I primi due casi della pandemia di COVID-19 nella Federazione Russa sono stati confermati il 31 gennaio 2020, uno a Tjumen', e l'altro a Čita nel Territorio della Transbajkalia. In entrambi i casi si trattava di cittadini cinesi. La Russia, con 21 803 547 casi, di cui 21 213 085 guariti e 393 762 morti, risulta al 1º gennaio 2023 il decimo paese al mondo più colpito, in termini di casi totali.
Ad aprile del 2022, il Ministero della Salute della Federazione Russa ha dichiarato che il 40% dei russi hanno avuto la dose del vaccino anti-COVID.
Antefatti Il 12 gennaio 2020, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha confermato che un nuovo coronavirus era la causa di una nuova infezione polmonare che aveva colpito diversi abitanti della città di Wuhan, nella provincia cinese dell'Hubei, il cui caso era stato portato all'attenzione dell'OMS il 31 dicembre 2019.
Sebbene nel tempo il tasso di mortalità del COVID-19 si sia rivelato decisamente più basso di quello dell'epidemia di SARS che aveva imperversato nel 2003, la trasmissione del virus SARS-CoV-2, alla base del COVID-19, è risultata essere molto più ampia di quella del precedente virus del 2003, ed ha portato a un numero totale di morti molto più elevato.
Il 5 maggio 2023, l'Organizzazione mondiale della sanità dichiara ufficialmente la fine della pandemia.
Andamento dei contagi
Cronistoria Oblast' di Mosca
Il primi casi della pandemia di Covid-19 nella Oblast' di Mosca è stato confermato il 13 febbraio 2020, si trattava di cittadini cinesi rientrati dal Canton.
Successivamente scoppio un focolaio a Troick (Nuova Mosca), probabilmente importato dall'Italia, ed è attualmente il focolaio più forte della Federazione Russa. Si tratta della seconda città con più contagi al mondo, superata solo da New York.
+Tabella riassuntiva dei casi nell' Oblast' di Mosca (al 7 giugno 2020)Numero complessivo di casi confermati e sospetti.Pandemia nell' Oblast di MoscaCasiDecessiGuariti 303 238 97 207 7 369(2,11%)
San Pietroburgo e Oblast 'di Leningrado
Il primo caso di COVID-19 a San Pietroburgo è stato confermato il 6 marzo, cittadino russo rientrato da Yichang, ed è stata la terza città russa a registrare casi di Coronavirus, dopo Čita, Tjumen' e Mosca. Successivamente, a fine marzo, scoppia un focolaio, tra contagi locali (probabilmente importati precedentemente dalla Cina) e contagi importati da Mosca. Il 20 aprile i contagiati totali a San Pietroburgo (insieme alla sua oblast) oltrepassano i mille casi, nel giro di un mese la cifra aumenta drasticamente. Attualmente è il terzo soggetto federale più colpito dalla pandemia dopo Mosca e omonima oblast.
+Tabella riassuntiva dei casi a San Pietroburgo e nell'Oblast di Leningrado (al 7 giugno 2020)Pandemia nell'Oblast di Leningrado e San PietroburgoCasiDecessiGuariti 22 835 9 508 1.292Esclusi i 3 casi della nave da crociera Diamond Princess che sono classificati come "trasporto internazionale".(6,09%)
Cronologia Gennaio Il 31 gennaio sono stati confermati i primi due casi nel Paese, uno a Tjumen' e un altro a Čita. Entrambi erano cittadini cinesi.
Febbraio
Il 13 febbraio, la polizia ha arrestato una donna che ha violato i protocolli di quarantena dopo essere stata espulsa dalla Cina e testata negativa al virus.
Il 23 febbraio, otto passeggeri russi della nave da crociera Diamond Princess sono stati evacuati a Kazan' nella Repubblica del Tatarstan, dove sono stati ricoverati in ospedale.
Questi casi sono stati elencati come presenti su "trasporto internazionale" e non inclusi nelle statistiche ufficiali russe del RospotrebnadzorServizio federale russo responsabile della supervisione della protezione dei diritti dei consumatori e del benessere umano in Russia. Queste otto persone, inclusi i tre pazienti guariti, sono state dimesse dall'ospedale l'8 marzo.
Successivamente alcuni cittadini russi all'estero sono stati confermati infetti: il 28 febbraio è stato confermato che un uomo russo è risultato positivo in Azerbaigian dopo aver visitato l'Iran. Alcuni giorni dopo il ministero della Salute degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato che due russi hanno ottenuto il virus negli Emirati.
Marzo
Il 2 marzo sono stati registrati i primi casi di contagio nella capitale Mosca, gli infetti erano 2 persone provenienti dall'Italia, sono risultati positivi al tampone per il virus SARS-CoV-2
Il 5 marzo è stato confermato il primo caso di Coronavirus a San Pietroburgo. Uno studente italiano tornato in Russia dall'Italia il 29 febbraio, successivamente ricoverato in ospedale il 2 marzo.
Il 6 marzo sono stati confermati altri sei casi, cinque dei quali erano a Mosca e uno a Nižnij Novgorod.
Il 7 marzo sono stati confermati quattro casi, tre a Lipeck e uno a San Pietroburgo. Tutti sono tornati dall'Italia.
L'8 marzo sono stati confermati tre nuovi casi a Belgorod, Mosca e Kaliningrad, anche essi tutti rientrati dall'Italia.
Il 9 marzo sono stati confermati altri tre casi a Mosca, tutti provenienti dall'Italia.
L'11 marzo sono stati confermati otto nuovi casi, tutti nell'Oblast' di Mosca, tutti provenienti dall'Italia.
Il 12 marzo sono stati confermati sei casi, di cui quattro a Mosca, uno nell'Oblast' di Kaliningrad e il primo caso nel Territorio di Krasnodar.
Il 13 marzo c'è stato il primo focolaio in Russia (nella capitale) e sono stati confermati 11 nuovi casi: tutti erano stati infettati localmente.
Il 15 marzo sono stati confermati 5 nuovi casi, di cui tre nella regione di Mosca e uno a Tjumen'. I pazienti avevano da poco visitato Spagna, Italia e Svizzera.
Il 16 marzo sono stati confermati 30 nuovi casi, portando il numero totale di casi a 94. Il vice primo ministro Tat'jana Golikova ha annunciato che 8 casi erano in contatto con altri pazienti mentre gli altri 86 erano stati importati. Successivamente si sono registrati tre nuovi casi nell'oblast' di Samara, con i primi casi all'oblast' di Kirov e nella Repubblica dei Komi.
Il 17 marzo sono stati confermati altri 21 casi: quattro a Mosca, due nell'oblast' di Samara, nell'oblast' di Kaliningrad, nell'oblast' di Tver', uno nell'oblast' di Mosca, nel territorio di Krasnojarsk, nell'oblast' di Tambov, nell'oblast' di Kaluga, nell'oblast' di Nižnij Novgorod, nell'oblast' di Penza, nella repubblica del Tatarstan, nella repubblica di Chakassia, nell'oblast' di Sverdlovsk, nell'oblast' di Arcangelo. Solo un paziente è guarito.
Il 18 marzo sono stati confermati 33 nuovi casi, di cui 31 a Mosca, uno nuovo a Novosibirsk e a Tomsk.
Il 20 marzo è stato confermato il primo decesso.
Il 21 marzo è stato firmato il decreto proposto dal ministro dell'istruzione Sergej Kravcov di chiudere scuole e università dal 23 marzo al 13 aprile.
Il 23 marzo viene registrato il secondo decesso per COVID-19.
Il 24 marzo il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin visita i pazienti COVID-19 nell'ospedale di malattie infettive di Mosca. Nello stesso giorno viene registrato il terzo decesso.
Poi successivamente sono stati confermati 112 nuovi casi a Mosca e comune e 57 nuovi casi al di fuori della capitale, tra cui i primi nel Territorio del Litorale, nell'oblast' di Orël, nella Repubblica di Cecenia, nell'oblast' di Volgograd e nella repubblica dei Baschiri.
Il 27 marzo i contagi superano quota mille nella Federazione.
Il 28 marzo viene registrato il primo decesso fuori Mosca, nell'Oblast' di Orenburg. Nello stesso giorno vengono dichiarate zona rossa Mosca e la sua oblast', non si potrà più né entrare né uscire.
Il 29 marzo, vengono registrati altri tre decessi fuori dall'oblast' di Mosca, due a San Pietroburgo e uno a Penza.
Il 30 marzo, arrivano altri 6 decessi, 4 dei quali, nella città di Mosca, uno nell'omonima oblast' e uno nell'oblast' di Pskov.
Il 31 marzo, anche San Pietroburgo viene dichiarata zona rossa. Tutte le attività, tranne quelle alimentari, sanitarie e di sicurezza, sono sospese.
Aprile
Il 1 aprile, in tutta la Russia (escluse le repubbliche federali) è stata imposta la quarantena, nello stesso giorno vengono registrati altri 411 positivi alla COVID-19 e il primo decesso al di fuori della Repubblica di Russia, in Cecenia.
Il 2 aprile la situazione peggiora, in 24 ore sono stati registrati ben 817 nuovi casi, portando il numero totale a casi. Nello stesso giorno il governo russo manda aiuti sanitari agli Stati Uniti.
Il 3 aprile viene registrato un lieve calo dei contagi, 525 nuovi positivi in 24 ore, ma viene registrato il tasso più alto dei decessi giornalieri, 9. Viene annunciato lo stato di piena pandemia.
Il 4 aprile, l'incremento giornaliero sale, 588 nuovi positivi registrati, portando a un totale di casi, nello stesso giorno viene firmato il decreto del divieto di uscire se non assolutamente necessario.
Il 5 aprile viene registrato il terzo decesso al di fuori della Repubblica di Russia, nella Repubblica dei Komi, e altri due a Mosca e l'incremento giornaliero di 540 nuovi contagi portando a un totale di contagiati con una mortalità di 0,95%.
Il 6 aprile vengono registrati 938 nuovi casi di COVID-19 e 9 decessi. La Repubblica dei Komi decide di imporre la quarantena nel proprio territorio, prima repubblica della Federazione a farlo dopo la Repubblica di Russia.
Il 7 aprile viene registrato un boom di contagiati, nuovi casi, per la prima volta oltre quota mille l'incremento giornaliero, e il maggior incremento di decessi, 11, soprattutto nell'Oblast' di Mosca con 7 nuovi decessi (di cui due nel capoluogo Mosca), e poi San Pietroburgo con due nuovi decessi, Territorio di Krasnodar con un decesso e Territorio del Litorale con uno. Nello stesso giorno viene imposta la quarantena nelle repubbliche federali di Daghestan e di Buriazia dove vengono registrati 15 nuovi positivi e un decesso.
L'8 aprile viene dichiarata zona rossa tutta l'oblast' di Leningrado.
Il 9 aprile vengono registrati nuovi casi, segnando un nuovo picco. Nello stesso giorno anche la Repubblica dei Komi viene dichiarata zona rossa.
Il 10 aprile i casi aumentano, salendo di casi.
L'11 aprile nella lista delle zone rosse entra Nižnij Novgorod dove sono stati registrati 164 casi di positività alla COVID-19.
Il 12 aprile viene comunicato dalle autorità cinesi che nella città di Suifenhe, al confine con la Federazione, è stato registrato un focolaio importato dalla Russia. Ad oggi il focolaio ha causato 322 contagi e 5 decessi.
Il 13 aprile è il giorno con l'incremento giornaliero più alto, infatti, vengono registrati nuovi casi di COVID-19. Nello stesso giorno Vladimir Putin dichiara durante un discorso alla nazione: "Purtroppo, la situazione nella Federazione peggiora, prepariamoci allo scenario italiano".
Il 14 aprile viene registrato un lieve calo dei contagi giornalieri, ma comunque restando molto alto. Nello stesso giorno si terrà una conferenza per decidere se valutare tutta la Russia come zona protetta, come in Italia, oppure no.
Il 15 aprile tutte le repubbliche della Federazione impongono la quarantena totale.
Al 17 aprile tutte le oblast' della Russia registrano almeno un caso e viene registrato un record di nuovi contagiati, + in un giorno, e 24 nuovi decessi. Nello stesso giorno, il premier Michail Mišustin annuncia un possibile coprifuoco a Mosca nella settimana.
Al 20 aprile tutte le regioni della Russia registrano decessi, mentre i contagi salgono di 6.000 unità.
Il 26 aprile, il sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin propone il coprifuoco che ha subito provocato varie manifestazioni nella città, tutt'oggi la proposta ancora non è stata valutata.
Il 27 aprile viene registrato il tasso più alto di decessi giornalieri, +79 nelle 24 ore. Il giorno seguente i casi di contagio in Russia superano quelli della Cina (dati dal governo).
Maggio
Il 1 maggio, la Russia ha sfondato quota 100.000 casi, quest'ultimi erano raddoppiati in soli 11 giorni.