Il MIM-14 Nike Hercules è un missile di fabbricazione statunitense per la difesa antiaerea. Prodotto a partire dagli anni cinquanta fu in dotazione a molte forze armate che aderivano alla NATO e fu successivamente sostituito dal Patriot.
Generalità
Il missile Nike Hercules fece il suo ingresso nel 1958. Pesava circa 5 tonnellate, con 4 motori a razzo ausiliari (booster) che dopo aver raggiunto 1,5 Mach si sganciavano (dopo circa 4 secondi dall'accensione).
Venne utilizzato anche tra le schiere dell'Aeronautica Militare Italiana, che equipaggiò 3 stormi (complessivamente 96 lanciatori) con il suddetto sistema terra-aria.
In procinto di essere sostituito dal più piccolo e moderno Patriot, il Nike venne progressivamente messo in disuso, anche in Italia, nel 2007.
Origini
Nel 1951, due anni prima che l'Ajax entrasse in servizio, ci si era resi conto che tale arma richiedeva attrezzature troppo costose e pesanti per quello che offriva, con siti in cemento armato e sistemati parzialmente sotto terra. L'arma non solo era totalmente fissa, ma non aveva testate nucleari per l'impiego contro formazioni di bombardieri, né le prestazioni per ingaggiare aerei e missili supersonici in maniera pratica.
Così nel 1953 si avviò ufficialmente il programma per un rimpiazzo dell'arma. La Western Electric riuscì a progettare il nuovo missile richiesto per rimpiazzare l'Ajax in modo tale che esso sfruttasse sia le infrastrutture che i calcolatori di questo, troppo costosi per andare rottamati a 5 anni dall'entrata in servizio. I primi lanci ebbero luogo già nel 1955, ma i componenti usati erano in buona parte quelli dell'Ajax. Tra questi i 4 booster a propellente liquido, che già da soli erano fonte di complicazioni e problemi, ma arrangiati in un gruppo di 4 erano veramente pessimi e pericolosi. Così vennero cambiati con booster a propellente solido: questo accadde nel 1957, ma l'anno prima era già avvenuta la prima intercettazione riuscita di un bersaglio aereo.
Originariamente il missile venne chiamato SAM-A-25 Nike Hercules, ma poi nelle varie vicissitudini che ebbero le designazioni americane di quel decennio, venne ribattezzato M6, e infine MIM-14. Nel 1958 esso entrò in servizio, rimpiazzando l'Ajax per le basi a difesa di New York, Chicago e Washington.
Tecnica
Il nuovo sistema missilistico era quindi stato progettato per essere un'arma formidabile. Esso aveva prestazioni per l'epoca eccezionali, soprattutto in termini di gittata e di quota, tanto che i bombardieri pilotati stratosferici, anche se supersonici, vennero messi in dubbio, e dopo l'avvento di questo sistema non avrebbero più avuto la stessa importanza di prima.
Missile La sua struttura, molto caratteristica, era aguzza e possente al tempo stesso, con un insieme di caratteristiche che lo rendevano unico tra i pur numerosi missili antiaerei dell'epoca. Esso era bistadio: il primo aveva ben 4 motori a razzo con propellenti solidi, riuniti in un complesso chiamato M42, studiato per ridurre la lunghezza del missile a valori accettabili, e realizzato con i motori di accelerazione (booster) M5E1. Esso era dotato anche di 4 ali cruciformi per la stabilizzazione. Questo complesso pesava da solo 2345 kg e dava quasi 80.000 kg di spinta per 3,4 secondi.
Una volta finita la spinta, veniva sganciato per non appesantire inutilmente il corpo missile vero e proprio, di diametro minore, e che era dotato di una struttura a 'pallottola allungata', con 4 alette anteriori fisse, 4 grandi alette triangolari posteriori per la stabilità del volo ma anche con elevoni per il controllo della direzione e quota, sistemati nella parte finale.
Questo stadio pesava da solo 2500 kg, che non solo era il doppio dell'Ajax ma anche oltre il peso del principale equivalente sovietico, il SA-2 Guideline, calcolato con tanto di booster di accelerazione. Questo illustra come mai l'Hercules avesse prestazioni tanto elevate (basti pensare che l'equivalenza sarebbe stato un SA-2 tristadio). Anche questo stadio aveva un motore a razzo solido, un sostainer Thiokol M30 da 5000kgs, sufficienti per un rapporto potenza peso di 2:1, e una velocità che arrivava a oltre mach 3. Questo motore funzionava per 29 secondi, dopo di che il missile continuava a volare solo per inerzia.
Dal momento che la velocità massima era di circa 1 km al secondo, gran parte del volo, oltre 110 km, veniva percorsa senza alcun sistema di propulsione attivo. L'SA-2 aveva un motore di sostentazione funzionante per circa 22 secondi, ma nonostante questa similarità e la velocità massima analoga, la massima gittata arrivava 'solo' a circa 50 km, sempre calcolata ad alta quota, dove l'attrito ridotto rendeva possibile andare molto più lontano che alle quote minori. Verosimilmente questo dipendeva da una maggiore efficienza aerodinamica dell'Hercules.
La testata era di 2 tipi: una T45 a frammentazione, con un peso di circa 280 kg, costituita da una carica esplosiva che scagliava tutto intorno 20.000 frammenti di acciaio da 140 grani; oppure, una testata nucleare W-31 con potenza variabile di 2, 20 o 40 Kiloton (vi erano 3 versioni). Essa era di tipo speciale, in quanto si trattava di un'arma a fissione potenziata con idrogeno pesante in una cavità centrale del nucleo di plutonio, che aumentava il rendimento dal 20 al 40% e rendeva l'arma meno suscettibile di esplodere prematuramente in caso di irraggiamento da radiazioni nucleari di vicine esplosioni. In tutti i casi la spoletta esplodeva con comando radio da terra.
Anche la guida del missile era su comando radio. Non appare infatti che esso avesse nessun sistema di bordo per l'acquisizione semiautonoma o autonoma del bersaglio di tipo radar o IR, ma le alette anteriori erano utilizzate come antenne per ricevere i comandi radio da terra, mentre esisteva un trasponder per dare la posizione del missile alla stazione radar. Nemmeno i modelli aggiornati hanno introdotto tali sistemi e quindi sono risultati più vulnerabili alle contromisure di disturbo elettronico di quanto accadeva ad altri missili successivi, o aggiornati con tecnologie migliorate (esempio, il missile RIM-2 Terrier).
Sistemi di guida
Gli apparati a terra vennero presto migliorati rispetto a quelli dell'Ajax, per sfruttare appieno le prestazioni offerte dal nuovo missile: la cosa non è sorprendente se si considera che l'incremento di gittata è di oltre 3 volte, mentre la quota subì un incremento del 50%, per un totale di volume aereo controllato aumentato di almeno 12 volte.
Il radar di terra aveva in genere una disposizione a 'T', con una serie di cupole e di antenne allineate contenenti le varie apparecchiature di guida ed un computer di elaborazione dati. Nell'insieme queste attrezzature, come illustrato dai manuali di uso, erano un campionario dell'elettrotecnica 'di punta' degli anni '50.
Uno degli elementi nuovi rispetto al parco elettronico dell'Ajax era lHIPAR, radar di acquisizione ad alta potenza, della General Electric. Esso aveva una portata di oltre 320 km contro bersagli ad alta quota, e quantomeno con i miglioramenti in seguito ottenuti, possedeva anche la capacità di inseguimento di missili balistici, fino a velocità di oltre 4000 km/h. Operava da dentro una caratteristica cupola in materiale dielettrico, con una potenza di picco di ben 6 MW. Quando poi l'HIPAR venne ulteriormente migliorato divenne l'EFS/ATBM HIPAR, con una potenza di picco di 7,5 MW e capacità contro i missili balistici a corto raggio. Si trattava del primo radar tattico che possedeva la capacità di fuoco contro missili balistici a corto raggio, mentre anche la resistenza alle contromisure elettroniche nemiche era migliorata. Un altro radar presente, come back-up di questo, era lAAR, con portata uguale ma solo 700 kW di potenza di picco. Questo era il tipo precedente del Ajax e restava nella cupola che conteneva anche l'HIPAR. Vennero migliorati anche i radar di inseguimento del bersaglio e di misurazione distanza, i TTR (Target Track Radar) e TRR (Target and Ranging Radar), capaci di 200 km di portata e introdotto un radar LOPAR (Low Power Acquisition Radar), per l'acquisizione del bersaglio a bassa quota, 230 km di portata e 1 MW di picco. Infine vi era il MTR (Missile Tracking Radar), radar per l'inseguimento del missile (per il controllo della sua traiettoria), che convertiva i comandi del computer di tiro in segnali RF da inviare al missile, con una portata di 200 km (erano 55 per il sistema analogo dell'Ajax) e 140 kW di potenza di picco.
Il sistema di ingaggio prevedeva quindi che tutti questi radar si integrassero e dopo che uno o più delle 3 diverse apparecchiature di scoperta (AAR, HIPAR, LOPAR) avesse avvistato il bersaglio e identificato come nemico tramite l'IFF (Identification friend or foe), vi guidassero contro un missile Hercules alla volta. I dati venivano fusi anche con quelli dei radar di TTR e TRR, che controllavano la quota e la distanza del bersaglio. Quando il missile veniva portato abbastanza vicino al bersaglio, il computer ordinava l'esplosione della testata, trasmessa dall'MTR. Notare bene come la tecnologia fosse all'epoca tutt'altro che compatta; il missile Hercules aveva una 'intelligenza artificiale' pari allo zero assoluto, potendo solo deviare in base agli ordini ricevuti e questo pur pesando al lancio quasi 5 tonnellate. L'elettronica di bordo era nella parte anteriore del vettore.
A partire dal modello B era possibile anche una modalità d'ingaggio per le basse quote, con un miglioramento della gittata e maneggevolezza rispetto al normale. Si trattava di lanciare il missile con una modalità speciale per l'accensione del secondo stadio: anziché essere avviato dopo 3/4 secondi dallo sgancio del booster, veniva ritardato a 9 secondi. Questo consentiva di ridurre la velocità e quindi il raggio di virata dell'Hercules. La gittata minima era comunque di 9 km, con una quota minima, in prossimità del sito di lancio, di 6 km. In ogni caso, nonostante l'introduzione del LOPAR le capacità del missile rimasero contro bersagli a bassa quota modeste. Ad alta quota, invece, la distanza stimata a cui era possibile colpire un missile in avvicinamento (di tipo aerolanciato, non balistico) era di 55 km, mentre un bombardiere a 24.000 metri era ingaggiabile a 92 km.
Vanno citati poi i vari sistemi di terra basati su postazioni fisse, ma anche centri di controllo e fuoco mobili, sistemati in container trainati da autocarri. Essi operavano con gli elaboratori analogici e un insieme di consolles, quadranti e schermi catodici che davano le informazioni necessarie all'azione di sorveglianza e di fuoco. Il nome del sistema mobile era CMHA, ed esso assicurava al sistema missilistico la funzionalità in caso di operazioni mobili, almeno per le batterie che ne erano dotate.
I requisiti del sistema Hercules erano anche stabiliti dalle situazioni ambientali difficili in cui doveva essere in grado di funzionare, con la richiesta di mantenere l'operatività 23 ore al giorno, 7 giorni su 7 e con umidità atmosferica del 100%, venti di 60 km/h, temperature da -20 a +50 ecc.
Il missile Hercules venne presto migliorato, con l'avvento del modello 'B', o M-6B, poi MIN-14B. Questo aveva alcune migliorie, pesava un poco di più, aumentava la velocità di 0,3 mach e di poco anche il peso. Per il resto si trattava, come già accennato, di miglioramenti soprattutto nel parco elettronico.
Il ruolo dell'Hercules 'B' era triplice, essendo antiaereo, antimissile e anti-superficie. In quest'ultimo compito, il sistema radar MTR guidava il missile in un percorso pre-programmato, ordinandogli ad un certo punto di picchiare. La testata era in genere nucleare, e il raggio superficie-superficie era di circa 185 km.