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La serie televisiva 1994, composta da 8 episodi, è trasmessa in prima visione assoluta in Italia da Sky Atlantic e Sky Cinema Uno, canali a pagamento della piattaforma satellitare Sky, dal 4 al 25 ottobre 2019.
n° Episodi Prima TV 1 Episodio 1 4 ottobre 2019 2 Episodio 2 3 Episodio 3 11 ottobre 2019 4 Episodio 4 5 Episodio 5 18 ottobre 2019 6 Episodio 6 7 Episodio 7 25 ottobre 2019 8 Episodio 8
Episodio 1 Diretto da: Giuseppe Gagliardi Scritto da: Alessandro Fabbri Ludovica Rampoldi Stefano Sardo Trama 23 marzo 1994. A pochi giorni dalle elezioni politiche a Braccio di ferro di Enrico Mentana su Canale 5 va in scena il dibattito tra Berlusconi e Achille Occhetto, candidato dell'Alleanza dei Progressisti. Intanto Luciano Violante si è dimesso da Presidente della Commissione Antimafia e gli agenti della DIGOS si sono presentati nella sede romana di Forza Italia acquisendo la lista dei candidati e degli iscritti.
Leonardo Notte, sopravvissuto alla sparatoria di alcuni mesi prima, è tornato al proprio ruolo di spin doctor di Berlusconi e pregusta la vittoria del centrodestra, certificata dagli ultimi sondaggi riservati. Tuttavia, porta ancora i segni della scampata morte ed è tormentato da incubi che gli ricordano i lati oscuri del suo passato. Leonardo ha infatti deciso di proteggere Arianna, riferendo alla polizia di non conoscere l'identità dello sparatore. Marcello Dell'Utri lo avverte che l'Unità dell'indomani uscirà con un servizio sulla sparatoria di cui è stato vittima, accusando Berlusconi di legami con la criminalità organizzata. Per evitare la pubblicazione dell'articolo alla vigilia del voto, Leonardo dovrà rivedere la propria testimonianza e comunicare alla polizia il nome del responsabile, fugando così ogni dubbio sulla vera natura dell'attacco e sollevando da ogni responsabilità Berlusconi. Leonardo però intende tenere fede all'accordo stipulato con Arianna, garantendo a Dell'Utri che troverà il modo di evitare ugualmente l'uscita del servizio.
Prova quindi a convincere Beppe, l'amico d'infanzia in odore di essere eletto in Parlamento nelle file del PDS, a non far uscire l'articolo e riferisce di aver registrato il loro colloquio dell'anno precedente, quando Beppe gli confessava che anche il suo partito aveva ricevuto tangenti. Dopo essere svenuto e aver sognato Berlusconi invitarlo a restare in vita per combattere insieme la loro battaglia, Leonardo minaccia il giornalista de l'Unità Montebello. In questo modo Berlusconi potrà andare incontro alla vittoria e Arianna sarà salva. Leonardo, a cui Berlusconi aveva proposto di essere il ministro delle telecomunicazioni del suo futuro governo, vuole invece un ruolo ancora più vicino al presidente, defilato e nascosto, che gli consenta di operare nell'ombra ed essere lui a scegliere i ministri.
Episodio 2 Diretto da: Giuseppe Gagliardi Scritto da:Alessandro Fabbri Ludovica Rampoldi Stefano Sardo Trama 19 dicembre 1993. Veronica Castello, uscendo dal Jolly Hotel per fumare una sigaretta, trova Leonardo ferito per terra e chiama un'ambulanza.
28 marzo 1994. Il centrodestra ha vinto le elezioni, conquistando la maggioranza sia alla Camera che al Senato. Per celebrare la vittoria Berlusconi organizza una festa, aperta ai collaboratori e ad alcuni futuri parlamentari, tra i quali la neoeletta deputata Veronica Castello. Appena entrata alla Camera, Veronica è subito incaricata da Leonardo di "convincere" tre colleghi della Lega Nord a passare con Forza Italia oppure entrare nel Gruppo misto; la Castello si rifiuta però di passare la notte con il deputato leghista Rovati e se la prende con Notte. La strategia di Berlusconi è indebolire il partito di Umberto Bossi, uscito rafforzato dal voto grazie alla legge elettorale, e tirare la volata a Forza Italia in vista delle imminenti elezioni europee. Veronica non se la sente di assolvere questo compito, sperando di aprire un nuovo capitolo della sua vita e affrancarsi dal passato di escort.
Pietro avvicina Veronica nei corridoi del Transatlantico, accusandola del tentativo di corrompere i suoi colleghi leghisti, e le rinfaccia che resterà per sempre una escort. Veronica si rifugia in bagno, dove fa la conoscenza di Giovanna Melandri, deputata del PDS che sta lavorando a un disegno di legge contro la violenza sessuale. Melandri, dopo un'iniziale incertezza, presenta Veronica alle colleghe di partito Anna Finocchiaro e Sesa Amici che stanno lavorando alla legge. Veronica decide di sottoscriverla, coinvolgendo alcune esponenti di Forza Italia e Alleanza Nazionale, tra le quali Stefania Prestigiacomo e Alessandra Mussolini, così da trasformarla in una legge bipartisan di tutte le donne. Leonardo le fa capire che per essere ricandidata dovrà "distinguersi". Quando però nessun gruppo parlamentare intende calendarizzare la legge, Veronica in ascensore prova a convincere la neopresidente della Camera Irene Pivetti a dare il suo appoggio al provvedimento.
La Pivetti si rivela però ostile a Veronica, non nascondendo l'imbarazzo nel trovarsi di fronte a una ex escort che ha infangato l'immagine della donna. Non scoraggiandosi, Veronica convince tre deputate leghiste a controfirmare la legge e al tempo stesso, facendo leva sulla contrarietà del loro partito a un provvedimento sacrosanto, ad abbandonare la Lega per aderire al Gruppo misto. Berlusconi fa i complimenti alla Castello e il capogruppo di FI, grazie all'intercessione di Notte, inserisce la legge in calendario. Veronica chiede all'ex soubrette Simona Merenda di farle da portaborse e va a casa di Leonardo per "ringraziarlo".
Episodio 3 Diretto da: Giuseppe Gagliardi Scritto da: Alessandro Fabbri Ludovica Rampoldi Stefano Sardo Trama Pietro Bosco vuole sapere dal padre Dino che fine hanno fatto i di lire con i quali doveva pagare il pericoloso strozzino Giuseppe Izzo. Dino afferma di averli dati agli operai della sua piccola impresa edile, costretti da parecchio tempo a tirare la cinghia.
25 marzo, tre giorni prima delle elezioni. Pietro affronta il candidato rivale del collegio di Gallarate in un dibattito su una televisione locale, rilanciando la necessità del federalismo fiscale contro gli sperperi del Sud e prendendo Dino come esempio di lavoratore indefesso. Il suo avversario risponde che tra il pubblico è presente un operaio dell'azienda del padre, il quale testimonia che Dino non paga i suoi dipendenti da un anno. Appurato dietro le quinte che Dino ha bruciato i soldi nel gioco d'azzardo, Pietro torna in onda e prende le distanze dal genitore, dipingendolo però come martire di uno Stato che impedisce ai sessantenni di andare in pensione. Recuperato il consenso del pubblico, Pietro dice sottovoce al padre di non volerlo mai più vedere.
13 maggio. Pietro è nominato sottosegretario agli Interni. Umberto Bossi lo ha voluto in quel ruolo per tenere sotto controllo il ministro Roberto Maroni, temendo che possa cedere alle lusinghe di Berlusconi come hanno già fatto alcuni parlamentari. Tra Pietro e Maroni nasce un'immediata affinità, legata alle comuni origini di uomini semplici che sono stati capaci di arrivare in alto. Maroni gli confida di voler lasciare un segno ed essere ricordato per aver combattuto veramente la mafia.
13 giugno. Le elezioni europee vengono nettamente vinte da Forza Italia con il 30,1%, mentre la Lega scende al 6,6%. Bossi è preoccupato per il forte calo registrato al Nord, segnale che Berlusconi sta erodendo consensi al Carroccio. Bosisio, capo segreteria degli Interni, comunica a Pietro che un tale Sebastiano Rampini, arrestato per possesso di cocaina, ha fatto il suo nome. Pietro afferma di ignorarlo, nonostante abbia scoperto che si tratti del vero nome della escort Linda. Maroni è invitato da Berlusconi ad Arcore e vuole che Pietro lo accompagni. Bossi, non informato da Maroni di quest'incontro, vuole che Pietro accetti di andare con lui per tenerlo d'occhio e riferirgli l'eventuale cedimento a Berlusconi.
28 giugno. Al pranzo di Arcore è presente anche Leonardo Notte che svela la strategia di Berlusconi, intenzionato a fermare la procura di Milano e il pool di Mani Pulite, ristabilendo la centralità della politica e ponendo fine al giustizialismo di Tangentopoli. Pietro fiuta la volontà di Berlusconi di proteggere i propri interessi, a cominciare da Mondadori, finita nel mirino di Antonio Di Pietro per una presunta tangente. Conoscendo la passione milanista di Maroni e Pietro, Berlusconi mostra loro la Champions League appena vinta dal contro il e li omaggia di magliette personalizzate per poi guardare tutti insieme Italia-Messico 1-1 dei Mondiali. Pietro riferisce a Bossi che Maroni non ha ceduto di un millimetro alle lusinghe di Berlusconi, benché in realtà gli sia sembrato il contrario.
9 luglio. Pietro convoca Bosisio per far rilasciare Linda. Gaetano Nobile avverte Pietro che presto la Lega dovrà scegliere se schierarsi dalla parte di Berlusconi o di Mani Pulite, paventando il rischio che Bossi possa far cadere il governo e crearne uno istituzionale contro il Cavaliere. Durante Italia-Spagna 2-1 dei quarti di finale Maroni è informato che Berlusconi intende approvare immediatamente un decreto firmato dal ministro della Giustizia Biondi mettendosi contro Di Pietro.
13 luglio. Mentre l'Italia è ferma per la semifinale contro la Bulgaria, il Consiglio dei Ministri è riunito per discutere il controverso "decreto Biondi". Nell'anticamera del Consiglio Pietro si scontra con Leonardo, accusando Berlusconi di voler affossare Di Pietro per averlo affrontato. Leonardo replica che la Lega dovrà sostenere la riforma della giustizia per ottenere un giorno il federalismo, assecondando l'elementare principio del compromesso politico. Colti di sorpresa, i ministri leghisti sono costretti ad approvare il decreto per tenere in piedi il governo. Nei giorni seguenti parecchi arrestati, tra cui l'ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, escono di prigione e nel Paese si scatenano le proteste contro il governo e a sostegno di Di Pietro.
16 luglio. Maroni chiede la bocciatura del decreto in Parlamento, altrimenti non resterà a fare il ministro dell'Interno. Durante un acceso dibattito parlamentare, Pietro è raggiunto dalla notizia che il padre Dino è stato ucciso da Giuseppe Izzo, tornato libero a causa del decreto Biondi. Pietro fa arrestare nuovamente Izzo e, terminato il funerale del padre, incontra Linda a cui confida di sentirsi in colpa per aver allontanato il genitore della sua vita. Mentre sta liberando gli armadi della casa di famiglia, Pietro scopre che il padre aveva conservato ritagli di giornale sulla sua carriera politica. Pietro telefona a Nobile per annunciargli la sua intenzione di sostenere la caduta del governo.
Episodio 4 Diretto da: Claudio Noce Scritto da: Alessandro Fabbri Ludovica Rampoldi Stefano Sardo Trama 7 maggio. Berlusconi incontra Di Pietro per convincerlo a deporre le armi e lavorare insieme al cambiamento dell'Italia. Il Cavaliere gli propone di diventare ministro degli Interni, con il duplice obiettivo di tenerlo a bada e accontentare il presidente della Repubblica Scalfaro, contrario a un leghista come Maroni al Viminale. Di Pietro rifiuta sdegnato, avvertendo Berlusconi che lo ha reso ancora più determinato a travolgerlo.
14 luglio. Di Pietro legge un comunicato in cui il pool di Mani Pulite dichiara di aver chiesto al procuratore della Repubblica l'assegnazione ad altro incarico, così da evitare di mettersi contro una legge dello Stato pur deprecabile come il "decreto Biondi".