Campoformido (pronunciato Campofòrmido; ; anticamente Campoformio o Campo-Formio) è un comune italiano di abitanti della provincia di Udine, in Friuli-Venezia Giulia.
Situato nell'alta Pianura friulana, immediatamente a sud-ovest di Udine, il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Basaldella, Bressa e Villa Primavera. Il comune rientra nell'area di tutela della lingua friulana, per la quale la denominazione ufficiale è Cjampfuarmit.
Il centro è storicamente noto soprattutto per il Trattato omonimo, concluso il 17 ottobre 1797 fra la Repubblica francese e la Monarchia asburgica, che pose fine alla guerra della Prima coalizione tra Francia e Austria e sancì, tra l'altro, la cessione all'Austria di gran parte dei territori della cessata Repubblica di Venezia. Il nome del comune è inoltre legato alla storia del Parlamento della Patria del Friuli e, in epoca contemporanea, a quella dell'aviazione militare italiana.
Dal 5 dicembre 2025 è insignito del titolo di città, concesso con decreto del presidente della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga n. 126.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Campoformido si estende nell'alta pianura friulana, immediatamente a sud-ovest di Udine, con la quale confina a est. Occupa una superficie di circa 22 km² e presenta una morfologia sostanzialmente pianeggiante, con un'altitudine media prossima agli 80 .
Dal punto di vista geomorfologico il comune si colloca fra la fascia pedemorenica a ovest e il sistema del Cormor a est. I terreni sono costituiti prevalentemente da depositi alluvionali ghiaiosi e sabbiosi, caratteristici dell'alta pianura friulana, formatisi principalmente a seguito dell'azione deposizionale dei corsi d'acqua e dei ghiacciai quaternari. L'elevata permeabilità di tali depositi favorisce l'infiltrazione delle acque nel sottosuolo e determina la relativa scarsità di corsi d'acqua superficiali permanenti nell'area.
Il comune comprende il capoluogo e le frazioni di Basaldella, Bressa e Villa Primavera. Campoformido si sviluppa principalmente lungo l'asse della Strada statale 13 Pontebbana, mentre Bressa è situata più a nord; Basaldella, nel settore orientale, presenta una sostanziale continuità urbanistica con l'agglomerato di Udine ed è separata dal capoluogo regionale dalla tangenziale occidentale. Villa Primavera si trova invece a nord di Basaldella.
La vicinanza a Udine ha determinato nel corso del secondo Novecento una progressiva integrazione del territorio comunale nella conurbazione del capoluogo, particolarmente evidente a Basaldella.
Idrografia Il principale corso d'acqua naturale è il torrente Cormor, che interessa il margine orientale del territorio comunale. Nato nella zona dell'anfiteatro morenico del Tagliamento, il torrente attraversa l'alta pianura friulana in direzione meridionale e prosegue successivamente verso la bassa pianura. Il tratto di alta pianura attraversa, fra gli altri, i territori di Udine, Campoformido e Pozzuolo del Friuli.
Il reticolo idrografico è completato da una rete di canali artificiali: tre interessano la zona di Basaldella e un altro il settore compreso fra Campoformido e Bressa. Tali canali fanno parte del sistema irriguo dell'alta pianura e sono alimentati, direttamente o indirettamente, dal sistema del Canale Ledra, che corre a nord del territorio comunale.
Nel settore di Bressa è inoltre presente il torrente Lavia, corso d'acqua a regime irregolare tipico dell'alta pianura ghiaiosa, interessato in passato da episodi di piena e allagamento.
Clima
Il clima di Campoformido è quello caratteristico della pianura friulana. L'ARPA Friuli Venezia Giulia definisce in termini generali il clima regionale come continentale moderato con connotazione umida: nella pianura gli inverni sono relativamente freddi, le estati calde e umide e l'escursione termica annuale è più marcata rispetto alla fascia costiera.
Il territorio risente sia dell'influenza continentale proveniente da nord e da est sia dei flussi miti e umidi provenienti dall'Adriatico e dal Mediterraneo. La presenza dell'arco alpino e prealpino favorisce il sollevamento delle masse d'aria umida provenienti dai quadranti meridionali, contribuendo alla notevole piovosità della pianura friulana.
Nel trentennio climatologico 1991-2020 la temperatura media annua della pianura udinese è stata di circa 13,5 °C. A Udine le temperature medie stagionali erano pari a 4,5 °C in inverno, 13,1 °C in primavera, 22,6 °C in estate e 13,8 °C in autunno. Luglio e agosto sono i mesi mediamente più caldi, mentre gennaio è il più freddo.
Le precipitazioni sono abbondanti durante tutto l'anno. Nella pianura friulana cadono mediamente circa mm di pioggia annui, con valori generalmente compresi fra e mm a seconda della distanza dai rilievi. Il regime pluviometrico presenta un primo massimo in primavera e il massimo principale in autunno, mentre febbraio è mediamente il mese meno piovoso.
Anche l'area udinese è interessata dal generale aumento delle temperature osservato negli ultimi decenni. La temperatura media annua della pianura friulana è passata dai 12,8 °C del trentennio 1961-1990 ai 13,5 °C del 1991-2020, con un incremento particolarmente evidente durante l'estate.
Storia
Preistoria e protostoria Il territorio di Campoformido conserva testimonianze di frequentazione anteriori all'età romana. Tra queste figura un antico tumulo funerario, conservatosi solo parzialmente a causa delle trasformazioni subite nel corso del XX secolo. Prima della seconda guerra mondiale la struttura si presentava ancora come un rilievo di forma mammellonare, con una base di circa 19 × 21 metri e un'altezza di circa 2,5 metri rispetto al piano di campagna. Durante il conflitto le forze tedesche ne scavarono la sommità per ricavarvi una piccola postazione, mentre negli anni ottanta ulteriori sbancamenti agricoli ne compromisero parte della struttura.
Nel 1986, in seguito all'interruzione dei lavori di spianamento disposta dal Comune, la Soprintendenza effettuò uno scavo d'emergenza finalizzato alla lettura stratigrafica e all'indagine del nucleo centrale del tumulo. Le fonti consultate non consentono tuttavia di attribuirgli con sicurezza la precisa datazione al X secolo indicata in precedenza nella voce.
Età romana La presenza romana nel territorio comunale è documentata da diversi rinvenimenti archeologici e da aree funerarie riferibili alla colonizzazione e allo sfruttamento agricolo della pianura posta a ovest di Aquileia.
Particolare importanza riveste la necropoli di San Daniele, presso Basaldella, individuata nel 1984 durante lavori agricoli e scavata sistematicamente dalla Soprintendenza fino al 1987. Le campagne di scavo portarono alla luce 83 sepolture, alle quali si aggiungono altre tombe precedentemente distrutte dalle arature o da scavi clandestini, facendo stimare in circa un centinaio il numero originario delle deposizioni.
La maggior parte delle tombe è databile fra l'età augustea e quella giulio-claudia, anche se il sepolcreto continuò a essere utilizzato successivamente. Le deposizioni erano prevalentemente a incinerazione, affiancate da alcuni casi di inumazione; i corredi comprendevano ceramiche, lucerne, monete, vetri, fibule e oggetti di uso personale. Il sito ricadeva nell'area della centuriazione romana di Aquileia, della quale sono state riconosciute tracce nell'organizzazione del territorio e in alcuni allineamenti ancora leggibili nel paesaggio agrario.
Altri rinvenimenti di età romana sono documentati presso San Martino, in località Menteressa e in altri settori di Campoformido e Basaldella, indicando una frequentazione diffusa dell'attuale territorio comunale.
Dal periodo longobardo al Patriarcato di Aquileia Per l'età longobarda le fonti archivistiche riportano, in forma ipotetica, l'esistenza presso la chiesa di San Canciano di uno spazio destinato alle monomachie, ossia duelli giudiziari attraverso i quali venivano risolte determinate controversie. L'area quadrangolare presso la chiesa era tradizionalmente nota come «Tomba forata».
A questa tradizione è stata collegata anche un'ipotesi etimologica che riconduce una parte del toponimo Campoformido al germanico Kampf, «combattimento» o «duello»; si tratta tuttavia di un'interpretazione non univocamente accolta e da distinguere dall'etimologia latina del toponimo.
Le prime attestazioni documentarie del comune risalgono al XIII secolo. Durante il principato patriarcale di Aquileia Campoformido era una villa rurale soggetta alla gastaldia di Fagagna e i suoi prati costituivano uno dei luoghi nei quali si riuniva il Parlamento della Patria del Friuli. Una seduta del 14 luglio 1231 è ricordata dalla formula:
ossia «concluso felicemente nel prato di Campoformio». La frase, successivamente inserita nello stemma comunale, testimonia l'utilizzo dei prati di Campoformido per le assemblee della Patria del Friuli.
Nei medesimi spazi si svolgevano inoltre rassegne e adunate militari delle forze del patriarcato. Il Parlamento del Friuli, costituito da rappresentanti del clero, della nobiltà e delle comunità, divenne nel corso del XIII e XIV secolo uno degli organi fondamentali dello Stato patriarcale.
Nel 1420, con la conquista veneziana del Friuli e la fine del potere temporale dei patriarchi, anche Campoformido entrò nei Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia, all'interno della Patria del Friuli. La dominazione veneziana sulla parte centrale del Friuli si protrasse fino al 1797.
Il trattato di Campoformio
Il nome di Campoformido è legato soprattutto al Trattato di Campoformio, concluso il 17 ottobre 1797 fra la Repubblica francese e la Monarchia asburgica al termine della guerra della Prima coalizione. L'accordo riconobbe la Repubblica Cisalpina e attribuì all'Austria i territori veneti a est dell'Adige, comprendenti Venezia, il Friuli, l'Istria e la Dalmazia, sancendo definitivamente la dissoluzione della Repubblica di Venezia.
La localizzazione materiale della firma è stata a lungo oggetto di differenti ricostruzioni. Una tradizione locale e parte della storiografia ottocentesca collocarono la sottoscrizione nella casa della famiglia Del Torre, nell'attuale piazza del Trattato di Campoformido. Le ricostruzioni istituzionali contemporanee del SIUSA e di Villa Manin indicano invece che l'accordo fu materialmente sottoscritto a Villa Manin di Passariano, residenza di Napoleone durante le trattative, pur essendo datato e denominato da Campoformido, località inizialmente scelta come sede dell'incontro.
Secondo la ricostruzione di Villa Manin, Campoformido era stato scelto perché si trovava approssimativamente a metà strada fra Passariano, dove risiedeva Napoleone Bonaparte, e Udine, dove si trovava la delegazione austriaca; nelle ultime ore delle trattative l'incontro conclusivo sarebbe stato invece trasferito nella villa.
La memoria del trattato è rimasta centrale nell'identità locale. Nell'attuale piazza del Trattato si trova la casa tradizionalmente associata alla firma e sono conservate iscrizioni commemorative dell'evento. Nella stessa piazza si trova inoltre una copia della statua allegorica della Pace; l'originale, opera di Giovanni Battista Comolli, è oggi collocato in piazza Libertà a Udine.
La leggenda dell'anello di Giuseppina Bonaparte