La ricostruzione della biografia e dell’opera del compositore è stata possibile grazie al lavoro di Chiara Marola, Vita e opere di Rosario Scalero: uno studio storico-documentario, Università degli Studi di Torino, Facoltà di Scienze della Formazione (DAMS), a.a. 2003-2004 (relatore prof. Paolo Gallarati) e anche grazie alla pubblicazione Rosario Scalero (1870-1954), un maestro fra “i due mondi”, atti della giornata di studi nel cinquantenario della scomparsa (Settimo Vittone, Torino, 17 luglio 2004), a cura di Eleonora Negri e Chiara Marola. Per la riscoperta della figura del compositore si veda Chiara Marola, Il musicista Scalero “riscoperto” dal Festival della Via Francigena. Nel ricco Archivio di Montestrutto fonti inedite per una biografia, in «Il Canavesano», Ivrea, Bolognino, 1984, dicembre 2004 pp. 94-99. Fu infatti docente di composizione tra il 1919 e il 1928 alla Mannes School di New York e, tra il 1924 e il 1946 al Curtis Institute of Music di Filadelfia di cui divenne Direttore del Dipartimento di Teoria e composizione. Scalero contribuì in maniera determinante allo sviluppo della musica americana trasformando giovani studenti in artisti completi e originali. Nel periodo tra il 1919 e il 1946 ebbe in America più di 200 allievi, alcuni dei quali raggiunsero la notorietà, negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Tra questi Gian Carlo Menotti, Samuel Barber e Nino Rota.

Biografia L’educazione e l’ambiente famigliare Nato da Bartolomeo Scalero e Rosa GambaudoEstratto dei Registri degli Atti di Nascita per l’anno 1870, Archivio R.Scalero “Monique de Ruette Arnoldi”, Centro di documentazione dell’Istituto per i Beni Musicali in Pimeonte, Saluzzo., Rosario Scalero proveniva da una famiglia di fedeli impiegati dei Savoia: il bisnonno Scalero prestò servizio come guardiacaccia del re Vittorio Emanuele II. Fu soprattutto la madre Rosa a incoraggiare il figlio, anche finanziariamente, nella carriera di musicista.

La formazione musicale

Ancora fanciullo, Rosario ricevette i primi rudimenti musicali presso l’Oratorio di S. Filippo a Torino. Dal 1882 al 1888 fu allievo del Liceo Musicale di Torino dove studiò violino con Luigi Avalle. Alla fine dell’anno scolastico 1887-88, nonostante la sua carriera di studente fosse davvero esemplare e gli mancasse solo un anno per ottenere il diplomaRegistro degli allievi del Liceo Musicale, Archivio del Conservatorio “G.Verdi” di Torino., Rosario abbandonò improvvisamente il LiceoSulla fondazione e l’organizzazione del Liceo Musicale di Torino si veda Alberto Basso, Il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Torino. Storia e documenti dalle origini al 1970, Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1971, pp. 39-90.. La ragione che determinò questa decisione fu probabilmente un’invincibile antipatia verso qualcunoAntonio Antonucci, Un vecchio maestro brinda alle belle musiche antiche, in «La Stampa», 02/06/1950, forse una punizione severaGiuseppe Maria Musso, Musica al Castello, in «Il Popolo Nuovo», 05/07/1947. ricevuta da Giovanni BolzoniGiovanni Bolzoni venne nominato direttore del Liceo Musicale nel luglio 1887, succedendo a Carlo Fassò, e tenne l’incarico per ben 29 anni lasciando la carica solo nel 1916. Per approfondimenti sul personaggio si veda Giocondo Fino, Il Maestro Giovanni Bolzoni: Commemorazione letta nel Liceo Musicale di Torino il 4 dicembre 1922, Torino, Alberto Giani editore, 1923, pp. 3-16., l’allora Direttore del Liceo.

Il periodo della formazione musicale di Scalero coincise con gli anni della “scoperta” di Beethoven sinfonistaCfr. Giorgio Pestelli, Beethoven a Torino e in Piemonte nell’Ottocento, Torino, Centro Studi Piemontesi, 1982. a Torino. Nei Concerti PopolariCfr. David Sorani, Giuseppe Dapanis e la società dei concerti: Musica a Torino fra Ottocento e Novecento, Torino, Centro Studi Piemontesi, 1988, pp. 26-28. diretti da Carlo Pedrotti, Rosario venne in contatto per la prima volta, così come il pubblico torinese, con le composizioni sinfoniche di Beethoven. Fu proprio il ventenne Rosario a concorrere alla diffusione presso il pubblico torinese del Concerto in re maggiore op. 61 per violino e orchestra di Beethoven, presentandolo non in primaIl Concerto in re maggiore op. 61 per violino e orchestra di Beethoven fu eseguito per la prima volta a Torino nel gennaio del 1886 presso il Teatro Regio dal violinista César Thomson. Il 13 gennaio 1886 un articolista della «Gazzetta Piemontese» così si espresse a proposito del brano inedito: «Disgraziatamente il Concerto di Beethoven non diede agio al concertista di far mostra di quelle severe qualità di stile, che certo non mancano in lui»; cfr. G. Pestelli, op. cit., p. 40. ma in seconda esecuzione cittadina al Teatro Scribe il 4 giugno 1890. Il 23 aprile 1894 Scalero si esibì nuovamente a Torino al teatro CarignanoProgramma di sala del concerto, Torino, Teatro Carignano, 23/04/1894, Archivio R.Scalero “Monique de Ruette Arnoldi”, Centro di documentazione dell’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, Saluzzo..

Il perfezionamento Nel 1889 Rosario decise di perfezionarsi a Genova sotto la guida del celebre violinista Camillo Sivori, l’unico allievo che Nicolò Paganini riconobbe come proprioCfr. Adele Pierrottet, Camillo Sivori, Milano, Ricordi, 1896; Stefano Termanini, Camillo Sivori: la fama, l’immagine, la musica: Chiesa di S. Pietro - Genova Prà - 16/26 giugno 1999, S. l. , Ser. El. Edizioni, 1999.. Camillo Sivori intuì subito le doti del giovane allievo e dopo averlo seguito nel suo perfezionamento tecnico-musicale gli consigliò di fare tutte quelle esperienze necessarie per lo sviluppo della sua personalità di artista. Rosario aveva dunque bisogno di viaggiare, di confrontarsi con realtà musicali internazionali e, nello stesso tempo, di continuare a perfezionarsi.

La creazione di una nuova famiglia Un romantico, e in principio contrastato, amore legò il violinista Rosario Scalero a Clementina Delgrosso, figlia di Alessandro Delgrosso, avvocato civilista benestante assai noto a Torino. I due si conobbero alla scuola Verri in piazza San CarloLa scuola di pianoforte Verri fu fondata nel 1860 da Giovanni Verri (1819-1881). La sede, che inizialmente era situata in Via Doragrossa angolo via Siccardi, venne trasferita poi in piazza S. Carlo. I saggi annuali si tenevano nella Sala Marchisio e poi al Teatro Vittorio Emanuele. La scuola era gestita da due sorelle, figlie di Giovanni Verri, eccellenti pianiste e insegnanti. Una di queste sorelle, Severina, soleva accompagnare al pianoforte Rosario mentre suonava il violino. Severina Verri fu anche la prima insegnante di pianoforte di Leone Sinigaglia. A tal proposito si veda il dattiloscritto inedito dal titolo Studii cit. in Rosy Moffa, Lontano da Cavoretto. I Lieder e le altre musiche vocali da camera di Leone Sinigaglia, in Miscellanea di studi 5, a cura di Alberto Basso, Torino, Centro Studi Piemontesi – Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, 2003, p. 240., frequentata dalle signorine della buona società che volevano imparare a suonare il pianoforte. Si innamorarono e vollero sposarsi. Il matrimonio fra il ventunenne violinista e la diciannovenne figlia dell’avvocato avvenne il 17 novembre 1892Invito alle nozze di Rosario Scalero e Clementina Delgrosso, Archivio R.Scalero “Monique Arnoldi de Ruette”, Centro di documentazione dell’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, Saluzzo., non senza qualche resistenza da parte della famiglia borghese di lei.

Le prime affermazioni in Europa come concertista Nel 1895 Scalero decise di recarsi a Londra per approfondire lo studio del violino sotto la guida di August Wilhelmj già Konzertmeister di Richard Wagner a Bayreuth. A Londra diede tre recital violinistici in Queen’s Hall riscuotendo gli elogi della criticaTra le testate giornalistiche: Musical News, The Morning Leader, The Stage, Era, Musical Standard, Musical Coureer, Daily News, Queen, The Guardian, Daily Telegraph, The people, Figaro, Stock Exchange.. Poi nel 1900 si trasferì a Vienna e qui rimase fino al 1907 per portare a termine un ciclo di studi di composizione.

Gli studi di composizione a Vienna Fu il compositore piemontese Leone Sinigaglia, che, venendo incontro al desiderio di Scalero di studiare seriamente la composizione, gli consigliò di recarsi a Vienna da Eusebius Mandyczewski, allievo ed intimo amico di Johannes Brahms e rappresentante della sua scuola di contrappunto, editore di tutte le composizioni di Franz Schubert e Franz Joseph Haydn, direttore artistico e bibliotecario della Casa della Musica di Vienna. Il primo approccio con il nuovo insegnante non fu facile ma con il passare del tempo Mandyczewski cominciò a stimare sempre più l’allievo. Fu Mandyczewski che introdusse Scalero negli archivi di Vienna, mettendogli in mano, affinché li studiasse, i manoscritti di Beethoven. Lo inserì in una cerchia di amicizie molto elevate, così da frequentare la migliore società viennese. Presso le famiglie ConratNella casa del poeta Hugo Conrat, grande amatore di musica, era regolarmente ospitato Brahms; Leone Sinigaglia conobbe Brahms proprio presso questa famiglia viennese; cfr. Lidia Benone, Documenti sulla vita musicale viennese alla fine dell’Ottocento: i ricordi di Leone Sinigaglia, in Miscellanea di studi 1, a cura di Alberto Basso, Torino, Centro Studi Piemontesi , 1989, pp. 121-146. e Löwemberg conobbe le più importanti personalità musicali della città tra cui Gustav Mahler, allora conosciuto come eccentrico direttore d’orchestraMandyczewski, in una lettera (n. 10) indirizzata da Vienna a Leone Sinigaglia datata 08/01/1899, definisce il direttore Mahler come «un uomo molto incostante e insicuro, terribilmente nervoso e un poco pazzo». Questa lettera fa parte della corrispondenza tra Mandyczewski e Sinigaglia conservata nel Fondo Sinigaglia della Biblioteca del Conservatorio di Torino. Alcune lettere (nn. 17, 20, 21, 39) riportano informazioni interessanti circa i rapporti tra Mandyczewski e Scalero.. A Vienna Scalero compose, in un getto di freschezza creativa, gran parte della sua produzione da camera pubblicata poi da Breitkopf & Härtel. Visse un periodo della sua vita estremamente soddisfacente, spesso in compagnia del suo fedele amico Leone SinigagliaPer apprendimenti sui rapporti professionali e di amicizia tra i due compositori piemontesi si veda Flavia Ingrosso-Chiara Marola, Il carteggio Sinigaglia-Scalero (1899-1913). Due compositori piemontesi a Vienna, in Miscellanea di studi 6, a cura di Alberto Basso, Torino, Centro Studi Piemontesi - Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, ottobre 2006.. Sempre insieme nelle occasioni mondane della gaudente Vienna, amavano trascorrere il tempo libero a passeggio nel Prater o frequentando i teatri d’operetta, gli spettacoli circensi e i numerosi café-chantant della città. Tra i due amici vi era un rapporto di fiducia e stima anche sul piano professionale. Rosario, prima di presentare nuovi lavori al maestro Mandyczewski, li sottoponeva all’amico dal quale pretendeva poi un giudizio sincero.

Tournée in Germania e affermazione come compositore Terminati gli studi a Vienna, Rosario Scalero, decise di effettuare una tournée in Germania per presentare al pubblico le sue musiche. Tutte le composizioni di Scalero furono acquistate da parte della maggior casa editrice tedesca, la Breitkopf & Härtel di Lipsia. Questo contratto con Breitkopf decretò la notorietà internazionale di Scalero come compositore.

1913-1915: la Società del Quartetto