L'incubazione (in latino incubatioDal verbo incubāre «giacere sopra», dunque «stare disteso, dormire in un luogo».) è una pratica magico-religiosa della medicina sacerdotale che consiste nel dormire in un'area sacra allo scopo di sperimentare in sogno rivelazioni sul futuro (oniromanzia) oppure di ricevere cure o benedizioni di vario tipo.

Storia

Rituali di incubazione si conoscono già in epoca sumerica. Questa pratica richiedeva che un sognatore scendesse in un luogo sacro sotterraneo, dormisse una notte sognando e andasse da un interprete a raccontare il sogno, che di solito rivelava una profezia.

Nell'antica Grecia, l'incubazione veniva praticata dai membri del culto di Asclepio e le offerte votive ritrovate nei suoi centri di culto ad Epidauro, Pergamo e Roma attestano l'efficacia del rito. L'incubazione venne adottata da certe sette cristiane ed è tuttora in uso in pochi monasteri greci.

In Nordafrica la pratica dell'incubazione, estremamente antica (è segnalata già da Erodoto), è tuttora molto vivace. Essa si pratica soprattutto presso le sepolture dei familiari o di qualche santo o marabutto. Il termine che la designa più di frequente è asensi (dal verbo ens "passare la notte").

Rituali riconducibili all'incubazione sono attestati in diverse culture del mondo antico. Un esempio è presente nella Bibbia ebraica, nel racconto del sogno di Salomone a Gabaon nel Libro dei Re (1:3,4-15): Salomone si reca presso l'alto luogo di Gabaon per offrire sacrifici e durante la notte il Signore gli appare in sogno, concedendogli la possibilità di chiedere ciò che desidera. Salomone domanda un cuore capace di distinguere il bene dal male. Il racconto costituisce uno dei più antichi esempi letterari di sonno in un luogo sacro associato a una rivelazione onirica.

Nell'antica Grecia, l'incubazione fu praticata in particolare nei santuari di Asclepio, dio della medicina. I fedeli malati trascorrevano la notte in una struttura destinata al sonno rituale, generalmente denominata abaton o enkoimeterion, nella speranza che Asclepio apparisse in sogno e rivelasse una diagnosi o un trattamento. Le testimonianze relative ai santuari di Epidauro, Pergamo e Roma comprendono numerose iscrizioni e offerte votive che documentano le guarigioni attribuite all'intervento del dio.

Una forma di incubazione era inoltre associata agli iatromanti, figure dell'antica religiosità greca descritte nelle fonti come guaritori e profeti. Il termine greco (enkoimesis) indicava il dormire o il giacere per ottenere un'esperienza di carattere profetico o terapeutico. Lo studioso Peter Kingsley ha interpretato la pratica degli iatromanti nel quadro di una più ampia tradizione estatica e meditativa greco-asiatica, proponendo un confronto con concetti della tradizione indiana quali turiya e samadhi; tale interpretazione è tuttavia discussa e non costituisce un'interpretazione condivisa di tutte le fonti antiche.

Aristotele riferisce inoltre di una tradizione relativa alla Sardegna nel Fisica. Nel corso della sua discussione sul rapporto tra mutamento e percezione del trascorrere del tempo, afferma che si raccontava di persone che dormivano «presso gli eroi» (). Al loro risveglio, esse avrebbero collegato l'«adesso» successivo con quello precedente, senza percepire l'intervallo trascorso durante il sonno.Aristotele, Fisica IV, 11, 218b21-29. Il testo di Aristotele non specifica né lo scopo della pratica né la natura dei luoghi in cui si trovavano gli «eroi». Giovanni Filopono, nel commento alla Fisica, interpreta invece la tradizione sarda in senso terapeutico, riferendo di persone malate che dormivano presso gli eroi per ottenere la guarigione.Filopono, In Aristotelis Physica commentaria, IV, p. 639, 16-23. La pratica è stata successivamente interpretata da alcuni studiosi come una forma di incubazione rituale; è stata inoltre proposta, ma non è esplicitamente attestata da Aristotele, un'identificazione degli «eroi» con le Tombe dei giganti della Sardegna nuragica.

L'incubazione continuò a essere praticata nel mondo romano e fu successivamente adottata da alcuni gruppi cristiani. Nella tarda antichità e nell'Impero bizantino la pratica divenne particolarmente associata ai santuari dei santi guaritori, presso i quali i malati cercavano guarigione attraverso il sonno, la preghiera e le esperienze oniriche. Tra i santi associati a queste pratiche figurano Cosma e Damiano, Artemio, Ciro e Giovanni e Tecla. I racconti dei miracoli attribuiti a tali santi costituiscono una parte significativa della letteratura relativa alla medicina e alle pratiche terapeutiche bizantine.

La pratica si diffuse in varie regioni del Mediterraneo e, secondo le fonti e gli studi etnografici, sopravvisse in alcune forme anche nell'Europa occidentale e in ambienti monastici dell'area greca. In Nordafrica forme di incubazione sono attestate da epoca antica e sono state documentate anche in epoca moderna, soprattutto presso le tombe di familiari o presso i luoghi di sepoltura di santi e marabutti. In Cabilia, una di queste pratiche è indicata con il termine asensi, derivato dal verbo ens, «passare la notte».

Le pratiche moderne di incubazione del sogno, pur non essendo generalmente di carattere religioso, riprendono in parte l'idea antica di orientare intenzionalmente il contenuto dei sogni. Le tecniche contemporanee si basano soprattutto sulla formulazione di un'intenzione prima di addormentarsi e sulla concentrazione su una determinata persona, immagine, domanda o problema.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

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