Il lazzaretto era un luogo di confinamento e d'isolamento per portatori di malattie contagiose, in particolar modo di lebbra e di peste. Nelle città di mare era anche un luogo chiuso in cui merci e persone provenienti da paesi di possibile contagio dovevano trascorrere un soggiorno di determinata durata, spesso di quaranta giorni, da cui il termine quarantena.
Sull'origine del nome "lazzaretto" ci sono due ipotesi: la prima viene ricondotta a quella del lebbroso Lazzaro - protagonista della parabola evangelica - venerato come protettore delle persone affette da lebbra, la seconda invece richiama il primo lazzaretto, quello di Santa Maria di Nazareth a Venezia, il cui appellativo, per successive distorsioni fonetiche, si è trasformato da Nazareth a nazaretto a lazzarettoRai 1, Super Quark, puntata del 28 agosto 2008.. La loro fama deriva però dal fatto di essere stati così chiamati gli ospedali temporanei che venivano allestiti per evitare un'epidemia di peste.
Nel lazzaretto, che nelle città più grandi potevano essere anche più di uno, venivano tenuti in quarantena i malati. Durante epidemie con un alto tasso di mortalità, nei periodi di parossismo del contagio, essi si riempivano di ammalati che, con alta probabilità, morivano nel giro di pochi giorni. Le condizioni igieniche precarie dei lazzaretti a volte invece che arginare un contagio, lo favorivano, con il sovraffollamento, la promiscuità con il personale medico, che facilmente si ammalava a sua volta, e la mancanza di alcune condizioni igieniche che per ragioni di indigenza non potevano essere rispettate. Per esempio si sapeva bene che quando un malato appestato moriva si sarebbero dovute bruciare tutte le sue cose, come gli abiti e il giaciglio: ma in condizioni di estrema urgenza, come durante un'epidemia, era impossibile procurarsi anche solo la paglia fresca giornaliera dove far stendere i malati.
In Italia
Ancona miniatura|Pianta schematica del Lazzaretto di Ancona
Nel 1733 Luigi Vanvitelli arrivò ad Ancona; papa Clemente XII lo aveva incaricato di adattare il porto alle esigenze dell'epoca. Vanvitelli realizzò all'interno dello scalo adriatico un'isola artificiale di forma pentagonale, sulla quale fece erigere una colossale struttura costituita da pentagoni concentrici allo scopo di farne il nuovo lazzaretto della città, ma destinata anche a diventare un grande magazzino per le merci e una fortezza. Infatti esso è circondato da un muro di cinta con marciaronda e uno degli angoli del pentagono è rinforzato da un rivellino. All'interno dell'isola c'è un grande cortile con un tempietto al centro dedicato a San Rocco, protettore degli appestati.
Il Lazzaretto di Ancona è un monumento notevole dal punto di vista architettonico, in quanto edificio di transizione tra neoclassicismo e barocco; è interessante anche per i suoi aspetti tecnologici (a partire dalla sua costruzione in un luogo ove era solo mare), prova della formazione illuministica del suo progettista. Ciò che rende questo lazzaretto suggestivo è però la sua posizione insulare e la forma geometrica perfetta, il cui significato è ricco di valori simbolici legati alla salute.
Bergamo Il Lazzaretto di Bergamo fu fatto costruire dalla Repubblica di Venezia nei primi del '500 per il ricovero dei malati di peste. Si trova ancora integro di fianco allo stadio cittadino.
Cagliari Risalente probabilmente al 1400, il lazzaretto di Cagliari nacque per isolare le persone malate gravemente e per evitare il contagio della parte sana della popolazione. Carlo Alberto di Savoia nel 1835 ne ordina la costruzione del secondo piano riservato ai nobili. Dalla vicina Torre del Lazzaretto (nota anche come Torre de su perdusemini) si vigiliava affinché nessun malato tentasse la fuga: la pena prevista era infatti la fucilazione. Nel 1879 ospitò numerosi bambini affetti da scrofolosi. Abbandonato dopo il secondo conflitto mondiale, solamente nel 1997 il comune ne ha intrapreso il restauro per renderlo un innovativo spazio culturale, nell'antico borgo di Sant'Elia.
Crotone
Livorno Il primo lazzaretto di Livorno fu costruito sotto il granduca Francesco I de' Medici nell'area dell'antico faro del porto. Nel 1590, Ferdinando I avviò la realizzazione di una struttura più grande, il Lazzeretto di San Rocco, che mantenne la propria funzione fino alla metà dell'Ottocento; questo era collegato, mediante un lungo canale, ad altri due lazzaretti, intitolati a San Jacopo e a San Leopoldo, costruiti rispettivamente intorno alla metà del Seicento e nell'ultimo scorcio del XVIII secolo nelle aree a sud della città. Nell'agosto del 1839, un gruppo di 149 pellegrini algerini di ritorno dalla Mecca, sospettati di essere affetti da una malattia pestilenziale, trascorsero 47 giorni sotto lo sguardo attento di Carlo Toccafondi, tenente del lazzeretto, che raccolse poi le sue osservazioni in un prezioso manoscritto, ritrovato presso la Biblioteca Labronica.Laura Dinelli (a cura di), Gli Haggi in lazzeretto nell'anno 1839 : memorie di Carlo Toccafondi tenente del lazzeretto S. Leopoldo, Books & Company editore. ISBN 88-7997-085-2 Intorno agli anni sessanta del XIX secolo quello di San Rocco fu riconvertito in cantiere navale, funzione che ha mantenuto sino ai tempi attuali sotto la direzione della società Azimut-Benetti; i lazzaretti più a sud invece furono integrati, sul finire dell'Ottocento, nelle strutture dell'Accademia navale e, dopo i bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale, persero gran parte del loro impianto originario.
Messina
Il primo nucleo per l'edificazione del Lazzaretto di Messina fu istituito dalla Corporazione dei portuali intorno al 1371 su un'isoletta poco distante dal porto. Fu edificato nel 1575.
Milano
Il lazzaretto di Milano, insieme al Castello Sforzesco, era una delle grandi strutture esterne alla città: costruito su una vasta area fuori da Porta Venezia e circondato da uno splendido porticato, esaurita la sua funzione e menomato nella sua integrità da un viadotto ferroviario innalzato dopo il 1864, venne demolito nella seconda metà del XIX secolo per lasciare spazio a nuovi lotti edificabili che sorsero durante il periodo di grande espansione della città.
Fra alcune delle tracce rimaste della struttura originale sono la chiesa di San Carlo al Lazzaretto, in origine sorta al centro del lazzaretto e oggi situata sull'attuale viale Tunisia, e un breve tratto del porticato in via San Gregorio, sede oggi di una chiesa ortodossa.
Alessandro Manzoni vi ambienta il capitolo XXXV e XXXVI de I promessi sposi, in cui Renzo Tramaglino si ricongiunge con l'amata Lucia Mondella.
Palermo Lazzaretto di contagio presso la chiesa di Santo Spirito."Opere storiche inedite sulla città di Palermo pubblicate su' manoscritti della Biblioteca comunale precedute da prefazioni e corredate di note per cura di Gioacchino Di Marzo" , Volume 5, nello specifico la parte tratta da Francesco Maria Emanuele Gaetani, marchese di Villabianca, "Il Palermo d'oggigiorno", 5 maggio 1874, Palermo. Lazzaretto delli Borgognoni di Palazzo della Cuba a Mezzo Monreale, struttura incentivata per l'epidemia di peste del 1575. Lazzaretto dell'Ospedale di San Giovanni dei Lebbrosi, utilizzato per l'epidemia di peste del 1575, struttura con funzioni di lebbrosario, successivamente utilizzata per il ricovero dei malati di mente, degli scabbiosi, dei tubercolotici. Lazzaretto al Molo all'Acquasanta fondato nel 1628 e completato nel 1631, regnante Filippo II di Spagna, dal viceré di Sicilia Francesco Fernandez de la Cueva, duca di Albuquerque, in seguito all'epidemia di peste del 1624. Lazzaretto del complesso dello Spasimo, struttura istituita nel preesistente ospedale durante l'epidemia di colera del 1837. Lazzaretto di Borgo Santa Lucia. Lazzaretto di Santa Maria di Monserrato. Lazzaretto per appestati presso la chiesa di Santa Venera ridotta ad uso profano. Dopo l'epidemia del 1493 seguì un successivo contagio (1529 - 1530) affrontato e gestito dal Viceré di Sicilia Juan de Vega, regnante l'imperatore Carlo V d'Asburgo.Pagina 272, Gaspare Palermo, "Guida istruttiva per potersi conoscere ... tutte le magnificenze ... della Città di Palermo" , Volume II, Palermo, Reale Stamperia, 1816. Lazzaretto di Sant'Onofrio al Papireto presso l'omonima chiesa di Sant'Onofrio Re.
Parma
Edificio medievale noto come Rocca di San Lazzaro. L'edificio, restaurato, si trova nell'omonimo quartiere di San Lazzaro (già comune autonomo) al confine orientale della città. Non si hanno notizie sulla sua storia e attualmente è sede di abitazioni private ed esercizi commerciali.
Sassari Porto Torres Asinara La necessità di dotare il nord Sardegna di un lazzaretto, a causa della ricomparsa del colera, fu avvertita fin dal 1836, quando i consiglieri civici di Sassari chiesero al viceré di Sardegna Giuseppe Maria Montiglio d'Ottiglio e Villanova di costruirlo nell'isola Piana e di destinare provvisoriamente un sito nell'isola dell'Asinara per l'approdo dei bastimenti in osservazione sanitaria ASCOMSS, Archivio Antico, B. 60, f. 3. Tale richiesta fu accolta anche dal Ministero per gli affari del Regno di Sardegna, che propose di erigerlo nell'isola dell'Asinara, nello specifico nella spiaggia detta dei Fornelli. I funzionari ministeriali, in base al progetto presentato, quantificarono la spesa per la costruzione del lazzaretto in 100.000 lire nuove, e il progetto fu temporaneamente abbandonato ASCOMSS, Archivio Moderno, Carteggio e Atti, S. 5, B. 19, f. 2 . Il Consiglio Delegato sassarese, comunque non desistette, e nel 1849 richiese al presidente dei Ministri, Massimo d'Azeglio, l'erezione di un lazzaretto nell'Asinara o nell'isola Piana ASCOMSS, Archivio Moderno, Congreghe e Deliberazioni del Consiglio Delegato, 1849-1852, n. 61, c. 41v . I tempi erano ormai maturi e, nel 1885, con la legge n. 3183 si autorizzò l'iscrizione di un fondo per l'impianto di una Colonia agricola penale e per l'attivazione di un Lazzaretto nell'isola dell'Asinara, che fu, dunque, espropriata per pubblica utilità. Gli abitanti dell'isola furono indennizzati e si trasferirono dando vita al villaggio di Stintino ASCOMSS, Archivio Moderno, Carteggio e Atti, S 13, B. 1, f. 3 . Prima di questo momento erano presenti a Sassari due soli lazzaretti con annessi locali per la quarantena: San Biagio (presso una piccola chiesa romanica ora demolita) e San Lazzaro (quest'ultimo di antichissima origine sorto presso il monastero altomedievale di San Bonifacio oggi scomparso).
Trapani
Il Lazzaretto di Trapani venne edificato nel 1838 sull'isolotto di Sant'Antonio (oggi unito alla terraferma) in prossimità del porto di Trapani.
Venezia
Venezia fu probabilmente la prima città ad allestire un lazzaretto, sull'isola lagunare detta appunto Lazzaretto Vecchio. Lo stesso termine deriverebbe da (Santa Maria di) Nazareth, nome del monastero ivi esistente, con sovrapposizione del nome del patrono degli appestati, san Lazzaro. Dal 1468 si utilizzò un efficiente sistema per la prevenzione dei contagi, esportato poi in tutto il mondo: su un'altra isola, Lazzaretto Nuovo, fu fondata una struttura con compiti di prevenzione che ospitava i magazzini dove erano raccolte ed esaminate le merci sospettate di essere infettate dal morbo della peste. Con la peste del 1576 una sorte simile toccò anche agli individui che erano a rischio di contagio e, se la visita diagnosticava la malattia, essi venivano trasferiti presso l'ospedale di Lazzaretto Vecchio. Funzioni simili ebbe l'isola di San Lazzaro, in seguito divenuta un noto centro della cultura armena. Un altro sistema per la prevenzione dei contagi fu la fede di sanità anche esso in seguito esportato in diverse località sia italiane che europee.
Verona