La Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche, dal 1952 trasformata in Finanziaria Ernesto Breda S.p.A., è stato un importante gruppo italiano del XX secolo, fondata a Milano nel 1886 dall'ingegnere padovano Ernesto Breda, che operava nei settori metalmeccanico (costruzioni ferroviarie, aerei civili e militari, autocarri, motociclette, macchine utensili, macchine agricole e per l'edilizia), siderurgico, metallurgico, navale e armiero.

In seguito alla progressiva dismissione delle partecipazioni statali in Italia, numerose aziende provenienti da tale gruppo mantennero in seguito il marchio Breda.

Settori di attività Aeronautica

La produzione di aerei iniziò nel primo dopoguerra e durò fino a tutta la seconda guerra mondiale con esemplari prevalentemente orientati al settore militare.

Produzione di velivoli - prospetto di sintesi SerieModelli prodottiSerie A1, A.1 (M-1), A.2, A.3, A.4, A.5, A.7, A.8, A.9, A.10, A.14Serie BaBa.15, Ba.16, Ba.18, Ba.19, Ba.25, Ba.26, Ba.27, Ba.28, Ba.32, Ba.33. Ba.39, Ba.42, Ba.44, Ba.46, Ba.64, Ba.65, Ba.75, Ba.79, Ba.82, Ba.88, Ba.92, Ba.201, Ba.205Serie CCCC.20Serie ZappataBZ 301, BZ 302, BZ 303, BZ 304 BZ 305, BZ 306, BZ 308, BZ 309 BZ 401, BZ 408Serie PittoniBreda-Pittoni B.P.471

Armiero

Anche tale settore fu fortemente condizionato dagli eventi bellici del XX secolo che comportarono significative commesse da parte delle forze armate italiane.

La produzione era focalizzata principalmente sulle armi automatiche, con fucili, fucili mitragliatori e mitragliatrici, pur non mancando alcuni modelli di cannoni e munizionamento di vario calibro.

Nel dopoguerra prese avvio la produzione di fucili da caccia.

Produzione di armi - prospetto di sintesi TipologiaModelli prodottiFuciliMannlicher-Schönauer Y1903/14, Breda Mod. 1935 PG, Garand M1Fucili mitragliatoriBreda Mod. 30MitragliatriciBreda Mod. 31, Breda Mod. 37, Breda Mod. 38, Breda-SAFAT, Breda Mod. 5CCannoniBreda 20/65 Mod. 1935, Breda 37/54, 47/32 Mod. 1935, 76/40 Modif. 1935Bombe a manoBreda Mod. 35, Breda Mod. 42

Materiale ferroviario

Nutrita e diversificata fu la produzione di veicoli ferroviari, con esemplari prodotti su disegno delle imprese committenti e con progetti sviluppati in proprio, fra i quali spiccava il cosiddetto "Elettrotreno", considerato per molti anni fiore all'occhiello delle ferrovie italiane e motivo di orgoglio nazionaleG. Cornolò, Una leggenda che corre, op. cit. e il suo discendente "Settebello".

Produzione di veicoli ferroviari - prospetto di sintesi TipologiaCommittenteGruppi prodottiAutomotriciFerrovie dello StatoGruppi ALn 442/448, ALDn 32, ALn 556, ALn 56, ALn 668-1500, 668.1600, 668.1700, 668.2400, ALn 880, ALDb 200, ALb 72Ferrovie della SardegnaGruppo 90Ferrovie Calabro LucaneGruppi M2.120, M2.200Ferrovie Nord MilanoGruppi M-1, Md. 520Ferrovie del Sud EstGruppo Ad 51-80ElettromotriciFerrovie dello StatoGruppi E.10/E.60, ALe 724, ALe 801/940, ALe 582, ALe 782, ALe 883, ALe 790/880, ALe 792/882ATM MilanoElettromotrici linea 1, linea 2, linea 3SEFTAGruppo 1-10Ferrovie Nord MilanoGruppi E.700, E.740, E.750ACOTRAL/COTRALGruppi MA 100, MA 200STEFERElettromotrice 401Società per le Ferrovie Adriatico AppenninoElettromotrice ABD 22Strade Ferrate Secondarie MeridionaliGruppi BD 0201-0215, BD 0101-0116Locomotive a vaporeFerrovie della Brianza Centralegruppo 1-4Ferrovie Meridionali SardeFMS 100Ferrovie EritreeGruppo 202Ferrovie dello StatoGruppi 215, 260, 290, 310, 320, 410, 420, 470, 500, 545, 550, 552, 560, 640, 670, 680, 685, 690, 691, 730, 740, 744, 745, 746, 750, 830, 835, 851, 885, 904, 905, 906, 981, R.301, R.302Ferrovie Nord MilanoGruppi 220, 250, 280Ferrovie Calabro LucaneGruppi 1-14, 170, 200, 350Società VenetaGruppi 9, 15, 23, 25, 31Ferrovia della Valle SerianaGruppi 51-52, 36-38Ferrovia CircumetneaGruppo 1-12Ferrovie e Tramvie PadaneGruppo 41-44Locomotive DieselFerrovie Complementari Sarde e Strade Ferrate SardeGruppi 500 e 600Ferrovie dello StatoGruppi 225, 234, 245, D.341, D.342.2001, D.343, D.345, D.443Ferrovie Calabro LucaneGruppo LM4Società Nazionale Ferrovie e TramvieGruppo Cne 510-516Locomotive ElettricheBern-Lötschberg-SimplonGruppo Be 6/8Ferrovie Nord MilanoGruppo E.610Ferrovie dello StatoGruppi E.330, E.331, E.424, E.428, E.432, E.444, E.454, E.626, E.636, E.645, E.646Ferrovia della Valle BrembanaGruppi 1-5, 11-14SEFTAGruppo 51-54ElettrotreniFerrovie dello StatoETR.200 FS, ETR.250 FS "Arlecchino", ETR.300 FS "Settebello"TramRete di MilanoSerie ATM Edison (motrici), Sperimentali, 600, 1500, 4000, 4600 e 4700, 5000, 5200, 5300, 5400; serie STEL 110-115, 60-69Rete di GenovaSerie UITE 1100, 900Rete San FranciscoElettromotrici LRV

Autoveicoli Agli inizi degli anni '30 la Breda ampliò la propria offerta di veicoli industriali, aggiungendo ai trattori agricoli ed alle macchine per i lavori stradali anche le trattrici per artiglierie e, successivamente, autocarri pesanti sia per l'impiego militare sia per quello civile.

Nel dopoguerra tentò anche di inserirsi nella produzione di motocicli di piccola cilindrata col "Bredino", ma con scarso successo.

Produzione di autoveicoli - prospetto di sintesi TipologiaModelli prodottiTrattrici pesanti per artiglierieBreda TP32, Breda TP33, Breda TP40, Breda TP41, Breda TP42Autocarri pesanti per impiego militareBreda 51, Breda 52, Breda 54, Breda 53Autocarri pesanti per impiego civileBreda 56, Breda 57, Breda 53 LSemicingolatiBreda 61MotocicliBredino

Altre produzioni La Finanziaria Ernesto Breda fondò negli anni sessanta alcune società specializzate in specifiche produzioni, con particolare riguardo agli insediamenti nel mezzogiorno d'Italia, anche mediante la creazione dellINSUD - nuove iniziative per il Sud, società di promozione di attività industriali nel mezzogiorno costituita pariteticamente con la Cassa per il Mezzogiorno:

SIV - Società Italiana Vetro, produzione di vetri speciali, con un terzo del capitale della Finanziaria Ernesto Breda, un terzo della Libbey Owens-Ford Glass Co. di Toledo, Ohio ed un terzo della Società Finanziamenti Idrocarburi, con sede a Vasto; BREMA, produzione di pneumatici, società con il Gruppo Manuli e sulla base di un accordo con la Seilberling Rupper Co. di Akron, USA, con sede a Bari; Breda Hupp, produzione di condizionatori sulla base di accordi con la statunitense Hupp Corporation Of Cleveland, con sede a Bari; Metalmeccanica Meridionale, produzione di ossido di titanio, sulla base di accordi con la milanese Salbar.

Storia Origini

L'azienda fu fondata a Milano nel 1886 dall'ingegnere padovano Ernesto Breda, che aveva rilevato la Cerimedo & C., società meccanica e ferroviaria milanese ubicata lungo il naviglio della Martesana a Milano altresì nota come "Elvetica". La Breda operò inizialmente quale società in accomandita semplice con il nome di Ing. Ernesto Breda e C.

Nel 1891, con la vincita della gara per la fornitura di 22 locomotive alle ferrovie rumene, l'azienda entrava nel mercato europeo delle locomotive fino allora dominato dalle industrie tedesca ed inglese. Intanto, pur senza perdere di vista l'obiettivo della specializzazione dello stabilimento in tale, la necessità di assicurarsi una continuità di lavoro ed insieme la volontà di non perdere il contatto con settori produttivi affini ed in espansione spinsero l'azienda ad intraprendere altre iniziative. Vennero assunte anche forniture di carri e carrozze per ferrovie e tranvie e, previsto l'intensificarsi ed il meccanizzarsi delle lavorazioni agricole, vennero messe in produzione dal 1894 locomobili e trebbiatriciTreccani.it BREDA, Ernesto, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 14 (1972)..

Nel 1895 nel concorso a premi al merito industriale, istituito dal governo italiano nel 1895, alla Breda venne conferita la grande medaglia d'oro con diploma d'onore, unica corrisposta fra le centoventitré industrie meccaniche concorrentiBREDA, Ernesto, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 14 (1972)..

Lo stabilimento di Milano nel 1895 aveva raggiunto un'area di 35.617 m², dei quali 24.730 erano coperti, area che nel 1900 era diventata di 45.000 e 35.000 m² coperti. Anche l'occupazione era passata dai 400 dipendenti del 1887 ai 2.000 nel 1889, poi, superato un periodo di crisi ai primi del '90, nel 1895 aveva raggiunto di nuovo gli 800 dipendenti. Lo stesso, prima dell'avvio e del trasferimento di alcune lavorazioni, comprendeva ben venti reparti che andavano dalla sala dei modellisti all'officina costruzione carri ferroviari, alla torneria bossoli e cannoni, alla fonderia ghisa, con un totale di 631 macchine operatrici, escluse quelle dell'attrezzeria. Nel 1897 il Regio Istituto lombardo di scienze e lettere assegnava alla Breda il premio Brambilla.

Nel 1899 grazie a importanti commesse estere, e con l'apporto di capitali della Banca Commerciale Italiana l'azienda venne trasformata in società anonima, con la denominazione di Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche (SIEB). L'attività principale rimaneva quella di produzione di locomotive, che beneficiava delle commesse pubbliche per lo sviluppo della rete ferroviaria nazionale, ma l'azienda operava in molte altre lavorazioni meccaniche, come la fucinatura di pezzi metallici, la produzione di caldaie, macchine utensili e macchine agricole.

Agli inizi del Novecento l'espansione dell'attività rese necessario un ampliamento dello stabilimento; la Breda cercò nel 1900 di ottenere dal comune di Milano la cessione di un tratto di via Bordoni lungo la quale sorgeva il preesistente stabilimento. La richiesta provocò un vivace dibattito nel consiglio (1901) tra gli amministratori comunali e gli industriali milanesi. Nel 1903 però la Breda acquistava terreni edificabili nei comuni di Niguarda e di Sesto San Giovanni. I nuovi stabilimenti, i cui lavori di costruzione furono avviati nel 1903, vennero completati circa sette anni dopo.

L'acquisto dei terreni e l'inizio dei lavori per le nuove officine spinsero la Breda a ricorrere, nel 1904, all'emissione di obbligazioni per lire 4.000.000 curata, come le altre successive operazioni finanziarie della società, dalla Banca Commerciale Italiana. Il trasferimento nelle nuove officine permise nel 1907 la realizzazione di un progetto riorganizzativo di notevole importanza per quel tempo, con la separazione amministrativa dei tre stabilimenti di Milano, Sesto S. Giovanni e Niguarda coordinati da una direzione generale centrale. Nel 1908 la società festeggiava la consegna della millesima locomotiva costruita nelle proprie officine, la 68100 delle Ferrovie dello Stato, poi S.685.600, conservata nel museo Leonardo da Vinci di MilanoLocomotiva Gr. S 685.600..

Le produzioni belliche e il Ventennio

Lo scoppio della prima guerra mondiale comportò la necessità di convertire gli impianti alle commesse belliche, che si rivelarono importanti per lo sviluppo della Breda, annoverata sin da subito fra le più importanti industrie impegnate in campo aperto nel conflitto, attraverso le produzioni di accumulatori d'aria per la marina, di bombe, cannoni, mortai, proiettili e aeroplani da combattimento su licenza. Ma la difficoltà di reperire materie prime come l'acciaio e macchine utensili spinse l'azienda alla costruzione di una propria acciaieria interna. Questo portò a notevoli difficoltà di riconversione nel dopoguerra, superate grazie alla scelta di focalizzarsi sulla fabbricazione di armi leggere presso lo stabilimento di Brescia e di aeroplani, anche per le pattuglie acrobatiche del Regio Esercito Italiano, nelle sedi del Milanese.

Nel 1917 viene inaugurato il centro di ricerca e formazione, l'Istituto Scientifico Tecnico Ernesto Breda, che nel corso del XX secolo si affermò come uno dei più importanti centri di ricerca nazionali nel campo della metallurgia. Nei primi mesi del 1918 vennero ordinati alla Breda 600 Caproni Ca.45 ma a causa della fine della guerra ne uscirono dalle officine solo 102 esemplari.