LOrchestra Sinfonica di Milano della Rai, fondata nel 1950 e chiusa nel 1994, è stata un'orchestra sinfonica italiana appartenente all'emittente pubblica italiana RAI - Radio Audizioni Italia, che dal 3 gennaio 1954, con l'inizio da parte dell'azienda del servizio di trasmissioni televisive, cambiò denominazione in RAI - Radiotelevisione Italiana S.p.A.
Nel 1950 il complesso di Milano si aggiunse ad altri due complessi sinfonici appartenenti alla RAI, quello di Torino e quello di Roma, fondati rispettivamente nel 1932 e nel 1936. Ma, diversamente dagli altri due complessi, quello di Milano fu inizialmente caratterizzato come “Orchestra Lirica”, il cui obiettivo funzionale venne destinato alla produzione di opere liriche da inserire nella programmazione della futura Televisione che stava nascendo proprio in quegli anni a Milano.
Molti concerti eseguiti dai complessi RAI sono catalogati e documentati nel sito indipendente www.raiorchestra.it.
La prima trasmissione radiofonica Le prime informazioni disponibili sul complesso di Milano riguardano un ciclo di sei concerti commemorativi di Johann Sebastian Bach tenutisi fra gennaio e aprile del 1950, al Teatro del Popolo dell'associazione socio-culturale “Società Umanitaria” di Milano in collaborazione con la Radio Italiana.
Ma il vero “battesimo” si tenne con la trasmissione radiofonica, avvenuta il 6 agosto 1950, dell'opera L'italiana in Algeri di Gioachino Rossini.
L'evento venne annunciato con importante rilievo sul fascicolo settimanale del Radiocorriere che recava in copertina la foto del baritono Giuseppe Taddei. Il numero conteneva all'interno un articolo a firma di Fedele D'Amico e la foto di Orchestra e Coro della Radio italiana nel Salone degli affreschi del Teatro del Popolo, la sala da cui venne trasmessa l'opera.
Interpreti: Carlo Maria Giulini, primo direttore principale dell'Orchestra di Milano, e Roberto Benaglio, primo “istruttore del coro”. Cantanti solisti: Cristiano Dalamangas (Mustafà, Basso), Dora Gatta (Elvira, Soprano), Jone Farolfi (Zulma, Mezzosoprano), Pier Luigi Latinucci (Haly, Basso), Alessandro Barollo (Lindoro, Tenore), Giulietta Simionato (Isabella, Mezzosoprano), Giuseppe Taddei (Taddeo, Baritono).
La prima trasmissione televisiva A Milano, nei primi anni '50, si tennero gli esperimenti riguardanti la trasmissione del segnale televisivo e nel 1952 entrò in funzione il nuovo centro di produzione RAI di corso Sempione riprogettato in funzione della programmazione televisiva di cui l'Orchestra e il Coro di Milano fecero parte a pieno titolo.
L'esordio televisivo della RAI impegnata nella prima trasmissione televisiva di un'opera lirica registrata in studio, avvenne il 23 aprile 1954 con l'Orchestra e il Coro di Milano: l'opera in programma fu Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.
Direttore: Carlo Maria Giulini, lo stesso direttore che aveva tenuto a battesimo i complessi di Milano nella prima trasmissione radiofonica del 6 agosto 1950. Istruttore del coro: Roberto Benaglio. Regista: Franco Enriquez. Cantanti solisti: Rolando Panerai (Figaro, Baritono), Marcello Cortis (Bartolo, Basso), Marinella Meli (Rosina, Soprano), Fernanda Cadoni (Berta, Mezzosoprano), Franco Calabrese (Don Basilio, Basso).
Questa trasmissione non fu un caso isolato, ma fece parte di un Progetto ben descritto nell'articolo e nell'annuncio apparsi sul Radiocorriere, entrambi disponibili integralmente su www.raiorchestra.it
«Si osservi subito che la televisione ha resistito da una parte alla tentazione del raro e del prezioso; e dall’altra si è posta con franchezza il problema di un grande spettacolo lirico popolare del quale, per la conoscenza che ha dell’opera, ogni spettatore può essere un giudice»
«Il barbiere di Siviglia, la più popolare opera di Rossini, nonché la più preziosa gemma dell’opera buffa italiana, inaugurerà la serie delle teletrasmissioni operistiche, con le quali la Televisione italiana si assume un grosso impegno per i problemi tecnici ed artistici che esse comportano. Quest’opera che Rossini scrisse «in tempo omeopatico» (parole sue) per il teatro Argentina di Roma nel 1816, e che conta pertanto l’età di 138 anni, è stata scelta quale lavoro di apertura perché, oltre alla sua popolarità, è tra quelle che più sottintendono valori di «vita vera», quei valori cioè che, indipendentemente da ogni pregio strettamente musicale, offrono alla ripresa televisiva la possibilità di vivificare, snellire e rivalutare la vecchia statica struttura del melodramma, rendendola più naturale, più fluida, più piacevole, in altri termini riconciandola coi nostri tempi. Questo il compito della Televisione nei confronti dell’opera lirica; domani attraverso gli scambi con altre nazioni sarà ancora l’Italia a dire la sua parola sulla validità d'una forma che le appartiene per decreto storico.»
Questa edizione del Barbiere del 23 aprile venne poi replicata il 5 giugno del 1954 utilizzando una nuova tecnologia sperimentale, così come illustrato nell'annuncio sul Radiocorriere. «Alla sua prima esecuzione televisiva, nell’aprile scorso, l’opera rossiniana fu registrata sul «transcriber», un modernissimo apparecchio che apre insospettati orizzonti alla tecnica della televisione. Questa replica del «Barbiere» costituisce un avvenimento di eccezionale interesse, oltre che artistico per i risultati già acquisiti, anche tecnico: è la prima volta nel mondo che il «transcriber» viene adottato per un intero spettacolo lirico e della complessità del «Barbiere». La parte sonora - che ovviamente, nel caso di un’opera lirica, è la parte predominante - viene registrata, con il «transcriber», su pellicola magnetica la quale offre le migliori possibilità di riproduzione. I telespettatori potranno dunque giudicare questo nuovo esperimento che costituisce un'altra tappa di fondamentale importanza tecnica nella crescente affermazione della Televisione Italiana.»
Il «transcriber» nacque negli Stati Uniti dove si presentava l'esigenza di superare il problema dei diversi fusi orari con un sistema che potesse mandare in onda la stessa trasmissione televisiva trasportata su una pellicola cinematografica. Davanti a un monitor di ottima definizione e contrasto si posizionava una cinepresa per filmare il contenuto della ripresa televisiva con l'audio ripreso separatamente dall'immagine per mezzo di un magnetofono spesso accoppiato ad un altoparlante. Questa fu la tecnica utilizzata prima che arrivassero sul mercato i registratori video magnetici Ampex.
Il Progetto di una vera stagione d'opera in televisione venne realizzato e preannunciato negli annunci apparsi sul Radiocorriere come “serie delle teletrasmissioni operistiche”.
Il 26.09.1954, in occasione della trasmissione dell'opera Pagliacci, fu Riccardo Malipiero che sul Radiocorriere firmò l'articolo “La prima stagione lirica Traviata – L'Elisir d'amore – Bohème – Pagliacci” e presentò così la prima Stagione lirica trasmessa in TV. (vedi su www.raiorchestra.it)
Numerose regie del nuovo esperimento dell'opera in televisione vennero affidate a Franco Enriquez.
Ogni trasmissione ebbe delle repliche. In occasione de L'elisir d'amore, seconda opera della Stagione, si sperimentò anche l'offerta di due diverse fasce orarie: la prima trasmissione alle 21:15 e la replica del giorno dopo alle 17:30.
Questo un riepilogo dei titoli trasmessi:
Il barbiere di Siviglia, di Gioachino Rossini, direttore Carlo Maria Giulini, trasmesso il 23 aprile 1954 con una prima replica, arricchita da una innovazione tecnica, il 5.6.1954, e una seconda replica l'1.11.1954. Pagliacci, di Ruggero Leoncavallo, direttore Alfredo Simonetto, trasmesso il 26 settembre 1954 con replica il 20.11.1954. L'elisir d'amore, di Gaetano Donizetti, direttore Mario Rossi, trasmesso il 23 ottobre 1954 alle 21:15 con repliche il 24.10.1954 alle 17:30 e il 1.1.1955 La bohème, di Giacomo Puccini, direttore Nino Sanzogno, trasmesso il 27 novembre 1954 con replica il 18.12.1954. La traviata, di Giuseppe Verdi, direttore Nino Sanzogno, trasmesso il 26 dicembre 1954.
L'esperimento proseguì e questi, a titolo esemplificativo, sono alcuni altri titoli:
Rigoletto, di Giuseppe Verdi, direttore Nino Sanzogno, trasmesso il 26 febbraio 1955. Adriana Lecouvreur, di Francesco Cilea, direttore Alfredo Simonetto, trasmesso il 26 marzo 1955. Il matrimonio segreto, di Domenico Cimarosa, direttore Franco Caracciolo, trasmesso il 14 febbraio 1956. Carmen, di Georges Bizet, direttore Nino Sanzogno, trasmesso il 13 giugno 1956. Un ballo in maschera, di Giuseppe Verdi, direttore Nino Sanzogno, trasmesso il 21 novembre 1956. Il turco in Italia, di Gioachino Rossini, direttore Nino Sanzogno, trasmesso il 25 febbraio 1958. Otello, di Giuseppe Verdi, direttore Tullio Serafin, trasmesso il 30 settembre 1958. Guglielmo Tell, di Gioachino Rossini, direttore Francesco Molinari Pradelli, trasmesso il 16 aprile 1962.
Lo studio di fonologia musicale RAI di Milano A Milano, parallelamente alla nascita dei complessi RAI, nel 1955 nacque lo Studio di Fonologia Musicale della Radiotelevisione Italiana.
In un numero della rivista “Elettronica”, Luciano Berio, cui venne affidata insieme a Bruno Maderna la direzione della ricerca musicale, affermava:
«Lo Studio di Fonologia Musicale è in grado oggi di produrre una sintesi fra le differenti e spesso contrastanti esperienze già consumate negli studi di Colonia (WDR), Parigi (RFT), New York (Columbia University) ecc., fra le esigenze pratiche della produzione radiotelevisiva e cinematografica e le necessità espressive del musicista che voglia allargare il campo dell’esperienza musicale anche attraverso la possibilità dei nuovi mezzi sonori». (vedi anche Studio di fonologia musicale Rai di Milano) La trasformazione da orchestra lirico-sinfonica a orchestra sinfonica e la figura di Fulvio Vernizzi Il passaggio a Orchestra Sinfonica avvenne intorno al 1958 e trova riscontro sia in un programma di sala relativo al concerto dell'Orchestra di Milano dell'8 febbraio 1986 e sia in una biografia del direttore Fulvio Vernizzi. «Dal gennaio 1959 il complesso orchestrale assume carattere e titolo di Orchestra Sinfonica e oltre alla produzione destinata specificamente alle trasmissioni radiofoniche si presenta ogni anno in una stagione sinfonica pubblica, tenuta nella “Sala Grande” del Conservatorio Giuseppe Verdi».
Fulvio Vernizzi (Busseto, 3 luglio 1914 – Torino, 18 febbraio 2005) «nel 1951 vinse il concorso nazionale per esperto musicale indetto dalla RAI e fu assegnato all’orchestra sinfonica di Torino»; fra il 1958 e il 1964 «venne trasferito a Milano quale direttore dell’orchestra lirico-sinfonica con il mandato di ristrutturarla in orchestra sinfonica di Milano della RAI».
Gli anni '70 fino al 1986 e il progetto Dal Verme Negli anni '70 fino al 1986, in particolare durante la direzione artistica di Giorgio Vidusso, i complessi di Milano svilupparono la loro attività con l'aumento del numero di concerti, con la crescita del pubblico presente ai concerti in stagione (nella stagione sinfonica 1983-84 vennero raddoppiati i concerti settimanali), con lo sviluppo dei rapporti istituzionali testimoniato dal patrocinio da parte del Comune di Milano di interi cicli monografici estivi e dalla collaborazione al ciclo di musica contemporanea “Musica del nostro tempo” promosso da Provincia di Milano, Comune di Milano e Regione Lombardia.
Crebbe anche il rapporto con la città di Bergamo (ai complessi RAI va il merito del ritorno a Bergamo di Gianandrea Gavazzeni che, il 22 dicembre 1982, dopo un “esilio” di 17 anni tra il 1965 e il 1982, tornò nella sua città con la direzione del “Messia” di Haendel), si consolidò la presenza al Festival Donizetti e il suo tempo, al Festival pianistico di Bergamo e Brescia, alla Biennale musica a Venezia.