Il Palazzo delle Poste, chiamato anche Palazzo di Giustizia, è un edificio situato a Perugia in piazza Giacomo Matteotti. Ospita la storica sede perugina delle Poste Italiane, con ingresso su via Fani, e il Tribunale di Perugia, che affaccia direttamente sulla piazza.

Storia

Nell'area dove oggi sorge il palazzo, in precedenza, sorgeva il palazzo Meniconi, che ospitò sia la Zecca sia la prima Biblioteca civica.

Il 16 aprile 1909, il sindaco Luciano Valentini dette incarico all'architetto Osvaldo Armanni di preparare uno studio di fattibilità dell'edificio nella zona indicata. Il 22 aprile 1910, il Comune di Perugia firmò una convenzione con il Regio Governo, rappresentato dal Ministro delle poste e dei telegrafi, Augusto Ciuffelli, per la costruzione del palazzo postelegrafico perugino; il costo stimato era di circa lire, di cui lo Stato avrebbe coperto lire. Il palazzo fu completato in cinque anni: l'inaugurazione ufficiale avvenne l'11 maggio 1916.

In seguito, l'edificio ha iniziato a ospitare anche il Tribunale di Perugia ed è per questo noto anche come "Palazzo di Giustizia". Nel 2007, la sezione penale del Tribunale è stata trasferita nella vicina ex sede Enel in via XIV Settembre, già ex impianto della Società Anonima Elettricità Umbra costruito nel 1899.

Descrizione Il palazzo rappresenta un pregevole esempio di stile Liberty, architettura che riscosse tanto successo all'inizio del Novecento. Nel giorno dell'inaugurazione una folla di perugini si riversò, curiosando, nei locali nuovi di zecca, per passeggiare nei lunghi corridoi e ammirare gli affreschi e gli stucchi.

Gli artisti e gli artigiani che hanno partecipato alla realizzazione del palazzo erano abbastanza noti: gli affreschi sono stati realizzati dal pittore Annibale Brugnoli e dal collaboratore Osvaldo Mazzerioli; gli stucchi, le decorazioni e le sculture sono state realizzate da Giuseppe Frenguelli, da Enrico Cagianelli e da intagliatori della pietra di cui non si conosce l'identità, mentre si sa che il fabbro ferraio fu un certo Paride Rosi. Sono andate perdute le grandi vetrate policrome realizzate dal mastro vetraio Ludovico Caselli Moretti.

Note

Voci correlate Palazzo del Capitano del Popolo (Perugia)

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