sulle sponde del lago Maggiore, il cui sviluppo è stato favorito dalla sua posizione sulla via del Sempione e dal collegamento autostradale e ferroviario con Milano.

Nel comune si trova il Parco naturale dei Lagoni di Mercurago, compreso tra i "siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi", dal 2011 nell'elenco del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Geografia fisica La città di Arona è situata sulla sponda piemontese del lago Maggiore ed è attraversata dal torrente Vevera, che qui sfocia nel lago. All'intorno si estendono i bassorilievi collinari di origine morenica (chiamati "motti"), inglobati nel Parco naturale dei Lagoni di Mercurago dove, nel 1860, venne individuato il primo insediamento di palafitte rinvenuto in Italia. Anche la maggior parte del territorio comunale è di tipo collinare, con altitudini che vanno progressivamente digradando da nord verso sud (e da ovest verso est nel centro abitato) dai di Motto Mirabello (presso la frazione Dagnente) fino ai in riva al lago.

I rilievi collinari sono in genere ricoperti da boschi che occupano oltre la metà del territorio aronese, sul 33% della superficie si stendono le aree urbanizzate e sul 9% prati o pascoli; percentuali minori sono destinate a parchi, giardini e aree verdi sportive (2,3%), orti, frutteti, vivai e vigneti (1,7%), incolti erbacei (1%) e seminativi (0,4%).Relazione illustrativa del Piano particolareggiato "Litorale sud", Arona, 2010, pp. 25-26. Consultabile sul sito del .

Collocata nella parte più meridionale del lago, Arona dista circa dal capoluogo provinciale Novara, ma solo una trentina dall'aeroporto di Milano-Malpensa.

Origini del nome . Secondo un'altra interpretazione sarebbe una variazione del nome "Alona".

Storia

Origini La presenza dell'uomo in questa parte meridionale del Lago Maggiore è confermata ben più addietro nel tempo e risale alla preistoria; in località Lagoni infatti, presso la frazione di Mercurago, nel 1860 furono rinvenuti un insediamento palafitticolo risalente all'età del bronzo (attivo dal XVIII al XIII secolo a.C.) e, nel 1971-1972, una necropoli della civiltà di golasecca della fine del VI - inizi del V secolo a.C..

Tracce umane sono documentate anche nella torbiera di Motto San Carlo, nella quale è stata rinvenuta una punta di freccia risalente al Neolitico e l'unico oggetto dell'Età del Rame.

Dei reperti lignei estratti nell'Ottocento, come i resti di tre ruote che giravano in folle sopra un asse centrale ed erano dotate di rudimentali raggi non concentrici e quelli di una piroga scavata in un tronco d'albero, restano solo i calchi in gesso: furono ricavati dalle impronte nella torba da Bartolomeo Gastaldi, che all'epoca li raccolse e li studiò, ma non poté trattarli adeguatamente per la conservazione dato i metodi di restauro del tempo cosicché, già preservati per millenni nelle particolari condizioni ambientali anaerobiche della torbiera, si sbriciolarono per disidratazione poco tempo dopo la loro scoperta. Furono rinvenuti anche i resti di un villaggio le cui capanne erano state costruite ai bordi di uno specchio d'acqua e le cui fondazioni erano state conservate grazie alla torba in cui erano state piantate, oltre a vari oggetti di uso quotidiano in metallo o ceramica: vasetti, fondi di vasi, piatti, frecce, lame di pugnale e altri strumenti di difesa, spilloni di bronzo.

Dalla decina di tombe del VI secolo a.C. provengono vasi di pregevole fattura, bracciali, fibule, anelli, ganci di cintura in bronzo.

Le ceramiche ritrovate in gran quantità intorno alla Rocca di Arona testimoniano un insediamento successivo a quello dei Lagoni e sono state assegnate alla cultura di Canegrate, Protogolasecca e Golasecca.Scheda sui resti archeologici del Parco naturale dei Lagoni di Mercurago.

I Celti Il V secolo segna nel basso Verbano un momento di crisi, e soltanto nel III-II secolo ricompare una cospicua presenza di Celti. Risale al II secolo a.C. una pregevole cavigliera in bronzo rinvenuta ai piedi della Rocca. È proprio in questo periodo che si formano i primi nuclei abitativi socialmente organizzati. Lo sviluppo dell'insediamento in zona è dovuto alla presenza combinata dei rilievi della rocche di Arona e di Angera sulla sponda lombarda del lago, in la posizione strategica per il controllo del territorio. Sulla rocca infatti sono presenti i resti di una fortificazione preromana, e a tre chilometri da Arona, il campus militare di Borgo Agnello e Paruzzaro.

Roma Vari sono i riscontri archeologici dell'insediamento romano. Sotto la chiesa di San Giuseppe sono stati rinvenuti i resti di una fornace e di un laboratorio artigiano per la lavorazione dei metalli. La colonizzazione romana è documentata inoltre da lapidi funerarie rinvenute un po' dovunque nella zona.

Nella ripartizione di Augusto Arona faceva parte della Regio XI Transpadana.

Arona era un importante centro abitato sulla via Severiana Augusta, strada romana consolare che congiungeva Mediolanum (la moderna Milano) con il Verbannus Lacus (il Lago Verbano, ovvero il Lago Maggiore), e da qui al passo del Sempione (lat. Summo Plano).

Alla caduta dell'impero la zona subisce le vicende comuni al resto d'Italia con le dominazioni dei vari regni barbarici. Importante e più durevole è stato in regno longobardo, fino alla sua caduta ad opera di Carlo Magno re dei Franchi. Il territorio fa quindi parte del Regno d'Italia dell'Impero carolingio e vede infine la conseguente ripartizione feudale.

Dal X al XIV secolo Nel X secolo il territorio costiero occidentale del Lago maggiore e Arona stessa sono parte della Marca d'Ivrea.

La prima documentazione scritta che conferma l'esistenza di una località socialmente organizzata chiamata Arona risale al 979: si tratta di un'attestazione che consente di individuare tale data solo per induzione, tant'è che alcuni storici sostengono invece che si tratti del 963.

L'attuale nucleo abitato si sviluppò intorno all'abbazia benedettina di San Salvatore, fondata nel 979 dal conte Amizzone del Seprio. La prova di questo sviluppo è documentata in una "Cronaca" o "Pasionario", una specie di zibaldone in cui si intrecciano vite di santi, testi di ascesi, lettere di vescovi e di presuli, preghiere e invocazioni. In tale contesto appare la narrazione del martirio di San Graziano e di San Felino avvenuto nel 979 con la traslazione dei loro corpi ad Arona, per volere del conte Amizzone del Seprio, capitano di truppa al servizio dell'imperatore Ottone I. Sono 249 fogli in pergamena redatti in latino medioevale e scritti in caratteri gotici.

L'abbazia benedettina con il tempo andò perdendo le sue principali prerogative a causa dell'affermazione, nel XII secolo, famiglia dei Della Torre e, dopo la sua sconfitta, di quella dei Visconti.Primo fra tutti Ottone, attorno alla fine del Duecento, sotto il quale passò in dominio dell'arcivescovo di Milano.

Nel 1263 forze milanesi, guidate dai Torriani, per terra e acqua assediarono Arona dove si erano radunati i fuoriusciti milanesi guidati da Ottone Visconti.

Tra Duecento e Trecento risulta essere Signore Stefano Visconti (1287/88–1327), sposato in seconde nozze nel 1318 con Valentina, figlia di Bernabó Doria, Signore di Sassello e di Eliana Fieschi dei Signori di Lavagna. Stefano e Valentina ebbero Matteo II, Galeazzo II e Bernabó Visconti, Consignori di Milano dall'11 ottobre 1354.

Dopo la battaglia di Desio (1277), fu dei Visconti e dal terzo o quarto decennio del XIV secolo fu libero comune sotto il governo dell'abbazia benedettina.

Il duca Gian Galeazzo Visconti, nel 1397, ottiene dall'imperatore Venceslao l'investitura del neonato Contado d'Angera, comprendente tutto il lago.

Dal XV al XVI secolo

Nel 1416, il duca Filippo Maria Visconti, restituisce il Vergante agli arcivescovi, ma successivamente, nel 1439, concede il feudo e la Rocca di Arona a Vitaliano I Borromeo I Borromeo erano una famiglia di banchieri originaria di San Miniato in Toscana.. Per ben quattro secoli la Rocca rimarrà in possesso della famiglia Borromeo dando addirittura i natali al futuro cardinale san Carlo.

Ma il vasto territorio andava anche difeso, e in questo senso Vitaliano nel 1447 richiese a Filippo Maria l'autorizzazione a fortificare la Rocca e il borgo di Arona, concessagli nel 1449, con una lettera di Filippo Maria che autorizzava il proprio vassallo di creare mura, ponti levatoi, opere belliche di difesa, e anche luoghi per il raduno e la custodia delle navi: primo porto militare documentato del Lago Maggiore. La rocca era difesa talmente bene che nel 1523 sarà in grado di resistere ad un assedio da parte di 7.000 uomini al comando di Renzo de Ceri in occasione di una delle tante guerre scatenatesi tra il Ducato di Milano e la Francia.

Nella Rocca di Arona, nella stanza detta dei Tre Laghi e in seguito a lui dedicata, il 2 ottobre 1538 nasce Carlo Borromeo, che sarà cardinale e arcivescovo di Milano e proclamato santo a Roma il 1º novembre 1610.

Nel 1559, con la pace di Cateau-Cambrésis, il Ducato di Milano diventa dominio spagnolo.

Nella mappa del 1581 che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano, il paese figura come Aroda.

Dal XVII al XVIII secolo Nel corso della guerra dei Trent'anni nel 1636, i francesi, per impedire la navigazione tra il lago e Milano, allestirono una nave dotata di quattro cannoni, sulla quale imbarcarono cento moschettieri e la piazzarono davanti ad Arona. Gli spagnoli allora fecero armare alcune imbarcazioni e, dopo alcuni combattimenti, costrinsero la nave francese a ritirarsi lungo il Ticino.

Nel 1714, con il trattato di Baden che pone fine alla Guerra di successione spagnola, il ducato di Milano è ceduto alla Casa degli Asburgo d'Austria.

Con il Trattato di Worms del 1743 il territorio di Arona è unito allo Stato sabaudo, regnante Carlo Emanuele III.

DAl XIX al XXI secolo Arona è presa dall'esercito napoleonico e la Rocca venne demolita nel 1801 gli accordi di pace con gli austriaci.

Caduto Napoleone, con il Congresso di Vienna del 1815 Arona è restituita ai Savoia.

Nel 1838 re Carlo Alberto insignì Arona del titolo di città.

Nel 1848 Giuseppe Garibaldi entrò in città durante la prima guerra d’indipendenza, e vi ritornò poi nel 1859.

Nel 1855 fu aperta la linea ferroviaria per Novara e nel corso del XIX secolo si affermarono le attività industriali e turistiche. Alla fine del secolo subì una disastrosa inondazione del lago.

Il 15 settembre 1943 i rastrellamenti di ebrei iniziati nei giorni precedenti a Baveno interessarono il paese di Arona, parte di quell'eccidio del Lago Maggiore del quale alla fine si conteranno 57 vittime. Furono 9 le persone arrestate e uccise a Arona da soldati tedeschi,Irma Finzi Cantoni, anni 70; Vittorio Angelo Cantoni Mamiani Della Rovere, anni 43. - Giacomo Elia Modiano, anni 34; Mary Bardavid, anni 22; Carlo Elia Modiano, anni 32; Grazia Modiano, anni 26. - Carla Kleinberger Rakosi, anni 45; Tiberio Alexander Rakosi, anni 22. - Margherita Coen Penco, anni 56. I loro corpi furono gettati nel lago. La numerosa famiglia dell'industriale milanese Federico Jarach riuscì a salvarsi traversando il lago in barca dalla loro villa, perché avvisata telefonicamente appena in tempo.M. Nozza, Hotel Meina. La prima strage di ebrei in Italia, Milano, Mondadori, 1993.

Simboli Stemma Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 10 agosto 1928.

La figura araldica del volo (due ali spiegate) fa riferimento al toponimo Alona documentato in antichi manoscritti. Lo stemma è riprodotto sul frontespizio degli Statuti di Arona del 1319 anche se il disegno è sicuramente successivo e reca ali e stella d'oro in campo rosso. Gonfalone