L'anno della sua nascita resta incerto, ma i molti dettagli noti che riguardano la sua vita lasciano intendere che nacque nel 975 o poco dopo a Strigonio. Il suo nome di nascita pagano fu Vajk, ma la data del suo battesimo resta sconosciuta. Unico figlio di sesso maschile del gran principe Géza e di sua moglie, Sarolta, la quale discendeva da un'importante famiglia di gyula, ovvero un titolo nobiliare, Stefano fu il primo membro della famiglia degli Arpadi a diventare un devoto cristiano, sebbene entrambi i suoi genitori si fossero battezzati. Su iniziativa del padre, nel 995 o poco dopo sposò Gisella di Baviera, discendente della dinastia ottoniana e figlia di Enrico II.
Dopo essere subentrato a suo padre nel 997, Stefano dovette combattere per il trono contro un suo parente, Koppány, che era sostenuto da un gran numero di guerrieri pagani. Dopo averlo sconfitto con l'assistenza di cavalieri stranieri tra cui Vecelino di Wasserburg, Hont, Pázmány e altri nobili locali, fu incoronato come re il 25 dicembre 1000 o il 1º gennaio 1001 con l'approvazione di papa Silvestro II, abolendo così la precedente carica di gran principe. Impegnato dapprima in una serie di guerre contro tribù semi-indipendenti e capitribù tra cui i Magiari Neri e suo zio, Gyula III detto il Giovane, riuscì nell'intento di assicurarsi la sua supremazia sul bacino dei Carpazi e protesse l'indipendenza del suo regno quando essa fu messa a rischio da Corrado II il Salico, imperatore del Sacro Romano Impero. Quest'ultimo fu costretto a ritirarsi dall'Ungheria dopo averla aggredita nel 1030.
Il contributo apportato da Stefano in ambito ecclesiastico fu decisamente notevole, in quanto egli fondò almeno un arcivescovado, sei vescovati e tre monasteri benedettini, circostanza che consentì alla Chiesa cattolica in Ungheria di dotarsi di una propria struttura indipendente dagli arcivescovi del Sacro Romano Impero. Il sovrano incoraggiò la diffusione del cristianesimo infliggendo severe punizioni nei confronti di chi rifiutava di abbracciare la nuova fede. Il suo sistema di amministrazione si basava sul sistema dei comitati, i quali erano organizzati attorno a delle fortezze ed erano amministrati da ufficiali reali (ispán). L'Ungheria godette di un lungo periodo di pace durante il suo regno e divenne una delle tappe predilette per i pellegrini e i mercanti che viaggiavano tra Europa occidentale, Terra santa e Costantinopoli.
Vissuto più a lungo di ogni suo figlio, morì il 15 agosto 1038 e fu sepolto nella sua nuova basilica, costruita ad Albareale e dedicata alla Santa Vergine. Alla sua dipartita seguirono guerre civili durate per decenni. Fu canonizzato da papa Gregorio VII insieme a suo figlio, Emerico, e al vescovo Gerardo di Csanád, nel 1083. Stefano è oggi un santo assai venerato sia in Ungheria sia nei territori limitrofi: in terra magiara, il giorno della sua festività (il 20 agosto) coincide con la data in cui si commemora la fondazione dello Stato nazionale.
Biografia Primi anni (975 circa-997)
La data di nascita di Stefano è incerta, in quanto non testimoniata in documenti coevi.. Le cronache ungheresi e polacche scritte secoli dopo indicano tre anni diversi, ovvero il 967, il 969 e il 975.. La testimonianza unanime delle sue tre agiografie della fine dell'XI secolo o dell'inizio del XII secolo e di altre fonti ungheresi, le quali affermano che Stefano fosse «ancora in età adolescenziale» nel 997, lasciano intuire che l'affidabilità maggiore va attribuita all'ultimo anno in ordine cronologico indicato (il 975).. La Leggenda minore della Vita di Santo Stefano aggiunge come luogo di nascita Strigonio (Esztergom), circostanza la quale implica che vide la luce dopo il 972, in quanto suo padre, Géza, scelse di risiedervi con la corte intorno a quell'anno. Géza promosse la diffusione del cristianesimo tra i suoi sudditi con la forza, ma non smise mai di adorare divinità pagane... Sia la Leggenda maggiore, un'opera incentrata sul figlio Stefano, che il quasi contemporaneo Tietmaro di Merseburgo, autore di una preziosa cronaca medievale, descrivevano Géza come un monarca crudele, lasciando intuire che si comportò alla stregua di un despota per consolidare senza pietà la sua autorità sui nobili ungheresi ribelli..
Le cronache magiare concordano sul fatto che la madre di Stefano fosse Sarolta, figlia di Gyula, un capo ungherese attivo in Transilvania o nella regione più ampia della confluenza dei fiumi Tibisco e Maros... Molti storici, inclusi Pál Engel e Gyula Kristó, hanno sostenuto che suo padre avesse più di qualche aspetto in comune con «Gylas», un uomo battezzato a Costantinopoli intorno al 952 e che, secondo il cronista bizantino Giovanni Scilitze, «rimase fedele al cristianesimo».... Tuttavia, questa ricostruzione non è stata unanimemente accettata in ambienti accademici; lo storico György Györffy ha affermato che non si trattasse del padre di Sarolta, ma di suo fratello minore, battezzato proprio nella capitale bizantina. In contrasto con tutte le fonti magiare, la Cronaca polacco-ungherese e quelle polacche successive sostengono che la madre di Stefano fosse stata Adelaide, una sorella non indicata in nessun altro scritto del duca Miecislao I, ma l'affidabilità di quest'informazione viene ritenuta tutt'altro che alta dagli storici moderni..
Alla nascita, Géza e Sarolta chiamarono il proprio bambino Vajk, una scelta legata al termine turco baj e il cui significato era "eroe", "maestro", "principe" o "ricco"... Il nuovo nome cristiano, Stefano (in onore del protomartire santo Stefano, patrono della chiesa di Passavia), gli venne imposto al momento del battesimo. Secondo lo storico Gyula László, sostenitore in passato della teoria della «doppia conquista della patria», Stefano sarebbe appartenuto ad un ceppo etnico turco e, di conseguenza, avrebbe utilizzato in vita anche una lingua turca; malgrado l'autorevolezza dell'autore che l'ha ipotizzata, tale ricostruzione non riscuote più grossi consensi ed è considerata superata.Tale teoria, dopo aver goduto di una certa fama durante i primi decenni del Novecento in un periodo in cui il panturchismo e il turanismo attiravano notevoli consensi, così come durante il regime socialista, è stata notevolmente ridimensionata dagli studi più recenti. La ricostruzione è ritenuta superata in quanto riflettente la cultura del periodo storico in cui László scrisse (relativamente ai contatti tra Magiari e Turchi si vedano per completezza le voci sul panturchismo, su Ármin Vámbéry e sui più antichi principi ungari). La Leggenda estesa di Stefano riferisce che Stefano ricevette il primo sacramento cristiano per mano del santo vescovo Adalberto di Praga, il quale soggiornò più volte alla corte di Géza tra il 983 e il 994... Tuttavia, la pressoché coeva Leggenda di Sant'Adalberto, scritta da Bruno di Querfurt, non dichiara alcunché a proposito di tale evento. In virtù di siffatte premesse, la data del battesimo di Stefano risulta sconosciuta: Györffy ha affermato che fu battezzato subito dopo la nascita, mentre Kristó ha ipotizzato che egli ricevette il battesimo solo poco prima della morte del padre nel 997.
L'agiografia ufficiale di Stefano, scritta dal vescovo Artvico con il placet di papa Innocenzo III, narra che «ricevette una completa istruzione nella conoscenza dell'arte grammaticale» durante la sua infanzia.. Ciò implica l'apprendimento da parte sua del latino, anche se un certo scetticismo rimane giustificato poiché pochi sovrani dell'epoca erano in grado di scrivere. Le sue altre due agiografie della fine dell'XI secolo non menzionano alcuno studio grammaticale, affermando soltanto che «ricevette un'educazione consona a un piccolo principe». Kristó asserisce che quest'ultima osservazione si riferisce esclusivamente all'allenamento fisico di Stefano, inclusa la sua partecipazione a battute di caccia e azioni militari. Secondo la Chronica Picta, uno dei suoi tutori era il conte Deodato, giunto dall'Italia e futuro fondatore di un monastero a Tata..
Secondo le leggende di Stefano, il gran principe Géza convocò un'assemblea dei capi e dei guerrieri magiari quando Stefano «raggiunse i primi anni della giovinezza», ossia all'età di 14 o 15 anni... Géza nominò Stefano suo successore e tutti i presenti, forse anche per timore reverenziale, prestarono subito giuramento di fedeltà al giovane principe. Györffy scrive anche, senza identificare la sua fonte, che Géza nominò suo figlio per governare il «ducato di Nyitra» in quel periodo. Gli storici slovacchi, inclusi Ján Steinhübel e Ján Lukačka, hanno considerato verosimile il punto di vista di Györffy e hanno ipotizzato che Stefano amministrasse Nyitra (oggi Nitra, in Slovacchia) dal 995 circa...
Géza organizzò il matrimonio di Stefano con Gisella, figlia di Enrico II, duca di Baviera, nel 995 o poco dopo.. Questo matrimonio stabilì il primo legame familiare tra un sovrano dell'Ungheria e una casa regnante dell'Europa occidentale, poiché Gisella apparteneva alla dinastia ottoniana, al potere sul Sacro Romano Impero (anche se apparteneva al ramo bavarese, all'epoca non ancora ascesa al trono).. Secondo la tradizione popolare conservata nell'Abbazia di Scheyern in Baviera, la cerimonia si celebrò nel castello locale e fu celebrata da sant'Adalberto. Gisella venne accompagnata nella sua nuova dimora da cavalieri bavaresi, molti dei quali ricevettero sovvenzioni fondiarie dal marito e si stabilirono in Ungheria, contribuendo a rafforzare la posizione militare di Stefano... Györffy ha ipotizzata che Stefano e sua moglie «presumibilmente» si stabilirono a Nyitra dopo il loro matrimonio.
Regno (997-1038) Gran principe (997-1000)
Il gran principe Géza morì nel 997, evento a cui fece seguito la convocazione di Stefano di un'assemblea a Strigonio dove i suoi sostenitori lo dichiararono gran principe... Al momento del suo insediamento, controllava solo le regioni nord-occidentali del bacino dei Carpazi, mentre il resto del territorio era ancora dominato di fatto da vari capitribù. L'ascesa al trono di Stefano appariva in linea con il principio della primogenitura, che prescriveva che al padre subentrasse il figlio. Tale prassi si poneva però in contrasto con la tradizionale modalità di successione per anzianità, la quale voleva che a Géza avrebbe dovuto fare seguito il membro più vecchio vivente della dinastia degli Arpadi, ossia, in quel momento, Koppány.. Quest'ultimo deteneva il titolo di duca di Somogia e aveva amministrato per molti anni le regioni del Transdanubio a sud del lago Balaton..
Secondo l'usanza pagana del matrimonio levirato, Koppány chiese la mano alla vedova di Géza, Sarolta, oltre ad annunciare al contempo la sua pretesa al trono... Sebbene non sia impossibile che Koppány fosse già stato battezzato nel 972, la maggioranza dei suoi sostenitori era pagana, oltre che avversa al cristianesimo incarnato da Stefano e dal suo seguito prevalentemente teutonico.. Un atto del 1002 ritrovato nell'Arciabbazia di Pannonhalma scrive di una guerra tra «tedeschi e ungari», riferendosi alla lotta insorta tra Stefano e Koppány.. Nonostante questo, Györffy ritiene che Oszlar ("Alano"), Besenyő ("Peceneghi"), Kér e altri toponimi impiegati con riferimento a gruppi etnici o tribù magiare nel Transdanubio intorno ai presunti confini del ducato di Koppány suggeriscano che un numero significativo di unità ausiliarie e di gruppi di guerrieri ungari stabilitisi presso il gran principe Géza combatterono nell'esercito di Stefano..