Si arruolò nella Marina imperiale giapponese nel 1915, si specializzò nell'utilizzo del siluro ed ebbe una formazione anche sui sommergibili; ereditato il titolo di barone nel 1921, servì per diversi anni su naviglio silurante prima di essere assegnato all'Accademia navale di Etajima nel ruolo di istruttore (1927-1929). A cavallo tra i due decenni comandò due cacciatorpediniere di seconda qualità e, tra 1932 e 1933, fu aiutante di campo di un principe della casata imperiale, prima di comandare in successione due cacciatorpediniere e fungere da vice sull'incrociatore leggero . Proseguì poi la carriera nel 4º Distretto navale (Maizuru) e divenne capitano di vascello alla fine del 1938. Nell'estate 1941 divenne comandante dell'incrociatore pesante che era anche nave ammiraglia della 2ª Flotta: partecipò così a quasi tutte le importanti operazioni contro gli Alleati occidentali dal dicembre 1941 al dicembre 1942; in particolare, combatté nella battaglia navale di Guadalcanal (12-15 novembre). Passò poi alla guida della nave da battaglia , con la quale operò nelle retrovie, e nel luglio 1943 divenne comandante della 3ª Squadriglia (pur ricevendo il grado di contrammiraglio solo a novembre): con questo reparto rivestì una parte importante nella campagna delle isole Salomone, capitanando le forze giapponesi alle battaglie di Horaniu e di Vella Lavella. In subordine al contrammiraglio Sentarō Ōmori fu in prima linea anche nella battaglia della baia dell'imperatrice Augusta, sopravvivendo fortunosamente all'affondamento della sua ammiraglia. Dopo un periodo di riposo fino al marzo 1944, prese il comando della 1ª Squadriglia di scorta. In mare per proteggere un convoglio in rotta per Singapore, perì a bordo dell'ammiraglia colpita dai siluri di un sommergibile.

Le fonti lo descrivono come una persona cordiale e socievole, ottimista; era più alto del giapponese medio, allampanato e con grandi occhi espressivi...

Biografia Inizio della carriera Matsuji Ijūin nacque il 21 aprile 1893 a Tokyo. Suo padre era Ijūin Gorō, ufficiale della Marina imperiale giapponese; investito di numerose responsabilità, nel 1907 fu creato barone (danshaku) nel sistema nobiliare kazoku allora in vigore nell'Impero giapponese, con la possibilità di trasmettere il titolo agli eredi. Arrivò a diventare comandante in capo della Flotta Combinata e a ottenere i gradi di ammiraglio della flotta. Matsuji fu influenzato dal lavoro del padre e in giovane età s'iscrisse all'Accademia navale di Etajima: studiò nella 43ª classe e si diplomò il 16 dicembre 1915, ma soltanto novantaduesimo su novantacinque allievi. In ogni caso ottenne il brevetto di aspirante guardiamarina e fu imbarcato sull'incrociatore corazzato , a bordo del quale completò la crociera d'addestramento all'estero. Al rientro in Giappone fu trasferito alla nave da battaglia (22 agosto 1916) per proseguire la formazione basilare, ma il 1º dicembre fu riassegnato all'incrociatore corazzato , ricevendo al contempo la qualifica di guardiamarina. Fu infine imbarcato sul pari tipo il 10 ottobre 1917, sul quale concluse l'addestramento. Provvisoriamente inviato al 1º Distretto navale con quartier generale a Yokosuka dal 9 novembre, il 1º dicembre 1918 iniziò a frequentare il Corso base alla Scuola siluristi con il grado appena guadagnato di sottotenente di vascello; il 23 maggio 1919 intraprese quindi il Corso base alla Scuola d'artiglieria navale, alla cui conclusione (1º dicembre) fu destinato all'equipaggio della nave da battaglia .

Gli anni venti e trenta Il 1º dicembre 1920 Ijūin passò al cacciatorpediniere di terza classe Ariake (vale a dire una piccola torpediniera per gli standard occidentali coevi). Il 31 gennaio 1921 suo padre spirò e, pertanto, assunse il titolo e i privilegi di barone. Maturò un forte interesse per il naviglio silurante e ottenne di essere avviato al Corso avanzato della Scuola siluristi dal 1º dicembre: quel giorno stesso fu anche portato al grado di tenente di vascello. Un anno esatto più tardi, completata la preparazione, fu assegnato alla 2ª Divisione cacciatorpediniere per fare esperienza nei successivi due anni, ma senza incarichi particolari. Il 1º dicembre 1924 tornò a terra per intraprendere il Corso B alla Scuola sommergibilisti e il 1º aprile 1925 salì a bordo del sommergibile Ro-51; vi rimase otto mesi, dopo i quali fu trasferito all'incrociatore Yakumo. Avendo maturato diverse conoscenze di vari tipi di nave e approfondito le competenze nell'utilizzo di naviglio silurante, il 20 gennaio 1927 Ijūin fu ridestinato all'Accademia navale come istruttore e con un parallelo incarico da docente militare. Dopo la promozione a capitano di corvetta (10 dicembre 1928) continuò a lavorare all'istituto per diversi mesi. Il 5 settembre 1929 ebbe il suo primo comando, il cacciatorpediniere di seconda classe Hasu al quale affiancò, dal 1º al 30 novembre, anche il comando provvisorio del gemello Yomogi: si trattava di unità adatte ad acque costiere o chiuse.

Il 1º dicembre 1931 a Ijūin fu affidato un cacciatorpediniere di squadra sebbene obsolescente, il Sawakaze, che guidò per un anno. Al dicembre 1932 fu richiamato a terra per un particolare servizio: fu nominato aiutante di campo del principe Hiroyasu Fushimi. Durante questo incarico non cessò comunque l'attività più strettamente militare, pur in forma ridotta; fu, infatti, dapprima assegnato all'8ª Divisione cacciatorpediniere fino al 10 ottobre 1933 e, poi, al personale del prestigioso Collegio navale a Tokyo, peraltro senza particolari compiti. Ijūin concluse il mandato da aiutante il 1º novembre dello stesso anno e assunse il comando del cacciatorpediniere di squadra Yuzuki; il 1º novembre 1934 passò alla testa del moderno cacciatorpediniere Ikazuchi e, due settimane più tardi, fu promosso capitano di fregata. Il 21 novembre 1935 prese posto, invece, sul vetusto incrociatore leggero in qualità di vicecomandante, partecipando a operazioni di routine. Il 2 novembre 1936 lasciò la nave per presentarsi al 4º Distretto navale (Maizuru) ed entrare nello stato maggiore: rimase oltre due anni in questa posizione e, nel frattempo, ricevette la nomina a capitano di vascello (15 novembre 1938). Il 15 dicembre divenne comandante della 23ª Divisione cacciatorpediniere, composta da esemplari della classe Mutsuki che, ormai, era considerata di seconda qualità. Il 15 novembre dell'anno successivo, al contrario, acquisì il comando dell'8ª Divisione cacciatorpediniere formata da quattro unità della moderna classe Asashio: è presumibile che, con entrambi questi reparti, abbia svolto missioni sul fronte cinese.

La seconda guerra mondiale 1940-1942

Il 15 ottobre 1940 Ijūin cedette il posto alla testa della divisione e assunse il comando del vecchio incrociatore leggero , con il quale ebbe un normale servizio senza particolari eventi. L'11 agosto 1941 fu spostato a un'unità decisamente più all'avanguardia, l'incrociatore pesante ; tradizionalmente questa nave serviva come ammiraglia della potente 2ª Flotta e, pertanto, ne imbarcava il comandante in capo, viceammiraglio Nobutake Kondō.. Assieme alla 3ª Flotta fu incaricata, a fine estate, di proteggere le molteplici operazioni anfibie previste dai piani di espansione degli alti comandi, volti ad assicurare all'Impero giapponese le Indie orientali olandesi e le vicine colonie occidentali. Operando assieme al resto della 4ª Divisione incrociatori, cui lo Atago apparteneva, Ijūin coprì a distanza gli sbarchi nella Malesia britannica avvenuti la mattina dell'8 dicembre 1941; il giorno successivo si preparò a combattere contro la Force Z che, tuttavia, fu annientata il 10 dall'11ª Flotta aerea. Vigilò quindi sugli sbarchi a Miri e Kuching nel protettorato del Borneo del Nord, avvenuti il 16 e il 22 dicembre e contrastati solo da attacchi aerei e alcuni sommergibili, poi alle operazioni anfibie sul versante orientale della Malesia nel gennaio 1942, dove l'avanzata nipponica era fulminea.. Ijūin e lo Atago rimasero al largo dell'isola di Sumatra tra il 12 e il 15 febbraio, per proteggere il grande attacco dal mare e dal cielo; questa volta la flotta dell'ABDACOM intervenne in forze ma, di nuovo, l'opposizione aerea nipponica impedì una battaglia navale (pur senza affondare alcuna unità degli Alleati).. Nel frattempo la 3ª Flotta aveva balzato di conquista in conquista nella porzione orientale dell'Indonesia ed era stata raggiunta anche dalla 1ª Flotta aerea del viceammiraglio Chūichi Nagumo, reduce dall'attacco di Pearl Harbor e che fu posizionata tra Giava e l'Australia.. In questa zona si spostarono anche la 4ª Divisione incrociatori e due cacciatorpediniere, per dare la caccia alle navi alleate in fuga; dalla plancia dello Atago Ijūin diresse il combattimento contro l'isolato , aiutato dal Takao. Il 4 marzo la formazione distrusse un convoglio e, poi, Ijūin indusse alla resa una motonave olandese che fu incorporata nella Marina imperiale. Alcuni giorni dopo la campagna delle Indie orientali olandesi si concluse con una vittoria giapponese; Ijūin compì una serie di soste nelle zone occupate prima di procedere per Yokosuka, poiché lo Atago necessitava di manutenzione. Il 18 aprile, però, ebbe ordine di salpare immediatamente per agganciare una Task force statunitense che aveva eseguito un attacco aereo sulla capitale: nonostante il dispiegamento di forze, l'inseguimento fu vano. Dopo che lo Atago fu rimesso in piena efficienza, Ijūin fu messo al corrente del complesso piano per annientare la United States Pacific Fleet presso l'atollo di Midway; spostatosi a Hashirajima alla testa del naviglio pesante della 2ª Flotta, partì il 29 maggio. Suo compito sarebbe stato quello di appoggiare con gli altri incrociatori il previsto sbarco (7 giugno); in realtà la battaglia si svolse tra il 4 e il 6 molto lontano dallo Atago e si concluse con la disfatta nipponica. Ijūin, partecipe del generale sentimento d'incredulità, ripiegò con le altre navi in Giappone e andò incontro a una ridotta attività per due mesi..