Borca di Cadore (Bórcia in ladino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Belluno in Veneto. Si trova nella valle del Boite a quota 942 m s.l.m., in un tratto in cui la valle si allarga e si apre verso nord verso San Vito di Cadore e Cortina d'Ampezzo. È dominata a ovest dal Pelmo (3168 m) e a est dall’Antelao (3264 m), quest’ultimo detto “Re delle Dolomiti” e da secoli soggetto a imponenti frane che hanno modellato la storia insediativa del paese.

Geografia fisica

Storia

Origini del nome Il toponimo «Borca» sarebbe di probabile origine romana, derivato da bifureus o bifurca, cioè “biforcazione”, termine che indicava un incrocio stradale o un punto di diramazione valliva che permetteva di raggiungere, attraverso la forcella Forada (m 1975), la val Fiorentina. Un’analisi del frazionamento fondiario condotta tramite l’esame delle antiche mappe catastali consente di ricostruire con buona attendibilità l’antico tracciato viario: la via si separava proprio nel centro di Borca e, oltrepassato il ponte, risaliva il versante opposto del Boite passando per gli abitati storici di Taulèn e Marceana. La forma «Bevorca» compare per la prima volta in un documento databile con ragionevole approssimazione intorno al 1240, in un documento di scambio di beni datato. Un’ulteriore ipotesi, non meno plausibile, suggerisce che l’origine del nome «Borca» possa essere anteriore alla presenza di tali diramazioni stradali e si riferisca invece a una biforcazione naturale della valle. La conformazione del fondovalle, nel punto in cui l’immissario Orsolina confluisce nel Boite, doveva infatti apparire assai diversa da oggi: le rovinose frane provenienti dall’Antelao non avevano ancora trasformato il paesaggio, e il profondo solco del rio Orsolina, unito a quello del Boite, poteva rappresentare chiaramente, per chi risaliva il corso dei due torrenti, una marcata biforcazione valliva.

Origini e prime attestazioni

Il nucleo è ai piedi del maestoso monte Antelao e viene citato in un antico documento del 1331 in cui si riferisce che il paese donava alle monache del Cadore l'olio per i lumi delle chiese dei sancti Nicolay de Vale de Hospitale, ite ecclesie sancti Floriani, item ecclesie sancti Viti, item ecclesie sancti Simonis de Bevorcha. La chiesa di San Simone a Borca (attualmente dei Santi Simone e Taddeo) è citata anche nel 1570 e nel 1604 quando il patriarca di Aquileia, Ermolao Barbaro, la visitò. Venne semidistrutta nel 1737 a causa di un'imponente frana scesa dall'Antelao. La chiesa conserva l'organo del 1791 costruito da Gaetano Callido, il più famoso costruttore di organi dell'epoca; l'organo è stato recentemente restaurato ed è ancora utilizzato per concerti.

Storia antica e medievale

Longobardi, Carolingi e istituzioni

Il Cadore, compreso Borca, entrò nel Ducato del Friuli nel VI secolo con Alboino e fu organizzato in decane e centene, antenate delle future Regole. Con i Carolingi le strutture di governo si evolvettero in maior (marigo) e centenarius, figure che sopravvissero per secoli.

Domini successivi Duchi di Carinzia (984–1077) Patriarchi di Aquileia (1077–1335) Famiglia da Camino (1138–1335, quando il Cadore costituiva una contea feudale governata da un podestà residente a Pieve)

Passaggio a Venezia Nel 1420 il Cadore si diede volontariamente alla Serenissima Repubblica di Venezia, entrando in un’epoca di stabilità politica e gestione comunitaria territoriale

Le Regole, la proprietà collettiva e il territorio

Le Regole sono antiche istituzioni comunitarie basate sulla gestione collettiva di boschi, pascoli e risorse. Borca apparteneva al Centenaro di San Vito, mentre Cancia era nel centenaro di Venas, pur partecipando alla Regola di Borca insieme a Vodo.

Il Laudo del 1502 definisce i confini del territorio regoliero, coincidenti con buona parte dell’attuale comune, compreso il versante sinistro del Boite e parte del destro.

Frane dell’Antelao e catastrofi naturali

Frana storica del 1348 Un grande terremoto provocò un enorme distacco che seppellì il paese di Villalonga.

La frana del 1737 Un’enorme frana del 7 luglio 1737 distrusse completamente la frazione di Sala e circa trenta abitazioni, come testimoniato da Prè Bortolo Zambelli e da storici come Moro, Ciani, Donà e Catullo.

La grande frana del 21 Aprile 1814 La frana del 1814 fu una tragedia di proporzioni enormi: secondo il notaio Belli i morti furono 314, solo 62 persone riuscirono a salvarsi. Intere famiglie vennero completamente cancellate e 16 nuclei familiari si estinsero senza lasciare alcun discendente.

La frana, inizialmente lenta, ingannò molti abitanti dei due villaggi, che dopo essere fuggiti dalle case tornarono indietro per recuperare qualche oggetto e liberare il bestiame. Ma "nel batter che fa il ciglio dell'occhio", come scrisse Belli citando la Commedia dantesca, l'immensa mole di materiale si scagliò sui due paesi inghiottendo tutto.

Lo spostamento d'aria fu così violento da far esplodere i tetti ed i taulàs, i cui resti vennero ritrovati ai margini del deposito della frana. Il torrente Boite si bloccò per alcune ore, formando un lago temporaneo che, una volta tracimato, riversò un'enorme quantità di ghiaia nella piana sottostante Boca, dove oggi sorge la chiesa parrocchiale dei Santi Simone e Giuda.

La frana cancellò completamente i paesi di Taulèn e Marceàna. Queste due frazioni affondavano le loro radici in epoche molto antiche: Marceàna è documentata già nel 1239, mentre Taulèn nel 1292.

Per avere una visione più completa di questo terribile evento, risultano molto efficaci le parole del notaio G. Belli, che in quell'anno ricopriva la carica di sindaco di San Vito. Abitando a Serdes, a solo un chilometro e mezzo dal luogo del disastro, fu testimone oculare della scena e descrisse ciò che vide in un lungo e vivido racconto, di cui l'estratto:

La frana di Cancia del 1868 Una descrizione della frana, stesa dal parroco Talamini:

La frana di Cancia del 2 luglio 1994 Il 2 luglio 1994 una colata detritica investì l'abitato di Cancia, riversando olre 25.000 m³ di materiale, provocando danni a una ventina di edifici e l'interruzione della strada statale.

La frana di Cancia del 7 agosto 1996 Il 7 agosto 1996 una colata detritica investì di nuovo l'abitato di Cancia, riversando olre 40.000 m³ di materiale, danneggiando vari edifici e interrompendo la strada statale.

Frana del 18 luglio 2009 La notte del 18 luglio 2009 alle 4 di mattinma, a seguito di intense precipitazioni una colata detritica della portata di cinquantamila metri cubi di acqua e ghiaia, scende dal monte Antelao e provoca il cedimento di due file di gabbioni della vasca di accumulo.

Il fronte e il corpo della colata, principalmente composto di sedimento, si è depositato nelle due vasche di contenimento, riempiendo completamente la prima e parzialmente la seconda. La coda della colata, a prevalente componente liquida ha sormontato il primo sbarramento sfondandolo, si abbatte sulla casa direttamente sotto la vasca provocando gravissimi danni e due vittime. La colata ha danneggiato in totale 22 abitazioni nell'abitato di Cancia.

Nel 2013, la Regione Veneto ha deciso di dotare il Comune di Borca di Cadore di un sistema di monitoraggio e allarme per incrementare la sicurezza delle persone nel territorio interessato dal fenomeno accaduto a luglio 2009. Ha così affidato a CAE S.p.A., azienda che si è aggiudicata la gara indetta dalla Provincia di Belluno, il compito di realizzare ed installare le postazioni di rilevamento per il monitoraggio delle condizioni meteorologiche e riscontrare l'eventuale innesco della colata detritica.

Frana del 15 giugno 2025 La sera del 15 giugno, dopo un temporale molto intenso che in mezz'ora ha scaricato più di 50 mm di pioggia, si è staccata una colata detritica che smuovendo circa 80.000 m³ di materiale, ne riversa 25.000 m³ nel centro abitato, provocando seri danni alle abitazioni e bloccando la strada statale per 3 giorni.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 12 marzo 1981.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Società

Urbanistica e insediamenti Gli insediamenti tradizionali di Borca, Cancia, Taulèn, Sala e Marceana erano organizzati secondo il modello montano antico, con nuclei compatti e case in legno e pietra. Le trasformazioni del Novecento hanno portato a un’espansione diffusa.

Evoluzione demografica

Geografia antropica Frazioni Villanova (Vilanuóa) Piccola frazione situata sulla riva destra del Boite, sotto le pendici del monte Pelmo e delle Rocchette.

È sorta sulle rovine dell'antico centro abitato di Taulèn, distrutto nel secolo XVIII da una poderosa frana caduta dal monte Antelao, posto sulla riva opposta del Boite.

Attualmente, la frazione è un tranquillo e grazioso centro di villeggiatura.

Cancia di Cadore (Cianžia) Si trova a sinistra del Boite sotto le pendici del monte Antelao.

Corte di Cadore (Corte) Il villaggio Eni di Borca di Cadore è di un villaggio turistico, composto da un albergo, una chiesa moderna di notevole pregio architettonico, e da 250 villette, sparse nel bosco e quasi invisibili al turista; il centro è posto sulla riva sinistra del Boite alle pendici dell'Antelao, appena sopra Cancia.

Il villaggio nasce da un progetto di Enrico Mattei, fondatore dell'Eni, e fu realizzato tra il 1954 e il 1963 come un villaggio vacanze e colonia estiva per i dipendenti della società. Il nome ricorda Cortemaggiore, la località del Piacentino dove fu scoperto un giacimento di petrolio che ebbe un grande impatto mediatico. Nel 2001 Gualtiero Cualbu, titolare di un'agenzia immobiliare di Cagliari, lo rilevò, incaricando del lavoro lo stesso architetto che all'epoca aveva progettato il complesso, il novantaduenne Edoardo Gellner.

Già a suo tempo Gellner aveva criticato l'abusivismo edilizio che dilagava deturpando il paesaggio alpino, ideando così un insediamento che "sparisse alla vista": infatti, una volta cresciuti gli alberi che vi aveva fatto piantare, il villaggio appare letteralmente nascosto dal bosco. Inoltre gli alberi aiutano anche a stabilizzare il declivio su cui sorge il centro e a formare l'habitat per diverse specieEdoardo Gellner. Corte di Cadore di Friederich Achleitner, Paolo Biadene, Edoardo Gellner, Michele Merlo..

Di notevole importanza architettonica la Chiesa di Nostra Signora del Cadore, costruita per la popolazione del villaggio.

Amministrazione

Altre informazioni amministrative La denominazione del comune fino al 1941 era BorcaFonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3.

Altre informazioni turistiche

Il Regno Di Thor, parco privato per l'arte della falconeria Parrocchia dei Santi Simone e Taddeo di Borca di Cadore Happy Park

Rifugi e Malghe

Rifugio Città di Fiume Malga StaulanzaSeppur in comune di Val di Zoldo è proprietà della Regola di Borca.

Infrastrutture e trasporti La fermata di Borca di Cadore sorgeva lungo la ferrovia delle Dolomiti, attiva in questa tratta fra il 1921 e il 1964Evaldo Gaspari, La ferrovia delle Dolomiti. Calalzo-Cortina d’Ampezzo-Dobbiaco. 1921-1964, Athesia edizioni, Bolzano 2005. ISBN 88-7014-820-3..

Note

Voci correlate Natale Talamini Oltrechiusa Valle del Boite Forcella Forada e Rifugio Città di Fiume

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