Limana è un comune italiano di abitanti della provincia di Belluno in Veneto.
Il comune si trova al centro della Valbelluna e il suo territorio si stende lungo il versante settentrionale delle Prealpi Bellunesi, dai 320 m sul greto del Piave ai 1 468 m del Monte Pezza. Il capoluogo comunale dista circa 4 km dalla città di Belluno.
Il comune appartiene all'Unione Montana Val Belluna.
Geografia fisica
Idrografia Il comune è attraversato dal fiume Piave lungo il suo confine settentrionale, mentre l'intero territorio è percorso da numerosi altri corsi minori, tra cui si ricordano:
Torrente Limana Torrente Cicogna Torrente Refos Torrente Federana Torrente Lavedin Torrente Comenda Rio Baorche Rio Pissador
Orografia Il territorio è inserito nel sistema montuoso delle Prealpi bellunesi nella dorsale Cesen-Visentin, che lo separa dalla val Lapisina. La zona pedemontana, formata da depositi glaciali dove si trovano diversi massi erratici, è bruscamente interrotta da una lunga falesia di roccia che delimita la zona montana del comune. I rilievi più significativi sono:
Monte Pezza (1 468 m) Col delle Poiatte (1 341 m) Monte Cor (1 322 m) Monte Sambuga (1 237 m) Col del Balcon (918 m) Monte San Pietro in Tuba (796 m)
Diversi sono gli altopiani che si alternano tra le valli, i più importanti sono:
Pian de le Femene (1 170 m) Montegal (906 m) Valpiana (836 m)
Origini del nome È un toponimo documentato dall'anno 1184, e deriva dal nome del fiume Limana che ivi scorre, già ricordato nel 794 fluvii Limana ... sicut Limana currit in Plave, che dovrebbe la propria origine al latino līmen ‘confine’; tale confine sarebbe sia quello tra i municipia di Belluno e Oderzo sia quello, assai più importante, fra le diocesi di Belluno e Ceneda (quest'ultima sotto Vittorio Veneto). Ciò nonostante, è stato proposto che Limana possa sì essere derivato dal latino līmen, ma non direttamente, dato l'accento del toponimo. Successivamente è stato proposto anche l'accostamento al latino imago, -inis, ‘cappelletta’ o ‘tabernacolo‘, attraverso *Imaina (da confrontare con il friulano Maina), (L)Imana (da confrontare con Imana presso Predazzo in Trentino). Altri propendono per una derivazione dal latino imus, attraverso *imanus, nel senso di ‘luogo posto in basso’.
Storia
Preistoria Le prime tracce della presenza dell'uomo nel territorio di Limana si fanno risalire al Neolitico, 5 000 anni fa. Testimonianza dei ritrovamenti di manufatti litici nei dintorni del Pian delle Femene fanno pensare che le prime zone abitate furono quelle dei crinali prealpini; in posizioni strategiche e raggiungibili più facilmente dalla Pianura Padana. Altri ritrovamenti che vanno dal tardo Neolitico all'età del bronzo sono stati fatti nelle zone di Cros e Triches. In quest'ultima località si era costituito un vero e proprio villaggio.
Nell'età del bronzo sorsero i primi "castellieri", nel territorio di Limana fu eretto un villaggio fortificato nel Colle di San Pietro in Tuba, futura area del castello omonimo.
Periodo romano Il ritrovamento di due monete romane (350-270 a.C.) nel letto del torrente Limana, testimoniano come dal II secolo a.C. anche il territorio di Limana ebbe l'influenza della cultura romana. Il comune apparteneva alla municipalità di Belluno, che confinava con quella di Oderzo. Nel paese di Canè fin dal XVI secolo è murata nella chiesa di San Biagio un'urna funeraria romana, in pietra calcarea bianca databile al I secolo d.C. L'iscrizione riporta il ricordo di Marco Giunio Massimo iscritto alla tribù Papiria di Belluno, sepolto in questo luogo. Altri ritrovamenti meno significanti sono circa un centinaio di cippi di pietra intagliati dall'utilizzo sconosciuto. Il territorio era attraversato da più di una strada romana.
Medioevo La storia medievale segue a pari passo quella della vicina Belluno. Numerosi fortilizi sorsero a difesa della zona e delle strade, dal più importante castello di San Pietro in Tuba ai presidi minori sparsi in tutto il territorio, come ad esempio il fortilizio di Limana, il villaggio fortificato di Madonna Parè. Il territorio fu dimora dei Cavalieri Templari e successivamente di quelli Teutonici. L'attuale comune era sotto la giurisdizione della Pieve di Limana, tra le più antiche di tutta la provincia (sorta intorno all'anno 1000 sotto il nome di Santa Giustina).
Il territorio fu conteso per secoli tra Repubblica di Venezia e Sacro Romano Impero. intorno al XIV secolo il territorio venne conquistato dai tedeschi, e fu eletto priore di San Pietro in Tuba Corrado di Baviera. Intorno al XV secolo tutta la Valbelluna fu ceduta al controllo dei Carraresi e in seguito ai veneziani, che dominarono per quasi quattro secoli.
Periodo austriaco Il dominio di Venezia terminò nel 1797, quando Napoleone Bonaparte cedette il Veneto all'Austria. in seguito Limana fu più volte sotto il dominio francese e austriaco, solo nel 1816 fu definitivamente sotto l'Impero austro-ungarico e vi rimase fino all'annessione al Regno d'Italia avvenuta nel 1866.
Storia della municipalità Fino al 1806 il territorio di Limana apparteneva alla città di Belluno, le frazioni di Limana erano gestite dalle Regole, rette da un corpo amministrativo che era formato dal Marigo (Sindaco) e dai Massari. Con queste regole, le frazioni gestivano il proprio patrimonio comune (boschi, pascoli e simili), seguendo degli Statuti. In seguito, i rapporti con Belluno si distaccarono e portarono alla formazione del "Comune del Contado" che riuniva le "Regole" della stessa "Pievania" di Limana. Il comune era retto dal Consiglio dei Nobili. La sede del Circondario di Limana era nel Palazzo detto del Comune (Palazzo Trois) a Pieve di Limana. Con l'arrivo di Napoleone e il passaggio al governo francese, il territorio di Limana venne frazionato in cinque comuni: Pieve di Limana, Triches, Tibolla, Dussoi e Giaon. Così cessavano le "Regole" e entravano in vigore cinque nuovi Sindaci, che amministravano territori indipendenti.
Nel 1816, con la fine del periodo francese, tornò il dominio austriaco che ripristinò gli statuti precedenti.
Con l'annessione al Regno d'Italia, intorno al 1871 si istituisce l'odierno comune. Il primo capoluogo era nell'odierna Pieve di Limana che da sempre era il centro amministrativo e religioso del territorio. Nel corso del Novecento con la costruzione delle nuove vie di comunicazione il paese di Limana decade e il nuovo centro si spostò nella frazione di Dussoi, che dagli anni sessanta venne rinominata Limana Capoluogo.
Simboli Lo stemma di Limana è stato concesso con regio decreto del 25 aprile 1901.
Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 17 dicembre 1953, è un drappo partito di azzurro e di bianco. Lo stemma del comune riprenderebbe il monte di San Pietro in Tuba con l'omonimo castello, di cui oggi rimangono solo i resti.
Onorificenze
Il centro Il centro di Limana si è sviluppato a partire dal nucleo storico di Dussoi, un centro rurale posto nel fondovalle sopra un dosso glaciale da cui prende la tipica forma insediativa allungata. Sede dell'antica Regola di Dussoi e successivamente dell'omonimo comune durante la dominazione francese, diventa capoluogo del comune di Limana nei primi decenni del XX secolo, quando la sede religiosa e amministrativa del comune venne spostata qui dall'attuale frazione di Pieve di Limana. Negli anni successivi venne cambiato anche il toponimo da Dussoi a Limana (capoluogo).
Il fulcro più antico è probabilmente l'avamposto militare dell'XI secolo, trasformato nei secoli successivi in residenza nobiliare, il cui attuale aspetto deriva dall'ultima trasformazione settecentesca del palazzo Pagani Cesa, oggi municipio. Nei locali e ancora visibile il basamento della torre del fortilizio.
Nella piazza principale intitolata a Florido Lorenzi (partigiano martire limanese) si innalza l'arcipretale di Santa Giustina. All'interno sono conservate le spoglie del compatrono san Valentino, due altari lignei risalenti al XVII secolo, una tela di Nicolò de Barpi del 1634 e un calice d'argento di scuola romana. Il coro è decorato da un ciclo di affreschi del pittore Cortellezzi di Milano. Al centro della piazza sorge il Monumento ai caduti delle due guerre mondiali.
Nel quartiere di Mane sorge il complesso settecentesco di villa Barcelloni, fortemente compromesso dopo l'abbandono durante la prima guerra mondiale e più recentemente accerchiato da costruzioni residenziali che hanno completamente mutato il progetto originario. Nelle vicinanze era presente la chiesa di San Nicolò de Mane, danneggiata dal terremoto del 1936 e quindi demolita.
Nella piazzetta Agostino Piol (partigiano limanese) sorge il palazzo del Vecio Comun. In passato ha ospitato la prima scuola locale e successivamente la sede comunale fino ai primi anni novanta del Novecento. Il suo aspetto è stato compromesso durante alcune trasformazioni nel secolo scorso. Oggi è sede di alcuni uffici pubblici.
Il principale luogo di culto, fino alla costruzione dell'odierna arcipretale, era la chiesa di San Silvestro dove, nel suo sagrato si riunivano i rappresentanti delle Regole del Contado Limanese. La chiesa fu demolita all'inizio del XX secolo. Presso il centro sorgevano anche la chiesa di San Paolo di Sotto (o da Rot) e quella di Sant'Andrea, anch'esse oggi scomparse.
A partire dai primi anni 2000 vi è stata una consistente lottizzazione della campagna circostante che ha dato vita a una urbanizzazione diffusa inglobando antiche contrade e trasformato in modo consistente il paesaggio rurale del fondovalle.Rioni: Dussoi (nucleo storico). Sampoi. Quartiere realizzato a partire dalla seconda metà del Novecento nelle campagne a nord del centro storico e consolidato negli anni 1990. Il toponimo deriva probabilmente da San Pol da Rot, antico nome che prende a sua volta origine dalla presenza dell'antica chiesa di San Paolo, oggi scomparsa. Baorche. Chiamato anche "Le Baorche" è un quartiere ai piedi del centro storico attraversato dall'omonimo corso d'acqua. Sede di antichi opifici e mulini, oggi è in parte occupato da una zona produttiva. Il toponimo, attestato già dal 1548, deriva da "bifurca", ovvero diramazione di canali, a indicare probabilmente la presenza di rogge. La Cal. L'etimologia deriva da "callis" ovvero strada carrareccia e indica probabilmente una antica centuriazione romana. Oggi il quartiere è esito di una lottizzazione che ha inglobato diverse antiche case sparse. Mane. Nucleo storico sviluppato attorno alla settecentesca villa Barcellona Corte. Oggi attorniato da recenti lottizzazioni. Il nome probabilmente deriva dal latino "imago" a indicare la presenza di un altarino. A Mane sorgeva la chiesa di San Nicolò de Mane, distrutta dopo il terremoto del 1936.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Arcipretale di Santa GiustinaLa chiesa parrocchiale di Limana fu terminata nel 1905 e consacrata cinque anni dopo; all'interno conserva alcune sacre reliquie di San Valentino, donate da papa Gregorio XVI.
Santuario di Madonna ParèSopra il paese di Giaon si trova il santuario di Madonna Parè (XVI secolo) raggiungibile da una suggestiva Via Crucis (XIX secolo). La fondazione della chiesa si fa risalire all'Alto Medioevo e pare si trovi nel sedime di un precedente luogo di culto. Il nome Parè sembra derivare da un termine dialettale "dei parens" che significa "genitrice di Dio". Durante recenti restauri, sono venuti alla luce degli affreschi di epoca cinquecentesca, attribuiti a Giovanni da Mel. Al santuario è legata la leggendaria figura dell'eremita Giacomo Tison che si ritirò nel santuario alla fine del Settecento, in una dimora ora scomparsa, che si intravede dipinta nell'affresco di Girolamo Moech all'interno della chiesa. Al santuario è dedicato anche un romanzo, scritto da Giosuè Fagherazzi, che narra gli avvenimenti nella Valbelluna all'arrivo di Napoleone. Questa chiesa fu uno dei luoghi di ispirazione dello scrittore Dino Buzzati.