Il suo culto come beata è stato confermato da papa Pio IX nel 1874.

Biografia Di povera famiglia contadina, fu costretta al lavoro nei campi sin dall'infanzia.Pietro Burchi, BSS, vol. I (1961), col. 884.

A dodici anni cadde malata, forse di lebbra, e fu costretta al letto. Secondo la tradizione agiografica, dopo un anno, il giorno della vigilia di Pasqua, le apparve la Vergine Maria che la guarì dalle piaghe ma la lasciò immobile a letto (poteva muovere solo la testa e il braccio destro): la Vergine le annunciò che non avrebbe più avuto bisogno di cibo corporale e da quel giorno si sarebbe nutrita solo del pane eucaristico.Pietro Burchi, BSS, vol. I (1961), col. 885.

Guglielmo, vescovo di Sens e zio del re di Francia Filippo II Augusto, ordinò che accanto alla camera dove giaceva immobile Alpaide venisse eretta una chiesa rettoria affidata a una comunità di canonici regolari: attraverso una finestra, la giovane avrebbe potuto assistere alle celebrazioni e ricevere la comunione.Pietro Burchi, BSS, vol. I (1961), coll. 885-886.

Alpaide ebbe fenomeni mistici ed estasi per tutto il resto della sua vita e numerosi ecclesiastici e nobili si recavano da lei per vederla e ascoltarla.Pietro Burchi, BSS, vol. I (1961), col. 886.

Il culto Il suo corpo fu sepolto nel coro della chiesa, davanti all'altare maggiore.

Papa Pio IX, con decreto del 26 febbraio 1874, ne confermò il culto con il titolo di beata.Index ac status causarum (1999), p. 405.

Il suo elogio si legge nel martirologio romano al 3 novembre.Martirologio romano (2004), p. 852.

Note

Bibliografia Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano, LEV, 2004. Congregatio de Causis Sanctorum, Index ac status causarum, Città del Vaticano, 1999. Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma, 1961-1969.

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