Nipote di Sarkis Rizzi, gli succedette sulla cattedra patriarcale maronita nel 1596. Ricevette il breve di conferma della sua elezione da papa Clemente VIII il 17 giugno 1599. Favorì la latinizzazione dei costumi e delle usanze maronite, per adattarle a quelle di Roma.

Promulgò diverse misure per armonizzare la Chiesa maronita con Roma; tra i cambiamenti vi fu il passaggio dal calendario giuliano a quello gregoriano, che non fu bene accolto in tutto il patriarcato, rendendo i maroniti la prima Chiesa orientale a compiere tale passo.

Biografia Rizzi era originario di Bkoufa, vicino a Ehden, nella parte settentrionale del Monte Libano. Suo zio Mikhail Rizzi fu patriarca della Chiesa maronita dal 1567 fino alla sua morte nel 1597.

Rizzi succedette allo zio come patriarca dopo essere stato eletto nel 1597. La sua elezione avvenne durante la visita dell'emissario papale Girolamo Dandini, inviato per monitorare l'attuazione delle riforme cattoliche romane da parte della Chiesa maronita, in seguito a segnalazioni di tendenze giacobite da parte di Mikhail. Secondo lo storico William Harris, Rizzi perseguì ardentemente le pratiche papali, e lo storico Pierre Dib lo definì «un uomo audace e pieno di risorse... un latinizzatore sconsiderato».

In un concilio tenutosi nel villaggio di Moussa nel 1598, delineò le misure necessarie per la latinizzazione della Chiesa maronita. L'anno seguente Papa Clemente VIII incaricò Rizzi di promulgare le norme matrimoniali latine nella Chiesa maronita; le norme matrimoniali relative alla consanguineità, all'affinità, all'onestà pubblica e alla relazione spirituale non entrarono in vigore fino alla fine del XIX secolo.

Tra le misure di latinizzazione che attuò, Rizzi rivide i periodi di digiuno secondo Roma e rimosse una parte del siriaco dalla liturgia e dal rituale maronita.

Rizzi ebbe influenza sul governatore ottomano di Tripoli e sul capo locale musulmano sunnita Yusuf Sayfa Pasha (regnante dal 1579 al 1625), la cui giurisdizione si estendeva sui distretti prevalentemente maroniti di Byblos, Bsharri e Batroun, nella parte settentrionale del Monte Libano. Il Patriarca otteneva frequentemente ordini di salvacondotto dal Governatore, il quale si sforzava di conquistare il sostegno dei suoi sudditi contadini maroniti diffidenti.

Nonostante l'opposizione di una parte significativa dei maroniti, nel 1606 attuò il passaggio della chiesa al calendario gregoriano. Il cambiamento fu attuato con successo in Siria, ma i maroniti ciprioti hanno continuato a utilizzare il calendario giuliano. Non molto tempo dopo l'atto di Rizzi, nel XVII secolo, i Maroniti smisero di contare gli anni dall'era seleucide a favore dell'era cristiana. L'atto di Rizzi rese i Maroniti la prima Chiesa orientale ad adottare il calendario gregoriano; i Siriaci e i Caldei seguirono nel 1836, i Melchiti nel 1857 e gli Armeni nel 1911.

Rizzi morì nel marzo del 1608. Le misure attuate da Rizzi furono, secondo lo storico Dib, “dure vessazioni” per i maroniti che impedirono l'elezione di un nuovo patriarca fino al 16 ottobre.

Il successore di Rizzi, Youhanna Makhlouf El Douaihy, criticò le riforme di Rizzi ed espresse a Papa Paolo V il desiderio di ristabilire le antiche pratiche della Chiesa maronita che erano state modificate da Rizzi per placare i suoi sudditi religiosi, ma nonostante l'iniziale opposizione, i cambiamenti di Rizzi divennero un aspetto permanente della Chiesa.

Genealogia episcopale e successione apostolica La genealogia episcopale è: Patriarca Sarkis Rizzi Patriarca Youssef Rizzi

La successione apostolica è: Patriarca Jirjis Omaira El Douaihy (1600) Vescovo Sarkis Rizzi (1600) Vescovo Bedros al-Akouri (1601) Patriarca Youhanna Makhlouf El Douaihy (1603)

Note

Bibliografia Pierre Dib, v. Maronite (Eglise), «Dictionnaire de Théologie Catholique», Tome Dixième, première partie, Paris 1928, coll. 63-64 Joseph Simon Assemani, Series chronologica Patriarcharum Antiochiae, Roma 1881, p. 39

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