Divenne particolarmente famoso per aver ritratto il Re Sole nel celebre Ritratto di Luigi XIV con gli abiti dell'incoronazione che gli valse nel 1701 la nomina a pittore della corte di Francia, momento dal quale iniziò a dipingere ritratti per la maggior parte delle personalità di rilievo di Versailles. È considerato tra i principali ritrattisti del periodo barocco insieme a Rubens, Van Dyck e Rembrandt.
Secondo Jacques Thuillier, professore del Collège de France, «Hyacinthe Rigaud fu uno di quei pittori francesi che sotto l'Ancien Régime furono tra i ritrattisti più celebrati. Questa ammirazione fu ben meritata per l'abbondanza d'opere e per la costante perfezione che egli impresse alle medesime».
Con la sua opera, Rigaud non solo celebrò lo splendore della corte di Versailles ma anche la propria fedeltà alla dinastia dei Borbone di Francia di cui ritrasse i componenti per quattro generazioni. Lavorò anche per personalità dell'aristocrazia e del clero, borghesi e finanzieri, industriali e ministri, collaborando a creare una vera e propria galleria di ritratti quasi completa delle personalità di spicco del regno di Francia tra il 1680 ed il 1740. Una parte della sua produzione pittorica, seppur minoritaria, è costituita da personaggi meno noti come amici, parenti, altri artisti o semplicemente commercianti.
Biografia Le origini e la famiglia
Rigaud nacque a Perpignano, città che passò dalla Spagna alla Francia pochi mesi dopo la sua nascita, a seguito del Trattato dei Pirenei (7 novembre 1659). Il 20 luglio 1659 venne battezzato al fonte battesimale della Cattedrale di Perpignano.Claude Colomer, La Famille et le milieu social du peintre Rigaud, Perpignan, pag. 11
Il padre di Hyacinthe, Mathias, era sarto di professione e lavorava per la cattedrale, dove svolgeva anche l'attività di pittoreAnatole de Montaiglon, Procès-verbaux de l’Académie royale de peinture et de sculpture (1648-1793) publiés par Anatole de Montaiglon d’après les registres originaux conservés à l’École des beaux-arts de Paris, pag. 186 dal momento che molti dei suoi antenati avevano intrapreso questa professione, in particolare nella decorazione di pale d'altare, tabernacoli e oggetti liturgici per le chiese (esemplari si trovano nelle chiese di Palau-del-Vidre, Perpignano, Amélie-les-Bains). Il nonno di Hyachinthe, Jacinto, e ancor prima il padre di questi, Honorat, furono anche doratori, disponevano in città una loro bottega dalla fine del Cinquecento ed erano membri illustri della gilda locale della loro professione.Julien Lugan, Peintres et doreurs en Roussillon aux xviie et xviiie siècles, Canet, éditions Trabucaire, 2006. La madre di Hyacinthe, Therese Faget (1634-1655), era figlia di un carpentiere della città e aveva sposato Mathias il 13 marzo 1647. Trovatosi vedovo poco dopo, Mathias si risposò con Maria Serra (1638-1721), figlia di un sarto e mercante di tele da pittura di Perpignano, il 20 dicembre 1655. Nello stesso anno del loro matrimonio, la coppia decise di acquistare una nuova abitazione posta nei pressi della cattedrale cittadina, dove Hyacinthe crebbe e si formò.
La prima formazione
Ciò che il giovane Hyacinthe apprese sulla pittura, probabilmente lo ottenne grazie a una formazione interna alla sua stessa famiglia, con rudimenti che gli vennero impartiti dal padre forse grazie anche a modelli che finirono poi per condizionare la sua capacità ritrattistica negli anni della maturità. Sin dall'inizio, infatti, la pittura di Rigaud è stata influenzata dal modo di dipingere di una delle figure più emblematiche della pittura catalana dell'epoca, Antoni Guerra il vecchio (1634-1705)Guerra, la peinture baroque en pays catalan aux xviie et xviiie siècles. Catalogo della mostra di Guerra, Perpignano, palazzo dei re di Maiorca, 2006., il quale fu insegnante anche di suo figlio Antoni Guerra il giovane (1666-1711). Se tra queste due famiglie di pittori che lavoravano nella medesima città vi fossero stati contatti non si sa con certezza, anche se le influenze dei Guerra furono sicuramente significative nell'opera di Rigaud. Il mestiere di suo padre lo formò sicuramente alla cura nella realizzazione dei drappeggi e allo studio dei colori e delle ombre nelle stoffe.
Alla morte del padre nel 1669, "Jyacintho Rigau" (il nome francese di Hyacinthe Rigaud con cui è maggiormente noto gli perverrà solo in seguito al suo insediamento a corte) si sa con certezza che lavorava presso il doratore carcassonese Pierre Chypolt. Nel contratto d'impiego ancora oggi conservato, vengono largamente lodate le capacità di doratore di Rigaud, che lo stesso pittore sfrutterà poi a più riprese anche nei suoi anni alla corte di Francia.Archives départementales des Pyrénées-Orientales, 3E1/6162, f°71-72. voir Julien Lugand, «Peintres et doreurs en Roussillon», op. cit., p. 48 (note 34), p. 53.
L'aneddoto secondo il quale Rigaud fosse all'epoca un protetto o addirittura un discendente di un ipotetico "conte di Ros" è stato appurato ad oggi essere una pura invenzione derivata dalla vita del pittore scritta nel 1716 dall'accademico onorario Henry Van Hulst per il granduca di Toscana, Cosimo III de' Medici. Tale fraintendimento è probabilmente dovuto al doppio cognome della dinastia spagnola del padre dell'artista.
La carriera La formazione in Linguadoca
Nel 1675, alla morte del padre, il giovane Rigaud lasciò la terra natia alla volta di Montpellier. Malgrado la presenza a Perpignano di un forte spirito di corporazione, Hyacinthe si era già formato a Carcassona ed era stato in grado di sviluppare un talento sufficientemente eloquente per potersi distinguere anche in patria, abbandonando gli ambienti filo-spagnoli della Catalogna francese.
Antoine Dezallier d'Argenville, biografo di Rigaud, ricorda come il giovane pittore fosse giunto a Montpellier con l'approvazione della madre che, riconosciutone le doti e non volendo frenarne il desiderio di proseguire nella carriera che era stata di tutti i membri della sua famiglia, gli consentì di recarsi a studiare presso Paul Pezet & Verdier (che il d'Argenville definisce "mediocri"), grazie ai quali si avvicinò al mondo della grande pittura nazionale francese e presso i quali rimase impiegato per quattro anni "in esclusiva", ovvero senza la possibilità di prendere contratti autonomamente con altri.Antoine Joseph Dezallier d'Argenville, Abrégé de la vie des plus fameux peintres, avec leurs portraits gravés en taille-douce, les indications de leurs principaux ouvrages, Quelques réflexions sur leurs Caractères, et la manière de connoître les dessins des grands maîtres, vol. IV, Paris, De Bure, 1745, pag. 310 Ricorda ancora l'Argentville: «Van Dyck fu per qualche tempo la sua unica guida in quella bottega; ne copiò i dipinti che [i pittori] avevano in stampa, non in maniera meccanica o banale; monsieur Collin de Vermont potrà fornire prova di quanto dico. Egli possiede diverse di queste copie fatte dal giovane Rigaud, dove si può riconoscere tutta quell'intelligenza e quella bravura del grande maestro che diverrà in seguito».Claude Colomer, La Famille et le milieu social du peintre Rigaud, Perpignan, Connaissance du Roussillon, 1973, pag. 75
Sempre durante questi anni di formazione, Rigaud conobbe a Montpellier anche Sébastien Bourdon, una delle figure emblematiche del panorama artistico francese dell'epoca, oltre a Jans Zueil, detto "il francese" per quanto originario di Bruxelles, grande imitatore dello stile di Rubens e di Van Dyck, che portò a Montpellier le tecniche pittoriche nordiche. Fu probabilmente quest'ultimo che mise Rigaud in contatto con Antoine Ranc "il Vecchio" (1634-1716), il pittore presso la cui bottega Hyacinthe si portò a lavorare dopo aver terminato il proprio primo contratto.Claude Colomer, La Famille et le milieu social du peintre Rigaud, Perpignan, Connaissance du Roussillon, 1973, pag. 14 LAutoritratto con mantello blu dello stesso Rigaud, realizzato nel 1696 e dedicato proprio ad Antoine Ranc, testimonia chiaramente il profondo legame d'amicizia formatosi tra i due.Stéphan Perreau, Hyacinthe Rigaud (1659-1743), le peintre des rois, Montpellier, Nouvelles Presses du Languedoc, 2004, pag. 134 Quattro anni dopo, Rigaud decise di trasferirsi a Lione dove si legò al collega Henri Verdier; lasciando la bottega di Ranc il suo maestro avrebbe esclamato: «Non sarò mai in grado di afferrare la natura come fai tu, con così tanta precisione, non vi riuscirò mai con tanta abilità. Sei stato il mio scolaretto, sarai il mio padrone; ricorda questa profezia!».
L'arrivo a Lione
Sfortunatamente del periodo lionese di Rigaud esistono ben pochi documenti d'archivio per ricostruire attentamente la sua attività in questi anni. Sappiamo tuttavia che, per tradizione, gli artisti di Montpellier hanno sempre sviluppato stretti legami con questa città, seguendo l'esempio di Samuel Boissière.Henri Marcel Kühnholtz, Samuel Boissière, peintre de Montpellier, au xviie siècle, Montpellier, Castel, 1845. La città era ricca in particolare data la presenza di molti mercanti dei stoffe di cui sicuramente il Rigaud fu uno dei ritrattisti.Stéphan Perreau, Hyacinthe Rigaud (1659-1743), le peintre des rois, Montpellier, Nouvelles Presses du Languedoc, 2004, pag. 41
Anche se non si hanno notizie precise del pittore sino al 1681 (anno del suo arrivo a Parigi), è probabile che questi ritratti, noti come "dipinti della giovinezza", debbano comprendere ad esempio quello di Antoine Domergue, consigliere del re, controllore provinciale generale di LioneJoseph Roman, Le Livre de raison du peintre Hyacinthe Rigaud, Paris, Laurens, 1919, pag. 11 o quello di monsieur Sarazin di Lione, membro della famosa dinastia dei banchieri di origine svizzeraJoseph Roman, Le Livre de raison du peintre Hyacinthe Rigaud, Paris, Laurens, 1919, pag. 9, o ancora il ritratto di Jean de Brunenc, commerciante di seta, banchiere e console a LioneJoseph Roman, Le Livre de raison du peintre Hyacinthe Rigaud, Paris, Laurens, 1919, pag. 13; in questi ritratti già si possono notare tutti gli elementi che faranno poi la fortuna di Rigaud a corte oltre alla sua innegabile bravura nell'arte della pittura e del disegno.
Nel 1681, quando Hyacinthe Rigaud decise di "salire" a Parigi per ampliare il proprio mercato e introdursi in ambienti sempre più prestigiosi, la sua clientela comprendeva già personalità della Svizzera e di Aix-en-Provence.Ariane James-Sarazin, Hyacinthe Rigaud et ces messieurs d’Aix-en-Provence, Bibliothèque de l'École des chartes, 2003, t. 161, p. 67-113.
L'arrivo a Parigi
Questo estratto della Correspondance des directeurs de l’Académie de France à Rome datato al 5 settembre 1682, riassume l'arrivo di Rigaud a Parigi e le sue prime vicende nella capitale francese.Claude Colomer, La Famille et le milieu social du peintre Rigaud, Perpignan, Connaissance du Roussillon, 1973, pag.16 A Parigi, abitò presso la parrocchia di Saint-Eustache, in rue Neuve-des-Petits-ChampsAbraham du Pradel, Livre commode des adresses de Paris, Paris, 1692, ried. 1878, vol. II p. 95, un quartiere frequentato da artisti, pittori, doratori, incisori, oltre a musicisti, editori ed ebanisti. Rigaud si presentò poco dopo all'Académie royale de peinture et de sculpture, passaggio obbligatorio per quanti fossero in cerca di notorietà e buone commissioni, ma ancor più era l'elemento necessario per poter esercitare la propria professione legalmente in Francia.
Hyacinthe Rigaud si presentò inizialmente con l'intento di concorrere al prix de Rome, il premio consegnato annualmente dall'accademia, che gli avrebbe permesso di studiare a Roma le opere dei maestri italiani e di formarsi così alle tecniche più complesse della sua arte. L'opera con la quale concorse al premio riguardava la vita di Enoch, tema assai raro ma che era stato trattato l'anno precedente da Raymond Lafage, artista da cui Rigaud trasse ispirazione e che aveva avuto modo di vedere a Lione.