Il participio nel sistema verbale del greco antico, ha una flessione particolare, rispetto alla coniugazione: esso si coniuga e si declina come un sostantivo / aggettivo. Il participio si concorda in genere, numero e caso col sostantivo che compie o subisce l'azione, ma non perde mai il valore verbale: regge infatti lo stesso caso del verbo di forma finita da cui deriva ed esprime l'aspetto dell'azione consueto nei vari temi temporali (tema del presente, ecc.).

Caratteristiche

Il participio è forma aggettivale del verbo, può svolgere la funzione di verbo, di aggettivo o di nome, mantenendo sempre il valore verbale (participio sostantivato), con la capacità di reggere casi, di esprimere tempo e aspetto, tanto che non si coniuga, piuttosto si declina, nel genere maschile, femminile e neutro, sia nella forma attiva che passiva, nel numero e nel caso.

Il participio nelle classi verbali in -ω e in -μι

Il participio attivo aggiunge al tema temporale i suffissi -ντ(-οντ, preceduti dalla vocale tematica che può essere un o, un ε, un α o anche un υ; tali suffissi si generano da un'alternanza indoeuropea *ent-/*-ont/*-nt/Aloni, p. 152: il participio attivo per tutti i tempi (eccetto imperfetto che non esiste, e il perfetto), aggiunge al tema temporale i suffissi -ντ e -οντ [..] il suffisso -οντ ricorre solo nel participio presente dei temi atematici stile εἰμί, che sono ὤν, οὖσα, ὄν., il greco non sfrutta le forme prodotte dal timbro *ent, ad eccezione del dorico εντες da *σ-εντ-ες, con caduta di sigma iniziale di parola, mentre il suffisso -οντ ricorre solo nel participio presente dei temi atematici di εἰμί (ὤν, οὖσα, ὄν). Unica eccezione suffissale di participio è nel perfetto attivo, che ne presenta diversi, di cui si parlerà. Dal participio presente si può desumere la costruzione della maggior parte dei participi greci al presente e al futuro: nella ricostruzione dei fenomeni fonetici e morfologici, il maschile, il femminile e il neutro uscivano in *σ-οντ, *σ-οντ-jα e *σ-οντ.

Facendo l'esempio del verbo λύω (classe tematica dei verbi in ω), ha il participio presente in λῡ́ων, λῡ́ουσᾰ, λῦον. Per il maschile *λυ-σ-οντ si ricava la forma apofonico-asigmatica con la caduta di sigma intervocalico, conseguente ampliamento della vocale tematica in ω (solitamente l'accento sta su tale vocale, ma siccome in λύω è sulla vocale del radicale, che precede la vocale interessata da allungamento apofonico, nell'attivo l'accento rimane invariato, anche nel femminile e nel neutro, dove si limiterà semplicemente ad allungarsi in circonflesso); da caduta di sigma, e del τ perché in finale di parolaAloni, p. 107, si ha: λυ-ω-ντ (caduta di τ)> λύων - maschile λυ-ο-ντ+jα: l'α breve è il suffisso tipico femminile del participio indoeuropeo, lo jod è aspirato, e avviene il fenomeno di assibilazione di j+τ= σ. Si ha λυονσα, con caduta di ν davanti al sigma, con allungamento di compenso di ο in ου> λύουσα (quando l'accento si trova nella vocale interessata dal fenomeno, l'accento acuto diventa sempre circonflesso, e quasi sempre nell'attivo, il participio femminile segue la prima declinazione dell'α impuro breve) - femminile Per il neutro si ha semplicemente la caduta di τ finale, e si allunga, nel caso di vocale breve, l'accento acuto in circonflesso, ma non sempre.

Desinenze del tutto diverse si hanno nei participi dei verbi atematici in -μι, ma anche per quelli che hanno temi particolari come διδο (δίδωμι, tema verbale δω-δο) e γνο (γιγνώσκω, tema verbale γνο-γνω), pur finendo con la desinenza arcaica in -μι. διδο-ντ-σ > διδούς, dalla caduta di ντ + allungamento di compenso; il participio femminile viene δῐδοῦσᾰ, dalla caduta di ντ e l'assibilazione di j, più allungamento di compenso, e dell'accento; il neutro viene δῐδόν

γιγνωσκ-οντ > γιγνώσκων, solito fenomeno, con accento sull'ω della vocale tematica, che rimane sul posto perché non è sulla vocale di desinenza presso cui si verifica il fenomeno. Nell'aoristo invece con i temi raddoppiati quali δίδωμι e γιγνώσκω, si ha il participio usando semplicemente il tema verbale, più il fenomeno apofonico: δο-ντς > δούς (participio maschile attivo aoristo), e γνο-ντ-σ > γνούς.

Quanto detto per la differenza delle desinenze dei verbi in -μι, concentrandoci sul participio presente, per i temi raddoppiati quali τίθημι e δίδωμι, per il primo (col tema verbale in θη e θε), il tema verbale θη si usa per le prime 3 persone dell'indicativo, lo stesso per il tema verbale δω di δίδωμι. Per la formazione del participio presente e aoristo attivi dei verbi in -μι (sempre valendo la regola che in aoristo il raddoppiamento del presente è rimosso, e vale solo il radicale o tema verbale + desinenza), si ha: Maschile, τιθε-ντ+ς > con lo stesso procedimento, mediante l'allungamento di compenso in dittongo si ha τιθείς-τιθέντος (gen. sing.) Femminile, τιθε-ντ+jα > τιθε-ν-σα lo j cade, c'è l'assibilazione, rimane ν intervocalico, che cade con allungamento di compenso della vocale, quindi > τιθεῖσᾰ - τιθείσης (gen. sing.) Neutro, τιθε-ντ > τιθέν con caduta del tau in finale di parola

Altre uscite del participio con tena in -οντ -εντ - αντ, esempio di δίδωμι - di importanza perché nel tema verbale διδο non si usa la vocale tematica tipica -ο, ma questa è già presente nel tema stesso, non si ottiene il participio apofonico, bensì sigmatico - tema del presente διδο - διδω e tema verbale è δο - δω: Maschile: διδο+ντ+ς > διδούς - cade ντ con allungamento della vocale in dittongo - gen sing. = διδόντος Femminile: διδο+ντ+jα - l'incontro di τ + j provoca sempre l'assibilazione in ς > διδο-ν-σα - caduta di ν davanti sigma e allungamento, quindi > διδοῦσᾰ Neutro: διδο+ντ > διδόν

Nell'aoristo attivo, il participio si rende alla stessa maniera, solo che manca il raddoppiamento -δι.

Per temi verbali doppi, come nel caso di φαίνω, con tema verbale φη (anche questo tema viene usato per le prime 3 persone singolari dell'indicativo)-φα, si ha per il presente: Maschile: φα-ντ+ς > φάς con l'α lungo Femminile: φα-ντ+jα > φᾶσᾰ Neutro: φα-ντ > φάν

Participio aoristo

Per i verbi con raddoppiamento al presente, per i temi con vocale tematica -ο si ha la stessa realizzazione del presente senza raddoppiamento iniziale, con i verbi in -μι si parte dal tema verbale θε di τίθημι e si ottiene: Maschile: θε-ντ+ς > θείς Femminile: θε-ντ+jα > θεῖσᾰ Neutro: θε-ντ > θέν

Per i temi verbali in -ωil participio aoristo attivo si ottiene, sempre nell'esempio di λύω che ha l'aoristo I sigmatico: Maschile: λυ+σ+ᾱα+ντ+ς - con caduta di ντ l'α tematica tipica dell'aoristo sigmatico si allunga in ᾱ́, e dunque > λύσας - λύσαντος Femminile: λυ+σα+ντ+jα - l'unione di ντ con j, crea l'assibilazione, caduta del gruppo > λυσα-ν-σα - ν davanti a sigma cade e provoca l'allungamento di compenso - l'accento rimane sulla vocale debole del radicale perché interessata dal fenomeno è la vocale α, dunque > λύσᾱ́σα - λύσασης Neutro: λυ+σα+ντ - cadendo solo il tau finale, l'α rimane breve perché non interessata da fenomeni, quindi > λύςαν

Il tema verbale di βαίνώ è βαν, usato per l'aoristo anziché al presente βαι, ché il participio viene βαίνων - βάινουσα - βαίνον: Maschile: βαν+ντ+ς - semplificazione in un solo ν, che poi unito al gruppo ντ cade con allungamento di compenso > βάς - βάντος Femminile: βα+ντ+jα > βᾶσᾰ - βάσης Neutro: βα+ντ > βάν

Formazione del participio

Il participio attivo, eccettuato il perfetto, è caratterizzato dal suffisso -ντ- (femminile -ντ+j) e si aggiunge ai temi temporali dei tre generi maschile, femminile e neutro + la relativa desinenza del caso e numero, salvo poi cadere provocando l'allungamento di compenso della vocale tematica. Nei temi temporali tematici (presenti, futuro, aoristo II forte) il suffisso si aggiunge al tema del verbo tramite la vocale tematica -ε-/ο-. Poiché è -ο- quando il suffisso inizia per nasale, il tema temporale del participio esce sempre in -οντ; la terminazione del nominativo singolare del participio è-ων, ουσα, ον (da *οντ, *οντjα, *οντ).

Nei temi temporali atematici (presenti atematici, aoristo I debole e III fortissimo, e aoristo passivo), il suffisso -ντ si aggiunge direttamente al tema temporale, mancando esso di vocale tematica: il nominativo maschile singolare è sigmatico, la vocale finale del tema, con la caduta di -ντ, davanti a sigma, subisce l'allungamento di compenso. Se la vocale del tema temporale è -ο (presenti atematici, aoristo III) la terminazione del participio è -ους, ουσα, ον (raramente ουν al neutro). Se la vocale finale del tema è -α (presenti atematici, aoristo I, aoristo III) nei verbi in -μι, la terminazione è -ας, ασα, αν. Se la vocale finale del tema è -ε, la terminazione è -εις, εισα, εν. Se la vocale del tema è -υ, la terminazione viene -υς, υσα (e non ουσα), υν.

Il participio attivo si declina sempre per il maschile e neutro, secondo la III declinazione, per il femminile secondo la I declinazione femminile dell'α impuro breve.

Il participio passivo (o mediopassivo in questo caso), si forma nella stessa maniera sia per i verbi tematici che atematici, ad eccezione dell'aoristo passivo, mentre per il futuro passivo si usano le desinenze qui sotto riportate, precedute dal suffisso caratteristico -θη, eccettuati casi particolari di caduta di questo, fenomeno che può avvenire anche nell'aoristo passivo per contrazione. Il maschile e il neutro si formano con il radicale -μεν + i termini desinenziali della II declinazione, per il femminile invece lo stesso radicale + le desinenze della I declinazione femminile in α impuro lungo.

M -μενος F -μένη N -μενον

Il participio perfetto è un caso a parte, ricorre al doppio suffisso -οτ-/-οσ (dall'originale *ϝοτ/*-ϝοσ-); il suffisso -οτ forma tutta la declinazione del maschile e del neutro, facendo rimanere sempre l'accento sull'ο, mentre dal suffisso -οσ derivano il nominativo allungato in -ως, e il nominativo neutro in puro tema -ος. Il femminile attivo si è formato dal grado zero del suffisso *ϝσ- > -υσ, con aggiunta del suffisso femminile -jα tipico del participio attivo greco. Con la trasformazione in u del digamma, e successiva caduta di sigma e vocalizzazione di j, si ha il suffisso + desinenza del nominativo femminile singolar in -υια con allungamento dell'accento in circonflesso. La declinazione segue l'alfa puro lungo della I femminile.

Naturalmente è inutile dire che, ad eccezione del perfetto raddoppiato sia attivo che passivo, anche il participio come il congiuntivo, l'ottativo e l'imperativo non ha l'aumento nella coniugazione.

Per la forma passiva del participio perfetto, esso segue sempre la terminazione -μενος-ενη-ενον, solo che ha la caratteristica di avere l'accento fissato sulla vocale dopo il -μ.

Ecco degli esempi di participio, quello tematico presente attivo e passivo di γράφω, e l'atematico di τίθημι.N.B.: sia nella declinazione sia nella coniugazione dei verbi occorre ricordarsi sempre delle leggi dei tre tempi riguardo l'accento, soprattutto per quanto concerne il cambiamento di timbro vocalico nelle apofonie, o nelle contrazioni dei verbi contratti.

Flessione del participio nei tempi verbali

Participio nel presente (verbi tematici)

Formazione tematica del presente (attiva e media)

Nei verbi tematici, queste desinenze sono usate anche nel participio futuro attivo.

Singolare Maschile N: γράφων - όμενος G: γράφοντος - ομένου D: γράφοντι -ομένῳ A: γράφοντα -όμενον V: γράφον (puro tema) -όμενε

Femminile N: γράφουσα - ομένη G: γραφούσης -ομένης D: γραφούσῃ -ομένῃ A: γράφουσαν -ομένην V: γράφουσα -ομένη

Neutro N: γράφον -όμενον G: γράφοντος -ομένης D: γράφοντι -ομένῃ A: γράφον -όμενον V: γράφον -όμενον

Duale

Maschile (il duale è uguale sia al maschile che al neutro) N.A.V.: γράφοντε -ομένε G.D.: γραφόντοιν -ομένοιν

Femminile N.A.V.: γραφούσα -ομένα G.D.: γραφούσαιν -ομέναιν

Plurale Maschile N: γράφοντες -όμενοι (οι è breve) G: γραφώντων -ομένων D: γράφουσι -ομένοις A: γράφοντας -ομένους V: γράφοντες -όμενοι

Femminile N: γράφουσαι - όμεναι