Alì Babà e i 40 ladroni (Alì Babà et les 40 voleurs) è una miniserie televisiva di produzione italo-francese del 2007 diretto da Pierre Aknine ed è basato sulla storia omonima.

Trama

Primo episodio L'anziano Alì Babà insieme alla nipotina Kenza è in viaggio verso la Caverna delle Meraviglie e lungo il viaggio egli racconta alla bambina, per l'ennesima volta, come tutto è cominciato:

Intorno all'800 d.C., due uomini dividono il mondo: l'imperatore Carlo Magno in Occidente e, governando da Baghdad, il Califfo Rachid Pacha in Oriente. Il Califfo manda a Carlo Magno degli ambasciatori che portano in dono un elefante. Considerando l'animale come un simbolo di forza e quindi una minaccia, Carlo Magno decide di rispondere inviando emissari al Califfo. L'imperatore affida la sua croce imperiale, tempestata di un enorme rubino e smeraldi, a un monaco, un letterato poco incline all'azione, padre Serafino. In questo modo, Carlo Magno mira a mostrare la sua forza e ricchezza a Rachid Pacha e, nel fare ciò, a mantenere l'equilibrio di potere tra i due imperi.

Nella città di Baghdad vive Alì Babà, un umile falegname che insieme a sua moglie Yasmina e al figlio Sliman cerca di tirare avanti.

Un giorno Alì Babà di ritorno a Baghdad con un carico di legna incappa nei quaranta ladroni che lo derubano e lo lasciano a morire nel deserto senza acqua; contemporaneamente nell'oasi di Bulbur il monaco Serafino arriva assieme agli ambasciatori del Califfo e viene accolto da Morgiana e suo padre, il mago Al Miradjan; purtroppo i quaranta ladroni attaccano l'oasi e uccidono tutti, esclusi Serafino (che indossava il regolamento, un abito da donna ed è caduto nella vasca delle tinture) e Morgiana che vengono fatti prigionieri e condotti al mercato degli schiavi ma durante il tragitto Serafino, scambiato per una vecchia lebbrosa, riesce a scappare. Dopo ore quando sembra che Alì stia per esalare l'ultimo respiro un'aquila che si presenta con il nome Al Miradjan (reincarnatosi dopo che il suo corpo è morto) lo salva affermando che egli vivrà perché è destinato a cambiare il volto del mondo. Dopo averlo aiutato, Alì torna a Baghdad non del tutto convinto di ciò che gli è stato detto.

Intanto al palazzo del Califfo, mentre egli aspetta il ritorno dei suoi ambasciatori insieme a un ambasciatore di Carlo Magno, il gran Visir Ya-Ya e l'amante e maga Zubaya (la moglie ripudiata del Califfo) complottano per rovesciare il Califfo e diventare i sovrani del "Nuovo Oriente"; per portare a compimento il loro piano Zubaya ha ordinano a suo figlio Malik, capo della famigerata banda dei Quaranta Ladroni, di trovare gli ambasciatori del Califfo e dell'imperatore ed eliminarli nella speranza di innescare una crisi diplomatica e costringere Rachid Pacha a dichiarare guerra a Carlo Magno.

Per cercare di dare almeno a suo figlio una vita un po' più stabile Alì, tornato a Baghdad, combina il matrimonio con Fouzia, figlia di Youssef, un rinomato commerciante di spezie, ma per rendere ufficiale il fidanzamento Alì deve donare mille denari a Youssef come dote; per fare ciò Alì va da suo fratello maggiore, Cassim ricco mercante di stoffe sposato alla bella e gentile Ouria, che nonostante siano sposati da anni non hanno mai avuto un figlio, che però è restio ad aiutarlo essendo avido fino al midollo - sottolineando sempre il fatto che lui si è occupato della sua educazione fin dalla morte dei loro genitori - e nonostante la cognata voglia aiutarlo di nascosto Alì non se la sente di derubare suo fratello così decide di pensare a un'altra soluzione.

Mentre è in giro nel deserto a raccogliere legna intravede i quaranta ladroni carichi di tesori rubati e li segue fino all'entrata di una grotta e dopo aver sentito il loro capo pronunciare "Apriti Sesamo" vede questa aprirsi e i ladroni entrare per scaricare al suo interno la refurtiva per poi andarsene (subito dopo aver chiuso l'entrata pronunciando "Chiuditi Sesamo"). Accertatosi che la via sia libera Alì va davanti alla grotta e una volta aperta con la parola segreta si trova davanti più ricchezze di quante mai ne avrebbe sognate ma consapevole che la mancanza di troppi oggetti metterebbe in allarme i predoni porta via con sé solo poche cose (mille denari per la dote, una croce straniera, una vecchia lampada a olio, un anello per la moglie e un tappeto). Tornato a Baghdad incappa in suo fratello che sta comprando Morgiana al mercato degli schiavi e chiede che gli ceda uno dei suoi asini per concludere l'affare e dopo diverse discussioni accetta (Alì gli cede l'asino su cui non ci sono i tesori) così la povera Morgiana viene venduta.

Alì racconta a sua moglie della caverna, ma per non destare sospetti, decidono di nascondere la refurtiva in giardino, ma vengono scoperti da Cassim. Questi facendo leva sul fatto che i pedoni sono persone pericolose e sanguinarie che praticano la magia si fa rivelare il segreto della caverna è la forma con il quale aprirla con la scusa di riportare gli oggetti sottratti, ad eccezione della lampada e i soldi, e in cambio farà realizzare l'abito nuziale per Sliman. Grazie al denaro Alì paga Youssef, dicendogli che i soldi che gli ha prestato Cassim, in modo da ufficializzare il fidanzamento tra i loro figlio, con disappunto di Sliman per niente entusiasta della cosa dal momento che la figlia di Youssef non è molto bella (suo padre l'ha definita la "Perla d'Oriente") ma è disposto a sposarsi per il bene della famiglia. Il mattino dopo Cassim, attratto dalle ricchezze descritte da suo fratello, prepara una mandria di dieci asini e si mette in marcia verso la grotta con l'intento di impadronirsi di tutto il tesoro al suo interno, ma senza riportare gli oggetti sottratti precedentemente. Giunto alla caverna usando la formula l'ingresso si apre e di fronte a tante ricchezze si fa prendere dall'avidità e carica sugli asini tutti i tesori che vede; purtroppo a un certo punto la grotta si chiude da sola e dimenticatosi la formula resta chiuso al suo interno. Quando i quaranta ladroni tornano alla grotta e vedono gli asini dinanzi all'entrata. Malik riconosce nel contenuto il loro tesoro e capisce che c'è qualcosa che non va e una volta aperta si trovano davanti Cassim ma il suo secondo lo uccide prima che parli. Preoccupato che ci sia qualcun altro che conosce il segreto della caverna Malik lascia degli uomini a guardia della grotta e infine ordine di fare a pezzi il corpo di Cassim.

La stessa sera, mentre Alì e la sua famiglia stanno cenando, la cognata Ouria preoccupata per l'assenza del marito va ad avvisarlo dicendogli che Cassim è uscito all'alba con dieci asini e non è ancora tornato. Alì capisce tutto e si dirige verso la grotta dove purtroppo trova il carpo di suo fratello fatto a pezzi. Viene scoperto dalle guardie all'entrata e rischia di essere ucciso ma misteriosamente viene salvato da dei serpenti che uccidono gli uomini, e subito dopo vede un'aquila. Nonostante sia spaventato riporta con sé il corpo a casa ma temendo che la notizia della morte di suo fratello potrebbe attirare i quaranta ladroni. Morgana, che lavora nella bottega, idea un piano per eludere i sospetti: dopo aver disposto il corpo nel letto, corrono a chiamare Youssef per chiedergli una medicina per Cassim che è malata, poi il giorno dopo quando verranno a controllarlo, diranno che è morto in modo naturale. La prima parte del piano funziona, successivamente Alì chiede a un abile calzolaio cieco di ricucire il corpo di Cassim.

Con la morte di Cassim, Alì e la sua famiglia si trasferiscono a casa sua ma l'imam comunica ad Alì che egli deve prendere come sua cognata Ouria seconda moglie per proteggere la sua reputazione. Ouria, che ha sempre ammirato Alì accetta la cosa mentre Yasmina ne è molto infastidita (le due nuove donne non rendono facile le cose al povero Alì litigando in continuazione).

Il funerale viene celebrato e nonostante la situazione familiare sia ormai stabile il matrimonio di Sliman verrà lo stesso celebrato. Ma Sliman non fa che pensare a Morgana, di cui si è innamorato a prima vista ed è deciso a sposare lei e non Fouzia. Al mercato il giovane incappa in un misterioso venditore di gioielli che gli regala una collana con un'aquila nera e Sliman la regala a Morgiana; lei, riconoscendo nell'aquila il simbolo di suo padre è considerando un segno di protezione dal pericolo, in un impeto di gioia accetta il suo regalo e abbraccia Sliman.

Malik si dirige a palazzo per andare a chiedere aiuto a sua madre che grazie ai suoi poteri scopre che chi conosce il segreto è Alì Babà, inoltre apprende che l'ambasciatore di Carlo Magno è ancora vivo - il che lo rende una minaccia per i suoi piani - e per prevenire il disastro il Visir ordina che l'uomo sia ricercato e arrestato chiamato "mostro rosso dagli occhi blu" sulla cui testa mette una taglia di diecimila denari, ma la più grande paura per la maga è lo scoprire che suo figlio ha ucciso il mago Al Miradjan e sebbene il suo corpo sia morto il suo spirito è ancora vivo e ciò lo rende ancora un pericolo poiché egli è molto più potente di lei. Al Miradjan salva Serafino prima che il calore del deserto lo uccida e lo prega di salvare sua figlia poiché corre un grave pericolo.

Nel frattempo i quaranta ladroni continuano a cercare Alì Babà e quando vengono a conoscenza dal calzolaio cieco che giorni prima egli ha dovuto ricucire il corpo di un morto assaltano la casa. Sfortunatamente, arrivano troppo tardi così dopo aver minacciato il calzolaio ed essersi fatti dire dove possano essersi nascosti lo uccidono senza pietà. Scoperta la nuova residenza, con uno stratagemma Malik si fa passare per un mercante e chiede ospitalità ad Alì Babà per conservare dei grossi canopi d'olio prima di venderli; in realtà al loro interno ci sono nascosti i suoi uomini pronti a uscire al primo ordine. Morgiana, che ha riconosciuto in Malik l'assassino di suo padre e avendo intuito la verità, dopo aver per caso ucciso il secondo di Malik, va di nascosto da Youssef dove prende degli scorpioni velenosi con cui uccidere i criminali uno alla volta. Malik scopre Morgiana ma prima che l'uno possa uccidere l'altro riesce a scappare, in ogni caso il resto della banda viene sgominata; rimasto solo Malik torna dalla madre Zubaya per prendere una spada impregnata di magia oscura ma questa fa desistere perché la sua forza bruta non può niente contro la figlia di Al Miradjan e consegna al figlio "l'Acqua dei Sortilegi" consigliandoli di usare l'astuzia. Intanto Morgiana suggerisce ad Alì, che voleva seppellire tutti morti nel giardino della stalla, e ai suoi famigliari di buttare i corpi dei criminali nel fiume per "lavare i peccati delle loro anime". Sulle sponde del fiume Alì e Sliman incappano in Serafino (ignari della sua identità) e lo portano a casa per aiutarlo.

Intanto a palazzo il gran Visir Ya-Ya fa recapitare al Califfo le teste dei suoi ambasciatori sotto sale affermando che ciò è stata opera di Carlo Magno e indignato da ciò ordina di prepararsi alla guerra. Alì venuto a sapere che l'uomo che ha salvato è il ricercato vorrebbe consegnarlo alle autorità, ma Morgiana lo ferma raccontando loro come stanno realmente le cose affermando che le accuse che gli sono state rivolte sono infondate. In quel momento le guardie del Califfo bussano alla loro casa. Cercando di prendere tempo Alì tira fuori il tappeto sottratto alla grotta e su di esso è raffigurata un'aquila, con l'idea di avvolgerlo per nasconderlo, che Morgiana riconosce come il regalo fattole da suo padre e Alì capisce che l'aquila che aveva incontrato era il padre della ragazza.

Il vecchio Alì Babà che stanco consiglia alla nipotina Kenza di andare a dormire perché il mattino dopo le racconterà il resto della storia.

Secondo episodio

La storia riprende il mattino dopo dove Alì Babà mentre fa colazione con la nipote Kenza riprende a raccontarle la storia: