La chiesa di Santo Stefano (in francese église Saint-Étienne) è un luogo di culto cattolico di Brie-Comte-Robert, nel dipartimento di Senna e Marna nella regione dell'Île-de-France, facente parte dell'unità pastorale Brie-Sénart della diocesi di Meaux che, dal 2010, è affidata al clero della comunità di San Martino.

La chiesa è monumento storico di Francia dal 1840.

Storia

Venanzio Fortunato nella biografia di Germano di Parigi racconta la guarigione miracolosa di una ragazza avvenuta nella sacrestia della chiesa di Bradeia (antico nome di Brie-Comte-Robert) che, probabilmente, sorgeva nel medesimo luogo dell'edificio attuale. Gli scavi condotti nel 2012 nell'area del coro, misero in luce al di sotto del pavimento dello stesso la base di un pilastro polistilo che sorreggeva una volta a crociera, databile alla metà del XII secolo.

La chiesa attuale venne fondata dal principe capetingio Roberto I di Dreux e suo figlio Roberto II le donò nel 1192 alcune reliquie provenienti dalla Terra santa, sicuramente presenti nell'inventario del 1507 che registrava come appartenenti alla parrocchia alcuni frammenti della Corona di Spine, della Vera Croce e di indumenti della Vergine Maria, un non meglio specificato chiodo di san Francesco, parte della mascella di santo Stefano (probabile motivo per cui la chiesa venne dedicata al protomartire) e un osso di santa Caterina d'Alessandria. I lavori, che terminarono intorno al 1220-1230, si svilupparono dalla parete di fondo verso quella d'ingresso, portando a termine prima di tutto il piano delle arcate. Immediatamente dopo vennero edificati gli altri due livelli, quello del triforio e del cleristorio, lasciando incompiute soltanto gli ordini superiori delle prime tre campate della navata centrale, nonché la facciata sud-occidentale. Nel corso del XIV secolo venne completato il triforio ed edificata la prima delle cappelle laterali (la quinta di sinistra), fondata nel 1327 da Agnès La Vanière e originariamente dedicata alla Madonna. La chiesa fu consacrata domenica 16 aprile 1363 dal vescovo di Parigi Jean Meulan, già arcidiacono di Brie.

Durante guerra dei cent'anni, Brie-Comte-Robert fu invasa e saccheggiata sia dagli inglesi, sia dai francesi; la chiesa ricevette ingenti danni nel settembre 1430 da parte della guarnigione di Humphrey Stafford, in seguito ai quali si resero necessari dei lavori di consolidamento con il rinforzo delle prime quattro campate con pilastri polistili, realizzati nella seconda metà del XV secolo contemporaneamente all'edificazione di altre tre cappelle laterali. Gli inglesi tentarono di portare in madrepatria le reliquie che però, rintracciate nel porto di Dieppe, furono restituite alla parrocchia il 15 giugno 1431. L'edificio venne completato tra il 1540 e il 1545 con l'edificazione della parte superiore delle prime tre campate della navata centrale, la facciata e le ultime cappelle.

Con la rivoluzione francese l'arcidiaconia di Brie-Comte-Robert passò dall'arcidiocesi di Parigi alla diocesi di Meaux; la chiesa di Saint-Étienne, spogliata dei suoi arredi, venne adibita a civico magazzino di foraggio. Successivamente riaperta al culto, fu oggetto di una serie di restauri conservativi a cavallo tra i secoli XIX e XX e anche dopo la seconda guerra mondiale. Una nuova campagna di restauro, dovuta alle cattive condizioni di conservazione dell'edificio, è iniziata a partire dal 1997 sotto la direzione di Jacques Moulin.

Descrizione Architettura

La chiesa di Saint-Étienne presenta una fusione tra il primo gotico (XII-XIII secolo) e il gotico fiammeggiante (XIV-XV secolo), con alcuni elementi rinascimentali frutto del completamento del XVI secolo. Essa è orientata lungo l'asse sud-ovest-nord-est, e la sua pianta è inscrivibile all'interno di un rettangolo di 35 metri di lunghezza e 18 di larghezza.

La chiesa presenta una struttura analoga ad altri edifici coevi anticamente appartenenti alla diocesi di Parigi del nord dell'Île-de-France e dell'area di Beauvais. In particolare, la chiesa di Brie-Comte-Robert insieme alla collegiata di Saint-Martin a Champeaux si ispira chiaramente alla cattedrale di Notre-Dame per quanto le influenze parigine risultino particolarmente contenute. Questa «famiglia», come è stata chiamata dallo storico dell'arte Anthyme Saint-Paul contro l'idea di una scuola vera e propria, di chiese per lo più di modeste dimensioni, presenta degli elementi comuni presenti anche in Saint-Étienne: la collocazione del campanile che insiste su una navata laterale; l'assenza del transetto (come in molti altri edifici fuori dalla città di Parigi); la terminazione piatta che, a differenza di Saint-Étienne a Beauvais e Saint-Martin a Champeaux, è senza transetto.

Esterno Facciata sud-occidentale

La facciata principale, rivolta a sud-ovest, si compone di elementi di due periodi: del XII-XIII secolo sono l'area dei portali, la cuspide apicale e la parte inferiore della torre scalare, mentre la parte superiore e la copertura di quest'ultima, la galleria, il rosone e i contrafforti furono rifatti nel XVI secolo in stile rinascimentale.

Il prospetto è a salienti e segue la ripartizione interna dell'edificio che è rispecchiata anche nei quattro livelli orizzontali nei quali esso si articola. Al centro, in basso, si apre il portale principale ad arco a sesto ribassato inquadrato entro una strombatura ogivale con triplice nervatura poggiante su colonnine dai capitelli a foglia d'acqua; probabilmente in origine era presente un trumeau che potrebbe esser stato demolito nel XVIII secolo. Un secondo ingresso si apre in corrispondenza della navata laterale di sinistra ed è sormontato da un semplice rosone circolare e affiancato da un contrafforte rinascimentale ornato con modanature, recante l'anno di completamento della facciata (1545); nella parete anteriore della navata di destra, invece, vi è una bifora gotica.

Il secondo livello è costituito dalla galleria cinquecentesca, che si apre verso l'esterno con quattro slanciate bifore alternate a lesene corinzie lisce impostate su alti basamenti. Nella parete retrostante, attualmente priva di aperture ad eccezione delle due porticine d'accesso delle quali una murata, sono ancora visibili le tracce di due arcate ogivali che, in origine, davano direttamente sull'interno della chiesa. Più in alto vi è il rosone, inscritto all'interno di un arco a tutto sesto al di sopra dei quali vi sono bassorilievi vegetali; la raggiera è costituita da due serie concentriche di lobi disposti attorno ad un oculo centrale, dalle quali deriva il nome La Marguerite con cui è comunemente noto il rosone. Il coronamento, piatto, è costituito da una terrazza con balaustra costituita da archetti intervallati da lesene tuscaniche; alle sue spalle, il frontespizio triangolare della navata centrale, al centro del quale ai apre un piccolo rosone gotico.

È parte integrante della facciata la torre scalare a base ottagonale e sporgente in altezza, priva di aperture ad eccezione di piccole feritoie rettangolari, posta tra navata centrale e navata destra. I due ordini superiori sono ornati da colonne corinzie angolari alle spalle di ciascuna delle quali vi è una lesena corinzia notevolmente più larga. Dei due cornicioni aggettanti, quello intermedio è ornato a bassorilievo con mensole e mascheroni, mentre quello apicale è sormontato dalla copertura piramidale rivestita con lastre di ardesia.

Facciata nord-orientale e campanile

La facciata posteriore risale al XIII secolo ed è affiancata alla torre campanaria della fine del secolo precedente, dalla quale iniziò la costruzione dell'intero edificio.

La facciata, integralmente in stile gotico, segue l'articolazione in quattro livelli del prospetto anteriore. Il primo, che giunge fino all'altezza delle navate laterali, presenta nell'area della navata mediana tre grandi finestre ogivali, murate nel 1768 in concomitanza con la realizzazione del retrostante altare maggiore barocco e dipinte nel 1999 a trompe-l'œil ad imitazione delle vetrate; il secondo è costituito da una serie di cinque monofore sorrette da colonnine che danno sul triforio interno; al centro di quello successivo, inscritto all'interno di un arco a sesto acuto, si apre un rosone, ispirato a quello della facciata occidentale della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, con raggiera in dodici scomparti attorno ad un oculo centrale dentellato; il coronamento è triangolare, con piccolo rosone a sei lobi e ricca cornice scolpita, sormontato da una croce in pietra poggiante su quattro maschere e ornata da terminazioni a foglie.

La torre campanaria insiste sull'ultima campata della navata sinistra, in una posizione arretrata del tutto anomala all'interno del panorama architettonico coevo. È a pianta quadrangolare, ed a ridosso dell'angolo settentrionale si eleva una torre scalare a sezione circolare, percorsa per tutta la sua altezza da contrafforti. Oltre a quello della navata, il campanile possiede due piani: l'intermedio ha un'alta monofora su ciascun lato, quello superiore (corrispondente alla cella campanaria) si apre verso l'esterno con quattro bifore; al suo interno, un concerto di tre campane, rispettivamente (dalla più grande alla più piccola) Étiennette-Alexandrine-Charlotte, Ferdinande-Céline e Louise-Marie, fuso da Limaux et Mahuet nel 1824 in sostituzione di quello andato perduto durante la rivoluzione francese. La copertura in ardesia è costituita da una slanciata cuspide ottagonale affiancata a quattro più piccole, risale al 1780 e sostituisce quella originaria a doppio spiovente che, nella prima metà del XVII secolo, era sormontata da una torretta.

Fiancate laterali

Le fiancate laterali presentano due piani distinti: quello delle navate e delle cappelle laterali, e quello del cleristorio della navata centrale.

Le prime tre campate sono in uno stile rinascimentale coerente con quello della facciata anteriore: le finestre del cleristorio richiamano le bifore della galleria e i contrafforti sui quali scaricano il peso gli archi rampanti a doppia controcurva, sono ornati con colonne corinzie lisce analoghe a quelle della parte superiore della torre scalare, anche se privi del retrostante pilastro; alla sommità di quest'ultimi, inoltre, vi sono una gargolla zoomorfa di derivazione gotica ed un coronamento in forma di timpano triangolare con al centro una testa di cherubino, sormontato da un vaso con una stella. Mentre sul lato sinistro le cappelle rinascimentali,con prospetto più elaborato rispetto a quelle gotiche, sono tre (delle quali la prima sormontata da una lanterna, su quello destro la terza risulta in gran parte incompiuta e insieme a quella successiva mostra intatto il muro del XII secolo, con monofora ogivale decorata con profilo a punta di diamante. Nella quarta campata della navata di sinistra, invece, si apre un portale gotico con strombatura poggiante su colonne con capitelli a foglia d'acqua e, anch'esso, profilo scolpito a dente di diamante.

Gli archi rampanti e i contrafforti duecenteschi richiamano quelli della chiesa di Saint-Séverin a Parigi: hanno un coronamento a doppio spiovente e presentano, verso l'esterno, una gargolla. Le cappelle laterali in gotico fiammeggiante sono tre sul lato destro e due su quello sinistro, a partire dalla quinta campata, e nella loro parete di fondo si apre una quadrifora. Le bifore gotiche del cleristorio, realizzate tra il 1220 e il 1230, e il cornicione soprastante riccamente ornato con un fregio continuo vegetale, sono anch'essi richiamo all'architettura della summenzionata chiesa parigina.

Interno Navate