Biografia Di professione insegnante di disegno nelle scuole"Gellhorn: A Twentieth-Century Life", Caroline Moorehead. Macmillan, 2004. ISBN 0-8050-7696-4, ISBN 978-0-8050-7696-7. p. 63, si iscrisse al partito nazista nel 1931 e, collaboratore di Joachim von Ribbentrop"Gellhorn: A Twentieth-Century Life", Caroline Moorehead. Macmillan, 2004. ISBN 0-8050-7696-4, ISBN 978-0-8050-7696-7. p. 64, allora alto funzionario della sede centrale del partito nazista, entrò nel ministero degli esteri tedesco nel 1935. Lo stesso anno si aggregò alle SS (in cui alla fine raggiunse il grado di SS-Brigadeführer).

Seguace delle teorie di Briand sulla comunità europea ed ardente francofilo, Abetz rappresentò la Germania in Francia nel 1938 e 1939, favorendo l'incontro tra giovani in collaborazione con il francese Luchaire e in questo periodo fu iniziato in massoneria nella loggia "Goethe" della Gran Loggia di Francia (GLF) Jean-André Faucher, Histoire de la Grande Loge de France, Éditions Albatros, 1981). Per queste sue convinzioni fu espulso dalle SS dopo la dichiarazione di guerra nel settembre 1939 e non fu utilizzato dai vertici nazisti fino a quando, costituito il governo di Vichy, Hitler non ritenne utile sfruttare a fondo le risorse del collaborazionismo francese. In seguito all'armistizio tra Francia e Germania, fu inviato come ambasciatore presso il governo collaborazionista del maresciallo Pétain di Vichy nel novembre 1940; tuttavia restò per la maggior parte del tempo a Parigi, ma in ogni caso svolse una utilissima azione, riuscendo a convincere sia Laval che Darlan a collaborare con i tedeschi. Lasciò la Francia nel settembre 1944 seguendo l'esercito tedesco in ritirata.

Nel dopoguerra venne arrestato e condannato: nel luglio 1949 un tribunale francese condannò Abetz a vent'anni di lavori forzati per crimini di guerra, in particolare per il suo ruolo nel preparare la deportazione di ebrei francesi verso i campi di sterminio nazisti, ma fu rimesso in libertà nell'aprile 1954.

Morì nel 1958 all'età di 55 anni, vittima di un incidente d'auto. Furono avanzate ipotesi per cui l'incidente era stato provocato per vendetta contro le sue azioni durante la guerra, ma non furono mai trovate prove al riguardo.

Onorificenze

Note

Bibliografia Barbara Lambauer, Otto Abbetz et les Français ou l'envers de la Collaboration, Arthème Fayard. 2001. B.P. Boschesi, Il chi è della Seconda Guerra Mondiale, Mondadori Editore, 1975 – vol. I, pag. 10

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Collegamenti esterni

Miller, Michael D.; Schulz, Andreas (2004). The SS-Brigadeführer 1933–1945. (Libro in CD-ROM) – Recensione di Marcus Wendel, Axis History Factbook Lambauer, Barbara, Abetz, Otto, in NDB-online, 1º ottobre 2022.

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