Biografia Figura rilevante dell'arte sacra svoltasi nel sudovest del Principato Ulteriore e nella limitrofe corrispettiva zona confinante del sudest della Terra di Lavoro. Nacque nel territorio orientale del feudo del "marquesato di Laurum". L'artista mantenne l'attività creativa fino alla sua morte, che avvenne durante l'esecuzione del suo ultimo incarico: il Coro ligneo di Bagnoli, perendo vittima della peste del 1656, insieme a tutti gli altri artisti collaboratori nell'opera:"Gli artisti perirono con la peste del 1656 e si sa che, oltre a non aversi in quel tempo provveduto a seppellirli in fossa distinta, affinché passato il morbo avessero potuto avere la sepoltura che meritavano, nessuna attenzione fu rivolta sia dal Clero del Capitolo che dalla Università, ovvero il Comune, per aiutare figli e mogli superstiti finiti in miseria, come fa rilevare lo storico locale Alfonso Sanduzzi.".

Gli esordi dell'artista risalgono al secondo decennio del 1600 quando il suo principale appaltatore, il vescovo Giovanni Battista Lancellotti, intraprese importanti opere di costruzione restauro e abbellimento, del patrimonio della diocesi di Nola.

Da quanto risulta negli archivi della diocesi, "la bottega" del Iacopo, ebbe una partecipazione protagonista nelle opere di allestimento e ornato della cattedraleLa cattedrale di Nola, gravemente danneggiata dopo un rovinoso crollo, venne ricostruita dal vescovo Fabrizio Gallo (1585-1614). Il suo successore, S.Em. Lancellotti, ne intraprese le opere de allestimento e abbellimento..

Lo scultore, un maestro "fatto a se stesso", già risulta nel 1622 affiancando al maestro-scultore Giovanni Battista, artista noto per la sua raffinatezza nei dettagli, nell'esecuzione delle opere della chiesa Del Carmine, tra cui la porta ed il pulpito; secondo la testimonianza del teologo e predicatore Carlo Guadagni, nel suo libro “Nola Sagra”La porta ed il pulpito de la chiesa del Carmine, non esistono più perché bruciate dai Francesi nei saccheggi del 1799..

Lo stile artistico del "Capoccia", espresso nelle opere da lui dirette nel coro ligneo di Bagnoli, le intagliature ad altorilievo, o per meglio dire: a tutto tondo riflettono l'influenza innovativa dello stile barocco di un maestro dell’epoca, lo scultore Cosimo Fanzago, attivo in quegli anni a Napoli, durante il periplo del Capoccia in quelle terre.

Opere L'artista inizia a svolgere il suo lavoro circa il secondo decennio del secolo XVII, tutto ciò, la sua espressione artistica non viene travolta dalla corrente Barocca, che nella scultura intendeva principalmente Meravigliare.

Nelle sue creazioni "Il Capoccia" mantiene, in parte, lo stile dei secoli precedenti, individuandosi nelle sue opere caratteristiche consonanti con l'Arte del Rinascimento. Nel suo lavoro si osserva una particolare cura nei dettagli, rappresentando con profondo rispetto al sentimento religiosoIl suo principale cliente era la Chiesa cattolica., i personaggi e i fatti della Fede, plasmati sulle sue opere.

Tra le opere più rilevanti, della sua arte d'intaglio scultoreo, si trovano:

nel Vallo di Lauro (più precisamente a Quindici), la statua di San Biagio realizzata negli anni 1641-1642, e la statua di Sant’Antonio di Padova nel 1648- 1649, entrambi patrimonio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie; a Nola, le statue lignee riassemblanti: l'Immacolata, San Paolino, e San Felice[... Il catalogo delle opere del maestro Iacopo Bonavita si è arricchito grazie a la scoperta fatta nel 2007, in occasione del restauro della statua lignea di San Felice di Nola (1644- 1645).

Sul retro della mitra del santo è stata individuata una cavità, ritrovandosi all'interno di questa un pezzo di legno, recante l’iscrizione in continuazione trascritta:

“Nel anno di Monsignor Langellotti Io Iacovo Bonavita scoltore ho fatta questa statua di San Felice di lavori l’anno del Signore 1645. Ricordatevi del anima mia”...

Tratto da: Il personaggio (del prof. Giuseppe Scafuro, da “Il Corriere” del 22.10.2012), risalenti al quarto decennio del 1600, e custodite nel Duomo della città; il coro ligneo e la corona plastica dell'altare maggiore della cattedrale, perse nell'incendio del 1861; la porta ed il pulpito della chiesa Del Carmine. a Sianoin passato chiamato "Tiano", come indicato da Alfonso Sanduzzi. realizzò diverse statue di Santi per le antiche chiese della parrocchia di Santa Maria delle Grazie. ed in Bagnoli Irpino, nella collegiata di Santa Maria Assunta: le statue di San Pietro e San Paolo, il coro ligneo dove gli intagli delle colonnine e gli specchi degli stalli son opera sua, eseguita insieme ad un gruppo di artisti locali tra il 1651 ed il 1657; anche le figure del battistero di questa chiesa madre, vennero realizzate da Iacopo Bonavita, in binomio creatore con l'artista Scipione Infante di Bagnoli; nel Transetto sinistro si trova la statua della Immacolata Concezione attribuita a Iacopo Bonavita di Lauro dallo storico Alfonso Sanduzzi. Dell’opera, eseguita tra il 1652 e il 1656, si conosce il nome degli autori grazie al Libro dei Conti, oggi purtroppo perduto, della Chiesa dell’Assunta, noto attraverso gli stralci trascritti nel 1925 da Alfonso Sanduzzi in “Memorie storiche di Bagnoli Irpino dall’origine fino alla metà del secolo XIX”.

Note

Bibliografia Carlo Guadagni, Nola Sagra, Napoli, Congregazione Somalca, 1688, pp. 1 a 24.

Cav. Luigi de Rose, Prof. nel Reale Istituto di Belle Arti, Reale Ispettore dei Monumenti, Due monumenti artistici di Bagnoli Irpino, Napoli, R. Ginnasio di Avellino Tipografia delle Industrie, 1912, p. 3-7.