La Resistenza belga nella seconda guerra mondiale ebbe inizio a seguito dell'invasione del Belgio nel maggio 1940 da parte della Germania nazista. Sconfitto militarmente nel giro di una decina di giorni dalle forze della Wehrmacht, il Belgio fu assoggettato a un regime di amministrazione militare da parte dei tedeschi, ma ciò non impedì il sorgere di un diffuso movimento di resistenza contro gli occupanti da parte della popolazione locale, spalleggiato dagli Alleati e dal Governo in esilio del Belgio con sede a Londra.

La popolazione civile belga fu spesso coinvolta in episodi di resistenza passiva come scioperi e atti di disubbidienza civile nei confronti degli occupanti, ma la lotta armata contro i tedeschi fu di ampiezza più ridotta. I gruppi che formavano la Resistenza erano estremamente frammentati e divisi in merito alle tattiche da impiegare, alle zone in cui agire e alle ideologie politiche cui aderire, con formazioni che coprivano in pratica l'intero spettro politico dall'estrema sinistra all'estrema destra; sebbene episodi di cooperazione tra gruppi diversi non furono rari, la Resistenza belga non costituì mai un organismo unitario e coordinato da un comando comune.

Gli atti di resistenza armata in Belgio si limitarono a operazioni di sabotaggio delle linee di comunicazione e all'assassinio di personalità in vista dello schieramento nemico, in particolare tra i collaborazionisti. La Resistenza fu molto più attiva invece nel campo della stampa di giornali clandestini, nella raccolta di informazioni a favore degli Alleati e nella protezione dei soggetti ricercati dai tedeschi, in primo luogo ebrei e aviatori alleati abbattuti; nel settembre 1944 gruppi armati di partigiani belgi affiancarono poi i reparti anglo-statunitensi nelle fasi finali della liberazione del Belgio.

La Resistenza belga pagò un tributo di sangue non indifferente alla liberazione della nazione: secondo alcune stime, su un totale di circa 70.000 partigiani belgi attivi si contarono più di 19.000 morti.

Antefatti L'invasione del Belgio

Le forze armate della Germania nazista lanciarono l'invasione del Belgio, paese che sino a quel momento si era attenuta a una politica di stretta neutralità, il 10 maggio 1940 nell'ambito dei più vasti piani per un'offensiva risolutiva sul fronte occidentale (Fall Gelb); dopo diciotto giorni di scontri, l'Esercito belga fu costretto alla resa il 28 maggio e la nazione venne sottoposta a un regime di occupazione militare da parte dei tedeschi. Nel corso della breve campagna, tra i 600.000 e i 650.000 belgi (quasi il 20% della popolazione maschile della nazione) avevano servito nelle forze armate nazionali: molti di essi divennero prigionieri di guerra e rimasero in detenzione nei campi di prigionia (Stalag) in Germania, sebbene diversi altri furono via via rilasciati prima della fine della guerra. Il re Leopoldo III del Belgio, comandante in capo delle forze armate, si arrese anch'egli ai tedeschi il 28 maggio e fu di conseguenza posto agli arresti dagli occupanti nel Castello di Laeken.

Un Governo in esilio del Belgio si costituì a Bordeaux il 18 giugno 1940 sotto la direzione del primo ministro Hubert Pierlot: considerando la resa di Leopoldo III come un tradimento della nazione, i suoi componenti dichiararono con un telegramma il loro rifiuto di sottostare agli ordini del re.. I primi tempi del governo in esilio furono alquanto caotici: il 21 giugno Marcel-Henri Jaspar, ministro belga per la salute, si recò a Londra senza il consenso del gabinetto di Pierlot e, imitando quanto fatto per la Francia da Charles de Gaulle con il suo "Appello del 18 giugno", il 23 giugno rilasciò una dichiarazione alla BBC Radio chiedendo ai belgi di continuare la lotta contro i tedeschi. Tre giorni più tardi il governo Pierlot escluse dalla compagine Jaspar accusandolo di aver abbandonato il suo posto senza autorizzazione; per tutta risposta il 5 luglio Jaspar formò un proprio governo in esilio a Londra, ma non ottenne il riconoscimento dei britannici. Quello stesso giorno anche Albert De Vleeschauwer, ministro per le colonie e responsabile governativo del Congo belga, giunse a Londra e, in coppia con il ministro delle finanze Camille Gutt, formò un proprio governo in esilio; visto che De Vleeschauwer era l'unico ministro ad avere un potere legale su territori al di fuori del Belgio occupato, i britannici furono ben disposti a riconoscere il suo governo. Solo dopo che Pierlot e i ministri a lui fedeli furono giunti a Londra via Spagna il 22 ottobre 1940 fu possibile ricomporre il quadro: De Vleeschauwer e Pierlot si accordarono per formare un esecutivo unitario guidato dal secondo, che divenne quindi l'unica autorità legittima per i belgi in esilio.

La nascita della Resistenza Molti dei primi componenti della Resistenza belga provenivano dai ranghi dell'esercito sconfitto: molti soldati, e in particolare gli ufficiali, rilasciati dai campi di prigionia tedeschi erano più che desiderosi di continuare la lotta contro gli occupanti spinti dal loro patriottismo., ma la resistenza crebbe lentamente nel corso dei primi mesi di occupazione visto che, dopo la caduta della Francia, una vittoria della Germania nazista nella guerra mondiale sembrava ormai imminente. La sconfitta tedesca nella battaglia d'Inghilterra e il rimando dei piani di invasione del Regno Unito, combinati con l'aggravamento delle politiche di occupazione tedesche sul Belgio (in particolare sotto il profilo della persecuzione delle comunità ebraiche belghe e della coscrizione dei civili belgi per programmi di lavoro forzato) accrebbero l'appoggio alla resistenza all'occupante da parte dei gruppi politici cattolici e liberali. Dopo l'inizio dell'invasione tedesca dell'Unione Sovietica nel giugno 1941, anche i membri del Partito Comunista del Belgio, in precedenza piuttosto ambivalenti sulla scelta se schierarsi dalla parte degli Alleati o dell'Asse per via della stipula del patto Molotov-Ribbentrop tra tedeschi e sovietici, si unirono alla Resistenza in massa, formando propri gruppi armati e chiamando a una "rivolta nazionale" contro il dominio nazista..

Anche durante la precedente prima guerra mondiale gran parte del Belgio aveva sperimentato un'occupazione militare da parte della Germania, proseguita per quattro lunghi anni durante i quali si era sviluppato un diffuso movimento di resistenza; questa passata esperienza fornì l'ispirazione chiave per la formazione di simili gruppi di resistenti nel 1940.. Il grosso delle azioni della Resistenza belga fu portato avanti nelle zone francofone della nazione (la Vallonia e l'area di Bruxelles), sebbene anche il coinvolgimento dei fiamminghi fu significativo..

La Resistenza La resistenza passiva La pratica più diffusa di resistenza all'occupazione tedesca in Belgio da parte della popolazione civile locale prese le forme della resistenza nonviolenta. L'ascolto delle trasmissioni di Radio Belgique da Londra, cosa ufficialmente proibita dalle autorità tedesche, era la forma più comune di resistenza passiva da parte dei belgi, ma si registrarono anche varie attività di disobbedienza civile.; queste furono portate avanti in particolare dalle istituzioni governative belghe, obbligate a sottostare all'amministrazione militare tedesca insediata nel paese (Amministrazione militare del Belgio e della Francia del nord): nel giugno 1941, ad esempio, il Consiglio cittadino di Bruxelles si rifiutò di provvedere alla distribuzione delle stelle gialle da portare sugli abiti imposte dai tedeschi ai cittadini ebrei. Anche Leopoldo III, imprigionato nel Castello di Laeken, rappresentò un simbolo della resistenza passiva dei belgi, sebbene la sua scelta di arrendersi ai tedeschi fosse stata pesantemente criticata dal governo in esilio.

Lo sciopero fu una delle forme più comuni di resistenza passiva all'occupante, e diversi di essi furono indetti in date simboliche come il 10 maggio (anniversario dell'invasione tedesca del Belgio), il 21 luglio (festa nazionale del Belgio) o l'11 novembre (anniversario della sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale). La più grande astensione dal lavoro indetta in Belgio durante la guerra fu il cosiddetto "Sciopero dei 100 000", proclamato il 10 maggio 1941 negli stabilimenti siderurgici della Cockerill-Sambre di Seraing da esponenti del Partito comunista belga ed estesosi poi all'intera Provincia di Liegi, alla Provincia dell'Hainaut e ad altre zone del paese fino a coinvolgere almeno 70.000 lavoratori; l'astensione dal lavoro proseguì fino al 18 maggio, quietandosi solo dopo che i tedeschi ebbero disposto un aumento salariale per gli operai dell'industria. Altri scioperi su larga scala furono repressi con la forza da parte dei tedeschi, sebbene importanti astensioni dal lavoro ebbero comunque luogo nel novembre 1942 e nel febbraio 1943..

Gruppi armati

Le forze di resistenza attiva in Belgio si svilupparono all'inizio del 1941, prendendo subito diverse direzioni. La Resistenza belga si rivelò fin da subito estremamente frammentata in diversi gruppi e gruppetti, e non giunse mai a divenire un'organizzazione unitaria durante il periodo dell'occupazione tedesca. Il pericolo di infiltrazioni di spie e informatori dei tedeschi (celebre il caso del collaborazionista Prosper Dezitter, poi giustiziato alla fine della guerra, che infiltrò diversi gruppi di resistenti belgi) fece sì che molte cellule fossero estremamente piccole e localizzate, e per quanto esistessero gruppi più strutturati e attivi su tutto il territorio nazionale questi erano fortemente divisi su basi politiche ed ideologiche..

Lo spettro dei gruppi di resistenti andava da formazioni di estrema sinistra come la comunista Armée belge des partisans o il socialista Front de l'Indépendance, a gruppi di estrema destra come i monarchici del Mouvement National Royaliste o la Légion Belge composta da membri del movimento fascista prebellico Légion Nationale.; la Légion Belge si fuse poi con un'altra organizzazione, l'Armée Belge Reconstituée composta prevalentemente da ex militari dell'Esercito belga, dando vita all'Armée secrète che divenne il gruppo numericamente più consistente di tutta la Resistenza belga con circa 50.000 associati.. Vi erano anche movimenti che non proclamavano una precisa affiliazione politica, ma che tuttavia reclutavano i loro componenti solo tra ristretti gruppi demografici o professionali: ne furono esempi il Groupe G, composto principalmente da studenti ed ex studenti dell'Università di Bruxelles., o il Service D, formato da personale del servizio postale nazionale e molto attivo nell'intercettare le lettere di denuncia inviate dai collaborazionisti e nell'avvisare le persone ricercate dalle autorità.

I membri dei gruppi di resistenza attiva furono piuttosto pochi nei primi anni di Resistenza, ma crebbero esponenzialmente nel corso del 1944 non appena divenne evidente una vittoria degli Alleati nel conflitto, in particolare nei mesi seguenti lo sbarco in Normandia; si stima che circa il 5% della popolazione prebellica belga fu coinvolto in qualche forma di resistenza attiva durante gli anni dell'occupazione tedesca.

Forme di resistenza attiva Sabotaggi e assassinii La posizione geografica del Belgio faceva sì che il paese rivestisse un importante ruolo strategico come rotta di rifornimento per le unità dell'Esercito tedesco stanziate in nord Europa, e in particolare nel nord della Francia; il sabotaggio delle vie di comunicazione divenne quindi un importante compito per la Resistenza belga.